Estratto del documento

Massimo Marengo

III liceo classico A

Liceo Classico G. B. Gandino, Bra

Anno scolastico 2007/2008

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Indice

Prologo………………………………………………………………………………..5

Motivazioni personali…………………………………………………………………7

L’investigazione più antica: L’Edipo re di Sofocle………………………………….9

Il detective del Medioevo: Il nome della rosa di Umberto Eco………………………12

Tra Dupin e Sherlock Holmes………………………………………………………..17

The murders in the rue Morgue di Edgar Allan Poe…………………………………17

A study in scarlet di Arthur Conan Doyle……………………………………………19

Dall’investigatore dilettante

alla squadra professionista: C.S.I. – Scena del crimine……………………………..23

La criminologia………………………………………………………………………..26

La medicina legale……………………………………………………………………26

La balistica……………………………………………………………………………27

L’investigazione come

conoscenza: I metodi per arrivare alla comprensione………………………………..29

Bibliografia……………………………………………………………………………31

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Prologo

La Bibbia ci racconta che il male nel mondo nacque con il fratricidio di Caino. Da quel momento l’odio diventò carattere peculiare dell’uomo, tanto resistente da avere il potere di muovere la storia a suo piacimento, tanto forte da sopraffare anche l’amore, tanto crudele da non risparmiare neanche i più deboli. L’omicidio è, sicuramente, la massima espressione dell’odio. Ma una società razionale e civile deve, per difendere i suoi membri, perseguire e punire ogni colpevole di un atto così terribile.

Ed ecco allora il bisogno di scoprire il perché, il come, e soprattutto il chi di quel misfatto.

Al giorno d’oggi è la polizia che si occupa dell’investigazione, poiché l’uccisione è considerata reato contro la comunità, in grado di destabilizzare l’ordine civile formatosi. Ma nel mondo romano antico, questo misfatto era considerato diversamente: la parte lesa era unicamente rappresentata dall’accusatore, e solo questi aveva l’interesse di scoprire il colpevole. Nessun magistrato sarebbe intervenuto di sua iniziativa: tramite la denuncia dell’accusatore, però, l’imperatore poteva decidere di condurre direttamente le indagini. “Mancano non nella letteratura ma nel mondo

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antico, le premesse perché possa nascere la figura di detective”

Tacito, uno dei più noti storiografi romani, racconta nell’opera Annales (IV, 22) un fatto di cronaca nera2. Il pretore Plauzio Silvano, per motivi ignoti, getta la moglie dalla finestra. Su denuncia del suocero, l’imperatore Tiberio compie le indagini e incrimina l’uomo per omicidio. Per la prima volta nella storia della letteratura vengono usati metodi d’indagine minuziosi, attenti e (quasi) scientifici.

Ancora lo storico, sempre negli Annales (XIII, 44), ci riporta un’altra vicenda, che culmina con un omicidio3. Il tribuno della plebe Ottavio Sagitta si innamora di una donna già maritata, Ponzia e con la promessa di ricchi doni le fa lasciare il marito. Ma la donna a questo punto non vuole più sposare il tribuno, avallando diversi motivi come scusante. Alla fine Ottavio riesce ad ottenere di passare un’ultima notte con l’amata: si incontrano ognuno con una persona al fianco. Durante la notte, Ponzia viene pugnalata dall’uomo, e la sua ancella ferita. All’indomani, viene scoperto il cadavere, e tutti sono a conoscenza dell’incontro avvenuto la sera prima. Il liberto di Ottavio si prende tutte le colpe, tuttavia una volta ristabilitasi l’ancella di Ponzia racconta la verità e il tribuno viene processato.

Entrambi i racconti sono intermezzi che permettono al lettore di lasciare la lettura impegnativa dei grandi eventi per una piccola pausa di rilassamento, anche se non si distaccano completamente dagli argomenti affrontati prima e dopo.

1 L. Stupazzini, I meccanismi della suspense nei padri fondatori, in “L’educazione letteraria nel biennio” (a cura di F. Piazzi), vol. I, p. 61; in F. Piazzi, A. G. Rampioni, Multa per aequora, letteratura antologia e autori della lingua latina, vol. 3, Cappelli Editore, Bologna, 2007, p. 74

2 F. Piazzi, A. G. Rampioni, Multa per aequora, letteratura antologia e autori della lingua latina, vol. 3, Cappelli Editore, Bologna, 2007, p. 73

3 Ivi, pp. 74-75 5

Prima ancora del periodo imperiale romano, possiamo trovare un “abbozzo” di storia di detection, rappresentato da una delle più note tragedie che ci sono state tramandate: l’Edipo re di Sofocle. Edipo agisce in prima persona per trovare chi ha ucciso il re precedente, e approderà ad una tristissima scoperta.

Se lo scopo di una ricerca scientifica è anche quello di trovare cause e conseguenze di tutti gli episodi, non si può prescindere dall’opera storiografica di Tucidide, La guerra del Peloponneso: egli analizza tutto ciò che succede, tutte le azioni, le situazioni e gli eventi, per afferrarne il significato e le circostanze da cui sono state generate. Adopera inoltre termini scientifici al fine di cogliere tutti i particolari in modo efficace e accurato.

Nel 1214, nacque Roger Bacon, latinizzato Ruggero Bacone. Oltre che frate francescano, egli fu filosofo, teologo, e scienziato: pose le basi per il metodo scientifico e per l’empirismo, ossia quel metodo che si propone di analizzare tutti i casi particolari per arrivare ad una legge universale.

A questi si ispira senza dubbio la figura di Guglielmo da Baskerville, protagonista del romanzo Il nome della rosa (1980) di Umberto Eco, la cui narrazione è ambientata proprio nel Medioevo in un monastero benedettino. È qui presente anche il tema dell’inquisizione, ossia di quei metodi spesso molto violenti che usava la Chiesa per far confessare un ipotetico colpevole ed avere così un capro espiatorio.

Bisogna aspettare l’epoca degli illuministi perché si presentino le premesse favorevoli allo sviluppo di una sorta di romanzo poliziesco. In quel periodo infatti si ha un incremento del numero di lettori, aumentano la divulgazione scientifica e l’esaltazione della ragione e il pubblico presta sempre più attenzione alla criminalità e alla giustizia; inoltre si sviluppa una nuova sensibilità al mistero, che produce una sorta di ansia, di angoscia. Questo stato d’animo è una delle principali caratteristiche

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del gothic novel4.

Circa cinque secoli dopo viene edito un racconto dello scrittore statunitense Edgar Allan Poe (1809-1849), The murders of the rue Morgue, nel quale un uomo con notevoli capacità analitiche risolve un caso di omicidio. Nel 1887 esce A study in scarlet, primo romanzo dove vediamo protagonisti Sherlock Holmes e Watson, i celebri personaggi nati dalla penna di Arthur Conan Doyle. Grazie a questi due romanzi nasce il genere poliziesco, che avrà tanta fortuna negli anni a venire. In questo genere di narrazione, non ci si sofferma tanto sull’efferatezza del crimine né questa suscita particolare impressione nei personaggi principali. Proprio perché il romanzo poliziesco ruota attorno alla risoluzione di un crimine attraverso un procedimento investigativo, all’enigma e ai personaggi non viene dato molto rilievo,

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eccezione fatta per il personaggio principale, il detective5, colui che risolve il mistero

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ristabilendo l’ordine.

4 Il gothic novel, o romanzo del terrore, nasce in Inghilterra con Horace Walpole.

5 Le parole inglesi “detective” e “detection” derivano dal verbo latino “detegere”: scoprire

6 E. G. Laura, Storia del giallo da Poe a Borges, Nuova Universale Stadium, Roma, 1981, p.14 6

Arrivando ai giorni nostri, si può dire che il romanzo giallo sia uno dei generi più seguiti e amati dal pubblico di tutto il mondo. Fa parte della paraletteratura, ossia di quel tipo di letteratura atta allo svago, adeguata all’identificazione del lettore nel

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personaggio, e che non deve imporre principi etici o morali7.

L’investigazione intanto diventa sempre meno un’arte e sempre più un metodo in cui la mera osservazione dei fatti non basta, essa si deve avvalere di esperimenti scientifici per poter ottenere validità. Se nel Medioevo ognuno poteva essere indagato e condannato a morte senza un regolare processo, solamente in nome della Santa Fede; se nel XIX secolo era appena stato introdotto il corpo di polizia statale, e molti lo designavano come spione, mouche, per cui toccava ad una persona esterna più intelligente risolvere il caso; oggi sarebbe impensabile un’investigazione senza concedere diritti all’accusato o senza strumenti altamente professionali. Piuttosto recentemente sono stati introdotti corpi speciali per l’investigazione dei crimini più efferati. Espressione di questo in Italia è la forza dei RIS, Reparto Investigazione Scientifica dell’Arma dei Carabinieri, che ha la sua sede più prestigiosa a Parma. In America è presente invece il CSI, Crime Scene Investigation, che ha ispirato la nota serie Tv CSI. Questa ha il merito di aver portato nelle case di tutti i profani i segreti della criminologia moderna, basata sull’analisi scientifica di ogni prova trovata su di una scena del crimine. Tutto ciò è stato permesso dalle recenti scoperte nei rami della chimica e della fisica.

Motivazioni personali

Ho scelto questo tema perché sono sempre stato affascinato da romanzi e serials gialli. Già da piccolo ero un puntuale spettatore delle investigazioni di Jessica Fletcher, detective donna nel telefilm “La signora in giallo”.

Mi sono appassionato pochi anni fa ai romanzi di Michael Connelly, ex giornalista di cronaca nera del New York Times, che ambienta i suoi gialli a Los Angeles ed hanno quasi tutti come protagonista il commissario di polizia Hieronimus Bosch, omonimo del pittore rinascimentale. È sempre presente il tema dei più deboli, degli oppressi, contro l’Hollywood degli attori ricchi belli e famosi. Troviamo la bambina resa schiava delle pulsioni sessuali di un padre orco, troviamo il povero ingiustamente accusato meramente perché di origine africana, troviamo spesso poliziotti corrotti.

In tutte e tre le serie di C.S.I. (Scena del crimine, Miami e New York) sono presenti diverse scene di violenza e di corpi straziati e mutilati, per esempio cadaveri divorati dalle tigri dello zoo di Central Park, oppure persone che si strappano il braccio a morsi per fuggire dal proprio aguzzino che li aveva incatenati. Queste hanno sviluppato in me una specie di gusto dell’orrido e del terrore.

Mi ha sempre affascinato, inoltre, la terribile lucidità e lo studio che molti criminali usano per arrivare a compiere un delitto. Preparano il piano con minuziosità e senza lasciare traccia alcuna, lasciando tuttavia una firma, che può essere il tipo di arma del delitto, il metodo con cui compiono il crimine, oppure come nella settima season di

7 F. Piazzi, A. G. Rampioni, op. cit., p. 279 7

C.S.I. – Scena del crimine facendo trovare dopo ogni omicidio un plastico raffigurante la scena del delitto e il cadavere, compresi tutti i dettagli come le pentole appese sopra il lavello e le foto sullo scaffale. L’indagine che porta poi alla scoperta del serial killer dev’essere attenta e minuziosa, tale da non lasciarsi sfuggire alcunché, poiché ogni particolare potrebbe mostrarsi come la chiave di volta per comprendere il suo modus operandi, così da riuscire a prevenire il delitto.

L’anno scorso, studiando la tragedia, mi aveva colpito la figura di Edipo, che non si accontenta di un responso divino, non vuole credere a ciò che non vede, ma ha bisogno di scoprire la verità ricercando, interrogando, facendo chiamare testimoni

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senza farsi dissuadere da alcuno8: è lui che si è preso il compito di scoprire la verità, ed è proprio lui che scoprirà la verità, per quanto orribile si rivelerà.

In questo contesto mi è venuto il desiderio di elaborare la mia tesina di maturità sui vari metodi investigativi che sono stati utilizzati nella storia della letteratura, ma che naturalmente riflettono ognuno il mondo reale ad essi contemporaneo.

La prima indagine della storia

8 Questo “non credere a ciò che non si vede” può essere un rimando al criterio dell’autopsia utilizzato da Tucidide per la sua opera già citata, La guerra del Peloponneso 8

“L’Edipo re”

Sofocle

L’autore

Sofocle è uno dei tre grandi tragediografi della Grecia classica universalmente conosciuti. Visse ad Atene nel V secolo a.C., fu quindi spettatore delle più significative vicende militari e politiche di Atene: la battaglia di Maratona, l’evacuazione della città prima dello scontro navale di Salamina, la progressiva evoluzione della politica interna della città da Temistocle a Pericle, la guerra contro Sparta, l’ascesa di Alcibiade e la disastrosa spedizione di Sicilia. Fu amministratore del tesoro della lega Delio-Attica, stratega con Pericle nel 441 e con Nicia nel 427, fece parte del consiglio delle dieci persone incaricate di preparare la nuova costituzione oligarchica dei Quattrocento. Personaggio dunque molto in vista in quell’Atene culla di tutta la cultura occidentale, ottenne la prima vittoria come tragediografo a circa 28 anni, prevalendo sull’amico e collega Eschilo. La sua produzione fu probabilmente vastissima: secondo gli antichi, egli avrebbe composto in cinquant’anni di attività 123 drammi, di cui però solo sette ci sono pervenuti, Aiace, Antigone, Trachinie, Edipo re, Elettra, Filottete, Edipo a Colono.

Analizzeremo ora l’Edipo re, perché presenta al suo interno il primo racconto di un’investigazione per omicidio.

La trama

La tragedia si apre con la pestilenza e la carestia che affligge la città di Tebe, di cui Edipo, colui “…nato da chi non si doveva, unito a chi non si doveva, assassino di chi

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non si doveva.”9, è re. I suoi sudditi gli chiedono di liberarli da queste calamità, come li aveva liberati anni prima dall’enigma della Sfinge. Viene dunque inviato il cognato Creonte a consultare l’oracolo di Delfi, il quale pronuncia un responso chiarissimo: la peste non cesserà fino a quando non verrà trovato l’assassino di Laio, precedente re di Tebe. Edipo allora giura solennemente che ricercherà il colpevole: non appena lo avrà identificato, lo allontanerà dalla città, fosse anche una persona che vive presso il suo stesso focolare. Il protagonista chiede altre informazioni a Creonte, il quale continua dicendo che al tempo in cui la città era sotto l’incubo della Sfinge, Laio stava andando a Delfi, quando lungo la strada fu assalito da briganti, da cui, secondo il racconto di un testimone, fu ucciso. Risoluto più che mai, il protagonista fa chiamare l’indovino Tiresia, il quale interrogato dice che preferisce tacere per non portare altre sventure. Edipo si arrabbia, Tiresia allora lo accusa di parricidio e di incesto, Edipo si arrabbia sempre più, pensa che sia in combutta con Creonte per detronizzarlo, e caccia in malo modo l’indovino.

Interviene Giocasta, vedova di Laio ed ora moglie di Edipo: rimane incredula alle parole di Edipo, che accusano il fratello. Questa invita il marito a non dare ascolto a nessun oracolo e a nessun profeta: anche a Laio era stata fatta una profezia, in cui era

9 Sofocle, Edipo re, vv. 1184-1185 9

stato detto che sarebbe stato ucciso dal figlio, mentre l’unico figlio nato era morto da piccolo, esposto sul monte Citerone. Laio è stato ucciso da banditi sulla strada per Delfi, là dove si incontrano tre strade. Edipo allora le fa altre domande sul luogo della morte del suo primo marito, e le risposte gli aumentano il turbamento. Chiede dunque di cercare il testimone dell’omicidio, che vive lontano da Tebe.

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