Estratto del documento

Tutto sull'India

Letteratura........................ la forza dell'amore-Gandhi

Geografia................................L'India o Unione Indiana

Storia................................L'indipendenza indiana

Inglese........................................The British Empire

Scienze................................La deriva dei continenti

Educazione musicale............Le origini della musica in India

Educazione artistica........................Arte indiana

Educazione tecnica........................................Il tè

Educazione fisica........................................Lo yoga

Letteratura

Divenuto una figura leggendaria, Gandhi fu assassinato mentre cercava di convincere alla pace le opposte fazioni degli indù e dei musulmani del suo Paese. Il brano è tratto da un libro che raccoglie i suoi pensieri e in esso vengono espressi l'amore, la pace e la non-violenza.

La forza dell'amore

L'ahimsa (amore) non è soltanto uno stato negativo consistente nel non fare il male ma anche uno stato positivo consistente nell'amare, nel fare il bene, a tutti, anche a chi fa male. L'ahimsa non è cosa tanto facile. È più facile danzare su una corda che sul filo dell'ahimsa. La non-violenza è la più alta qualità del cuore. La ricchezza non vale a conseguirla, la collera la svia, l'orgoglio la divora, la gola e la lussuria la offuscano, la menzogna la svuota, ogni fretta ingiustificata la compromette. Con la non-violenza non vogliamo distruggere i capitalisti, ma abolire il capitalismo. La non-violenza è la legge degli uomini, la violenza è la legge dei bruti. La violenza è sempre la violenza. La violenza è sempre un peccato. Per diventare una vera forza la non-violenza deve nascere dallo spirito. C'è la non-violenza del debole, del vile: da esso non può venire mai niente di buono. La non-violenza non vuol dire rinuncia ad ogni forma contro il male. Tutt'altro. La non-violenza (almeno come la concepisco io) è una lotta ancora più attiva e reale della stessa legge del taglione (sistema di pena occhio per occhio, dente per dente) ma sul piano morale.

L'India o Unione Indiana

La regione indiana è una penisola triangolare delimitata a sud dall'Oceano Indiano e chiusa a nord dalle catene del Karakoram e dell'Himalaya. Esse sono le più alte e sono state create a causa della spinta della zolla tettonica indiana che si è congiunta all'Asia. Al centro dell'India si può notare un vasto altopiano, il Deccan, e ai lati le valli fluviali. Questo altopiano è abbastanza arido poiché sui bordi ha delle catene montuose che fanno da barriera all'umidità oceanica. L'India possiede una grande isola di nome Sri Lanka a sud-est della propria punta. I fiumi principali sono l'Indo, il Gange ed il Brahmaputra ed il clima è monsonico.

Gli antichi abitatori dell'India provenirono dalla Mesopotamia, dall'Africa e dall'Asia centrale. Si sviluppò la civiltà vedica che formulò la religione induista. Dal 6° secolo a.C. si diffuse il buddhismo. La regione si divise in quattro parti, con gli induisti al centro dell'India mentre i buddhisti a Ceylon, l'antico nome dello Sri Lanka. L'India verso il '500 era il mercato delle spezie quindi Francesi ed Inglesi la colonizzarono. Gli inglesi sfruttarono i territori migliori per le piantagioni di colture industriali, ma rispettarono le tradizioni del luogo. Nelle città contribuirono a formare una borghesia istruita. A causa delle rivalità che nacquero dopo l'indipendenza indiana fra indù e musulmani si formarono il Pakistan (islamico) e l'India (indù).

L'India comprende 25 stati più il distretto della capitale New Delhi.

Diverrà forse il paese più popoloso del mondo poiché gli abitanti hanno già superato il miliardo. La lingua ufficiale è l'hindi ma a causa di molti dialetti per capirsi è meglio parlare l'inglese. Vi è una forte maggioranza induista. Due terzi dei terreni appartengono ai grandi proprietari. È questa la principale ragione dell'urbanesimo dove braccianti senza terra si avviano verso le città nella speranza di trovare un'occupazione. Il 70% della popolazione è rurale. In molti villaggi non arriva l'elettricità, non esistono fognature e servizi igienici. Essendo povere molte persone sono analfabete.

Le basse valli del Gange e del Brahmaputra sono le regioni più popolate del globo. Le città sono cresciute troppo e superano tutte i 5 milioni di abitanti. L'India povera vive nei villaggi, l'India miserabile ai margini delle città dove frequente è lo sfruttamento con paghe minime. Le produzioni agricole sono in aumento grazie alla diffusione dell'irrigazione ma il regime dei monsoni mette l'agricoltura in costante pericolo. Se recano piogge troppo violente, si hanno alluvioni devastanti ma se ritardano vi è il disastro della siccità. L'India è il primo produttore mondiale di tè ed è nota per la lana degli ovini del Kashmir. La carne dei bovini viene usata per scopi religiosi. Il paese ha centrali nucleari per uso civile e nucleare e possiede la bomba atomica che viene usata come deterrente.

Le multinazionali hanno aperto stabilimenti con le lavorazioni chimiche più rischiose.

L'India è inoltre il paese dopo gli USA per numero di scienziati ed ha sviluppato grandi competenze in informatica: i trasporti fluviali sono intensi, quelli ferroviari si basano sulla rete costruita dagli inglesi ed il sistema stradale è in continuo rinnovamento e sviluppo.

L'indipendenza indiana

Dopo la prima guerra mondiale si fecero più forti le richieste di indipendenza da parte delle colonie britanniche alla Gran Bretagna. Il governo britannico iniziò a concedere una progressiva autonomia ai dominions (le colonie di popolamento bianco). Nel 1931 fu creato il Commonwealth, libera associazione di comunità autonome.

In India si intensificò il movimento nazionalista guidato dal partito del congresso. Dopo il conflitto mondiale aumentarono i sostenitori di una linea più radicale, che rivendicava l'autogoverno del paese. Il governo britannico alternò repressioni e concessioni: gli indiani ottennero libertà amministrative a livello locale ma il governo del paese rimaneva nelle mani del viceré britannico.

Negli anni venti il partito del congresso trovò in Mohandas Karamchand Gandhi detto il Mahatma (=grande anima) un capo di straordinario prestigio e di grande capacità politica. Era contrario alle azioni violente infatti attuò una forma politica che consisteva nell'opporsi in modo non violento, con lo sciopero della fame. Musulmani ed indù non comprarono più le merci dagli inglesi, disobbedendo pubblicamente alle leggi ingiuste dunque furono costretti a rinunciare all'Impero. Gandhi lanciò diverse campagne di opposizione agli inglesi e grazie anche alla famosa "marcia del sale", che consisteva nel camminare per centinaia di chilometri a piedi sino al mare allo scopo di raccogliere il sale che era monopolio britannico. Grazie ai vari interventi di Gandhi, l'India riuscì ad ottenere l'indipendenza nel 1947 facendo salire però a galla le rivalità tra musulmani ed indù.

The British Empire

The British already had colonies in north America and the British East India Company was a powerful force in Asia. But France was Britain's great rival in both continents. The British Empire then extended to other regions of Asia, to Australia and New Zealand and, finally, to large parts of Africa. By 1900 the British empire covered about one quarter of the whole world. From 1947 to 1966 first India and then the other countries of the British Empire become independent.

La deriva dei continenti

Sino ai primi anni del '900 ci si accorse subito della sconcertante corrispondenza tra le coste occidentali dell'Africa e quelle orientali del Sud America. Se poi si confrontano tra loro i profili della piattaforma continentale, cioè della faccia rocciosa che contorna i continenti sotto il livello del mare, ci si accorge che la corrispondenza è ancora più evidente. Intorno al 1912 questa semplice osservazione colpì anche Alfred Wegener, fisico e meteorologo tedesco, e gli suggerì l'idea che i continenti fossero un tempo uniti a formare un blocco unico. Questo "supercontinente", chiamato Pangea (="tutta terra"), avrebbe in seguito cominciato a smembrarsi in più piccoli continenti che si sarebbero allontanati gli uni dagli altri, sino ad occupare le posizioni attuali. La teoria di Wegener è conosciuta come teoria della deriva dei continenti. Essa è stata confermata da molte prove. Una di queste è di tipo paleontologico: da ritrovamenti fossili si è scoperto che specie identiche di animali e vegetali del passato vivevano in zone della Terra oggi molto distanti fra loro.

Un'altra prova a favore della teoria di Wegener è di tipo geologico ed è da ricercare nelle rocce che si trovano lungo i margini dei continenti idealmente riuniti: alcuni ammassi rocciosi metamorfici africani sono identici, anche nella posizione degli strati, a quelli del Brasile.

Anche lo studio dei climi del passato può fornire prove della deriva dei continenti: si sono trovati depositi glaciali tra le rocce di circa 300 milioni di anni fa in America meridionale, in Africa meridionale e centrale, in Australia ed in India; ciò dimostra che a quel tempo tali terre si trovavano insieme in una zona a uguale latitudine, dove il clima doveva essere glaciale.

I continenti stanno ancora oggi andando alla deriva con una velocità di pochi centimetri all'anno, cosicché la loro attuale configurazione non è definitiva. Ad esempio, l'oceano Atlantico si sta gradualmente allargando, ma per compensare questo ampliamento il Pacifico si restringe progressivamente; nello stesso tempo, a causa dello spostamento dell'Africa verso l'Europa, il mare Mediterraneo si sta restringendo e finirà con lo sparire completamente. Interessante è anche l'analisi del movimento dell'India: quando Pangea si divise in Gondwana e Laurasia, l'India era parte di Gondwana; più tardi, tuttavia, si separò dal supercontinente e si spostò rapidamente verso nord all'insolita velocità di 17 cm all'anno, fino a entrare in collisione con l'Asia. La collisione causò il corrugamento dell'Himalaya, che continua tuttora. La ciclicità del processo di deriva suggerisce che la giunzione di masse continentali si verificherà ancora in un futuro più o meno lontano, e prima o poi tutti i continenti finiranno con il riaggregarsi in un nuovo unico supercontinente.

Le origini della musica in India

"Nulla al mondo ed agli dei è più gradito della musica." Dicevano gli antichi scrittori indiani. Sono molte le testimonianze della grande passione di questo popolo per l'arte dei suoni coltivata almeno dal secondo millennio A.C. Il loro dio Krishna era adorato come sommo musicista. Alle melodie si attribuivano poteri soprannaturali e la musica aveva il preciso potere di influenzare il corso della vita e di portare alla più alta beatitudine. L'antica teoria musicale indiana è basata sulla successione di sette suoni che, secondo la tradizione, rappresentano i pianeti del sistema solare. L'ottava però anziché essere divisa in toni e semitoni può essere frazionata in intervalli di suono molto piccoli detti sruti. La teoria moderna utilizza ancora la notazione antica e si sviluppa attorno a due elementi di primaria importanza: il raga ed il tala. Il raga è un modo mentre il tala è un "modo ritmico". Essi nell'esecuzione musicale si intrecciano: il cantante segue la melodia (raga) mentre il percussionista elabora il tala, dando vita a complesse realizzazioni improvvisate.

Arte indiana

Fin dal 13 secolo gli europei vennero in contatto con l'arte indiana che è stata però poco compresa e conosciuta nei paesi occidentali, anche per la difficoltà di penetrare nello spirito di questo popolo, così diverso dal nostro per civiltà e religioni. Le maggiori testimonianze di arte indiana risalgono al medioevo. In tutto il corso della civiltà indiana i monasteri e i templi sono stati l'espressione tipica dell'arte, accompagnati da sculture che riguardano esclusivamente la raffigurazione di divinità. Fin dai tempi più antichi sono caratteristici dell'architettura indiana i templi completamente scavati nella roccia di struttura anche complessa, a volte a più piani sovrapposti. Negli edifici sacri assumeva grande rilievo la decorazione, che riempiva ogni spazio e completava con le sue immagini la funzione del tempio. I templi indiani sono interamente scavati nella roccia dove tutti gli elementi costituiscono un tutto unico con la pietra del terreno. La costruzione è realizzata per intaglio in modo simile ad un'immensa scultura. Le parti esterne hanno decorazioni a rilievo fittissime. I templi di epoca più tarda hanno una struttura tipica su piani sovrapposti con torre a gradoni. Per il loro aspetto monumentale sono detti anche templi-montagna. Nel particolare di un altro tempio indiano vi sono sculture a tutto tondo e con bassorilievi con divinità e figure umane scolpite nella pietra.

Il tè

Il tè è la bevanda che si prepara per infusione delle foglie trattate della pianta del tè, immerse in acqua bollente. La pianta originaria del sud-est asiatico è un piccolo albero sempreverde di tipo arbustivo che appartiene alla famiglia delle Theaceae. Le foglie, di colore verde scuro hanno forma ellittica e bordi seghettati e la pianta produce fiori bianchi profumati.

Anche se il suo valore commerciale è inferiore a quello del caffè, il tè è al primo posto per diffusore tra le bevande di tutto il mondo.

Le piante del tè vengono fatte crescere in piantagioni, in aree nelle quali le precipitazioni piovose siano abbondanti e il terreno ricco e argilloso. Esse crescono più lentamente dove l'aria è più fredda e le loro foglie acquistano un aroma migliore. Il tè prodotto sulle pendici più basse dell'Himalaya, nei pressi di Darjeeling, in India, è considerato tra i più gradevoli del mondo.

Le foglie vengono raccolte manualmente da lavoranti esperti. Per produrre il tè si utilizzano solo le foglie più giovani e piccole.

I tre tipi principali di tè che vengono prodotti oggi sono quello nero, quello scuro cinese e quello verde.

Diversi tipi di tè, mescolati e non mescolati, hanno acquistato fama per i loro caratteristici aromi. I paesi che hanno la maggiore produzione mondiale di tè sono India, Ceylon, la Repubblica Popolare cinese ed il Giappone.

Lo Yoga

Numerosi sono i rituali, le pratiche e le cerimonie. Una forma usuale di preghiera è la recitazione del Mantra (formule sacre) mentre lo Yoga è il metodo che, attraverso il controllo del respiro e nell'esercizio di tecniche fisiche, consente di ottenere il dominio di forze spirituali. Il termine Yoga è usato nel senso di "pratica della meditazione". Fa parte del comportamento corretto di un Indù fermarsi a riflettere sul senso della vita meditando ed adorando le divinità. Per questo egli pratica lo Yoga, un metodo di azione e meditazione con il quale seguire la strada della perfezione. Con lo Yoga l'indù riesce ad avere il pieno controllo del proprio corpo e del proprio spirito. Lo yogin è chi sottomette il proprio respiro ai propri sensi e pensieri per guidarli verso l'unione con la divinità. Lo Yoga prevede otto fasi fondamentali:

  • Disciplina morale irreprensibile;
  • Purificazione spirituale e corporea;
  • Conoscenza delle posizioni fondamentali;
  • Autoregolazione della respirazione;
  • Distacco dai sensi del mondo materiale;
  • Controllo del pensiero;
  • Meditazione totale;
  • Illuminazione, fusione con la divinità.

Gli aspiranti yogin possono scegliere le pratiche che più si adattano alle loro capacità e all'ambiente in cui vivono: molti yogin praticano lo hathayoga "yoga del fisico" che si fonda sullo sviluppo del controllo del corpo.

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