“L'incubo”
Lavoro di approfondimento di Valeria Paliero - esame di Stato a.s. 2000-2001
Introduzione generale
L’incubo è una costante nella storia della cultura e nell’evoluzione del pensiero umano: facendo riferimento alla cultura occidentale, la sua prima teorizzazione e rappresentazione è rintracciabile nel mondo greco. Il suo significato psicologico e la sua funzione sociale nel pensiero moderno trovano la loro spiegazione fondamentale nelle tesi formulate da Freud ne “L’interpretazione dei sogni”.
Scopo di questa mia breve ricerca è, in un primo momento, trovare le connessioni che legano le varie forme di manifestazione dell’incubo dall’antichità romana, e ancor prima, dal mito greco, fino al pensiero psicoanalitico della fine del XIX secolo. In un secondo momento, verificherò invece la perdurante attualità della spiegazione freudiana rispetto alle forme di manifestazione che l’incubo ha assunto nel secolo appena terminato. Concluderò, poi, analizzando lo slittamento semantico cui questo termine è andato incontro: non più solo “sogno a contenuto negativo”, ma vera e propria incarnazione dei terrori e delle paure - essenziali ed esistenziali - dell’uomo moderno.
L’interpretazione freudiana dell’incubo
“L’interpretazione dei sogni”, opera redatta nel 1899, Freud esamina varie tipologie di sogni, tra cui quelli cosiddetti “a contenuto angoscioso”; vale a dire, rappresentativi di un male o di una situazione di pericolo che incombono sul soggetto attinto da questa esperienza.
Componente fondamentale e comune a tutti gli incubi è la presenza di situazioni che riguardano una minaccia di un evento grave, e anzi per lo più gravissimo, che in sogno il soggetto si rappresenta come attuale. Freud distingue però diverse tipologie di incubi, suddividendoli e classificandoli in base al contenuto, alla causa scatenante, o al suo significato psicologico. Riporto di seguito le diverse categorie di incubi su cui Freud si sofferma, correlandole con vari esempi, che egli stesso ha avuto modo di riscontrare nei propri pazienti.
Stimoli esterni
1) In molti casi si tratta di rappresentazioni indotte da “...il rimbombo del tuono ci porta nel cuore di una battaglia, il canto del gallo può diventare l’urlo di angoscia di un uomo, il cigolio di una porta un’irruzione di rapinatori...”. E ancora: “Distesi di sbieco con i piedi che sporgono dall’orlo del letto, possiamo sognare di trovarci sull’orlo di un pauroso precipizio, o di precipitare da un’altura scoscesa. Se la testa ci va a finire sotto il cuscino, allora un’enorme roccia ci sovrasta e sta per seppellirci...”. Questi sono solo alcuni esempi, ai quali Freud aggiunge casi clinici da lui riscontrati nel corso della sua attività: un uomo sognò di essere aggredito da individui che gli infilavano un palo tra l’alluce e il secondo dito: svegliatosi, si accorse di avere un filo di paglia tra le dita del piede. Lo stesso uomo indossando una camicia con il collo troppo stretto sognò di venire impiccato. Un altro, dopo l’applicazione di una crema sulla testa, di essere scotennato dagli indiani.
Stimoli interni
2) Talvolta si tratta di sogni causati da forti stimoli interni (di natura patologica). Gli ammalati di cuore sono tormentati da incubi di morte in circostanze atroci, i tubercolotici hanno incubi di soffocamento, mischia e fuga, quelli con disturbi alla digestione, rappresentazioni di nausea o di disgusto.
Reiminiscenze infantili
3) Talvolta, poi, l’incubo riproduce esperienze riconducibili a reminiscenze infantili. Esperienze di questo tipo sono le apparizioni di spettri, briganti e ladri notturni.
Significato
4) Con particolare riguardo al significato degli incubi Freud lo identifica, anzitutto, nella funzione psicologica (e quindi anche sociale) di razionalizzazione dell’ignoto (e dell’indominabile in genere). Un esempio significativo di questo paradigma, su cui Freud si sofferma, è il sogno dell’esame di maturità, o di laurea. Tale sogno angoscioso si presenta quando un compito di particolare responsabilità attende il soggetto: il timore di un fallimento indurrebbe così la rappresentazione di un’esperienza passata, in cui la grave angoscia si sia dimostrata ingiustificata, e contraddetta dal risultato. Il contenuto latente alla base di quest’incubo sarebbe dunque un miscuglio di autocritica e di consolazione: ecco perché sogni siffatti si manifestano solo dopo che l’esame in questione sia stato superato.
5) Con attenzione, infine, ai contenuti si osserva che le esperienze esistenziali cui questo tipo di rappresentazioni sono riconducibili sono essenzialmente tre, identificabili con i passaggi-chiave dell’esistenza umana: la nascita, l’esperienza sessuale e la morte.
Il passaggio per ambienti stretti, o la permanenza nell’acqua rappresentano la nascita. Apparizioni maligne o sogni di esami possono simbolizzare l’esperienza sessuale. I sogni di morte più comuni hanno invece come oggetto più che la propria la morte, la morte di persone care.
L’incubo nel mondo classico
1) Risvolti mitologici e religiosi
Secondo antiche credenze mitologiche l’incubo era un essere demoniaco, una sorta di genio malefico che opprimeva la persona durante il sonno, dapprima comunicandole un senso generale di soffocamento, e quindi congiungendosi carnalmente con lei. È qui dunque già presente la duplice componente dell’incubo: da un lato, il suo carattere ignoto e malefico, dall’altro lato, la proiezione sessuale.
Incubus
Nella tradizione romana il termine è uno dei nomi secondari attribuiti a Fauno, insieme ad altri come Fatuus, Fatuclus e Inuus. Le fonti che attribuiscono tale epiteto alla divinità silvestre sono tarde e sporadiche e ne precisano le caratteristiche come manifestazione visiva, notturna e a sfondo sessuale. Lo stesso Plinio il Vecchio ci informa intorno ai rimedi offerti dalla medicina popolare per tutelarsi da incubi ricorrenti.
Plin. nat. 30.84
“...rursus Magi tradunt lymphatos sanguinis talpae adspersu resipiscere, eos vero, qui a nocturnis diis Faunisque agitentur, draconis lingua et oculis et felle intestinisque in vino et oleo decoctis ac sub diu nocte refrigeratis perunctionibus matutinis vespertinisque liberari.”
“... I Magi tramandano inoltre che quelli in preda al panico possono rinsavire se cosparsi di sangue di talpa, mentre coloro che sono tormentati da apparizioni notturne di dei o di Fauni, possono essere liberati con massaggi mattutini e serali fatti con un decotto di lingua, occhi, fiele e interiora di serpente, lasciato a raffreddare in vino e olio per un giorno e una notte.”
Incubus
La presenza di una figura come Incubus non è attestata solo nella tradizione romana, ma trova rispondenza in figure analoghe quali l’Efialte in Grecia, e l’Alp Mahr nel mondo germanico, l’Alu in quello babilonese e molti altri ancora.
Perfino oggi, nelle tradizioni popolari italiane, sono presenti figure di incubi sotto varie forme: “uomini incubo” capaci di abbandonare temporaneamente il proprio corpo, animali mostruosi, nani o gnomi di ogni sorta.
Per quanto concerne il significato religioso del termine incubo, è necessario fare riferimento alla pratica dell’incubazione, diffusa in modo particolare in Grecia. Questo rito consisteva nel recarsi a dormire nei templi, in spazi appositamente riservati, e attendere in sogno l’apparizione del dio. Questi, manifestandosi di persona o inviando visioni che i sacerdoti avrebbero poi dovuto interpretare, illuminava il dormiente riguardo al suo futuro. Pratiche di questo genere trovano testimonianza nei Discorsi sacri di Elio Aristide, il quale ne parla a proposito del dio Asclepio, interrogato sulle possibili cure di malattie.
2) Un tentativo di razionalizzazione: l’Onirocritica
Oneirokritikà è il titolo di un’opera in cinque libri il cui autore è Artemidoro, un greco vissuto nella seconda metà del II secolo che si professava interprete di sogni. I primi quattro libri dell’opera raccolgono gli elementi principali del sogno, il quinto è una semplice raccolta di sogni interpretati.
Nonostante il baratro temporale che separa questo autore greco dal celebre psicoanalista austriaco, ho cercato di analizzare l’opera del primo alla luce delle moderne teorie freudiane.