Inconscio e coscienza
La nuova scienza che va oltre l’immaginabile
Percorso interdisciplinare
A.S. 2007/2008
Liceo scientifico “E. Majorana”
Filosofia. La manifestazione dell’inconscio: Freud.
Inconscio e coscienza
Filosofia
Sigmund Freud. La nozione di inconscio fu elaborata da Freud, riferita ai contenuti psichici (desideri, ricordi, paure, idee) non presenti alla coscienza dell’individuo.
“Il sogno è il tentato appagamento di un desiderio.”
O Italo Svevo. Con “La coscienza di Zeno” si scopre che spesso si desiderano cose inconfessabili e ingiustificabili agli occhi della mentalità borghese.
“Il vino è un grande pericolo specie perché non porta a galla la verità. Tutt’altro che la verità anzi: rivela dell’individuo specialmente la storia passata e dimenticata e non la sua attuale volontà; getta capricciosamente alla luce anche tutte le ideucce con le quali in epoca più o meno recente ci si baloccò e che si è dimenticate; trascura le cancellature.” da “La
Inglese
20th Century. Joyce è considerato uno dei padri letterari del XX secolo, con le sue innovazioni tematiche e stilistiche superano i confini nazionali e mettono profonde radici negli scrittori del Novecento: rappresentazione anti-eroica e lo stile rivoluzionario dello “stream of consciousness” ovvero “il flusso di coscienza”.
“Un uomo di genio non fa errori. I suoi errori sono voluti e sono portali di scoperta.” da
Arte
Füssli. L’incubo: opera che libera l’io del sogno visionario, quel momento cioè in cui, dormendo, l’inconscio prende il sopravvento sulla ragione e sulla coscienza.
“Il sogno vede il mondo in una luce di strano idealismo e spesso rafforza gli effetti di ciò che vede attraverso la sua profonda comprensione dell’essenza delle cose. Ci presenta davanti agli occhi la bellezza terrestre in uno splendore veramente celestiale e mostra il sublime nella sua maestà più alta, ci mostra le nostre paure di ogni giorno nella forma più orrenda e muta il nostro divertimento in scherzi incredibilmente pungenti. E spesso, quando ci svegliamo e siamo ancora sotto l’influsso di una di queste impressioni, non possiamo non riconoscere che mai nella nostra vita il mondo reale ci ha offerto il suo eguale.”
Latino
Seneca. “Epistulae ad Lucilium”:
