Razzismo, guerra e diritti civili
Durante questo anno scolastico abbiamo trattato l’argomento del razzismo, analizzando testi poetici e biografie di uomini che hanno affrontato più o meno pacificamente le loro battaglie per i diritti civili.
Come Malcolm X, la X sostituisce il cognome che i suoi antenati avevano ricevuto dal padrone bianco e che Malcolm abbandonò. Nasce nel 1925, settimo di undici figli, i genitori fanno parte del movimento di liberazione dei neri e per questo il padre viene assassinato, più tardi la madre si ammala e viene dichiarata legalmente non sana di mente. La famiglia si disperde e Malcolm finisce con dei tutori, espulso da scuola per comportamento antisociale finisce in una casa di correzione.
Si distingue come brillante studente di legge ma abbandona quando il suo insegnante preferito gli dice senza mezzi termini che diventare un avvocato non era “un obiettivo realistico per un negro”. Lasciata la scuola, Malcolm diventa uno sbandato: entra a far parte di alcuni gruppi anarchici, si dà a una serie di attività illegali fra cui spaccio di droga, gioco d’azzardo, prostituzione, estorsione e rapina.
A meno di 21 anni viene arrestato e condannato a 10 anni di prigione per rapina e possesso di armi, ne sconta 7. In prigione si converte all’islamismo unendosi al movimento Black Muslims (musulmani neri) diretto da Elijan Muhammad che dà origine alle tensioni e alle lotte del Black Power.
Convinto che i sistemi pacifici non consentono di raggiungere l’obiettivo del riconoscimento dei pieni diritti civili per i neri statunitensi, rivendica la necessità di ricorrere alla lotta armata.
Muore il 21/02/1965 ucciso durante un comizio a New York da 16 colpi di fucile e pistola in un oscuro complotto.
Di guerra abbiamo parlato anche nell’analisi di testi poetici ispirati da questa tragica esperienza così ho pensato di partire dal genere musicale che ascolto i cui testi trattano spesso di guerra o di diritti civili non rispettati.
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Fino a qualche anno fa la musica non mi interessava un granché, quando capitava che avevo voglia di ascoltare musica la scelta cadeva sulla classica oppure capitava che ascoltassi Branduardi, De André, qualcosa di De Gregori. Poi, siccome i miei genitori e mio fratello ascoltano prevalentemente musica rock degli anni ’70 come i Led Zeppelin, Scorpions e altri dell’epoca, e i miei gusti si sono orientati verso questo genere.
Finché un giorno mi capitò di vedere su una bancarella una T-shirt con la scritta “Metallica” e una mano chiusa a pugno con un doppio giro di corda intorno al polso il tutto mi colpì: un disegno che fa pensare alla forza sembra dire “riga dritto o sono guai, io sono forte” oppure con quella corda che trattiene la forza che però esplode ugualmente. In ogni caso mi piaceva sia la maglietta che il disegno che il messaggio che poteva dire e comprai quella T-shirt.
Arrivato a casa ero curioso di conoscere la musica che poteva esserci dietro un tale disegno ed è così che mi sono avvicinato alla musica metal che naturalmente mi è piaciuta subito. Non c’è un motivo particolare per la scelta però quando l’ascolto è coinvolgente ciò non capita se ascolto altri generi specie se moderni che mi comunicano noia, viene ascoltata perché va di moda passata la moda passa anche la musica senza lasciare traccia di sé perché non racconta nessuna storia non trasmette nessun messaggio.
Anche il Metal ad alcuni sembra solo rumore, perché usa toni alti gli strumenti sono ad alto volume e i ritmi sono incalzanti tutt’altro che tranquilli, “assordanti” ma non si basano su tre note le uniche che si ripetono per la durata delle canzoni di oggi o del rap italiano scopiazzato al rap americano quello vero nato perché aveva qualcosa da dire proteste e denunce da fare. In Italia fa un po’ sorridere secondo me.
Anche i cantanti e i complessi musicali del genere Heavy metal esprimono sentimenti, denunciano ingiustizie, lanciano messaggi alcuni di loro sono diventati testimonial di importanti campagne per i diritti umani o per l’ambiente e si sono impegnati in importanti lotte.
Un esempio che mi viene in mente è “War pigs” dei Black Sabbath.
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War pigs
Titolo canzone tradotto: I maiali della guerra - Muro di Luke
Generali radunati nelle loro masse
Proprio come streghe alle messe nere
Menti malvagie che tramano distruzione
Stregone per la costruzione della morte
Nei campi bruciano i corpi
Mentre la macchina da guerra continua a portare
Morte e odio all’umanità,
Avvelenando le menti già plagiate
Oh sì Signore!
I politici si nascondono
Hanno solo fatto iniziare la guerra
Perché dovrebbero andare a combattere?
Lasciano questo ruolo al povero, sì
Il tempo denuncerà le loro menti di potere,
A fare la guerra solo per divertimento
Trattare le persone come i pedoni degli scacchi,
Aspetta che venga il giorno del giudizio, sì
Ora nell’oscurità il mondo smette di girare,
Ceneri dove bruciano i corpi
I maiali della guerra non hanno più il potere,
E dato che Dio ha spaccato il secondo:
Il giorno del giudizio, Dio chiama
I maiali della guerra strisciano sulle ginocchia,
Implorando pietà per i loro peccati
Satana, ridendo, spiega le ali
Oh sì Signore!
Questa canzone è stata scritta dal gruppo metal Black Sabbath; in essa denunciano la guerra come fatto provocato dai politici per i loro interessi, convincendo i “poveri”, cioè il popolo, a combatterla nascondendo dietro gli ideali il vero motivo.
Nella canzone vengono chiamati “menti malvagie che tramano distruzione” vengono chiamati “costruttori di morte” che poi si nascondono perché sono presuntuosi e convinti perfino di essere insostituibili quindi non potendo morire in una guerra devono mettersi al sicuro. La canzone si conclude con la figura di Dio puntuale il giorno del giudizio, che giudicherà i “maiali della guerra” che Lo imploreranno di avere pietà perché non vogliono finire da Satana il quale li sta aspettando ridendo.
La canzone li chiama “Pigs of war” è un gioco di parole con “Rogs of war” che tradotto significa mercenari della guerra quindi li considera peggio dei mercenari. Mi viene in mente una delle poesie che abbiamo letto durante l’anno: Lamento del mercante d’armi.
Ho venduto un pezzo di cannone
poi le ruote e un altro pezzo di cannone
la culatta e l’otturatore
il mirino e un altro pezzo di cannone
e altri tre pezzi di cannone
e adesso c’è uno in televisione
che dice che mi spara col mio cannone
chi lo sapeva che coi pezzi di cannone
avrebbe fatto un cannone?
Se lo avessi saputo
mica avrei accettato l’ordinazione.
Ho venduto cento elicotteri
con relativo armamento
e un sistema puntamento missili
e un sistema anti-sistema di puntamento
adesso l’elicottero è lì che spia
come un falco sopra casa mia.
Se lo avessi saputo cosa voleva fare
non gli avrei venduto la testata nucleare
era così distinto, un vero signore
chi poteva sapere che era un dittatore?
Se avessi saputo che un cliente
può diventare un nemico
della mia patria
dell’Occidente
vi giuro gente
lo giuro sui figli
lo giuro su Gesù
gli avrei fatto pagare
il cinquanta per cento in più.
Da qui si vede.
la mia buona fede.
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Tornando alla musica: questi complessi musicali usano prevalentemente
La chitarra elettrica
Le più diffuse chitarre solid body, non hanno una cassa di risonanza, bensì un corpo di legno pieno (raramente di altri materiali quali resine sintetiche, resine acriliche, plexiglas e quant’altro). La forma del corpo, il legno con cui è realizzato, ed il tipo di pick-up utilizzato sono determinanti ai fini della resa sonora dello strumento.
I legni principalmente utilizzati sono: per il primo tipo, ontano e tiglio per il corpo, acero per il manico, eventuale ricopertura in palissandro per la tastiera; per il Neck Through, mogano per il corpo, frassino o acero per il manico, palissandro per la tastiera; per il Set-Neck generalmente si utilizza mogano sia per il corpo che per il manico, e palissandro per la tastiera.
Ovviamente è solo una vaga generalizzazione, esistono infatti tantissimi modelli che usano legni diversi da questi citati. Anche il PVC è stato utilizzato per realizzare delle chitarre solid body, più recentemente si stanno utilizzando materiali compositi con sagomature interne per replicare la timbrica dei vari legni.
La chitarra semi-acustica invece presenta una cassa di risonanza con due tradizionali fori di espansione a forma di F posti ai lati delle corde, similmente ai fori presenti su altri strumenti a corda, come il violino. Alcune chitarre semi-acustiche presentano un foro (buca o rosa) tipico della chitarra classica, e sulla parte laterale della cassa armonica sono posizionati la presa per il cavo e gli appositi controlli per regolare volume, tono, equalizzazione ecc.
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L’uso delle chitarre semiacustiche a cassa interamente vuota (archtop) è prevalente nella musica jazz, mentre le chitarre a cassa parzialmente piena hanno trovato grande impiego nel rock and roll e nel blues.
Il basso elettrico
Il basso elettrico è uno strumento musicale della famiglia dei cordofoni, simile alla chitarra elettrica come meccanismo.
L’accordatura standard del basso elettrico è identica a quella del contrabbasso, cioè un’ottava sotto alle quattro corde più gravi della chitarra. Con l’evoluzione della musica il basso ha assunto un ruolo leader in alcuni generi come jazz, funk, Blues, Rock, Metal, Punk, ska, reggae.
Il corpo del basso elettrico è solitamente realizzato in legno massiccio (solid body). La forma del corpo, la qualità del legno utilizzato e la tipologia di innesto del manico nel corpo condizionano la qualità del suono dello strumento.
La realizzazione del corpo a strati o in un pezzo unico influisce direttamente sulla compattezza dello strumento, e naturalmente sulla qualità sonora.
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Sono presenti sul mercato anche bassi elettrici con la cassa armonica cava (hollow body) ma le caratteristiche sonore di questi strumenti li rendono adatti solo a pochi contesti musicali.
La tastiera del basso elettrico, come negli altri strumenti a corda, è quella superficie di legno su cui è possibile premere le corde per variare l’intonazione della nota prodotta. La tastiera del basso elettrico può ospitare i tasti oppure esserne priva (fretless). È oramai di uso comune indicare come fretted le tastiere provviste di tasti (frets).
Nel primo caso, ogni tasto definisce l’avanzamento di un semitono della nota prodotta. Il tasto è una barretta metallica inserita nella tastiera perpendicolarmente alle corde.
Nel secondo caso invece, nei bassi elettrici fretless (senza tasti), l’altezza della nota prodotta varia spostando il punto in cui la corda viene premuta sulla tastiera. Essendo prive dei tasti, e non essendo indicate solitamente le posizioni delle note, i bassi di questa categoria necessitano di una buona conoscenza dello strumento per emettere suoni intonati.
Tuttavia alcuni bassi fretless riportano, al posto dei tasti, degli inserti in legno di tipologia differente da quello della tastiera, che consentono all’esecutore di individuare la posizione della nota cercata.
I legni più utilizzati con cui si realizzano le tastiere dei bassi elettrici sono l’ebano, estremamente duro e liscio, perfetto per i bassi fretless, ed il palissandro, meno pregiato anche a causa della maggiore porosità del legno, che a suo vantaggio offre rispetto all’ebano una minore deformazione dovuta agli agenti atmosferici (caldo, freddo, umidità, ecc.).
Altresì frequenti il palissandro brasiliano (detto anche Pao Ferro) più duro dell’africano, e l’acero. Le corde del basso elettrico sono prevalentemente in acciaio, con un’anima solida, che può essere a sezione circolare o esagonale, ed un avvolgimento esterno che consente alla corda di raggiungere una massa tale da collocarla, nello spettro, all’ottava giusta.
I materiali più usati sono l’acciaio o il nickel, con differenze timbriche fra le due soluzioni. In alcuni casi, la corda metallica può essere rivestita in materiale sintetico. Altra importante caratteristica è il tipo di avvolgimento, cosa che determina il tipo di superficie della corda, che può essere ruvida, semi-liscia e liscia.
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La batteria
La batteria è uno strumento musicale composto da tamburi, piatti e altri strumenti a percussione disposti in modo da essere suonati da un solo musicista, nel jazz, nel rock o in altri generi di musica moderna.
I tamburi che compongono una batteria sono tipicamente: la grancassa (in inglese bass drum o “kick”), il rullante (in inglese snare drum), uno o più tom-tom (detto anche solo “tom”), infine un timpano (in inglese “floor tom”).
I piatti che compongono una batteria sono tipicamente: il ride, lo hi-hat detto anche charleston, uno o più crash, uno o più splash. Esiste una vasta gamma di modelli di piatti ognuno disponibile in vari diametri, spessori, profili e forme per poter personalizzare il suono del musicista e della musica che si vuole comporre.
La batteria è uno strumento musicale altamente configurabile e personalizzabile perché è composto appunto da una batteria di tamburi tutti innestabili e intercambiabili, con la possibilità di inserire nel proprio set altre percussioni a seconda dei suoni che si vogliono ottenere.
Alcuni batteristi aggiungono una seconda grancassa (il primo fu Louis Bellson), suonate con entrambi i piedi per avere un suono più corposo nei bassi. Utilizzata in principio per rinforzare i contrabbassi nelle swing band americane, o per sostituirli interamente, la doppia cassa (cosiddetta in gergo) è oggi molto usata nella musica rock/metal.
Anche alcuni batteristi fusion ne fanno uso, per esempio Billy Cobham, Dave Weckl o Terry Lyne Carrington.
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Questi ultimi usano però una grancassa supplementare di diametro inferiore a quella principale, per avere su quest’ultima un suono differente.
Una variante comoda (e più economica) della doppia cassa è il cosiddetto doppio pedale: è un pedale per grancassa supplementare collegato al pedale principale (che ha due battenti) con una prolunga.
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