Toccare il cielo con un dito: una sfida tra uomo e natura
Anno scolastico 2008/2009
Federica Capoccia
Liceo scientifico Leonardo Da Vinci
Sora
Toccare il cielo con un dito: una sfida tra uomo e natura
Indice
- Introduzione.................................................................Pag. 3
- Toccare il cielo con un dito: una sfida tra uomo e natura.................................................................Pag. 4
- Ma perché la torre di Pisa pende ma non cade?.................................................................Pag. 5
- Dalla Bologna comunale................................................................Pag. 8
- Uno dei tanti nemici degli edifici è il terremoto.................................................................Pag. 9
- Terremoto: come affrontarlo con strutture adeguate.................................................................Pag. 11
- I terremoti dell’ultimo secolo in Italia.................................................................Pag. 14
- Conclusioni.................................................................Pag. 15
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Toccare il cielo con un dito: una sfida tra uomo e natura
Introduzione
Libro della Genesi.
“Faremo una torre alta fino al cielo”
È questa la volontà degli uomini nel mito biblico della Torre di Babele; esso parla della costruzione e distruzione del primo grattacielo costruito dall’uomo.
Oggi i grattacieli moderni sfidano la forza di gravità più che la furia di Dio. In modo da supportare le enormi forze di gravità, hanno bisogno di uno scheletro di cemento armato rinforzato e di acciaio. Senza lo sviluppo dell’acciaio super resistente, i grattacieli oggi non esisterebbero nello stato in cui si possono ammirare. Gli uomini mostrano così, non più la voglia di raggiungere Dio ma la propria ricchezza economica e il proprio potere.
Progressi nella tecnologia architettonica hanno reso possibile gli 818 m del grattacielo Burj Dubai in costruzione e la Rotating Tower, il primo grattacielo ruotato della storia; nonostante tutto, fattori ambientali esterni come terremoti pongono limiti alle strutture.
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Toccare il cielo con un dito: una sfida tra uomo e natura
Un tempo tutta l’umanità parlava la stessa lingua e usava le stesse parole. Emigrati dall’oriente gli uomini trovarono una pianura nella regione della Mesopotamia e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: "Forza! Costruiamoci una città! Faremo una torre alta fino al cielo! Così diventeremo famosi e non saremo dispersi in ogni parte del mondo!”. Il Signore scese per osservare la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Disse: "Ecco, tutti quanti formano un sol popolo e parlano la stessa lingua. E questo non è che il principio delle loro imprese! D’ora in poi saranno in grado di fare tutto quel che vogliono! Andiamo a confondere la loro lingua: così non potranno più capirsi tra loro”. La città fu chiamata Babele, cioè Confusione, perché fu lì che il Signore confuse la lingua degli uomini e li disperse in tutto il mondo. Genesi II, 1-9.
Così il mito biblico della Torre di Babele, della costruzione e distruzione del primo grattacielo ziggurat, costruito dall’uomo; riprende l’uso babilonese di costruire le alte torri destinate all’osservazione del cielo. Ziggurat della Mesopotamia a Ur
Secoli dopo con l’architettura gotica si ha una spazialità dinamica che si sviluppa in un’ascensionale verticalità delle forme, spinte fino all’inverosimile. A tale propensione si assocerà la volontà di tensione dell’anima a Dio e ciò costituirà la base del significato simbolico delle cattedrali gotiche, sospese tra spiritualità ed eresia, tra il cielo e la terrena: la sfida alla forza di gravità. Il gotico vuole stupire, convincere e inibire ed è l’espressione del potere religioso dell’epoca.
Cattedrale di Rouen Pagina
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Grattacieli
L’evoluzione continua sino alle nuove torri, le nuove cattedrali gotiche, simbolo contemporaneo di voler raggiungere il cielo, simbolo di voler mostrare al mondo il proprio potere economico.
1871: è questa la data in cui viene inventato il nuovo ritrovato tecnologico. La città americana di Chicago viene colpita da un incendio che rese necessaria un’imponente ricostruzione; dati gli altissimi costi dei terreni, i costruttori desiderano sfruttarli al massimo con edifici sempre più alti.
A ciò si frappongono però due ostacoli: la difficoltà di creare strutture capaci di reggere pesi tanto ingenti e il faticoso accesso ai piani alti. A quest’ultimo scopo venne messo a punto l’ascensore, inventato nel 1853. Riguardo al primo problema fu necessario creare delle strutture portanti non più in muratura ma in metallo, l’acciaio, in grado così di non porre alla base dell’edificio un ingrossarsi del sostegno murario proporzionale all’altezza.