The strange case of Dr Jeckyll and Mr Hyde
- Jeckyll and Mr Hyde.
- Dagli Annales di Tacito il ritratto di Nerone.
- Hitler e La guerra di follia.
- Freud e la Psicoanalisi.
- Albert Einstein e il Nobel per la Fisica.
- Tra Arte e pazzia: curiosità.
- Preambolo.
<<La follia in psicoanalisi potrebbe essere definita come una sovrapposizione della parte istintuale su quella razionale. Secondo Sigmund Freud il comportamento ordinario non è altro che il risultato di un continuo processo dialettico tra la parte più selvaggia e disorganizzata del cervello, l'Es, e quella più pesata e razionale, l’Io. Nel momento in cui una delle due parti prevale in maniera eccessiva sull'altra il comportamento può apparire irrazionale e privo di logica.>> 1
<<Di fronte ad alcuni fatti inspiegabili come omicidi e stragi, in mancanza di un movente plausibile, si cerca di dare una spiegazione plausibile e di fornire un'interpretazione verosimile imputando alla società, alla famiglia, alla dimensione della modernità o alla noia, la responsabilità dei vari accadimenti.
Forse però c'è una risposta più semplice ed è la follia, intesa in questi casi non solo come patologia individuale ma anche collettiva, basti pensare ai grandi eccidi di massa compiuti dai vari regimi totalitari nel periodo tra i due conflitti mondiali.
Eppure nel corso della storia, la follia in senso lato, ha avuto anche conseguenze positive. Si pensi, ad esempio, alla pazzia di Friedrich Nietzsche: grazie ad essa il filosofo tedesco concepisce idee straordinarie come quelle contenute in “Così parlò Zarathustra”.>>
<<In termini psicoanalitici possiamo dire che, in stato di pazzia, non siamo coartati dall’EGO>>
<<Gli artisti, i poeti vivono una condizione di genio e follia che spesso coincidono. Vivere in un sistema rigido e regolato ci porta inevitabilmente ad uniformarci a dei "modus vivendi" già definiti. Tale situazione comporta negli adulti una perdita di originalità, di fantasia, di capacità di creare e di scoprire. Ciò non avviene nel bambino, perché il suo pensiero è ancora indipendente, non soggetto ai condizionamenti e a pressioni esterne.
Il suo comportamento di fronte agli avvenimenti è spontaneo, naturale: si meraviglia di fronte alle piccole cose di ogni giorno, esplora, si pone, seppur semplicemente numerosi interrogativi, su tutto ciò che lo circonda>> 2
Introduzione
Nella storia abbiamo avuto diversi scrittori, filosofi, artisti o comunque personaggi che hanno basato la loro vita e il loro operato su idee di discutibile razionalità. A volte la follia è genio, altre invece la stessa è morte o strazio. La particolare scelta di questo argomento è scaturita dalla curiosità nei confronti di alcuni personaggi della storia diversi l’uno dall’altro, ma al contempo simili per un particolare… un qualcosa che va oltre la ragione... difficile da capire, difficile da spiegare e categorizzare ma altresì affascinante da scoprire. La scelta di questo argomento è inoltre legata agli interrogativi che nascono davanti a certi avvenimenti storici, che spesso lasciano ancora senza fiato.
Stevenson and The strange case of Dr Jeckyll and Mr Hyde.
Stevenson
Robert Louis Stevenson was born in Edinburgh in 1850. Because of his poor health he spent most of his childhood in bed. In his adolescence he travelled a lot in search of a more friendly climate. He took up engineering at University, following in his father’s footsteps, but he was not enthusiastic about it. All the time he was in conflict with his social environment, the respectable Victorian world; openly rejecting his family's religious principles and the love for respectability. After giving up engineering, he graduated in law in 1875 and decided to devote himself to writing. He went to France where he married Fanny Osbourne, and since his health was deteriorating.
Plot
H. Jeckyll is a shining doctor that while studies the human psychology, creates a potion with which he can separate the two natures of human mind. (a good part and a bad part). His personality is now separated and when he drinks the potion one of these parts take possession of his body, changing also the external aspect. The bad part is called Edward Hyde (Hide in English means “nascosto”). This personage is ugly and bad but strong and lend who dedicates himself to every kinds of crimes and depravity, do he is wanted by the police. Dr. Jeckyll becomes meek and weak and he needs Hyde.. but later on Hyde overcomes. In the next time Jeckyll orders to his servant to satisfy Hyde requests, as they do with him; in fact Hyde has to stay at home because the police search him. Unfortunately Hyde kill himself and Jeckyll caught in his bad part, dead with him. Therefore, Stevenson implies that man’s salvation is based on the annihilation of one part of his nature if he lives in a civilised society.
Analysis
The theme of the double is a constant of the Victorian writers, and through it they reveal the hypocrisy of their own time.
The strange case of dr. Jeckyll and Mr. Hyde, written by Robert Louis Stevenson, can be considered the emblem of this theme. It concerns not only the way in which an individual is made up of contrary emotions and desires: some good and some evil, but also the hypocrisy of Victorian society.
Henry Jeckyll, the protagonist of this novel, is a man who has a double nature, a good and an evil soul. He has always concealed his evil part because he lives in a moralist society where everybody is judged for his behaviour therefore he decided to split up his two beings.
As Jeckyll has lived a virtuous life his face is handsome, his hands white, his body larger and more harmoniously proportioned than Hyde’s. On the contrary Edward Hyde is pale and dwarfish, his hands are dark and hairy, he gives an impression of deformity, and the good Mr Utterson, a friend of Jeckyll’s, reads “Satan’s signature” in his traits. Stevenson drew the inspiration for the description of Hyde from Darwin’s studies of man’s kinship to the animal world. Hyde’s small stature indicates that his body is not exercised. Hyde may be considered the primitive, and the symbol of repressed psychological drives.
We can find the theme of the double also in the setting of the novel; it seems to be halfway between England and Scotland, London and Edinburgh. Both capitals had a “double” nature and reflected the hypocrisy of Victorian society: London had the respectable West End and the poor East End; Edinburgh had the New town with its wide squares, and the Old Town where crime was a pressing problem.
This ambivalence is reinforced by the symbolism of Jeckyll’s house. It had symbolically the faces of the two opposed sides of the same man: the front of this house, used by the Doctor, is well-kept and respectable; while the rear, used by Hyde, is part of a sinister block of buildings.
Most scenes in the novel take place at night: there is no natural daylight, but only the artificial lighting of Jeckyll’s house and of the street lamps. The bleakness of this setting is reflected in the characters who inhabit it.
“Stevenson appare, in quest'opera, affascinato dall'analisi del male e delle ambiguità dell'animo umano. Nel racconto, che colpisce innanzitutto per la trama avvincente e per un genere misto fra giallo, noir e racconto del mistero e del terrore, viene evidenziato in maniera molto significativa quel sdoppiamento naturale che caratterizza ed è presente in ogni essere umano e che si configura come una rottura dell’integrità della persona, come la scissione del Bene dal Male e, in definitiva, come lo sdoppiamento della stessa coscienza umana.”
“L'intrinseco e primordiale dualismo presente in Jekyll era però stato esasperato e portato alle estreme conseguenze, e ora il dottore si trovava a voler mettere una volta per tutte la parola fine alla sua maledizione, a volersi disfare cioè di Hyde, avendo oramai perso il controllo delle proprie metamorfosi e rintanatosi per questo motivo nel laboratorio. E, pensando alla scissione e allo scioglimento di questo dualismo, ovvero alla definitiva separazione del Male dal Bene, Jekyll non riesce a darsi pace e, prima di venire definitivamente sorpreso sotto le temibili fattezze del suo doppio (che esercitava oramai il quasi completo potere su di lui), si toglie la vita, mettendo così fine alla turpe esistenza di Hyde ma anche alla propria.”
Dagli Annales di Tacito, il ritratto di Nerone
Prefazione
Dopo la morte di Augusto (14 d.C) il potere passa nelle mani dei principi della dinastia giulio-claudia: Tiberio, Caligola, Claudio, Nerone. A proposito di questi la storiografia antica ha espresso pareri diversi ma sostanzialmente essi son passati alla tradizione come ipocriti, pazzi, imbecilli, istrionici e sanguinari. La più violenta ondata di terrore fu nell’ultimo periodo del principato di Nerone: dopo un quinquennio in cui sembrava che volesse riportare in vita i principi augustei, il nuovo imperatore cominciò a macchiarsi di crimini gravissimi, dall’uccisione del fratellastro Britannico fino alla soppressione della madre stessa e poco più tardi della moglie Ottavia. Addirittura molti nobili vennero condannati a morte per lesa maestà, col solo scopo di confiscare i loro beni per accrescere le finanze imperiali. All’atteggiamento sanguinario di Nerone si unì la reazione scaturita nella congiura di Pisone, scoperta, e alla quale seguirono nuove stragi e condanne.
Tacito
Visse durante l’età di Traiano e scarse sono le notizie biografiche in nostro possesso su di lui. La sua famiglia dovette essere abbastanza agiata tanto da consentirgli un curriculum di studi di tutto rispetto. Prima fu indirizzato agli studi di retorica, poi si orientò verso studi giuridici e intraprese la carriera forense con ottimi risultati. Egli lasciò una cospicua produzione storiografica, della quale però non tutto ci è pervenuto interamente. Gli Historiae e gli Annales analizzavano tutti gli avvenimenti del I sec. d.C., dalla morte di Augusto a quella di Domiziano.
Gli Annales
Furono composti quasi certamente negli anni conclusivi del principato traianeo, se non addirittura in quelli iniziali di Adriano. In essi vengono presi in esame gli anni caratterizzati dalla dinastia giulio-claudia, dalla morte di Augusto fino a quella di Nerone.
L’opera probabilmente constava di 18 o 16 libri, ma di essi possediamo solo i libri I-VI con qualche lacuna negli ultimi due.
Nell’opera il giudizio è feroce sugli imperatori giulio-claudi. Dopo la breve analisi degli imperi di Tiberio e Claudio (poiché di Caligola niente ci è pervenuto), Tacito dà un giudizio severissimo al regno di Nerone, il quale, per l’autore è diviso in due momenti distinti: ad un primo periodo felice e moderato ne segue un altro caratterizzato dalla follia omicida e dalla crudeltà.
La figura di Nerone
Questa sezione è dedicata ad alcuni significativi momenti del principato di Nerone, oggetto di attenta analisi da parte di Tacito. Dal momento della proclamazione del giovane imperatore (del quale seppero avere un ruolo di guida Afranio Burro il filosofo Seneca), sino a tre dei delitti più noti perpetrati da Nerone: l’uccisione della madre Agrippina e il suicidio imposto al maestro Seneca e all’amico Petronio dopo la scoperta della congiura di Pisone, fino all’incendio che colpì Roma nel 64 d.C. considerato forse doloso. Alla morte di la parte sana questo dunque non stupisce che della cittadinanza non provasse alcun rimpianto per lui. Il ritratto di Nerone è dunque folle quello di un ed è perfettamente riscontrabile nei testi.
Annales 12,69
Nerone imperatore.
Annales 13,2
Seneca e Burro guide di Nerone
Annales 14,7-10
Il matricidio
1 Elaborato tratto da Wikipedia
2 Elaborato tratto da un articolo di E. Tozzi “I due volti della follia: Il raptus omicida contro la formidabile creatività del genio umano”
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