Estratto del documento

Istituto paritario Vincenza Poloni

Liceo della comunicazione

Esame di stato

Anno scolastico 2009/2010

La Femme Fatale

Discipline:

  • Italiano
  • Arte
  • Inglese
  • Musica

Candidato: Bortolato Elisa

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Indice

  • Introduzione Pag. 2
  • Chi è la “femme fatale”? Pag. 4
  • Italiano: Elena Muti nel romanzo di Gabriele D’annunzio “Il Piacere” Pag. 6
  • Mappa concettuale Pag. 8
  • Arte: “Giuditta II” Gustav Klimt, “L’apparizione” Gustave Moreau Pag. 9
  • Mappa concettuale Pag. 13
  • Inglese: “Salomè” Oscar Wilde Pag. 14
  • Introduction Pag. 14
  • The Female Protagonist: Salome Pag. 14
  • Interpretation Pag. 15
  • Musica: “Salomè” Richard Strauss Pag. 17
  • Conclusione Pag. 18
  • Sitografia e bibliografia Pag. 19

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Introduzione

La donna: creatura fisicamente e spiritualmente debole o forte? Succube o dominatrice? Sono domande con le quali ogni epoca storica si è trovata a confrontarsi e il risultato si è orientato, pur con innumerevoli sfumature, su due direttrici fondamentali e un eterno dilemma: angelo spiritualizzato o demoniaca tentatrice?

In questa indagine il proposito è quello di analizzare la cosiddetta femme fatale: figura antichissima, che pare rintracciabile in diverse forme di espressione artistica in ogni tempo. La donna fatale è prima di tutto un simbolo di seduzione, che è lo strumento stesso del suo potere.

La donna fatale, l’ammaliatrice, rappresenta non un’attrazione armoniosa che corona il sogno di un amore perfetto, ma una forza falsa che rompe gli equilibri e apre ferite.

Le rappresentazioni artistiche, si sa, non sono che lo specchio del reale nell’esperienza e nell’immaginario dell’artista. Così i protagonisti delle diverse opere letterarie, pur nella consapevolezza del rischio e già preda delle sofferenze inferte dalla seduzione, continuano ad inseguirla: forse perché, umanamente, la più forte attrazione è quella che deriva dalle proprie paure.

Ecco, allora, che il mistero dell’universo femminile rappresenta il mistero della seduzione e la femme fatale finisce per rispecchiare i limiti e le debolezze dell’animo umano che si lascia soggiogare.

Esistono, quindi, numerosi esempi di donne, nate dalla fantasia di diversi autori nella storia della letteratura, dell’arte, della musica che hanno esercitato il potere della seduzione più o meno consapevolmente, ma con conseguenze sfavorevoli, legando la propria immagine a un’idea di crudeltà e ferocia, che in qualche modo forse rispecchia il sentimento di fragilità dei loro creatori.

Attraverso l’analisi di Elena Muti, donna fatale per eccellenza,

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perversa, bellissima ed ammaliatrice, delineo chi è la donna fatale e qual è il suo ruolo nel rapporto d’amore. Solitamente non considera il rapporto con il “suo” uomo un rapporto basato sull’affetto, ma sulla convenienza e sul vantaggio solitamente soddisfacente che ne ritrae. Il quadro di Gustav Klimt, “Giuditta II”, incarna perfettamente le doti della Muti. Fatale per l’uomo, Oloferne, tanto da procuragli la morte. Bellissima e maliarda, è capace di ottenere ciò che vuole, così come la bellissima Salomè, descritta nel quadro “L’apparizione” di Gustave Moreau, in cui la donna indica la testa dell’uomo che amava, Giovanni Battista, fatto decapitare perché non ha voluto concederle un bacio. Lo stesso Oscar Wilde, noto drammaturgo novecentesco, ha voluto descrivere la sua vicenda biblica in un’opera che poi sarà musicata da Richard Strauss, grazie al consiglio di Anton Lindner.

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1. Chi è la “femme fatale”?

La donna, in una società ottocentesca essenzialmente tradizionalista, era frenata nei suoi impulsi sessuali, perché doveva restare serrata nella sua dimora ad accudire i bambini, ad occuparsi delle faccende domestiche e a sottomettersi al marito, sesso forte.

Verso la fine dell’Ottocento, soprattutto nel Decadentismo, abbiamo l’affermazione di una figura

Figura 1 Marilyn Monroe

di donna un po’ più ribelle, più emancipata. Vuole e può dominare l’uomo, non essere sottomessa. Bella, affascinante, crudele, desiderata ed odiata, è una sorta di personificazione della sessualità, è l’emblema dell’amore carnale.

La “femme fatale”, denominata così dai molti letterati francesi, è un mix di intelligenza, ironia, sensibilità, dolcezza, cultura e sguardi capaci di pietrificare un uomo. Ella è una donna maliziosa e disinvolta, ma in genere non nasconde la cattiveria e il desiderio di annientamento tipico della dark lady.

La femme fatale, in letteratura, è colei che è capace di soggiogare un uomo e di utilizzarlo per i propri fini, usando il suo fascino e la sua modesta bellezza, comportandosi da seduttrice, una seduttrice mortale. Nel linguaggio comune, anche contemporaneo, l’aggettivo rimanda alla sensualità e all’erotismo: una sorta di particolare specificazione dell’ideale di bellezza. Allo stesso modo, rimanda ad

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una personalità forte, volitiva, anche crudele e spietata, spesso libera e libertina e all’estremo lussuriosa.

Tuttavia, sembrano sussistere diverse sfumature della fatalità nell’essere donna e un fattore accomunante appare la sua distruttività, proprio nel senso letterale del termine: la donna fatale è colei che porta alla distruzione/dannazione il sedotto, è colei che causa sventura e perdizione.

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