Alunno: Murariu Claudiu Nicolaie
Classe: V B T.
Anno corso: 2009/2010
Indice
- Geografia: Giappone.
- Storia: La prima e la seconda rivoluzione industriale.
- Italiano: Giuseppe Ungaretti.
- Economia: Marketing.
- Tecnica della comunicazione: La pubblicità.
- Inglese: Facebook.
- Matematica: La storia della matematica – le funzioni.
Geografia
Il Giappone
Capitale: Tokyo
Lingua: giapponese
Ordinamento: monarchia costituzionale
Moneta: yen
Religione: scintoismo/buddhismo
Superficie: 377.435 km2
Densità: 340 ab/km2
Territorio
Fisionomia
Il Giappone è senza dubbio un paese per noi lontano in tutti i sensi, dove comportamenti e abitudini del tutto usuali appaiono ai nostri occhi incomprensibili; basta pensare ad aspetti contrastanti come i kamikaze della seconda guerra mondiale, il suicidio rituale, gli alberghi in cui si dorme entro angusti spazi, in tutto simili a loculi, i premigerenti incaricati a comprimere i passeggeri delle metropolitane per consentire la chiusura delle porte.
Alla religione scintoista, praticata insieme al Buddhismo, i Giapponesi devono il loro amore per le tradizioni e per tutto ciò che è antico; la continuità è un valore assoluto, che spiega la grande devozione alla figura dell’imperatore, rappresentante della più antica discendenza conosciuta.
La società giapponese, tuttavia, è complessa: l’attaccamento alle tradizioni si coniuga a una modernità diffusa e ad uno dei sistemi economici più avanzati del mondo. Ciò che accomuna questo popolo è l’abitudine al garbo, alla grazia e all’intensa spiritualità, anche laddove sarebbe lecito non aspettarsele.
È il caso del sumo, la tradizionale lotta giapponese, del kendo, la scherma esercitata con lunghe spade ricurve, del tiro con l’arco: tutte pratiche accompagnate da un particolare senso estetico e rituale, lo stesso che ritroviamo meno inaspettatamente nelle espressioni artistiche come l’ikebana, l’arte di disporre i fiori, nelle arti decorative e nei giardini zen.
“Ikebana” “Giardino zen”
Posizione geografica
L’arcipelago giapponese è formato da oltre 3000 isole, per lo più di piccole dimensioni; la loro superficie complessiva di 378.000 km2 (più dell’Italia ma meno della Francia).
Il 97% del Giappone è costituito da 4 isole maggiori: Hokkaido a nord, Honshu al centro, la più grande e sulla quale è situata la capitale Tokyo, Shikoku e Kyushu a sud.
Le isole nipponiche si estendono per oltre 15° di latitudine nell’emisfero settentrionale. A nord lo stretto di La Pérouse separa per soli 7 km il territorio nipponico dall’isola russa di Sachalin, mentre a sud le isole Ryukyu si protendono a lambire il tropico del Cancro.
Ad ovest il mar del Giappone si interpone fra l’arco insulare e la massa continentale, dove lo stretto di Corea separa l’arcipelago giapponese dalle coste coreane.
Territorio
Sebbene le origini dell’arcipelago siano antichissime (risale infatti all’archeozoico la sua separazione dallo zoccolo continentale asiatico), tutta la regione è stata costantemente interessata da fenomeni sismici, vulcanici ed orogenetici; infatti si trova nella zona di contatto di due delle principali zolle in cui è suddivisa la crosta terrestre.
Secondo la teoria della tettonica a zolle, infatti, la “zolla pacifica” e la “zolla eurasiatica” si muoverebbero urtandosi ed accavallandosi l’una sotto i bordi dell’altra. Così si spiega l’instabilità tettonica di questa zona, caratterizzata da frequenti scosse telluriche e da eruzioni vulcaniche.
In Giappone l’80% del territorio è montuoso e tutti i vulcani sono allineati sul bordo esterno dell’arco insulare. Più precisamente ci sono tre allineamenti: l’arco delle Ryukyu, l’arco delle Marianne e l’arco delle Curili.
Il 26% del territorio giapponese è così formato da rocce vulcaniche, con molte centinaia di vulcani esistenti (di cui 36 sono ancora attivi). Anche il monte Fuji, che con i suoi 3776 m è la cima più alta e conosciuta del paese, è un vulcano.
Anche la presenza di più di 1100 sorgenti termali, utilizzate tradizionalmente dagli abitanti a scopo terapeutico, è da collegare alle manifestazioni secondarie dell’intenso vulcanismo dell’area.
L’intensa attività sismica si manifesta con terremoti e tsunami a volte anche catastrofici. Per resistere alle frequenti scosse telluriche, gli architetti giapponesi sono ricorsi a particolari criteri di costruzione, che consentono agli edifici di resistere anche ad eventi sismici molto forti.
Le montagne coprono circa i 4/5 della superficie totale creando un complesso orografico molto articolato e irregolare. Nell’isola più grande dell’arcipelago, Honshu, si trova il massiccio più imponente, le cosiddette Alpi Giapponesi, con numerose vette che superano i 3000 m.
Nella stessa isola si trova l’area pianeggiante più importante del paese, la pianura del Kanto, affacciata sull’oceano Pacifico. Le coste sono estremamente articolate e presentano un gran numero di penisole e insenature. La loro estensione, circa 26.000 km, è alla base della grande tradizione di pesca che caratterizza il paese.
Idrografia
Data la particolare conformazione stretta ed allungata delle isole giapponesi, non possono esistere grandi bacini idrografici ed i fiumi sono generalmente brevi.
Essi, inoltre, rigonfi durante il disgelo primaverile o le piogge estive, diventano esigui corsi d’acqua durante la stagione asciutta. Il fiume più lungo è il Tone, che attraversa la pianura del Kanto e non raggiunge i 400 km.
La portata d’acqua spesso ne consente l’utilizzo per l’irrigazione e la produzione di energia elettrica. I laghi sono molto numerosi; di origine vulcanica o glaciale, spesso costituiscono elemento pittoresco e sono oggetto di attenzioni turistiche; il maggiore è il Biwa (674 km2) ed occupa un ampio bacino a est di Kyoto.
Le stazioni termali, “onsen”, sono un’attrazione turistica molto frequentata da coppie, famiglie o gruppi di amici che cercano una fuga dalla caotica vita di città per rilassarsi.
I giapponesi considerano importante la “comunione in nudità” poiché capace di abbattere le barriere e far conoscere nuove persone nell’atmosfera rilassata e familiare dell’onsen.
Clima
Il clima risente di numerosi fattori: le correnti marine calde dall’oceano e fredde dall’Artico, la vicinanza dell’oceano, la presenza delle montagne, l’elevata estensione in latitudine.
Gli spostamenti delle grandi masse d’aria mutano di provenienza con le stagioni, secondo un regime monsonico: da nord d’inverno con freddo e neve, da sud d’estate con precipitazioni abbondanti e a volte violenti tifoni.
Schematizzando si possono riconoscere un clima temperato fresco nelle regioni settentrionali ed uno temperato mite in quelle meridionali.
Tifoni, tsunami e terremoti
I tifoni sono cicloni con pressione molto bassa al centro che si possono formare solo se la temperatura delle acque marine raggiunge in superficie almeno 27˚C, condizione che si può verificare solo nella fascia tropicale.
I tifoni che si formano per effetto del riscaldamento dell’aria sull’Oceano Pacifico vengono spinti verso Nord durante la stagione del monsone estivo di Sud-Est e raggiungono il Giappone da agosto ad ottobre.
Particolarmente esposte ai tifoni sono le coste occidentali dell’arcipelago, subendo forti precipitazioni che possono superare i 200 mm giornalieri.
Le precipitazioni più elevate si hanno comunque quando correnti d’aria subtropicali calde ed umide vengono in contatto con correnti d’aria fredda di origine polare.
In questo caso possono cadere da 400 a 600 mm di pioggia in un paio di giorni, le cui conseguenze disastrose sono mareggiate e frane. Anche le piene primaverili possono causare gravi danni, ma questo avviene solo sulla parte occidentale dell’arcipelago.
Essendo una delle zone tettonicamente più instabili della Terra, in Giappone possono verificarsi anche dei terremoti con epicentro sottomarino, i quali provocano i cosiddetti tsunami, ovvero dei maremoti costituiti da gigantesche onde marine che si abbattono sulla costa raggiungendo velocità elevatissime ed altezze di oltre 30 metri.
I terremoti sono molto comuni in Giappone, secondo una statistica si verificano quotidianamente più di tre movimenti sismici. Pare che questi sismi siano provocati da un enorme cratere profondo addirittura 8 km.
Il terremoto più violento verificatosi in Giappone è stato quello che nel 1923 danneggiò gravemente Tokyo e Yokohama, provocando la morte di circa 150.000 persone.
Dati storici
La scoperta del Giappone
I primi Europei che vi sbarcarono furono, nel 1543, degli avventurieri portoghesi, la cui nave era stata spinta dalle tempeste oltre i porti cinesi fino a quelle isole remote.
Essi furono accolti cordialmente dagli indigeni e così allacciarono relazioni fra i portoghesi di Macao ed i Giapponesi.
La storia
Sin dai tempi antichi, il Giappone ha importato le culture avanzate dalla Cina e dalla Corea inizialmente, dall’Europa e dall’America nell’età moderna. Comunque non è mai stata governata dalle altre nazioni.
La posizione geografica del Giappone come isola dava al paese una grande importanza. La storia del Giappone è stata da sempre caratterizzata dal mantenimento dell’equilibrio tra l’assorbimento delle culture straniere e il mantenimento dell’individualità nazionale.
1. Tempo antico
La gente era originalmente costituita da cacciatori e raccoglitori, e smise di essere nomade quando cominciò a coltivare il riso.
Nel 4° secolo, la corte di Yamato unificò le piccole unità delle tribù numerose. Nel 7° secolo il governo centrale si sviluppò attorno alla persona dell’imperatore, e tutti i possedimenti territoriali passarono sotto lo Stato.
Poi questo sistema fu abbandonato con l’azione dei nobili, sviluppando la proprietà privata. Fu così che alcuni samurai vennero ad acquistare forza e potere.
2. Medioevo
Kamakura nacque come il luogo simbolo della forza dei samurai nel 12° secolo, rivaleggiò con la corte imperiale, che rimase a Kyoto.
Il periodo tra il 14° secolo e il 16° secolo fu costituito da continue guerre. In tutta la nazione si verificarono lotte per acquisire maggiore influenza tra i samurai.
3. Età moderna
Nel 17° secolo un samurai, chiamato Tokugawa Ieyasu, unificò il Giappone e aprì il governo di Tokugawa.
La società era stratificata, il paese era isolato dal mondo e il governo stabile proseguì per i seguenti 250 anni.
4. Età moderna dopo la restaurazione Meiji
Con l’apertura del Giappone nell’ultima metà del 19° secolo, il governo di Tokugawa cadde e il Giappone si preparò a unirsi ai paesi moderni del mondo.
Il capitalismo si sviluppò insieme con la Rivoluzione Industriale e alla fine si trasformò in imperialismo, e il Giappone si unì nelle lotte delle grandi potenze per le colonie.
Mentre il Giappone spendeva molti sforzi nel controllo coloniale d’oltremare, si mostrò attivo nel paese il movimento popolare per la democratizzazione. Il capitalismo rapidamente crebbe trovando terreno fertile in quegli anni.
Truppe tennero le redini dello Stato, e il Giappone cominciò la guerra aggressiva. Ma dopo aver perso la seconda guerra mondiale, il Giappone preparò una nuova costituzione, e cercò di ricostruirsi come una nazione democratica.
Grazie a un programma di ripresa, l’economia giapponese si espanse rapidamente e il Giappone diventò il più riuscito esempio di economia basata sull’esportazione, generando una forte eccedenza nella bilancia dei commerci e assumendo una posizione dominante in settori quali l’elettronica, la robotica, l’informatica, la produzione di automobili e le attività bancarie.
Con l’avvento degli anni ’90 le vecchie certezze sembrarono svanire.
Economia
Il settore industriale, nel quale è occupato il 33% della popolazione attiva, era indirizzato inizialmente verso la produzione di base: siderurgica, chimica, petrolifera.
L’industrializzazione si è poi estesa in ogni campo, contraddistinguendosi ovunque per qualità e quantità, in particolare nei settori avanzati, quali elettronica, informatica, telecomunicazioni, aeronautica, chimica sofisticata.
La conformazione prevalentemente montuosa del territorio fa sì che solo il 13% di esso si presti all’utilizzo agricolo; frammentazione delle proprietà e tecniche molto avanzate caratterizzano le coltivazioni, che forniscono soprattutto riso, tè, canna da zucchero, barbabietola da zucchero, ortaggi, gelso, frutta, piante da olio e piante tessili.
Nonostante l’elevata densità abitativa, circa il 65% del territorio è coperto da foreste; pertanto, vi è una consistente produzione di legname, che in Giappone è molto utilizzato come materiale da costruzione.
Con dodici milioni di tonnellate di pescato l’anno il Giappone domina il settore; il pesce costituisce l’alimento principale della popolazione.
Un’espansione economica iniziata negli anni 1950 e praticamente ininterrotta ha permesso al Giappone di divenire la seconda potenza mondiale dopo gli Stati Uniti con un prodotto lordo pro capite di 38.160 $ annui.
Punti di forza
- Grande produttore high-tech e automobilistico.
- Impegno in ricerca e sviluppo di lungo termine.
- Capacità di sviluppare idee importate da UE e USA.
- Diffusione globale delle imprese, con stabilimenti anche in UE e USA.
- I keiretsu tengono gli stranieri fuori dal mercato giapponese.
- Grande attenzione alle tematiche della gestione della produzione industriale.
- Sono giapponesi molte delle teorie attualmente utilizzate nelle imprese del “primo mondo”, come il “Just in time”, le filosofie di miglioramento continuo kaizen, e il Total Quality Management.
Punti di debolezza
- Pesante dipendenza dal petrolio importato.
- Il surplus di bilancia commerciale è fonte di tensioni internazionali.
- Sistema finanziario bisognoso di riforme, appesantito da un elevato tasso di cattivi debiti e da scarsa trasparenza.
- Il sistema industriale è indebolito dalla presenza di un gran numero di piccole e medie imprese che vivono al riparo di barriere commerciali e con forti protezioni politiche (p.e. costruzioni).
- L’agricoltura condiziona fortemente la vita politica del paese malgrado la sua declinante importanza economica.
L’energia
Il potenziale idrico, sfruttato più o meno interamente nei limiti della convenienza, fornisce poco più dell’11% del totale; la principale forma di energia è dunque ormai costituita dalle centrali termiche che operano con petrolio d’importazione e sono dislocate lungo le coste, dove sorgono anche le grandi raffinerie che alimentano i consumi delle aree industrializzate ed urbanizzate.
Un notevole contributo proviene anche dalle centrali nucleari, con 50 installazioni attive dislocate in tutto il Paese.
L’industria
Nel quadro generale dell’economia giapponese l’industria partecipa per circa il 42% alla formazione del reddito nazionale e occupa il 39% della popolazione attiva.
Il Giappone è il secondo produttore di acciaio e di ghise e ferroleghe. La distribuzione dei complessi siderurgici è piuttosto vasta, comunque le aree più privilegiate restano quelle costiere.
Potentissimo è il settore cantieristico, legato alle necessità marine del Giappone. I cantieri maggiori sono a Kobe, Nagasaki, Yokohama.
In espansione l’industria automobilistica, rappresentata da fabbriche (Toyota, Nissan, Honda ecc.) che riescono ad esportare in tutto il mondo; annualmente si fabbricano oltre 12 milioni di autoveicoli. Molto importante anche l’industria ciclistica e motociclistica.
L’industria di precisione è forse la più peculiare del Giappone ed è il risultato di una oculatissima scelta economica, dato che i prodotti sono molto elaborati e poco ingombranti, mentre la produzione richiede numerosa e qualificata manodopera.
Strumenti ottici giapponesi (macchine fotografiche e cinematografiche, binocoli, microscopi, proiettori, strumenti geodetici, ecc.) sono diffusi in tutto il mondo insieme con i prodotti della radiotecnica (radio e televisori) e con gli orologi, con una colossale avanzata sui mercati internazionali.
Affermati anche i calcolatori e in genere i prodotti dell’industria elettronica.
In espansione è l’industria della carta, si producono annualmente 10 milioni di t. di pasta di legno e 26 milioni di t. di carta.
Il Giappone è uno dei massimi fornitori di fibre e tessuti; la tendenza in atto è quella di installare in altri paesi le industrie tessili, utilizzando manodopera a bassi prezzi.
L’industria alimentare comprende zuccherifici, conservifici di pesce, frutta e verdura.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.