Tesina
S J F 3^A A S 2012/2013
Imone Ury Oschiani classe nno colastico
- Terremoti e maremoti
- Giappone
- Seconda Guerra Mondiale 1939‐1945
- Letteratura Il Decadentismo, Ermetismo
- Il Novecento nell’arte. La Guernica
- L’Energia nucleare
- English: American Cinema
- Geschichte Deutschlands
I terremoti
Negli ultimi giorni di maggio la provincia di Modena in Emilia Romagna è stata colpita da un forte terremoto che ha continuato a sgretolare questa terra per molti giorni provocando molti crolli e la morte di molte persone. Già qualche anno fa un altro terremoto di forte intensità aveva fatto tremare la terra in Abruzzo presso L’Aquila e anche qui aveva provocato morte, crolli e soprattutto tanta paura. Purtroppo l’Italia è una zona altamente sismica e nonostante le nuove tecnologie è sempre difficile capire quando e come il terremoto ci farà tremare in tutti i sensi.
Guardando questo argomento da un punto di vista scientifico per definizione
Il terremoto o sisma è una vibrazione della superficie terrestre durante la quale vengono liberate quantità enormi di energia.
I terremoti più comuni sono determinati dallo spostamento di enormi masse rocciose in corrispondenza delle faglie.
La crosta terrestre, che è lo strato superficiale della terra e suddiviso in enormi “pezzi” detti zolle o placche che si toccano lungo fratture chiamate faglie e che possono spostarsi.
Lungo le faglie le zolle sono sottoposte a forte pressione, si deformano e accumulano energia finché si spezzano e scorrono l’una rispetto all’altra. I bordi cominciano a oscillare liberando l’energia accumulata sotto forma di onde sismiche, vibrazioni che si propagano scuotendo il suolo, avviene così il terremoto.
Il punto interno della terra in cui si verifica la rottura si chiama ipocentro mentre il punto in superficie posto sulla sua verticale si chiama epicentro ed è la zona più colpita dal terremoto.
I sismografi sono strumenti che permettono di registrare le onde sismiche e quindi di localizzare l’ipocentro e l’epicentro di un terremoto.
Le onde sismiche possono essere di tre tipi: onde primarie, secondarie e superficiali.
Onde primarie: partono dall’epicentro, sono le prime ad essere registrate dal sismografo danno origine a scosse sussultorie e fanno oscillare le rocce avanti e indietro e si propagano in mezzi solidi, liquidi e gassosi.
Onde secondarie: sono registrate per seconde, danno origine a scosse ondulatorie, sono più lente delle primarie, si propagano solo nei solidi e provocano un movimento oscillatorio in su e in giù. (si pensi ad una corda fissata ad un’estremità che oscilla)
Onde superficiali: o lunghe partono dall’epicentro e si propagano in superficie, sono molto più ampie e più lunghe e causano i danni peggiori.
Quando si descrive un terremoto si indicano sempre la sua intensità e la sua magnitudo.
Intensità valuta i terremoti in base ai danni che provocano e la scala di riferimento per la sua forza è la scala Mercalli divisa in 12 gradi.
Magnitudo indica la quantità totale di energia che si libera durante un sisma. La scala di riferimento è la scala Richter divisa in 10 gradi.
Un fenomeno collegato ai terremoti è quello dei maremoti o tsunami (dal giapponese).
Le onde di maremoto sono spostamenti istantanei di una grande massa d’acqua causati da terremoti, frane o eruzioni vulcaniche.
Queste onde si propagano molto velocemente, possono viaggiare per migliaia di kilometri fino ad abbattersi sulle coste con un’energia devastante. Avvicinandosi alla costa rallentano la loro velocità e aumentano la loro altezza, possono raggiungere i 30 metri con effetti terribili.
La maggior parte dei maremoti ha luogo nell’Oceano Pacifico provocando devastanti effetti sulle coste degli Stati Uniti e del Giappone.
Il Giappone
Il Giappone è un arcipelago di circa 3000 isole di cui quattro più grandi (Hokkaido, Honshu, Schikoku e Kyushu). Il territorio è prevalentemente montuoso e collinare con poche pianure costiere. Tutta l’area è geologicamente instabile, spesso squassata da terremoti e da maremoti (tsunami) e con diversi vulcani attivi (cintura del fuoco). Esso si colloca lungo una delle principali linee sismiche del pianeta. Qui vengono a contatto la placca pacifica e la zolla asiatica. Ricordiamo infatti lo spaventoso tsunami dell’11 marzo 2011 che ha colpito le coste sul Pacifico. A ovest del Giappone c’è la costa orientale dell’Asia e la penisola coreana da cui la separa il Mare del Giappone; a est è bagnato dall’Oceano Pacifico oltre la quale si pensava non ci fosse nulla e che il Giappone, Nippon fosse il paese più orientale. A causa della sua forma lunga e stretta i fiumi sono brevi, rapidi e poco navigabili.
In virtù dello sviluppo in latitudine del paese, il nord del Giappone presenta un clima freddo e nevoso d’inverno di tipo temperato, mentre il sud è molto caldo e presenta un clima subtropicale.
L’economia
L’agricoltura e l’allevamento sono attività marginali nell’economia giapponese mentre molto più sviluppata è la pesca. Il settore secondario con le sue industrie è concentrato lungo le coste centro‐meridionali del paese dove giungono le risorse minerarie ed energetiche importate (importa gas dall’Indonesia e petrolio dai paesi arabi, è il primo importatore al mondo. Produce, per far fronte al fabbisogno interno energia nucleare. Le attività terziarie e quindi anche il turismo, sono omogeneamente distribuite sul territorio.
- Attività primarie: il Giappone è un grande produttore di riso che viene coltivato ovunque insieme a grano, orzo, legumi e ortaggi. Ci sono molte coltivazioni di tè, alberi da frutta e gelsi. Sono il tabacco, canna e barbabietole da zucchero. Un settore
- Fondamentale è la pesca grazie anche alla pescosità dei mari interessati da correnti calde e fredde che portano due diverse faune ittiche. Sviluppata è l’acquacoltura: ostriche, crostacei, pesci, alghe.
- Attività secondarie: Il Giappone non dispone di materie prime, quindi la sua industria è prevalentemente di trasformazione e poi vende al mondo. È uno dei maggiori produttori di acciaio, navi di prodotti chimici e autoveicoli. Molto sviluppata è l’industria elettronica: elettrodomestici, computer, macchine fotografiche, telefoni.
- Attività terziarie: I comparti più avanzati e in cui sono occupati i due terzi della popolazione sono le telecomunicazioni, la finanza, la ricerca, bioingegneria. Meno importante è il turismo.
La forza dell’industria giapponese sta nell’organizzazione produttiva. Tante piccole industrie producono i vari pezzi che poi vengono inviati alla fabbrica madre che li assembla e li invia al mercato.
Le vie di comunicazione sono molto avanzate, ha trasporti efficienti in ogni campo: autostrade, alta velocità ferroviaria, portuale e aeroportuale. Sono state realizzate addirittura molte gallerie sottomarine in cui treni e veicoli si spostano senza interruzioni dal nord al sud del paese.
La popolazione
Il Giappone è formato da 128milioni di abitanti con una densità molto elevata. La distribuzione sul territorio non è omogenea. La popolazione è concentrata soprattutto nelle regioni costiere e nella pianura del Kanto dove sorge la capitale Tokyo. Le zone montuose e rurali sono sotto
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