Estratto del documento

Anno scolastico 2012-2013

Il candidato: 1

Indice

  • Storia Pag. 3-7
  • Italiano Pag. 8-14
  • Divina Commedia Pag. 15-20
  • Meccanica Pag. 21-27
  • Tecnologia Meccanica Pag. 28-32
  • Sistemi e Automazione Pag. 33-41
  • Disegno e Progettazione Pag. 42-46
  • Diritto Pag. 47-49
  • Inglese Pag. 50-51
  • Matematica Pag. 52-54

La prima guerra mondiale

I motivi che scatenarono la prima guerra mondiale furono molti.

Il XIX secolo aveva visto nascere una serie di rivalità tra le varie potenze europee, le questioni europee si basano, su di un contrasto politico che aveva come sfondo la rivalità economica. I principali contendenti nella lotta per ottenere maggiore estensione territoriale nelle colonie erano: Francia, Gran Bretagna e Germania. Il loro obbiettivo infatti era quello di allargare i mercati. Causa principale della guerra fu l’assassinio di Francesco Ferdinando avvenuto a Sarajevo il 28 giugno 1914, e di conseguenza l’Austria inviò alla Serbia un ultimatum con richieste inaccettabili. Quest’ultimo si rifiutò di accettare l’ultimatum e la conseguenza di questa risposta fu l’attacco immediato dell’Austria. Quindi anche la Germania dichiarò guerra alla Russia e al fianco dell’Austria scese in guerra invadendo il Belgio neutrale, prendendo di sorpresa la Francia, che si vide attaccata alle spalle. Così l’Inghilterra scese in guerra al fianco della Francia perché la stessa era minacciata dall’Impero tedesco sulla Manica.

Nel conflitto che si disputava tra Austria e Serbia, ne presero parte anche altri stati e così il conflitto assunse un carattere mondiale, e da una guerra di movimento si passò a una guerra di posizione.

Allo scoppio delle ostilità nel giugno del 1914 il Regno d’Italia, legato ad Austria e Germania da un patto difensivo, (La Triplice Alleanza: Austria, Germania e Italia) dichiarò la propria neutralità. L’Italia si trovò quindi divisa in due linee:

  • I neutralisti, che si opponevano all’ingresso dell’Italia in guerra, come i cattolici contrari alla guerra per ragioni di principio e volevano evitare al paese un conflitto che secondo loro non avrebbe potuto reggere.
  • Gli interventisti, favorevoli all’ingresso dell’Italia in guerra, come i democratici che consideravano l’intervento italiano come il compimento del ciclo delle guerre risorgimentali ed i conservatori che miravano ad ottenere attraverso la guerra l’espansione politica ed economica dell’Italia.

Mentre divampava il contrasto tra interventisti e neutralisti il governo italiano stipulò segretamente il Patto di Londra, in base al quale impegnava l’Italia a scendere in guerra al fianco dell’Intesa (Triplice Intesa: Gran Bretagna, Francia e Russia) in cambio di alcune concessioni territoriali come il Trentino Alto Adige, Trieste, Istria, Gorizia e la Dalmazia.

Stipulato il patto il governo dovette affrontare la difficile situazione che si era venuta a creare in Italia. Il parlamento messo di fronte al fatto compiuto approvò in larga maggioranza l’intervento e solo il 24 maggio 1914 l’Italia dichiarò guerra all’Impero Austro-Ungarico (Austria e Ungheria). Sul fronte Italo-Austriaco, il conflitto si presentò subito estremamente lento combattuto nelle trincee.

Nel frattempo l’imperatore tedesco aveva scatenato una guerra sul mare in risposta al blocco navale imposto da Inghilterra e Francia alla Germania e per la prima volta vennero usati i sommergibili che servivano ad attaccare le navi americane che portavano i rifornimenti. Quindi con l’attacco della Germania agli Stati Uniti, fece sì che gli Stati Uniti nel 1917 entrassero in guerra al fianco dell’Intesa e con questa entrata la situazione si ribaltò. Subito dopo l’entrata in guerra degli Stati Uniti ci fu la ritirata della Russia dalla guerra perché era impegnata entro i propri confini con la Rivoluzione.

Gli Stati Uniti entrati in guerra portarono nuove tecnologie militari (cannoni, armi chimiche, aerei, sottomarini).

Anche per l’Italia il 1917 fu l’anno più difficile della guerra. Infatti gli austriaci forti di rinforzi dell’impero russo lanciarono una violenta offensiva nella zona di Caporetto e l’Italia venne sconfitta e fatta indietreggiare. In poco tempo il Friuli era invaso dalle truppe austriache. Le cause della sconfitta furono gli errori di alcuni comandanti ed infatti poco dopo il generale Cadorna fu sostituito da Armand Diaz.

Nel 1918 dopo una settimana di combattimenti l’Italia riuscì a respingere l’avanzata austriaca sul Piave. In tutto il paese si formò un grande spirito di coesione nazionale e quindi l’Italia poco tempo dopo sferrò un altro attacco sul fronte del Piave, vincendo la battaglia, che vide il crollo dell’impero austriaco e la successiva firma dell’armistizio con l’Italia.

Anche la Germania dopo l’ingresso degli Stati Uniti, stremata economicamente e militarmente chiese alle potenze l’armistizio che fu firmato sancendo la fine del conflitto.

Alla firma dell’armistizio la Germania fu costretta ad accettare le durissime condizioni imposte dai vincitori: consegna dell’armamento pesante e della flotta, ritiro delle truppe, annullamento dei trattati e restituzione dei prigionieri.

Il 18 gennaio 1919 i rappresentanti delle potenze vincitrici si riunirono presso Versailles per cercare degli accordi che potessero soddisfare tutti i paesi. Si decise di dare la funzione guida agli Stati Uniti che emergevano come gli unici vincitori del conflitto. Il presidente Wilson nel 1918 presentò 14 punti ai quali avrebbe dovuto ispirarsi la costruzione di pace per far sì che un massacro del genere non si sarebbe mai più dovuto ripetersi.

I 14 punti di Wilson

«Il mondo deve essere reso sicuro per ogni nazione pacifica che, come la nostra, desidera vivere la propria vita, stabilire liberamente le sue istituzioni, essere assicurata della giustizia e della correttezza da parte degli altri popoli del mondo, come pure essere assicurata contro la forza e le aggressioni egoistiche. Perciò il programma della pace del mondo è il nostro stesso programma; e questo programma, il solo possibile secondo noi, è il seguente.

  1. Pubblici trattati di pace, conclusi apertamente, dopo i quali non vi saranno più accordi internazionali privati di qualsivoglia natura, ma la diplomazia procederà sempre francamente e pubblicamente.
  2. Libertà assoluta di navigazione sui mari, al di fuori delle acque territoriali, sia in tempo di pace, sia in tempo di guerra.
  3. Soppressione, nei limiti del possibile, di tutte le barriere economiche e stabilimento di condizioni commerciali uguali per tutte le nazioni che consentono alla pace e si accordano per mantenerla.
  4. Garanzie sufficienti che gli armamenti nazionali saranno ridotti all’estremo limite compatibile con la sicurezza interna del paese.
  5. Composizione libera, in uno spirito largo e assolutamente imparziale, di tutte le rivendicazioni coloniali, fondata sul rigoroso rispetto degli interessi delle popolazioni interessate.
  6. Evacuazione di tutti i territori russi e regolamento di tutte le questioni concernenti la Russia, per assicurarle una sincera accoglienza nella Società delle Nazioni libere sotto un governo che esse stessa avrà scelto.
  7. Il mondo intero sarà d’accordo che il Belgio debba essere evacuato e restaurato, senza alcun tentativo di limitare la sovranità di cui fruisce alla stregua delle altre nazioni libere.
  8. Tutto il territorio francese dovrà essere liberato, e le parti invase dovranno essere interamente ricostruite.
  9. Una rettifica delle frontiere italiane dovrà essere effettuata secondo le linee di nazionalità chiaramente riconoscibili.
  10. Ai popoli dell’Austria-Ungheria, di cui desideriamo salvaguardare il posto fra le nazioni, dovrà essere data al più presto la possibilità di uno sviluppo autonomo.
  11. La Romania, la Serbia, il Montenegro dovranno essere evacuati: saranno a essi restituiti quei loro territori che sono stati occupati.
  12. Alle parti turche del presente Impero Ottomano saranno assicurate pienamente la sovranità e la sicurezza, ma le altre nazionalità che vivono attualmente sotto il regime di questo Impero devono, d’altra parte, godere una sicurezza certa di esistenza e potersi sviluppare senza ostacoli; l’autonomia deve essere loro data.
  13. Uno Stato polacco indipendente dovrà essere costituito, comprendente i territori abitati da nazioni incontestabilmente polacche, alle quali si dovrebbe assicurare un libero accesso al mare.
  14. Una Società generale delle Nazioni Unite dovrebbe essere formata in virtù di convenzioni formali aventi per oggetto di fornire garanzie reciproche di indipendenza politica e territoriale ai piccoli come ai grandi Stati».

La conferenza di pace penalizzò duramente i paesi perdenti.

Con il trattato di Versailles vennero imposte condizioni pesanti come la restituzione dell’Alsazia e della Lorena alla Francia mentre l’Austria doveva cedere all’Italia il Trentino, Istria e Trieste. Con Trento e Trieste il paese aveva completato la sua unità nazionale raggiungendo così i confini neutrali.

Per l’Italia si parlò di vittoria mutilata perché non ottenne tutto quello che gli era stato promesso in caso di vittoria.

Nel settembre del ’19 Gabriele D’Annunzio arrivò con circa 1000 uomini a Fiume proclamandone l’annessione all’Italia e instaurandovi un governo provvisorio.

D’Annunzio in questa situazione agì da capo di stato. Uno degli obbiettivi che D’Annunzio si era proposto marciando su Fiume, era quello di mettere in crisi il governo di Nitti e ci riuscì.

In seguito la città di Fiume fu liberata con il Trattato di Rapallo e Fiume venne dichiarata libera. A D’Annunzio non rimaneva altro che abbandonare la città.

Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio è una delle più grandi figure del decadentismo italiano. La parola decadentismo indica un nuovo movimento culturale sorto in Europa verso la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento.

La parola decadentismo deriva da “Decadent”, termine a cui vennero attribuiti due significati: quello negativo riferito alla nuova generazione dei poeti maledetti che davano scandalo incitando al rifiuto della morale borghese, e quello positivo inteso come nuovo modo di pensare come diversità ed estraneità rispetto alla società contemporanea. Inoltre in modo provocatorio usarono questo termine come titolo di una famosa rivista francese “Le Decadent”. Gabriele D’Annunzio nasce a Pescara il 12 marzo 1863 da una ricca famiglia borghese. Nel 1879 pubblicò la sua prima raccolta poetica “Primo Vere” di ispirazione Carducciana. Aveva solo 16 anni ed era uno studente del prestigioso collegio dei Cicognini di Prato.

Terminato il liceo D’Annunzio si trasferì a Roma per compiere gli studi universitari presso la facoltà di lettere. In realtà più che agli studi si dedicò al giornalismo mondano. Una buona accoglienza di critica e di pubblico ottennero le successive due raccolte pubblicate nel 1882, “Canto Nuovo”, che era una raccolta di poesie e poi “Terra Vergine”, che era una raccolta di novelle. Il più grande successo letterario arrivò con la pubblicazione del suo primo romanzo “Il Piacere di Vivere” nel 1889. D’Annunzio era ormai diventato un personaggio pubblico, una specie di divo che abilmente alimentava la sua fama attraverso amori tanto prestigiosi quanto scandalosi sempre ampiamente pubblicizzati.

Per vivere accanto alla sua compagna si trasferì a Firenze nella zona di Settignano dove affittò la villa Capponcina trasformandola in un movimento dal gusto estetico decadente, definita da lui come la vita del signore rinascimentale. È in questo periodo che si situano gran parte delle sue migliori opere poetiche, il vertice della poesia D’Annunziana, l’Alcyone pubblicata nel 1903.

D’Annunzio successivamente nel 1910 se ne scappò in Francia per sfuggire ad alcuni creditori. Egli vide nello scoppio della Prima Guerra Mondiale un’occasione per rientrare in Italia. Infatti nel 1915 tornato in Italia si schierò con gli interventisti e quando l’Italia entrò in guerra, nonostante i 50 anni si arruolò come volontario. Nel 1916 in seguito ad un grave incidente aereo perse l’occhio destro ed in questo periodo compose “Notturno”.

Alla fine della guerra Gabriele D’Annunzio insieme agli interventisti parlò di Vittoria Mutilata, termine da lui usato perché l’Italia non ottenne dalla guerra tutto quello che gli spettava.

D’Annunzio si lanciò nell’impresa di conquistare la città di Fiume dove instaurò un nuovo governo sotto il suo comando. Quest’avventura pose fine con il trattato di Rapallo con il quale D’Annunzio fu costretto con la forza ad abbandonare la città di Fiume.

Deluso il poeta si trasferì sulle sponde del Garda dove trascorse la fine della sua vita. Morì il 1 marzo del 1938.

Pensiero

Egli cerca una fusione dei sensi e dell’animo con le forze della vita accogliendo in sé e rivivendo l’esistenza molteplice della natura con piena adesione fisica, prima ancora che spirituale.

È questo il “Panismo” D’Annunziano, quel sentimento di unione con tutto che ritroviamo in tutte le poesie più belle di D’Annunzio, in cui riesce ad aderire con tutti i sensi e con tutta la sua vitalità alla natura, si immerge in essa e si ci confonde.

La sua vocazione poetica si muta poi in esibizionismo: abbiamo allora l’esaltazione del falso primitivo, dell’erotismo o quella sfrenata del proprio io, indicata nei due aspetti dell’estetismo e del superomismo.

L’Estetismo è in definitiva il culto del bello, in pratica vivere la propria vita come se fosse un’opera d’arte o al contrario vivere l’arte come fosse vita.

Quest’atteggiamento, preso dal Decadentismo francese è corrispondente alla personalità del poeta, che deve distinguersi dalla normalità delle masse.

Il Superuomo assomiglia all’esteta ma non deve essere legato a principali sociali e morali. Per questo motivo si vuole elevare dalla massa; è l’esteta attivo, che cerca di realizzare la sua superiorità a danno delle persone comuni.

Gabriele D’AnnunzioPanismoEstetismoSuperomismo
Immersione nella naturaOgni cosa deve esprimere bellezza
Immersione nel lusso
Volontà di essere eroe nel mondo in modo plateale

Alcyone

Capolavoro della poesia decadentismo-simbolista.

Alcyone comprende 88 liriche composte tra il 1897 ed il 1903, si presenta come una sorta di diario dell’estate in Versilia. In questo libro la comunione tra l’uomo e la natura viene espressa al meglio: l’uomo si immedesima e si immerge nel paesaggio in cui si trova e partecipa a tutti i fenomeni naturali. A sua volta la natura viene umanizzata in un ritmo melodico vitale ed armonico. Il superuomo diventa colui che riesce a vivere nella pura gioia e vitalità e che riesce ad immedesimarsi nella natura.

Due divinità dominano il libro: Dioniso, dio dell’ebbrezza vitale e panica ed Apollo, dio della bellezza classica e serena. La struttura del libro è articolata in 5 sezioni:

  • La prima è situata nel mese di giugno nella zona collinare tra Fiesole e Firenze.
  • La seconda a luglio su una spiaggia del mar Tirreno. È in questa sezione che si trovano i testi più famosi, come la Pioggia nel Pineto.
  • La terza sezione è incentrata su figure mitiche e sulla metamorfosi e termina con l’esaltazione dell’estate.
  • Nella quarta sezione ci si trova nel pieno dell’estate e già si incontrano i segni della sua conclusione come nella poesia Versilia: “Estate mia non declinare!”.
  • La quinta sezione esprime il desiderio di esperienze estreme e di realizzare il superuomo, che si rivela impossibile con la fine dell’estate.

Poesia: La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.

Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria secondo le fronde
più rade, men rade.

Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.

E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.

E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Italiano - D'Annunzio
  • Storia - Nuove tecnologie della prima guerra mondiale
  • Divina commedia - Canto VI Paradiso
  • Meccanica - Turbine a gas
  • Disegno - Il CAD
  • Sistemi - Il PLC
  • Inglese - Machine tools (macchine utensili)
  • Diritto - L'azienda
  • Tecnologia - Prova di fatica
  • Matematica - Le derivate
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