Estratto del documento

La lotta dell’emarginato per l’affermazione

In Frankenstein; or, The Modern Prometheus

Francesco Scanavino Classe

VB Liceo

Scientifico “Arturo Issel” Anno

Scolastico 2008/2009 2

"I endeavoured to crush these fears, and to fortify myself for the trial which in a few months I resolved to undergo; and sometimes I allowed my thoughts, unchecked by reason, to ramble in the fields of Paradise, and dared to fancy amiable and lovely creatures sympathising with my feelings, and cheering my gloom; their angelic countenances breathed smiles of consolation. But it was all a dream; no Eve soothed my sorrows, nor shared my thoughts; I was alone. I remembered Adam's supplication to his Creator. But where was mine? He had abandoned me: and, in the bitterness of my heart, I cursed him.”

Frankenstein; or, The Modern Prometheus

____ in

In copertina:

immagine di

Bernie

Wrightson per

Frankenstein 3

Sommario

Premessa........................................................................................................................ 6

1. Il capitano Robert Walton............................................................................................ 7

2. Victor Frankenstein – Un emarginato modello............................................................8

2.1. Personaggi importanti nel processo di formazione...............................................8

3. Il percorso di decadenza – Osare come peccato contro la morale di Dio (o senso comune)....................................................................................................................... 10

4. La nascita della creatura – Ritorno alla realtà e recupero dei legami.......................12

5. L’irreversibilità delle scelte compiute – Il concetto di consapevolezza e responsabilità............................................................................................................... 13

6. Il processo – Critica della giustizia e del sistema politico..........................................14

7. Uomo o Dio? – Il giudizio dettato dal senso comune.................................................15

8. A faccia a faccia – L’affrontare se stessi e le proprie responsabilità.........................16

senso di colpa accusa dell’altro...................................16

8.1. La duplice presenza di e

8.2. Il totem – Il rapporto tra padre e figlio................................................................18

9. Rinnegato – Il bisogno di accettazione.....................................................................19

9.1. Il ruolo del linguaggio come mezzo di affermazione...........................................21

9.2. Un male necessario – La rimozione delle pulsioni...............................................22

9.3. Il riflesso – L’importanza dell’aspetto fisico........................................................23

9.4. Historia magistra vitae – Signore e servo...........................................................24

9.5. La vera storia dei contadini................................................................................ 27

9.6. La letteratura come rifugio dal mondo, la letteratura come specchio del mondo.................................................................................................................................. 28

10. Che cosa voglio – Desiderio di pagamento per il riscatto delle discriminazioni subite............................................................................................................................ 30

11. Non è colpa mia – Rottura del contratto e pena da pagare....................................34

12. Vendetta – Sostituzione degli impulsi d’amore e morte..........................................36

13. Mi odi? – Il giudizio dell’uditorio di Victor Frankenstein...........................................37

Bibliografia................................................................................................................... 40

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Sitografia...................................................................................................................... 40

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Premessa

La tesina tratta di un tema che ha catturato la mia attenzione mentre leggevo l’opera Frankenstein; or, The Modern Prometheus di Mary Shelley, cioè l’emarginazione sociale, di cui la creatura rappresenta un famoso simbolo. Mi sono posto una serie di domande sulla vera natura della discriminazione, sulle sue cause, sull’applicazione del tema nella cornice dell’epoca attuale, sulla nascita del pregiudizio.

Leggendo della vita della creatura, nata per mano di Victor Frankenstein, ho provato a immaginare i sentimenti che ha provato sin dalla nascita, costretto alla fuga a causa del ribrezzo e della paura che il suo aspetto suscita negli altri; ancora oggi, l’immagine che ci è offerta di lui dalle rappresentazioni semplicistiche spesso è muta, non dotata di intelletto, dai movimenti disarticolati: ma il lettore dell’opera scopre che non è affatto così. Egli è rifiutato perfino dal suo stesso padre, da chi gli ha dato la vita. Ho riflettuto sulla sensazione che si prova a sentirsi dire da qualcuno di rappresentare il fallimento delle sue aspettative, nemmeno per un gesto compiuto, ma per via dell’aspetto fisico, fattore indipendente dal piano dell’intenzionalità dell’individuo.

Spesso la gente non riflette sul fatto che nessuno cerca volontariamente una condizione sfavorevole, come una malattia o una deformazione, o ancora delle caratteristiche, fisiche e psicologiche, che non rispondono ai canoni imposti dalla società.

Questa trattazione si prefigge il compito di elaborare un percorso, che esplori non solo la vita di un essere visibilmente emarginato come la creatura, ma anche le esistenze di tante persone che hanno dovuto affrontare le difficoltà imposte loro non solo dal caso o dalla natura, bensì anche da parte di una società chiusa, che disprezza e aborrisce il diverso; dopotutto, diverso è un concetto volubile, perché implica non uno, ma ben due termini di confronto. Quindi la domanda è legittima: diverso da chi, diverso da cosa?

Nella citazione iniziale non ho messo il nome della creatura di proposito, perché nel libro è chiamato solo con epiteti come disgraziato, miserabile, demone, mostro, che a mio parere non rendono giustizia al messaggio che intendo trasmettere. Al contrario, lo spazio vuoto indica come nella sua immagine siano identificabili tutti coloro che nella vita sopportano le angherie di un mondo che li denigra; serve a ricordare loro come nella propria solitudine non siano soli, perché confido che troveranno, in un modo o nell’altro, la propria ragione di vita, un motivo per sorridere, magari nelle parole di affetto dette da qualcun altro. 6

1. Il capitano Robert Walton

All'inizio della storia il lettore fa conoscenza di un personaggio che, pur sembrando irrilevante ai fini della storia, ha molti aspetti in comune con i due protagonisti, il dottor Victor Frankenstein e la creatura: il capitano Robert Walton. Egli si trova nel corso di una spedizione verso le regioni artiche, cercando di portare a compimento quello che da sempre è stato un suo sogno: arrivare dove mai prima un essere umano sia arrivato. Si può da subito vedere la sua vicinanza al personaggio di Victor nell’aspirazione alla scoperta dell’ignoto, quasi del Paradiso: il polo è definito proprio “country of eternal light”, un’immagine poetica di speranza e di redenzione.

Già in lui si presentano i tratti dell'emarginato: dalle lettere che scrive alla sorella, possiamo capire come abbia sacrificato durante la propria gioventù ogni tipo di svago e come abbia troncato tutti i rapporti sociali, tutto in funzione dello studio e della ricerca che lo avrebbero potuto portare alla gloria e al riscatto. Egli parla del sacrificio che ha dovuto compiere in termini di tempo per fortificare la propria mente e il proprio corpo con dedizione per lo stesso motivo, mostrando il legame che sussiste tra rinuncia, intesa come alienazione rispetto ai propri desideri-bisogni, e aspettativa di premio:

I commenced by inuring my body to hardship. I accompanied the whale-fishers on several expeditions to the North Sea; I voluntarily endured cold,

famine, thirst, and want of sleep; I often worked harder

than the common sailors during the day, and devoted

my nights to the study of mathematics, the theory of

medicine, and those branches of physical science from

which a naval adventurer might derive the greatest

1

practical advantage.

Riflette inoltre sul significato del proprio percorso, costellato di fatiche, e sul valore della gloria che ne può conseguire, in contrapposizione all’affermazione nella società grazie alla raccomandazione. Si tratta proprio dell’intenzione di emancipazione rispetto alla società in cui vive, che lo rende così simile al dottore: essi allo stesso modo intendono portare le proprie esistenze a un compimento, a una realizzazione. Meglio una vita dedita al sacrificio, e magari accompagnata dalla gloria, piuttosto che passarne il resto nell’ozio e nel lusso: Frankenstein; or, The Modern Prometheus

1 Mary Shelley, , Penguin Classics, London, 1985, p.

65 7

And now, dear Margaret, do I not deserve to accomplish some great purpose? My life might have been passed in ease and luxury; but I preferred glory to every enticement that wealth placed in my path. Oh, that some encouraging voice would answer in the affirmative! My courage and my resolution is firm; but my hopes fluctuate and my spirits are often depressed. I am about to proceed on a long and difficult voyage, the emergencies of which will demand all my fortitude: I am required not only to raise the

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spirits of others, but sometimes to sustain my own, when theirs are failing.

Veniamo dunque a conoscenza anche di un desiderio particolarmente sentito del giovane capitano, cioè quello di avere accanto a sé una persona fidata, che condivida con lui lo slancio verso la scoperta e l’avventura.

But I have one want which I have never yet been able to satisfy; and the absence of the object of which I now feel as a most severe evil. I have no friend, Margaret: when I am glowing with the enthusiasm of success, there will be none to participate my joy; if I am assailed by disappointment, no one will endeavour to sustain me in dejection. […] I desire

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the company of a man who could sympathise with me; whose eyes would reply to mine.

Nella quarta lettera di Walton troviamo il primo contatto tra lui e Victor: da subito s’instaura un profondo legame tra i due, complice l’affinità caratteriale ed esistenziale. Fatta conoscenza, però, Walton viene messo presto in guardia a proposito delle sue aspirazioni:

Unhappy man! Do you share my madness? Have you drank also of the intoxicating draught? Hear me--let me reveal my tale, and

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you will dash the cup from your lips!

2. Victor Frankenstein – Un emarginato modello

Inizia la storia della vita di Victor Frankenstein, nella quale si svelano molti particolari della sua persona, ma anche i retroscena delle vite delle persone che hanno avuto un ruolo importante per lui: si scopre come ognuno abbia sofferto, a proprio modo, per via dell’impossibilità di vivere una vita normale. Come si vedrà, sono comunque persone che riescono a recuperare il proprio rapporto con il mondo e a superare le difficoltà impostegli dal caso.

2.1. Personaggi importanti nel processo di formazione

Caroline Beaufort trova lavoro da giovanissima per far fronte ai seri problemi economici di suo padre, un tempo ricco mercante ora caduto in povertà. La morte del

Ibid.,

2 p. 65

Ibid.,

3 p. 67

Ibid.,

4 p. 77 8

suo unico familiare la lascia orfana e nullatenente: grazie però alla bontà del padre di Victor, il quale prima le fa da tutore, e in seguito la sposa, ha un’occasione di riscatto e dimostra, nonostante le vicende passate, grande determinatezza e sensibilità. È lei a far crescere Victor con un carattere allo stesso tempo sensibile e testardo, che lo renderà in seguito un fuoriclasse, un outsider: questo fattore influenzerà pesantemente i suoi rapporti con le persone, definendo la sua emancipazione. Il suo carattere è attivo, rivoluzionario, teso alla ricerca di conoscenze non ancora in mano all’uomo:

My temper was sometimes violent, and my passions vehement; but by some law in my temperature they were turned, not towards childish pursuits, but to an eager desire to learn, and not to learn all things indiscriminately. […] It was the secrets of heaven and earth that I desired to learn; and whether it was the outward substance of things, or the inner spirit of nature and the mysterious soul of man that occupied me, still my inquiries were directed to the metaphysical, or, in its highest sense, the physical secrets of the

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world.

Questo comportamento però pregiudica possibili contatti e amicizie che si sarebbero potuti creare con nuove persone. Dopotutto, è ammissione dello stesso Victor di essere una persona schiva, lontana dalla società e dai rapporti con gli altri.

It was my temper to avoid a crowd, and to attach myself fervently to a few. I was indifferent, therefore, to my schoolfellows in general; but I united myself in the bonds of

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the closest friendship to one among them.

Il carattere di esclusività nella scelta dei rapporti fa comprendere come possa crearsi un legame così solido tra Victor e Henry Clerval, il suo unico amico, il quale pure conduce un’esistenza conflittuale con il mondo intorno a sé. A dispetto di un padre soffocante e autoritario, Henry è un ragazzo di talento amante del pericolo, anche a rischio della propria incolumità; tende, però, a perdere il contatto con la realtà, giacché amante dei romanzi cavallereschi e delle gesta eroiche. Mary Shelley intende quindi caratterizzarlo come personaggio al di fuori del proprio contesto sociale, proiettato verso un passato ormai perso; Victor, al contrario, proietta le proprie aspettative nel futuro della scoperta. Ognuno, pertanto, perde il proprio contatto con la realtà presente e con l'ambiente in cui è inserito, in un progressivo processo di alienazione.

Nel momento in cui Caroline adotta la piccola Elizabeth Lavenza, probabilmente rivede in lei il proprio miserabile passato di sofferenza: la madre della giovane morì quando era molto piccola, mentre il padre la lasciò in custodia a una famiglia di contadini, senza alcuna eredità.

Entrambe queste figure femminili sono accomunate dal fatto che, anche dopo essere tornate a vivere in condizioni normali (o persino agiate), conservino la propria purezza, semplicità e innocenza.

This child was thin and very fair. Her hair was the brightest living gold, and despite the poverty of her clothing, seemed to set a crown of distinction on her head. Her brow was clear and ample, her blue eyes cloudless, and her lips and the moulding of her face so expressive of sensibility and sweetness that none could behold her without looking on her

Ibid.,

5 p. 86

Ibid.,

6 p. 85 9

as of a distinct species, a being heaven-sent, and bearing a celestial stamp in all her

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features.

Da questa descrizione si vede in che modo Mary Shelley incarni nelle figure femminili del libro i massimi valori positivi della società ottocentesca, come calma, concentrazione, sensibilità, determinatezza, lealtà: donne forti ma angeliche, che offrono la possibilità di redenzione a chi soffre per i peccati commessi. La donna diventa simbolo dell’equilibrio, che conserva in sé ed è capace di offrire agli altri: si spiegherà quindi l’atto di distruzione della creatura femmina, perché simbolo della perduta possibilità di salvezza per la creatura.

L’adozione di Elizabeth è però anche uno dei fattori causa del graduale processo di alienazione di Victor dalla società: lei entra a far parte della famiglia e diventa cugina di Victor, almeno di nome. Così il sentimento d’amore che nasce tra di loro viene soffocato, perché percepito quale incestuoso e immorale. È importante ricordare come ci sia stato un cambiamento dalla prima versione del romanzo, dove Elizabeth era veramente presentata nel ruolo di cugina di Victor; in seguito Mary Shelley ha modificato l’impostazione, forse perché ritenuta scandalosa.

3. Il percorso di decadenza – Osare come peccato contro la morale di Dio (o senso comune)

Al momento della partenza per l’Università di Ingolstadt, Victor ha il primo accostamento all’esperienza della morte: Caroline scompare a causa della scarlattina, contratta da Elizabeth per esserle stata accanto durante la malattia. Anche la sofferenza derivante dalla perdita concorre ad aumentare l’anelito del ragazzo alla scienza, vista come possibilità di trascendere la morte e recuperare ciò che si è perso. Si può evincere dal comportamento di Victor come non intenda metabolizzare gli eventi a cui la vita lo sottopone, bensì la sua intenzione di trovare una soluzione, anche a costo di subire delle perdite. Come ci si può aspettare, Elizabeth rinuncia persino al proprio dolore per offrire conforto alla famiglia, e in qualche modo per sviare implicitamente Victor dai suoi propositi; ancora una volta si vede come le due donne siano disposte a dare anche parte di se stesse per chi amano.

Nel corso dei suoi studi a Ingolstadt, ci è fornito un chiaro esempio di discriminazione nell’ambiente di studio: mister Krempe, professore tradizionalista, lo deride per la sua passione per alchimisti come Paracelso e Cornelio Agrippa, e gli intima di lasciare stare quelle che etich

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