Gli artisti raccontano l’emarginazione e la vivono in prima persona
Liceo Linguistico “Pasquale Villari”
A.S. 2012/2013
Francesca Del Tufo V A/L
Il lavoro da me svolto ha come tematica quella dell’emarginazione trattata dagli artisti oggetto di studio di quest’ultimo anno scolastico poiché l’hanno vissuta in prima persona, estraniandosi dalla società in cui vivono, e ciò si può evincere anche dalle loro opere.
L’emarginazione è una condizione che ha caratterizzato l’uomo di ogni tempo. Infatti Seneca ebbe sempre un rapporto conflittuale con il potere, soprattutto quando lasciò il compito di precettore di Nerone, e fu costretto a togliersi la vita.
Questa condizione ha dato vita al Decadentismo, fenomeno culturale nato in Francia nel 1880, il cui maggior esponente fu il poeta Charles Baudelaire. Questo movimento si caratterizzò per l’antipositivismo, l’irrazionalismo e per il forte sentimento di estraneità e isolamento dalla società.
Nella Letteratura Italiana, equivalente italiano del Decadentismo è la Scapigliatura. Infatti gli artisti scapigliati si sentono emarginati dalla loro stessa classe d’appartenenza, la borghesia, che si sta rivelando cinica e corrotta nel momento in cui si accosta al potere. Vi è quindi la delusione delle idee risorgimentali, nel momento in cui si attuano.
Per quanto riguarda la Storia dell’Arte, l’emarginazione si rispecchia soprattutto nelle personalità di Vincent van Gogh e di Edvard Munch. Il primo, appartenente al post-impressionismo, ebbe una vita difficile e tormentata e la depressione profonda lo portò all’alienazione mentale ed infine al suicidio.
Munch invece, appartenente all’espressionismo, ebbe anche egli una vita travagliata e una visione della vita profondamente segnata dall’angoscia della morte incombente.
Nella letteratura inglese, D.H. Lawrence denuncia la società del suo tempo, caratterizzata dall’industrializzazione, che porta gli uomini all’alienazione e all’incapacità di relazionarsi con gli altri; quest’ultima caratterizza anche i personaggi delle opere di Virginia Woolf.
George Orwell, invece, criticò il totalitarismo in quanto voleva l’uguaglianza sociale. Fu proprio a causa del totalitarismo stesso che molti artisti, soprattutto nella Germania di Hitler, furono costretti all’esilio. Tra questi vi sono Thomas Mann e Bertolt Brecht, che criticarono aspramente il nazionalismo.
Tra le due guerre mondiali si sviluppa la corrente filosofica dell’Esistenzialismo, il cui massimo esponente fu Jean Paul Sartre. Tra i temi da lui trattati ci sono quelli della solitudine e del rapporto conflittuale con il prossimo.
Collegamenti interdisciplinari
Italiano: Decadentismo, G. Pascoli
Latino: Seneca
Francese: Baudelaire, Sartre
Scapigliatura
Arte: van Gogh
Inglese: Lawrence, Orwell, Woolf
Emarginazione
Filosofia: Esistenzialismo
Tedesco: T. Mann e Brecht
Storia: Nazismo
Seneca
Un susseguirsi di colpi di scena, di innalzamenti e di cadute caratterizza la vita di Seneca (nato tra il 4 e il 2 a.C.), quasi una dimostrazione di come il gioco della fortuna si abbatte sulle vicende degli uomini e mette alla prova la constantia sapientis (la fermezza del saggio).
Appartenente a una ricca famiglia provinciale, ricevette una formazione retorico-filosofica a Roma e intraprese poi la carriera politica. Infatti si trovò in contatto diretto con gli ultimi tre imperatori della dinastia giulio-claudia: malvisto da Caligola, il quale, invidioso della sua fama oratoria, poco mancò che lo mandasse a morte.
Ma in seguito fu coinvolto in un processo e fu esiliato in Corsica dall’imperatore Claudio. Divenne in seguito precettore di Nerone, ma ad un certo punto perse influenza su di lui e si ritirò a vita privata.
Nerone non era ben voluto e infatti ci fu una congiura senatoria contro di lui capeggiata da Pisone, dove venne coinvolto anche Seneca, il quale si tolse la vita per ordine di Nerone.
Morte di Seneca
La Scapigliatura
La Scapigliatura fu un movimento artistico e letterario sviluppatosi nell’Italia settentrionale a partire dagli anni sessanta dell’Ottocento; ebbe il suo epicentro a Milano e si andò poi affermando in tutta la penisola.
Il termine, che si impose nel corso degli anni cinquanta dell’Ottocento, è la libera traduzione del termine bohème francese, che si riferiva alla vita disordinata e anticonformista degli artisti parigini descritta nel romanzo di Henri Murger Scènes de la vie de bohème.
Gli scapigliati erano animati da uno spirito di ribellione nei confronti della cultura tradizionale e del buonsenso borghese. Uno dei primi obiettivi della loro battaglia fu il moderatismo della cultura ufficiale italiana.
Si scagliarono sia contro il Romanticismo italiano, che giudicavano languido ed esteriore, sia contro il provincialismo della cultura risorgimentale. Guardarono in modo diverso la realtà, cercando di individuare il nesso sottile che legava quella fisica a quella psichica.
Di qui il fascino che il tema della malattia esercitò sulla loro poetica, spesso riflettendosi tragicamente sulla loro vita che, come quella dei bohémien francesi, fu per lo più breve.
La Scapigliatura ebbe il merito di far emergere per la prima volta in Italia il conflitto tra artista e società, tipico del romanticismo europeo: il processo di modernizzazione post-unitario aveva spinto gli intellettuali italiani, soprattutto quelli di stampo umanista, ai margini della società, e fu così che tra gli scapigliati si diffuse un sentimento di ribellione e di disprezzo radicale nei confronti delle norme morali e delle convinzioni correnti, che ebbe però la conseguenza di creare il mito della vita dissoluta ed irregolare.
Negli scapigliati si forma una sorta di coscienza dualistica che sottolinea lo stridente contrasto tra l’“ideale” che si vorrebbe raggiungere e il “vero”, la cruda realtà, descritta in modo oggettivo e anatomico.
Il termine “scapigliatura” venne utilizzato per la prima volta da Cletto Arrighi (pseudonimo di Carlo Righetti) nel romanzo La Scapigliatura e il 6 febbraio (1862).
Il Decadentismo
Nella seconda metà dell’800 si sviluppa in Francia una corrente culturale destinata ad influire su tutta la letteratura del 900: il Decadentismo.
Il termine «decadente» fu inizialmente usato con significato dispregiativo da parte della critica tardo-ottocentesca per identificare una nuova generazione di poeti considerati al di fuori della norma sia nella produzione artistica sia nella pratica di vita.
I decadenti non si riconoscevano nelle tendenze positivistiche, materialistiche della società borghese. Essi vi si contrappongono attraverso atteggiamenti anticonformisti e anticonvenzionali; e pur consapevoli di essere rifiutati dalla società borghese ne fanno motivo di orgoglio e distinzione, rivendicando la loro superiorità.
Il decadente, come il romantico, vive il contrasto tra ciò che è reale e l’irreale. Questa continua tensione si traduce poi in stati d’animo malinconici, tendenti al vittimismo quindi all’autodistruzione.
Giovanni Pascoli
Giovanni Pascoli è senza dubbio tra i maggiori esponenti del Decadentismo. Egli tende a ripiegare su se stesso, a cercare una nicchia, una casa, un nido in cui rifugiarsi per sfuggire il male presente nella società.
Per esempio nella poesia “Nebbia” l’autore chiede alla nebbia di nascondere le “cose lontane”, che non appartengono alla sua realtà quotidiana; egli desidera che il suo mondo finisca con “la siepe dell’orto” e il muro in giardino, poiché le cose all’esterno della sua piccola nicchia “son ebbre di pianto”.
Ciò ricorda la definizione della Terra in X Agosto: “quest’atomo opaco di male”.
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Introduzione tesina sull'emarginazione
La tesina da me svolta ha come tematica quella dell’emarginazione trattata dagli artisti oggetto di studio di quest’ultimo anno scolastico, poiché l’hanno vissuta in prima persona estraniandosi dalla società in cui vivono e ciò si può evincere anche dalle loro opere. L’emarginazione è una condizione che ha caratterizzato l’uomo di ogni tempo: infatti Seneca ebbe sempre un rapporto conflittuale con il potere, soprattutto quando lasciò il compito di precettore di Nerone, e fu costretto a togliersi la vita. Questa condizione ha dato vita al decadentismo, fenomeno culturale nato in Francia nel 1880, il cui maggior esponente fu il poeta Charles Baudelaire. Questo movimento si caratterizzò per l’antipositivismo, l’irrazionalismo e per il forte sentimento di estraneità e isolamento dalla società. Nella Letteratura italiana, equivalente italiano del Decadentismo è la Scapigliatura, infatti gli artisti scapigliati si sentono emarginati dalla loro stessa classe d’appartenenza, la borghesia, che si sta rivelando cinica e corrotta nel momento in cui si accosta al potere. Vi è quindi la delusione delle idee risorgimentali, nel momento in cui si attuano. Per quanto riguarda la Storia dell’Arte, l’emarginazione si rispecchia soprattutto nelle personalità di Vincent van Gogh e di Edvard Munch. Il primo, appartenente al postimpressionismo, ebbe una vita difficile e tormentata e la depressione profonda lo portò all’alienazione mentale ed infine al suicidio.
Munch invece, appartenente all’espressionismo, ebbe anche egli una vita travagliata e una visione della vita profondamente segnata dall’angoscia della morte incombente. Nella letteratura inglese, D.H. Lawrence denuncia la società del suo tempo, caratterizzata dall’industrializzazione, che porta gli uomini all’alienazione e all’incapacità di relazionarsi con gli altri; quest’ultima caratterizza anche i personaggi delle opere di Virginia Woolf. George Orwell invece criticò il totalitarismo in quanto voleva l’uguaglianza sociale, fu proprio a causa del totalitarismo stesso che molti artisti, soprattutto nella Germania di Hitler, furono costretti all’esilio. Tra questi vi sono Thomas Mann e Bertolt Brecht, che criticarono aspramente il nazionalismo. Tra le due guerre mondiali si sviluppa la corrente filosofica dell’esistenzialismo, il cui massimo esponente fu Jean Paul Sartre. Tra i temi da lui trattati ci sono quelli della solitudine e del rapporto conflittuale con il prossimo.
La tesina quindi mostra l’emarginazione non solo come fenomeno sociale, ma anche in altre chiavi di lettura.
Collegamenti
Tesina sull'emarginazione
- Italiano: Scapigliatura, decadentismo, G. Pascoli.
- Latino: Seneca.
- Francese: Baudelaire, Sartre.
- Inglese: Lawrence, Woolf, Orwell.
- Tedesco: Thomas Mann, Bertolt Brecht.
- Storia: Nazismo.
- Filosofia: Esistenzialismo.
- Storia dell'arte: Vincent Van Gogh.