Estratto del documento

I.P.S.S.C.T.S. Gaetano Pessina

Esame di Stato

2012-2013

Il cinema come settima arte, come ricerca del divino.

« È fonte di piacere guardare le immagini perché coloro che contemplano le immagini imparano e ragionano su ogni punto. »

Cit. Aristotele

Noemi Passafiume

5 F

A

1

Indice

  • Introduzione 3
  • Italiano: Decadentismo, Estetismo e Oscar Wilde con il “Ritratto di Dorian Gray” 4
  • Storia: L’uso dei media nella propaganda fascista 8
  • Diritto: Diritto d’autore 9
  • Economia: Bilancio d’esercizio 12
  • Informatica: Social Network 14

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Introduzione

Il cinema, con la sua arte di rappresentare non solo le realtà ma anche le fantasie e le abitudini, i disagi e le rivoluzioni, possiamo considerarlo come l’arte suprema in cui il regista è più di un poeta, più di uno scrittore, ma è l’anima della società.

Il cinema con i suoi personaggi, ambienti e dialoghi, mescola arte e misticismo, arte e poesia, arte e sociale.

Non è da sottovalutare, ad esempio, sin dai film muti l’ascolto di parole non dette, il pensiero che circolava e rappresentava il mezzo del divino, ma divini erano anche i film in cui i registi fermavano il loro obiettivo su ogni dettaglio: viso, occhi e sguardo, mani e corpo, per sottolinearne il vero senso del pudore e della ricercatezza dei particolari.

Film famosi sono stati indicati come cult, o kolossal, non solo per i temi ma anche per la rappresentazione poco virtuale e più vicina al pubblico.

Ma fare cinema è anche rappresentare non solo le certezze ma anche le paure, il misticismo e le fantasie etiche e sacre.

Oscar Wilde non a caso, ha voluto sfidare con il suo romanzo, Il ritratto di Dorian Gray, le certezze dell’io profondo della fede. Non a caso non è stato sempre ben accettato e ben riconosciuto da una critica leale, tutti i romanzi che in qualche modo mettevano a dura prova la fedeltà dei principi.

Il cinema nel suo rapporto simbiotico con la letteratura ha voluto, ed è riuscito, a descrivere e a realizzare anche quello che non veniva detto, per questo sacro e divino.

Il cinema è un’arte consapevole di rimanere immortale nei secoli, anche se mutano i linguaggi mediatici, le rappresentazioni filmiche, anche in realtà tridimensionali, sopravvivranno all’uomo stesso come testimonianza di storia, passato, verità.

« La cinematografia racchiude in sé molte altre arti; così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica », come diceva il noto produttore cinematografico Akira Kurosawa. Con questo Kurosawa voleva ribadire il fatto che il cinema è un insieme di arti, un insieme delle 11 arti di cui fa parte.

L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza. Nella sua accezione odierna, l’arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni e “messaggi” soggettivi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione. Nel suo significato più sublime, l’arte è l’espressione estetica dell’interiorità umana. Rispecchia le opinioni dell’artista nell’ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico.

Le 7 arti

  • 1. Architettura (arte primitiva per antonomasia, ossia l’arte dell’uomo di costruirsi un riparo)
  • 2. Musica (arte primigenia, all’inizio solo composta di voce e percussioni)
  • 3. Pittura (declinazione dell’Architettura)
  • 4. Scultura (declinazione dell’Architettura)
  • 5. Poesia (declinazione della Musica)
  • 6. Danza (declinazione della Musica)

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  • 7. Teatro in origine e conseguentemente Cinema (concilia parzialmente tutte le altre arti)

Il cinema viene considerata l’arte suprema per il semplice fatto che riesce a racchiudere in sé tutte le arti insieme, conciliandole perfettamente tra loro in modo a dir poco divino.

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Italiano

Decadentismo

Nella seconda metà dell’800 si sviluppa in Francia una corrente culturale destinata ad influire su tutta la letteratura del 900: il Decadentismo.

Il termine «decadente» fu inizialmente usato con significato dispregiativo da parte della critica ottocentesca, per identificare una nuova generazione di poeti considerati al di fuori della norma sia nella produzione artistica sia nella pratica di vita.

Il termine fu poi assunto da quegli stessi poeti per indicare la propria diversità nei riguardi del presente e la propria estraneità nei riguardi della società.

I decadenti non si riconoscevano nelle tendenze positivistiche, materialistiche della società borghese. Essi vi si contrappongono attraverso atteggiamenti anticonformisti e anticonvenzionali; e pur consapevoli di essere rifiutati dalla società borghese ne fanno motivo di orgoglio e distinzione rivendicando la loro superiorità.

Il decadentismo è considerato un proseguimento in forma più estrema di alcuni temi trattati dal romanticismo come: il sogno, l’immaginazione e la fantasia. Infatti, con i romantici, condividevano tutto ciò che era legato alla dimensione irrazionale.

Il decadente, come il romantico, vive il contrasto tra ciò che è reale (tangibile), e l’irreale (ciò che è astratto). Questa continua tensione si traduce poi in stati d’animo malinconici, tendenti al vittimismo, quindi all’autodistruzione.

Tra gli eroi decadenti troviamo la figura dell’inetto, uomo senza volontà, afflitto da una malattia interiore che lo rende incapace di vivere. Davanti a lui si aprono quindi due strade: il suicidio e il sogno.

Alla tendenza a considerare la malattia, la corruzione e la morte come condizioni di privilegio e di distinzione dalla massa, si contrappone spesso uno sfrenato vitalismo; qui emerge la figura del superuomo, l’individuo votato a imprese eccezionali che s’impegna a realizzare se stesso.

Un’altra figura molto importante tra gli eroi decadenti è la figura del dandy, individuo vestito in modo stravagante. I dandies erano gli esponenti della cultura dell’apparenza, dell’estetismo decadente.

Estetismo

I narratori del Decadentismo rinunciarono al ruolo pubblico di “missionari” dei valori del progresso scientifico e sociale; rivolgono piuttosto la loro attenzione al culto della bellezza intesa come fine a se stessa. Valorizzano la tendenza all’estetismo, la tendenza all’”arte per l’arte”, che emerse fin dall’inizio come uno dei fondamenti della letteratura decadente. Tale motivo veniva spesso associato alla contemplazione di una bellezza sfiorente, che si sta spegnendo lentamente.

Come autore che interpreta questo tipo di bellezza possiamo citare Oscar Wilde, col suo romanzo “Il ritratto di Dorian Gray”.

Questo romanzo, come “Il piacere” di D’Annunzio, diffuse in tutta Europa l’idea che sono le sensazioni estetiche il modello a cui conformare i comportamenti individuali: non si devono compiere azioni solo buone, ma anche belle.

Gli scrittori citati, Wilde e D’Annunzio, coerenti al massimo con le loro idee, trasformarono la loro stessa vita in uno scandalo dopo l’altro.

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Oscar Wilde

Wilde nasce a Dublino nel 1854, da una famiglia ricca e intellettuale, seppure non nobile. Fin da ragazzo spiccò per la sua intelligenza e per il brillante spirito in società.

Dal 1871 studiò al Trinity College di Dublino; nel 1878 si laureò a Oxford, con il massimo dei voti, in discipline classiche.

Dal 1879 visse a Londra, ma viaggiò spesso, tenendo conferenze in città europee e americane e guadagnandosi una fama da esteta. Di lui parlarono spesso giornali e libelli satirici.

Nel 1884 sposò Constance Lloyd. Ma da lì a poco iniziò ad avere le prime esperienze omosessuali.

Nel 1888 Wilde pubblicò un libro di fiabe; nel 1891 Il ritratto di Dorian Gray, che ottenne un grande successo, anche per le polemiche sull’immortalità del protagonista. I critici più noti misero al bando l’autore, che invano si affannò a difendere l’opera in lunghe lettere inviate a vari direttori di giornali.

Sul finire del 1891 Wilde fu a Parigi, dove scrisse Salomé.

in francese il dramma Dal 1892 compose diversi lavori teatrali.

Nel 1895 Wilde intrecciò una scandalosa relazione con il giovane Lord Alfred Douglas Queensberry. Dopo aver ricevuto un biglietto di insulti dal padre del ragazzo, Wilde, invece di tacere, lo denunciò per diffamazione. Il processo gli si ritorse contro: lo scrittore fu condannato a due anni di carcere e subì altre imputazioni per bancarotta. In prigione scrisse il De Profundis, in forma di lunga lettera indirizzata ad Alfred.

Scarcerato nel 1897, si esiliò in Francia, prima a Nizza e poi a Parigi.

Sul finire dell’anno, partì per un viaggio in Italia con il giovane Lord.

Gravemente malato, morì nella capitale francese, a soli 46 anni, nel novembre del 1900.

Il ritratto di Dorian Gray

Wilde, con questo suo romanzo pubblicato nel 1891, si preoccupò di costruire un intreccio interessante, inserendo riflessioni di stampo estetico in una trama tra il giallo e il fantastico. Base dell’opera è una filosofia di vita immortale, tutta concentrata sul raggiungimento del piacere.

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Sintesi

Sintesi tesina sul cinema, la Settima Arte

La seguente tesina di maturità ha come obiettivo quello di mostrare il cinema, con la sua arte di rappresentare non solo le realtà, ma anche le fantasie e le abitudini, i disagi e le rivoluzioni, possiamo considerarlo come l’arte suprema in cui il regista è più di un poeta, più di uno scrittore, ma è l’anima della società.

Il cinema con i suoi personaggi, ambienti e dialoghi, mescola arte e misticismo, arte e poesia, arte e sociale.

Non è da sottovalutare, ad esempio, sin dai film muti l’ascolto di parole non dette, il pensiero che circolava e rappresentava il mezzo del divino, ma divini erano anche i film in cui i registi fermavano il loro obiettivo su ogni dettaglio: viso, occhi e sguardo, mani e corpo, per sottolinearne il vero senso del pudore e della ricercatezza dei particolari.

Film famosi sono stati indicati come Cult, o Kolossal, non solo per i temi, ma anche per la rappresentazione poco virtuale e più vicina al pubblico.

Ma fare cinema è anche rappresentare non solo le certezze ma anche le paure, il misticismo e le fantasie etiche e sacre.

Oscar Wilde non a caso, ha voluto sfidare con il suo romanzo, Il ritratto di Dorian Gray, le certezze dell’io profondo della fede. Non a caso non è stato sempre ben accettato e ben riconosciuto da una critica leale, tutti i romanzi che in qualche modo mettevano a dura prova la fedeltà dei principi.

Il cinema nel suo rapporto simbiotico con la letteratura ha voluto, ed è riuscito, a descrivere e a realizzare anche quello che non veniva detto, per questo sacro e divino.

Il cinema è un’arte consapevole di rimanere immortale nei secoli, anche se mutano i linguaggi mediatici, le rappresentazioni filmiche, anche in realtà tridimensionali, sopravvivranno all’uomo stesso come testimonianza di storia, passato, verità. All'interno della mia tesina vorrei riportare le seguenti parole pronunciate dal celebre produttore Akira Kurosawa.

« La cinematografia racchiude in sé molte altre arti; così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica ». Con questo Kurosawa voleva ribadire il fatto che il cinema è un insieme di arti, un insieme delle 11 arti di cui fa parte.

L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni e "messaggi" soggettivi. Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione. Nel suo significato più sublime, l'arte è l'espressione estetica dell'interiorità umana. Rispecchia le opinioni dell'artista nell'ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico. Ecco l'elenco in cui vengono riportate le Sette Arti:

  • 1. Architettura (arte primitiva per antonomasia, ossia l'arte dell'uomo di costruirsi un riparo);
  • 2. Musica (arte primigenia, all'inizio solo composta di voce e percussioni);
  • 3. Pittura (declinazione dell'Architettura);
  • 4. Scultura (declinazione dell'Architettura);
  • 5. Poesia (declinazione della Musica);
  • 6. Danza (declinazione della Musica);
  • 7. Teatro in origine e conseguentemente Cinema (concilia parzialmente tutte le altre arti).

Il cinema viene considerata l’arte suprema per il semplice fatto che riesce a racchiudere in sé tutte le arti insieme, conciliandole perfettamente tra loro in modo a dir poco divino.

Collegamenti

Tesina sul cinema, la Settima Arte

Italiano: Decadentismo, Estetismo e Oscar Wilde con il “Ritratto di Dorian Gray”.

Storia: L’uso dei media nella propaganda fascista.

Diritto: Diritto d’autore.

Economia: Bilancio d’esercizio.

Informatica: I Social Network.

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