Estratto del documento

Istituto tecnico commerciale statale n° 3

“Giuseppe Dessì”

“…non si possono contare le lune che brillano

sui suoi tetti né i mille splendidi soli che si

nascondono dietro i suoi muri…” Tesina: Cuccuru Alessia

Classe V D

Anno scolastico 2008/2009 1

Traccia

  • Italiano.......................................K. Hosseini “Mille splendidi soli”
  • Storia...........................................Storia recente dell’Afghanistan
  • Geografia...............................................La condizione femminile
  • Matematica.........................La condizione femminile in statistica
  • Diritto..................................I diritti delle donne nella costituzione
  • Scienza delle Finanze.................................La politica di bilancio
  • Economia Aziendale...............I caratteri delle imprese industriali
  • Inglese...............................................................The globalisation 2

Italiano

Khaled Hosseini: “La mia voce per chi non ha voce”

خالد حسینی)

Khaled Hosseini (è uno scrittore e medico afghano. Nasce a Kabul il 4 marzo del 1965, ultimo di cinque fratelli. Suo padre era un diplomatico e sua madre insegnava persiano e storia in un liceo femminile. Nel 1976 la famiglia Hosseini si trasferì a Parigi. Nel 1980, dopo l’arrivo dei russi, ha ottenuto asilo politico negli Stati Uniti, a San José in California, dove vive tuttora con la moglie e i due figli.

Nel 2003 ha scritto il suo primo romanzo, Il cacciatore di aquiloni (2004), diventato un eccezionale caso editoriale. Il suo secondo romanzo, Mille splendidi soli (2007), ha ottenuto un successo altrettanto straordinario.

Recentemente, Khaled Hosseini è tornato in Afghanistan come inviato per l’agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Mille splendidi soli

“…non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri…”

La storia si svolge in Afghanistan, in un periodo che va dagli anni ’60 ad oggi. Mariam è una bambina di Herat, nata dalla giovanissima serva Nana e dal proprio padrone Jalil Khan, un uomo ricco che mai accetterà un’harami (“bastarda”). Mariam vive in povertà con la madre relegata in una kolba, un casolare isolato fuori città. La bambina cresce con un certo risentimento nei confronti della madre che continua a presentarle la negatività della vita e di quell’uomo che tanto crudelmente si era sbarazzato di loro due. Nonostante la madre parli sempre del padre, che ogni giovedì trascorre qualche ora con lei, per Mariam

3

è comunque una persona eccezionale. All’età di quindici anni Mariam fugge dalla kolba per raggiungere la casa paterna ma viene respinta. La ragazza allora viene riportata a casa e trova la madre impiccata ad un albero. Mariam inizia a capire che quell’uomo in realtà l’aveva sempre tradita. Viene ospitata a casa del padre per un po’ di tempo, fino a quando quest’ultimo le trova un marito. Mariam viene costretta a sposare Rashid, un anziano artigiano vedovo. Andrа̀ a vivere quindi a più di seicento chilometri dalla sua casa e dal padre, che non fa nulla per impedirlo. Questo le fa totalmente cambiare i sentimenti che prova verso di lui. A Kabul comincia la sua nuova vita insieme a Rashid, che la costringe a mettere il burqa, a non parlare con nessuno, e a seguire gli altri precetti islamici. Rashid la tratta secondo la tradizione, come una schiava, senza alcun rispetto per la sua dignità, i suoi desideri e il suo corpo. Col tempo, Mariam imparerà a sottomettersi a quel tipo di ordine sociale. La situazione peggiora quando la ragazza non riesce a portare a termine nessuna gravidanza.

Laila nasce nel 1978, a Kabul. La sua storia inizia quando lei ha nove anni. Abita a pochi metri di distanza dalla casa di Rashid e Mariam. La sua famiglia è di costumi più “liberali”. Il padre, Babi, è un ex professore universitario; la madre Fariba non indossa il burqa. Laila è molto intelligente ed indipendente, in quanto il padre la manda a scuola. Fin da bambina è sempre in compagnia di Tariq, il suo migliore amico, che lei considera come un fratello. Tariq ha 11 anni e la difende sempre. I due crescono insieme, il loro legame è fortissimo, e col passare degli anni da amico si trasformerà in amore della sua vita. Per evitare la guerra civile, Tariq è costretto a scappare in Pakistan con la sua famiglia e il giorno prima della partenza, lui e Laila, disperati dalla consapevolezza che potrebbero non vedersi mai più, hanno un unico intenso rapporto. I continui sconvolgimenti politici impediranno alla famiglia di Laila di vivere felice. La casa di Laila viene infatti colpita da un razzo e entrambi i genitori perdono la vita, mentre la ragazza gravemente ferita dalle schegge viene salvata ed accolta da Rashid e Mariam.

Dopo un primo periodo di riabilitazione Laila si accorge di essere incinta di Tariq, che le hanno fatto credere essere morto, e deve proteggere il piccolo. Questo la costringe ad accettare la proposta di matrimonio di Rashid. Mariam non tollera questa nuova moglie, e

4

viene relegata al ruolo di serva. Quando anche Laila cade in disgrazia avendo partorito una femmina, Aziza, nel 1993, il comportamento di Rashid nei suoi confronti diventa più crudo, poiché l’uomo voleva un figlio maschio. I rapporti tra le due mogli migliorano, iniziano ad allearsi. Mariam diventa per Laila una madre, un’amica e un sostegno. La vita delle due donne si consuma tra stenti e violenze, che culminano con l’avvento dei talebani nel ’96. Intanto, Laila rimane nuovamente incinta, e stavolta di Zalmai, il figlio di Rashid.

Successivamente Tariq torna a Kabul, e va a trovare Laila.

Rashid viene a sapere che Tariq ha parlato con Laila e cerca di ucciderla, ma viene colpito a morte da Mariam che interviene per difenderla. Mariam decide di confessare l’omicidio, viene condannata a morte per il suo crimine e fucilata nello stadio cittadino. Laila fugge in Pakistan con Tariq e i figli, ma in seguito alla sconfitta dei talebani decide di ritornare a Kabul.

Laila riesce ad aiutare un orfanotrofio nel quale viene assunta come insegnante. Il libro si chiude durante una sua lezione, nella quale si viene a sapere che è di nuovo incinta e se sarà una bambina, ha già deciso quale nome darle: Mariam.

Significato del libro

Per quanto riguarda l’interpretazione del titolo del libro di Hosseini credo che l’autore abbia stravolto il senso originale di quelle parole. Secondo me i mille splendidi soli sono le donne, i loro sorrisi, la loro bellezza, i loro diritti che vengono violati da quando il regime Talebano ha preso potere in Afghanistan, ma vuole anche intendere un qualcosa che noi non possiamo comprendere, qualcosa che va al di là di quello che possiamo vedere, che non si può contare come le lune e i soli che splendono sulla città di Kabul.

Nonostante le sofferenze delle due protagoniste l’amore alla fine riuscirà a cambiare la loro vita.

Negli anni ’70 le donne andavano scoperte, con lo smalto alle unghie, i pantaloni attillati, danzavano e vivevano liberamente; ma recentemente la situazione in Afghanistan è cambiata, e la donna sembra che non abbia più alcun diritto.

Hosseini racconta la realtà di un paese chiamato Afghanistan, dai mille splendidi soli per noi occidentali ancora molto misteriosi e lontani.

Storia

Storia recente dell’Afghanistan

5

L’Afghanistan è uno stato dell’Asia centrale. La sua capitale è Kabul.

Nel 1913 divenne uno stato indipendente, firmando un accordo di cooperazione con la Russia. Dieci anni più tardi salì al trono Mohammad Zahir Shah, che governò fino al 1973. In quegli anni il Paese riuscì a mantenere l’integrità nazionale, poi, a partire dagli anni cinquanta divenne un protettorato dell’Unione Sovietica. Negli anni compresi tra il 1961 e il 1963, il Pakistan chiuse il confine con l’Afghanistan per scoraggiare i tentativi di riunificazione dei Pashtun pakistani con quelli afghani. Nel 1964 Zahir Shah approvò una nuova costituzione trasformando il regno in una democrazia con libere elezioni e diritti civili. I nove anni successivi portarono a scontri sanguinosi e terribili distruzioni, dovute alle storiche divisioni tra i vari gruppi etnici e religiosi, e il re venne detronizzato da un colpo di stato organizzato dal principe Mohammed Daud. Sempre nel 1973 l’Afghanistan venne proclamato una repubblica e Daud diventò il presidente.

Nell’aprile 1978 Daud venne ucciso. Il Partito Democratico del Popolo Afghano diede il via alla “Rivoluzione d’aprile”, che portò alla nascita della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Al potere salì Mohammad Taraki, grazie ad un colpo di Stato. Nello stesso anno, le riforme del nuovo regime alimentarono il malcontento della popolazione e cominciò a organizzarsi la resistenza islamica armata.

Nel 1979 Taraki venne assassinato e Hafizullah Amin divenne primo ministro. L’Unione Sovietica invase l’Afghanistan. Amin fu ucciso dai sovietici, che misero al potere Babrak Karmal. Esplose la rivolta dei mujaheddin che intensificarono i combattimenti.

Pochi mesi dopo il Consiglio di Stato dell’ONU condannò l’invasione sovietica.

Nel 1983 il numero dei profughi afghani raggiunse livelli altissimi, poiché molti civili fuggirono dalle loro case. Tre anni più tardi l’ex capo della polizia segreta, Najibullah, prese il posto di Karmal alla guida del governo, e nel 1987 fece approvare una nuova carta costituzionale. La denominazione ufficiale di Repubblica Democratica dell’Afghanistan,

6

introdotta ai tempi del controllo sovietico, perse l’aggettivo “Democratica”, e il Paese tornò a chiamarsi Repubblica di Afghanistan.

Dopo anni di incontri tra il governo afghano, i gruppi ribelli, i rappresentanti USA e URSS, nel 1988 a Ginevra si firmarono gli accordi per il definitivo ritiro sovietico. Nello stesso anno, a Kabul, Najibullah formò un governo di coalizione con alcuni ministri non comunisti, e iniziò ufficialmente il ritiro dell’Armata Rossa. Nel 1991, i mujaheddin rafforzarono le loro strutture militari e finanziarie, ricevendo supporto logistico ed economico da Iran e Pakistan. L’anno successivo, dopo giorni di sanguinosi scontri, Najibullah cedette il potere ai mujaheddin che presero Kabul e si costituì un governo di coalizione sotto la guida di Burhanuddin Rabbani.

Il conflitto per il potere tra Rabbani e il primo ministro riaccese la guerra civile. I talebani, (gruppo armato che dichiarava di proteggere la libertà in Afghanistan) conquistarono Kandahar. Nel 1996 i talebani spodestarono Rabbani, uccisero Najibullah e instaurarono a Kabul un regime islamico conservatore (integralista).

Due anni più tardi gli USA lanciarono missili sui campi di addestramento di Osama Bin Laden, il leader dei talebani, in risposta agli attentati alle ambasciate USA in Africa, e nel 1999 l’ONU impose sanzioni economiche al regime dei talebani che offrivano asilo a Osama Bin Laden.

Nell’aprile del 2000 le forze di opposizione al governo dei talebani tentarono di ricostituire l’Alleanza del Nord in funzione antitalebana.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 26
Mille splendidi soli (K. Hosseini) Pag. 1 Mille splendidi soli (K. Hosseini) Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Mille splendidi soli (K. Hosseini) Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Mille splendidi soli (K. Hosseini) Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Mille splendidi soli (K. Hosseini) Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Mille splendidi soli (K. Hosseini) Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Mille splendidi soli (K. Hosseini) Pag. 26
1 su 26
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi