I.T.C.S. “L.B. Alberti” – San Donà di Piave
Anno scolastico 2011-2012
Il lusso nel primo ’900
Il ’900: epoca in cui bellezza, estetismo e una società sicura di sé fanno da padrone.
Un “viaggio” culturale attraverso la Belle Époque e l’età giolittiana, con protagonisti come D’Annunzio, Wilde e Klimt.
Il lusso va benissimo, purché sfrenato.
Alberto Arbasino
Il lusso è un’esigenza che
DATEMI IL LUSSO! FARÒ A MENO comincia dove la necessità
Del necessario.
Oscar Wilde finisce.
Coco Chanel
Il lusso non è un piacere, ma il piacere è un lusso.
Francis Picabia
Il lusso è il pane di coloro che vivono di brioche.
André Suarès
Ci Immagino la dei
Oggi tutto costa troppo. che vera tragedia
È non lusso il
poveri che possono permettersi altro che sacrificio.
Oscar Wilde
Le cose che una generazione considera un lusso, la generazione successiva le considera necessità.
Anthony Crosland
L’onestà è un lusso che i ricchi non possono permettersi.
Pierre de Coubertin
Capiotto Giada 5^ C Erica
Introduzione
Definire la parola lusso non è un’impresa semplice poiché essa rappresenta una molteplicità di cose. Il “Devoto-Oli” recita: […] che indica squisitezza o, più comunemente, sfoggio di costosa eleganza e distinzione […].
Dal punto di vista etimologico potremmo indicare due scuole di pensiero: secondo alcuni autori, tra cui l’esperto di comunicazione e marche, il professor J.N. Kapferer, la parola lusso deriva dal termine latino “lux”, ovvero, luce.
Infatti, solitamente i prodotti di pregio sono connotati da una forte brillantezza come accade per i gioielli e le pietre preziose.
Altri sostengono che essa derivi dal termine anch’esso latino, “luxus”, che esprime un significato di sregolatezza, eccesso e dissolutezza1.
Dall’epoca romana fino alla Belle Époque (epoca in cui la società si arricchiva grazie all’industria e al continuo progresso tecnologico-scientifico), il lusso era uno stile di vita riservato ad un ristretto e privilegiato gruppo di persone (re, imperatori, principi, uomini di potere, ricchi borghesi...).
Mentre ora il lusso è uno status a cui tutti gli uomini ambiscono e che esprimono mediante l’acquisto e/o il consumo di prodotti/oggetti, spesso superflui, destinati a migliorare l’immagine della persona.
Grazie all’industrializzazione nella nostra epoca il lusso non è più un privilegio di pochi, o meglio, è un mezzo per omologarsi alla massa e per gratificarsi, e quelli che un tempo erano pezzi unici ora sono quasi sempre prodotti in serie, in modo tale da soddisfare la domanda di milioni di consumatori.
Oltre a stoffe pregiate, diamanti, pietre preziose e opere d’arte uno dei materiali simbolo del lusso è l’oro.
L’oro che, insieme al tema delle donne, era l’elemento chiave dei capolavori del pittore austriaco Gustav Klimt, uno dei maggiori artisti della Belle Époque.
Lusso ed estetismo sono sulla stessa lunghezza d’onda, e questo lo confermano lo scrittore italiano Gabriele D’Annunzio e lo scrittore irlandese Oscar Wilde.
D’Annunzio fu uno dei più importanti esponenti del Decadentismo in Italia, mentre Wilde del Decadentismo inglese.
Grazie a Wilde si diffonderà la figura dell’eccentrico dandy in tutta Europa e anche D’Annunzio ne sarà fortemente influenzato.
1 http://tesi.eprints.luiss.it/150/1/tesi-ferraro.pdf
Storia
L’età giolittiana e la Belle Époque
La Belle Époque si colloca cronologicamente parlando tra i seguenti grandi eventi: la guerra franco-prussiana (1870-1871), la grande crisi economica (1873-1895) e la Prima Guerra Mondiale.
L’epoca dei “bei tempi” durò, in tutta Europa, nemmeno 40 anni, cioè da fine Ottocento fino allo scoppio della Grande Guerra e la capitale di questo sviluppo europeo fu la romantica ed elegante Parigi.
Nello stesso arco di tempo l’Italia vide la nascita di una grande personalità politica come quella di Giovanni Giolitti (1842-1928).
Egli fu per molto tempo protagonista della vita politica italiana, dando il via a quella che oggi chiamiamo età giolittiana, che durò inizialmente dal 1903 al 1914, ma che ebbe epilogo con l’ultimo governo giolittiano iniziato nel giugno del 1920 fino al luglio del 1921.
Il governo di Giolitti fu connotato da cinque permanenze al governo, durante le quali il politico italiano assunse spinte liberali, credendo fermamente che migliorando le condizioni di vita dei lavoratori ne avrebbe tratto sicuro vantaggio tutto il tessuto sociale italiano.
Egli apportò numerose migliorie tra cui norme per tutelare gli anziani, gli infortunati, i diversamente abili, le donne e i bambini, i quali furono obbligati a frequentare la scuola elementare fino ai 12 anni.
I cittadini poterono finalmente avvalersi del diritto al riposo settimanale e alle provvidenze settimanali.