Pianeta donna:
L’universo al femminile
Percorso interdisciplinare svolto da
Carella Verdiana
Classe V^ A.S. 2008/2009
Donna
Madre Teresa di Calcutta
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni …
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite … insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!!!
Il mio percorso …
Letteratura italiana
Igino latino
Giovenale poeta misogino
Decimus Iunius
Iuvenalis
Aquino, tra il 55 e
il 60 – Roma, 127
La sesta satira
Di Giovenale
“… Ti preoccupi tanto di quel che è accaduto in una casa
privata, di quel che ha fatto una semplice Eppia? Guarda
piuttosto quel che dovette sopportare un Claudio! Non appena
lo vedeva addormentato, la sua sposa, sfrontata al punto da
preferire una povera stuoia al talamo del palatino, indossava,
augusta meretrice, un notturno mantello e con non più di
un'ancella di scorta, abbandonava la casa e il marito. Poi,
nascondendo sotto una bionda parrucca le negre chiome,
entrava in un caldo lupanare, dietro una vecchia tenda, in una
stanza vuota riservata a lei sola e qui s'offriva ignuda, coi
capezzoli dorati, facendosi chiamare Licisca, e mostrando, o
generoso Britannico, il ventre che t'aveva partorito. Blanda
riceveva chi entrasse da lei, chiedeva il suo prezzo; poi quando
il lenone rimandava le ragazze, anch'essa allora partiva, ma
triste, lasciando il più tardi possibile la sua stanza, ancor tutta
bruciante per il prurito dell'utero teso, e ritornava alla sua casa
stancata di tanti, ma non sazia ancora, con le guance sozze,
annerita dal fumo della lucerna, portava il lezzo del postribolo
fin nel letto imperiale! …”
La matrona di Efeso nel
Satyricon di Petronio
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