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Istituto tecnico commerciale di istruzione

Secondaria superiore

“Pier Fortunato Calvi”

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E-mail: calvi@provincia.padova.it

A.S. 2009/2010

Esame di Stato

Grazie a te,

Donna

Elisa Agnini

5 AX Pagina 1 di 45

Grazie a te, DONNA

Elisa Agnini

Grazie a te,

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Grazie a te, DONNA

Grazie a te, donna, per il fatto stesso che tu sia donna!

(Papa Giovanni Paolo II)

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Grazie a te, DONNA

Indice

Prefazione......................................................................................................................................5

Primo capitolo: La donna nella storia…..............................................................................................6

Preistoria...........................................................................................................................................6

Età antica..........................................................................................................................................7

Grecia antica.....................................................................................................................................7

Roma antica......................................................................................................................................8

Medioevo..........................................................................................................................................9

Rinascimento....................................................................................................................................9

Ottocento........................................................................................................................................10

Secondo capitolo: In England.............................................................................................................11

The right to vote in England...........................................................................................................11

Christabel Pankhurst.......................................................................................................................12

Terzo capitolo: Coco Chanel, una donna e il suo successo................................................................15

Biografia.........................................................................................................................................15

Lo stile e la filosofia di Chanel.......................................................................................................18

La figura della donna imprenditrice...............................................................................................21

Luxottica.........................................................................................................................................26

Quarto capitolo: La donna oggi..........................................................................................................29

Italia................................................................................................................................................29

Medio oriente: “Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini.............................................................31

Bibliografia......................................................................................................................................44

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Grazie a te, DONNA

Prefazione

Ho scelto “la donna” come tema centrale della mia tesina dopo aver letto il suggestivo libro “Mille splendidi soli” dello scrittore Khaled Hosseini.

Nella mia tesina intitolata ” Grazie a te, DONNA” voglio dare un messaggio di speranza a tutte le donne che vivono in Paesi dove esistono ancora molti ostacoli che impediscono il loro pieno inserimento nella vita sociale, politica ed economica e che vogliono lasciare alle loro spalle un passato di discriminazioni per un futuro libero da pregiudizi e barriere.

È il loro posto nella società, i loro ruoli e il loro potere, il loro silenzio e la loro parola che ho voluto comprendere.

La tesina si suddivide in quattro capitoli.

Nel primo capitolo ho voluto tratteggiare l’evoluzione della donna nel corso della storia.

Il secondo capitolo è dedicato alle femministe inglesi e su come ottennero un progressivo ma graduale cambiamento dello stato di diritto.

Il terzo capitolo con la storia di Coco Chanel che rappresenta una rivoluzione del concetto di femminilità, vuole essere uno spunto di riflessione “sul genio femminile” che, oggi più che mai, possiamo scorgere in ogni parte del mondo. Una nuova immagine di donna indipendente una figura fondamentale del fashion design e della cultura popolare del XX secolo.

Nel quarto capitolo ho preso in considerazione due realtà opposte appartenenti al mondo occidentale e orientale con la lettura del libro che ha ispirato la mia tesina.

Le conquiste giuridiche formali non si sono però tradotte ovunque in una parità di fatto anche a livello di dignità sociale e uguali diritti rispetto al genere maschile.

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Grazie a te, DONNA

Primo capitolo: La donna nella storia…

La parola donna deriva dal latino domna cioè padrona, ma numerose e diverse culture hanno riconosciuto alla donna capacità e ruoli limitati alla procreazione e alla cura della prole e della famiglia.

Possiamo osservare questo attraverso la storia.

Preistoria

Nella preistoria, mentre l’uomo si dedicava alla caccia, le donne si specializzavano nella raccolta di bacche commestibili, radici e frutti. Esse erano impegnate per gran parte della loro vita da gravidanze, allattamento e cura della prole, erano meno mobili e si dedicavano alla raccolta dei vegetali commestibili e dei piccoli animali.

Nella preistoria la donna aveva come compito primario quello di procreare, infatti nelle sculture vengono evidenziati gli organi connessi alla riproduzione, a scapito delle altre parti del corpo, il ventre e i fianchi sono decisamente prominenti, il seno voluminoso e il volto è inespressivo.

Nel periodo in cui l’umanità viveva allo stato nomade, esse erano sottomesse agli uomini. La supremazia maschile era determinata dal fatto che la sopravvivenza dipendeva dalla capacità di uccidere gli animali, da cui venivano ricavati sia il cibo sia il vestiario.

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Grazie a te, DONNA

Età antica

In un primo momento nella civiltà egizia ed in quelle mesopotamiche (Persia, Assiria, Babilonia) la donna aveva una posizione molto elevata all’interno della società.

In questi luoghi è stato presente anche il matriarcato ma poi, con l’ascesa delle monarchie militari, persero di prestigio e si iniziarono a formare i ginecei, (parte interna della casa riservata alla donne), dai quali le donne non potevano uscire e dove non potevano vedere nessun uomo ad eccezione degli eunuchi (uomini che avevano subito la mutilazione dell’apparato genitale) e del proprio marito.

Grecia antica

Nella Grecia antica la donna veniva rispettata ma esistevano anche numerose contraddizioni: la donna ricca era tenuta in casa, mentre le donne povere erano costrette a lavorare e quindi godevano di una certa libertà.

Le donne non avevano diritti politici (non potevano quindi votare o essere elette membri dell’assemblea) e non erano oggetto di legislazione giuridica (una donna non era colpevole, ad esempio del reato di adulterio, a differenza dell’uomo, perché ritenuta “oggetto del reato”).

La donna passava molto tempo a contatto con la madre del marito, nel gineceo, e quest’ultima aveva un ruolo primario sulla sua educazione.

Nella società greca, ad Atene, alle donne era vietato assistere a qualsiasi manifestazione pubblica, oltre che praticare qualsiasi attività sportiva, mentre a Sparta potevano dedicarsi a sport di tipo esclusivamente ginnico (danza, corsa, ecc).

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Grazie a te, DONNA

In occasione dei Giochi olimpici alle donne non era nemmeno permesso di avvicinarsi al perimetro esterno del santuario, pena la morte.

Secondo un’antica tradizione si diceva addirittura che, se mai una donna avesse praticato una qualche attività sportiva, grandi sventure sarebbero arrivate in seguito a tutto il genere femminile.

Ciò conferma la condizione di inferiorità a cui era soggetta la donna nella società greca, molto diversa, ad esempio, dalla condizione di cui godeva la donna nel mondo romano.

Roma antica

A Roma la donna era considerata quasi pari all’uomo: entrambi i genitori avevano pari obblighi nei confronti dei figli e la donna poteva accompagnare il marito ad una festa, a patto che mangiasse seduta e non sdraiata come era norma per gli uomini.

Non mancarono tuttavia le limitazioni poste dal diritto romano alla capacità giuridica delle donne ciò impediva loro di accedere alle magistrature pubbliche. Nel campo del diritto privato era inoltre negata alle donne la patria potestà, prerogativa esclusiva del padre.

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Grazie a te, DONNA

Medioevo

Nel Medioevo la condizione della donna peggiora.

Essa è infatti un oggetto nelle mani del padre, finché questi non decideva di venderla ad un uomo.

Il Cristianesimo medioevale impose la sottomissione della donna all’uomo, ma la considerò importante in quanto doveva crescere spiritualmente i figli.

Con l’inquisizione alcune donne vennero ritenute rappresentanti del Diavolo sulla Terra (le streghe), capaci di trarre in inganno l’uomo spingendolo al peccato in qualsiasi modo.

Addirittura, alcuni “intellettuali” si imbarcavano in estenuanti discussioni per risolvere un problema che oggi può farci sorridere: la donna era dotata di un’anima (come l’uomo) oppure ne era priva (come le bestie)?

Rinascimento

Anche nel Rinascimento la condizione della donna non subì miglioramenti. Però, più numerose che nel Medioevo, ma soprattutto presso le classi più elevate, ci furono le donne che riuscirono a raggiungere i gradi più elevati dell’istruzione e ad affermarsi in vari campi.

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Grazie a te, DONNA

Ottocento

Neanche l’Ottocento, con la profonda rivoluzione sociale data dalla crescente industrializzazione modificò di molto la posizione della donna nella società.

Nonostante la Rivoluzione Francese, avesse stabilito con la dichiarazione universale dei diritti degli uomini, che uomini e donne dovessero essere trattati allo stesso modo, in pratica le ragazze, per tutto il secolo, ricevettero un’istruzione diversa da quella maschile.

Educazione maschile e femminile continuarono a divergere nei contenuti, poiché mentre i ragazzi dovevano essere indirizzati alla vita pubblica, la carriera militare o legale, le donne erano cresciute per badare alla casa ed alla vita coniugale.

Era infatti opinione comune, che troppe conoscenze letterarie distogliessero le donne dalla loro missione di madri e spose.

Ma il XIX, fu anche il secolo che vide il sorgere dei movimenti di emancipazione delle donne, per la rivendicazione dei diritti sociali e politici.

Ma passò molto tempo prima che le donne europee potessero esprimere la loro opinione votando.

Il primo paese europeo fu la Svezia, nel 1866.

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Secondo capitolo: In England

The right to vote in England

Since the late 19th century, women in Britain have demanded the right to vote, but various bills had been rejected by the Parliament or the Government.

This only made the suffragettes (so called because they advocated female suffrage) more active and determined.

They used violent protests, were at times put in prison, went on hunger strikes, but finally achieved their aim.

In 1918 The Franchise Act gave vote to women over 30 years of age and in 1928 the franchise was extended to take in women over 21.

Emmeline Pankhurst and her daughter Christabel were among the leaders of the British suffragettes.

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Christabel Pankhurst

Christabel Pankhurst (1880-1958) was an English feminist activist.

With her mother Emmeline, she was a co-founder of the Women’s Social and Political Union, she promoted the campaign for women to vote.

They believed that although a woman’s place was in the home, she should be able to influence laws which impacted upon that home.

She studied law at Victoria University but she was not allowed to practice law because she was a woman.

When she spoke about women’s suffrage, she was arrested.

The police treated her roughly and Pankhurst spat at one of them, this event became the first feminist protest to be covered by a newspaper.

She justified her militancy with legal arguments and acted in defense of the rights as a citizen.

The Pankhursts attacked the traditional sexual oppression of women, because they believed it was the basis for British culture’s refusal to allow women to vote.

After a demonstration in 1910 in which protesters were beaten, protests became more violent.

Pankhurst and her supporters viewed themselves as fighting in a civil war against the patriarchal British system.

Many WSPU leaders were arrested as a result of this increased militancy that Christabel had to flee to Paris in disguise in order not to be imprisoned.

While in Paris, Christabel joined the lesbian feminist circle.

When World War I began in 1914, she was convinced that the suffrage cause was almost won in fact the British Representation of the People Act allowed women over 30 and men over 25 to vote.

This inequality of age was made equal in 1928.

Then Pankhurst was free to work for other causes.

In 1919, the Parliament passed the Sex Disqualification Act, which allowed Pankhurst and other female lawyers to practice law, but she was no longer interested in this career.

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Grazie a te, DONNA

She died in Los Angeles in 1958 at the age of 77.

The two World Wars brought about great changes in women’s lives.

Before the war only a few women worked outside the home.

But as men joined the army, women took over their jobs, working in factories, driving buses and lorries and joining the Land Army.

The Land Army was made up of thousands of women who moved to the country to do the work of the agricultural labourers who had gone war.

Without these women Britain might have starved.

Moreover this showed that there were no men’s jobs that women were not able to do.

The anarchist Emma Goldman opposed suffragism on the grounds that women were inclined toward legal enforcement of morality.

She also said that activist ought to advocate revolution rather than seek greater privileges as suffragism.

Women’s suffrage has been granted at various times in various countries throughout the world, and in many countries it was granted before universal suffrage.

Women’s suffrage is explicitly stated under the Convention of the Elimination of All Forms of Discrimination Against Women, adopted by the United Nations in 1979.

From 1908 the WSPU adopted the colour scheme of purple, white and green.

Purple symbolised dignity; White for purity; and Green for hope.

These three colours were used for banners, flags, rosettes and badges; as well as appearing in newspaper cartoons and postcards.

There was a catalogue of suffragette jewellery for Christmas 1908.

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Terzo capitolo: Coco Chanel, una donna e il suo successo

Coco Chanel, pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel è stata una celebre stilista francese, capace con la sua opera di rivoluzionare il concetto di femminilità e di imporsi come figura fondamentale del fashion design e della cultura popolare del XX secolo.

Ha fondato la nota casa di moda che porta il suo nome, Chanel.

Biografia

Prima figlia di Albert Chanel, venditore ambulante, e Jeanne Devolle; trascorre un’infanzia molto umile e difficile, dopo che, morta la madre affetta da tubercolosi, il padre è costretto ad emigrare per cercare un lavoro che gli permettesse di mantenere i sei figli.

A dodici anni Gabrielle viene perciò affidata, con la sorella Julie, ad un orfanotrofio di suore dove imparerà a cucire.

Gabrielle Chanel inizia il suo percorso sul palcoscenico del caffè “Moulins La Rotonde” come cantante, o meglio come Poseuse, un’intrattenitrice che canta durante le pause dello spettacolo.

Fu lì che prese il soprannome di Coco, che significa “bestiolina”.

Successivamente trova impiego in paese come commessa in un negozio di stoffe.

A venticinque anni, il suo impiego la porta a conoscere un uomo molto influente, che le cambierà la vita, il barone Étienne Balsan, uomo alla quale si legherà sentimentalmente ed erede di una dinastia di industrie tessili.

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Grazie a te, DONNA

Intrapresa una relazione con il barone, Coco si trasferisce nella tenuta dove Balsan alleva cavalli, e diventa ben presto un’amazzone provetta.

Lì intraprenderà, inconsapevolmente la sua carriera, creando cappelli che indosserà e che riscuoteranno successo tra le signore dell’aristocrazia francese.

Coco, a questo punto, intuisce la possibilità di trasformare in attività di modista le richieste di creazioni sartoriali fino ad allora limitate all’uso personale.

Muove così i primi passi nell’ambiente della moda come disegnatrice di cappelli nel 1908, rivelando un talento speciale nel prevedere e anticipare i desideri ed il gusto delle donne del suo tempo.

Apre il suo primo negozio a Deauville nel 1913.

La fama di Gabrielle cresce rapidamente, grazie al suo stile che esalta una donna dinamica e priva di etichette.

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