Coco Chanel
Coco Chanel: la donna che volendo rendere se stessa leggera ha alleggerito la moda. Chiara Naldi 1
Indice:
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Premessa
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Coco ………………………………………..4
Chanel
Chanel N°5………………………………10
Product life cycle…………………………..14
Coco, Mata Hari di Hitler………………………15
Chanel S.A. …………………………………….16
Bibliografia…………………………………….18 2
Premessa
Gabrielle Bonheur Chanel, in arte Coco, deve la sua fama alla tenacia, alla costanza e alla fortuna.
È stata una delle prime grandi imprenditrici nel mondo della moda, una stilista cresciuta in povertà e in un ambiente chiuso come quello dei conventi.
Gabrielle è stata una donna che ha saputo reinventarsi per sentirsi libera come solo un uomo poteva essere e non rimanere legata al ruolo che aveva la donna in quel periodo storico, infatti, fu in grado di valorizzare la donna rompendo la coltre fitta che impediva di vedere il genere femminile alla pari con quello maschile.
Coco Chanel ha rappresentato una ventata di modernità, una donna ostinata che ha fatto del suo essere diverso dalle altre un’arma da sfruttare a proprio vantaggio.
Ha rappresentato il nuovo modello femminile ossia un tipo di donna dedita al lavoro, a una vita dinamica, sportiva, priva di etichette e dotata di autoironia, fornendo a questo modello il modo più idoneo di vestire.
Chanel ha, infatti, rivoluzionato l’industria della moda ed ha contribuito nel percorso delle donne verso l’emancipazione.
Il dettaglio per eccellenza nello stile Chanel è il copricapo, in cui tutto il suo istinto e la sua passione si liberano, coronando gli abiti che mescolano: luce, colore, eleganza, classe, leggerezza e personalità.
Coco è sovrana dello stile e della classe alla quale non rinunciava mai, conferendo unicità e originalità a ogni sua creazione.
Chanel è per tutte le donne. Sempre giovane ed elegante, diede alla donna un’importanza maggiore nel mondo del lavoro unendo una semplice giacca di taglio maschile a una gonna, permettendo così a chi la indossava di mostrare la propria femminilità.
Ancora oggi c’è chi prova un brivido di piacere nell’osservare i capi Chanel, le gonne che cingono i fianchi o i pantaloni larghi che stringono la vita, i capellini che scendono fin sugli occhi, le perle di plastica che cadono eleganti su giacche dal taglio maschile, le scarpette bicolori che slanciano le gambe (idea che le venne quando macchiò per sbaglio la punta delle sue ballerine) e il suo motto che durerà per sempre “la moda passa, lo stile resta”.
Una donna che dal nulla è arrivata a trasformare il mondo intero e lo sguardo che le donne avevano su se stesse. Ad appena vent’anni ha fondato una casa di moda. Non fu la creazione di un’artista, come si è soliti sostenere, né quella di una donna d’affari, ma l’opera di un essere che cercava solo la libertà. Oggi il suo impero rende più di centosessanta milioni di dollari l’anno 3
Coco Chanel
Sull’infanzia di Gabrielle Bonheur si sa davvero poco di certo, soprattutto per le diverse versioni che lei stessa era solita dare e che hanno costruito una sorta di “mitologia Chanel”.
Gabrielle nacque il 19 agosto del 1883, nel villaggio francese di Saumur, nella Francia meridionale da Henri-Albert Chanel e Jeanne DeVolle. La bambina fu concepita al di fuori del vincolo matrimoniale, così come la sorella Julie, nata un anno prima.
La famiglia si trasferì poco dopo a Issoire, dove furono concepiti Alphonse, Antoinette e Lucien. In seguito alla nascita dell’ultimogenito, la famiglia traslocò nuovamente a Brive-la-Gaillarde, dove la madre si ammalò di tubercolosi. Fu trovata morta una mattina del febbraio 1895.
In seguito alla morte della moglie, Albert prese con sé i figli per abbandonarli presso la residenza della propria madre. La donna non poté occuparsi personalmente dei bambini e affidò le tre sorelline Chanel alle suore della congregazione del Sacro Cuore presso l’orfanotrofio di Aubazine.
Chanel cercò sempre di cancellare gli episodi della sua infanzia come l’abbandono e il soggiorno all’orfanotrofio. Lei stessa, in una delle tante versioni della sua vita da lei raccontate, nega addirittura di avere zie.
Superato il limite di età per restare all’orfanotrofio, Julie e Gabrielle furono mandate presso una scuola di apprendimento delle arti domestiche a Notre Dame. Nel 1901 compì diciotto anni e iniziò a lavorare come commessa a Moulin, presso il negozio di biancheria e maglieria Maison Grampayre.
La prima svolta nella vita di Gabrielle è l’incontro con il suo primo amante, Etienne de Balsan. Gabrielle incontrò Balsan nel 1904, presso la Maison, dove Gabrielle lavorava, e fu lui che convinse Gabrielle a esibirsi una sera presso un caffè-concerto dove poi lei
Coco Chanel e Etienne de Balsan avrebbe intrapreso una breve carriera come cantante accompagnata dal lavoro alla Maison.
Sembra che nella sera in cui si esibì per la prima volta, la canzone che cantò “Qui qu’a vu Coco dans l’Trocadéro?” (Chi ha visto Coco nel trocadéro?) colpì così tanto Balsan che da quella sera in poi prese a chiamarla Coco.
L’origine di questo nome rimane comunque un mistero per il semplice fatto che Chanel stessa ha dato diverse versioni. In una delle tante versioni afferma che il nome Coco le sia stato dato dal padre.
Balsan fu anche il primo finanziatore della stilista. Figlio d’imprenditori tessili e ufficiale di cavalleria, Balsan invitò Gabrielle a trasferirsi presso il suo castello a Royallieu, nel 1908. La loro storia durò sei anni. 4
Gabrielle si ritrovò a passare le sue giornate nelle stalle dei purosangue del suo amante, giacché grande appassionato di corse e di cavalli. Imparò a cavalcarli e probabilmente fu proprio la vita equestre che le ispirò in seguito alcune delle sue creazioni.
Gabrielle iniziò a sviluppare una certa inquietudine verso la vita e gli ospiti del castello e si mise a creare dei cappelli; nonostante Balsan non comprendesse il suo desiderio creativo e la sua voglia di lavorare, permise a Chanel di trasferirsi in uno dei suoi appartamenti parigini. La rete di conoscenze di Etienne permise a Gabrielle di formarsi una propria clientela. In un’epoca dove vigevano cappelli sontuosi, i cappellini di paglia di Chanel, ornati da semplici fiori in raso o singole piume, sbalordirono.
Grazie a Balsan, Chanel incontrò quello che è considerato l’amore della sua vita, Arthur “Boy” Capel. Boy era un industriale di Newcastle impegnato nell’esportazione del carbone. A differenza di Balsan, Capel incoraggiò e finanziò il lavoro di Chanel. I due andarono a vivere insieme
Boy Capel e Coco
a Parigi, dove Capel le anticipò i soldi per permetterle di aprire la sua boutique al 21
Chanel
Rue Cambon. Il negozio era già ormai avviato da due anni, Chanel iniziò a vendere oltre ai suoi capellini anche capi di vestiario come maglioni, gonne e qualche vestito.
In questo stesso anno, in circostanze ignote, venne a mancare la sorella maggiore di Chanel, Julie. Coco si fece carico del nipotino André di sei anni, che mandò al collegio di Beaumont.
Nel 1913 Capel aprì per Chanel un nuovo negozio nella località balneare di Deauville. Fu qui che, ispirata dai marinai al lavoro, reinterpretò il loro abbigliamento, realizzando i maglioni col medesimo scollo. Nell’estate del 1914 Chanel Modes decollò.
Le famiglie più facoltose della Francia trascorrevano il periodo estivo nella località costiera di Deauville.
A fine luglio, mentre l’Europa iniziava a muoversi verso il conflitto, Chanel vedeva la sua clientela migrare di ritorno verso la capitale. Grazie ai suoi giacimenti carboniferi Capel fu messo a conoscenza d’informazioni segrete. Chanel Modes stava per chiudere, quando Coco ricevette notizie da Capel, che le suggerì di non interrompere l’attività. Quando la guerra raggiunse la capitale francese, i giovani uomini si arruolarono mentre le mogli fecero ritorno a Deauville.
Chanel era l’unico negozio di abbigliamento rimasto aperto e offriva capi di vestiario che in quella situazione si presentavano pratici e adatti alle esigenze.
Lei stessa affermò che: “Finiva un mondo, un altro stava per nascere. Io stavo là; si presentò un’opportunità, la presi. Avevo l’età di quel secolo nuovo che si rivolse dunque a me per l’espressione del suo guardaroba. Occorreva semplicità, comodità, nitidezza: gli offrii tutto questo, a sua insaputa”.
Sull’onda del successo di Deauville, il 15 luglio 1915 Chanel Modes aprì anche sulla costa atlantica della Francia, a Biarritz al confine con la Spagna neutrale.
A seguito di una fatalità, negli anni ’20 lanciò la moda del capello corto. Una fatalità perché, essendosi accidentalmente bruciata i capelli su un fornello, tagliò anche il resto. Dopo poco tempo le giovani donne alla moda imitarono il suo taglio, dando vita alla cosiddetta pettinatura “alla garçonne”.
In questi anni Chanel incontra Misia Sert (Maria Misia Sophie Olga Godebska Natanson Edwards Sert), pianista polacca. L’incontro avvenne durante una serata e alla fine dell’evento la donna polacca elogiò la giacca della stilista e Chanel se la levò di dosso per regalargliela.
Grazie a quest’amicizia, Chanel poté fare la conoscenza di figure come Pablo Picasso, Igor Stravinsky (col quale ebbe una relazione nel 1921), Max Jacob, Jean Cocteau e Paul Morand (fu lui che, alla fine della guerra, si occupò della sua autobiografia che prese il nome di Allure de Chanel, pubblicato solamente nel 1976). 5
Nel 1918 Chanel riuscì a rendere al suo amante la somma completa che le aveva prestato. Nello stesso anno Capel si sposò con una giovane per rafforzare la sua posizione sociale. Tuttavia anche dopo il matrimonio, Capel e Chanel non interruppero la loro frequentazione. La relazione si protrasse fino al 1919 perché nella notte tra il 22 e il 23 dicembre Capel ebbe un grave incidente stradale e perse la vita. A causa della grave perdita Coco si buttò a capofitto nel lavoro.
Inglese: Product life cycle
Economia aziendale: l'evoluzione della gestione strategica; la società Chanel S.A.