In direzione ostinata e contraria:
arte e letteratura attraverso de
andre’
introduzione
1999 – 2009: Sono passati dieci anni dalla prematura dipartita di Fabrizio
“Faber” De André, scomparso all’età di 58 anni a causa di un carcinoma
polmonare.
Difficile non accorgersene, data l’enorme quantità di tributi in occasione del
decennale, mostre, concerti, trasmissioni, riedizioni di album, dedicati alla
memoria di uno dei più grandi protagonisti della canzone italiana, da sempre
schierato dalla parte degli umili, degli emarginati dalla società, descritti nei
suoi versi mai con parole smielate, ritratti realistici e particolareggiati, senza
mai giudicare (“Se tu penserai e giudicherai da buon borghese/li condannerai a
cinquemila anni più le spese/ma se capirai, se li cercherai fino in fondo/se non
sono gigli son pur sempre figli
La Città Vecchia)
vittime di questo mondo”, da quella casta alla quale lui non
apparteneva per nascita, figlio di una influente famiglia delle Genova – bene,
ma per la quale provò sempre un’irresistibile attrazione.
In questi anni fatti di mode effimere e parole dimenticate il giorno successivo,
le parole di De André rimangono a distanza di anni, proprio per la sua capacità
di essere trasversale e sempre coerente alle proprie idee, anarchico con una
La Buona Novella
forte fede che lo portò alla realizzazione del concept album
del 1970, in grado di testi fortemente ironici e pregni di significato, lo dimostra
l’affetto e il rispetto che circonda la sua figura.
Il fascino di Fabrizio De André non sta soltanto nella sua opera, ma nella totalità
della sua persona: le biografie, i racconti degli amici, le interviste – consiglio
“Belin, sei sicuro?” di Riccardo Bertoncelli – svelano un Faber molto diverso da
quello che il pubblico vedeva sul palco: un animo introverso, complesso, a tratti
insicuro e combattuto col suo grande demone dell’alcol, ma anche Faber figlio,
marito e padre affettuoso.
Questo non è che un modesto omaggio ad un artista che, anche grazie a
questa tesina, ho avuto il piacere di scoprire in modo più approfondito,
attraverso musica e testi che molto probabilmente non avrei potuto apprezzare
prima. 1
Maria Giulia Colombi
indice
pag. 3 Bibliografia
pagg. 4-7 Biografia
pagg. 8-9 Morire per delle Idee – De André
pagg. 10-11 Mourir pour des Idées - Georges Brassens
pag. 12 Georges Brassens
pagg. 13-14 Canzoni [1974] De André traduit Brassens: Morire per
delle Idee (Mourir pour des Idées)
pag. 15 Città Vecchia - De André
pag. 16 Città Vecchia - Saba
pagg. 17-18 Trieste e Genova: La Città Vecchia attraverso Saba e De
André
pag. 19 La Ballata dell’Eroe – De André
pagg. 20-21 Dalla canzone alla realtà: Lettere dal fronte del Carso,
1917
pagg. 22-23 La Grande Guerra coinvolge l’Italia: 23 maggio 1915 – 3
novembre 1918
pagg. 24-25 La Guerra di Piero – De André
pagg. 26-27 I Fiumi - Ungaretti
pag. 28-29 La Guerra vista con gli occhi dell’artista: De André e
Ungaretti 2
BIBLIOGRAFIA
Riccardo Bertoncelli, “Belin, sei sicuro? Storia e Canzoni di Fabrizio De André” –
Collana Bizarre, Giunti Gruppo Editoriale, Firenze, 2003.
Romano Giuffrida, Bruno Bigoni “Fabrizio De André. Accordi Eretici” -
Euresis Edizioni, Milano, 1997.
Ernesto Capasso, “Poeti con la chitarra. La storia e la letteratura
raccontate dai cantautori italiani” - Bastogi Editrice Italiana, 2001.
Alberto De Bernardi, Scipione Guarracino, Roberto Balzani “Tempi
dell’Europa, tempi del mondo: Dal primato europeo al mondo globale” –
Edizioni Bruno Mondadori, 2006
Lucilla Sergiacomo, Costantino Cea, Gino Ruozzi, Mirella Giordano,
Alessandra Terrile “I Volti della Letteratura: La Prima Metà del Novecento” –
Edizioni Paravia, 2007
Ringrazio gli amici del forum Faberdeandré.com, che mi hanno fornito utili
dritte per la selezione del materiale nel grande repertorio di Fabrizio De André,
Alberto Bortolotti per il prezioso aiuto nella realizzazione del supporto video e
tutti coloro che mi sono stati vicini, perché soprattutto nelle ultime settimane
sono riuscita a rendermi particolarmente insopportabile. Maria Giulia Colombi
3
Fabrizio de andre’ Biografia
–
1940: Il 18 febbraio 1940 nasce a Pegli
(Genova) Fabrizio De André. La leggenda
dice che sul giradischi di casa sua suo
padre, il professor Giuseppe De André,
esponente del Partito Repubblicano
Italiano e, fra le altre cose, promotore
della costruzione della Fiera del Mare di
Genova, nel quartiere della Foce, avesse
messo il ''Valzer Campestre'' di Gino
Marinuzzi senior dal quale, oltre
venticinque anni dopo, Fabrizio ricaverà
la canzone ''Valzer per un amore''.
1942/1945: Scoppiata la guerra la famiglia si rifugia in campagna a Revignano
di Asti, mentre il padre, ricercato dai fascisti si dà alla macchia. Qui, appena
bambino, Fabrizio stringerà amicizia con Nina Malfieri alla quale dedicherà,
parecchi anni dopo, la canzone ''Ho visto Nina Volare''.
1948: Inizia a frequentare Paolo Villaggio, di poco più di 7 anni più grande,
grazie all''amicizia tra le famiglie.
1951/1953: Gli studi successivi si svolgono alla "Giovanni Pascoli" per le
scuole medie inferiori fino alla bocciatura, quando, il padre lo fa seguire dai
gesuiti dell'Arecco.
1954: Nasce prepotentemente la vocazione per la musica grazie anche alla
spinta della madre che gli fa studiare prima il violino, strumento verso il quale
non prova particolare attrazione e, successivamente, la chitarra.
1961: Scrive la sua prima canzone, insieme a Clelia Petracchi: il titolo sarà "La
ballata del Miché". E' dello stesso anno la
pubblicazione del primo 45 giri per l'etichetta
genovese Karim: "Nuvole barocche" il lato A e "E fu la
notte" quello B.
1962: Grazie anche al supporto di Luigi Tenco che
canterà la canzone "La ballata dell'eroe" nel film
"L'albero della cuccagna" di Luciano Salce, Fabrizio
comincia a farsi un nome come cantante e autore.
Nello stesso anno sposa Enrica "Puny " Rignon, dalla
quale ha il suo primogenito Cristiano, che diverrà a
sua volta polistrumentista e cantautore. Sono questi 4
gli anni di più fervida frequentazione con Paolo Villaggio. Con lui scriverà "Carlo
Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers" e "Il fannullone".
1964: Sempre per l'etichetta Karim viene pubblicata "La guerra di Piero", il
primo testo del cantautore ad essere presente nelle antologie scolastiche.
1965/1966: Sono gli anni de "La canzone di Marinella", "Fila la lana", "Valzer
per un amore", "La città vecchia". Quest'ultima uscirà in due versioni dal
momento che la censura imporrà il ritiro delle prime copie distribuite a causa di
un verso del brano che verrà successivamente modificato.
1968: Fabrizio acquisisce sempre più fama grazie all'interpretazione de "La
canzone di Marinella" fatta da Mina. Decide di cessare gli studi universitari e di
proseguire sulla strada della musica. In questi anni esce il suo secondo album,
il primo concept: "Tutti morimmo a stento" con l'orchestrazione di Gianpiero
Reverberi.
L'album trae spunto dall'amicizia di Fabrizio con Riccardo Mannerini, un "poeta
vero", genovese. Sempre dall'esperienza con Mannerini, Fabrizio sarà
produttore artistico insieme a Reverberi di "Senza orario senza bandiera",
album dei New Trolls, giovane gruppo genovese.
1969: Esce "Volume III" che raccoglie
traduzioni da Brassens e reincisioni di canzoni
già pubblicate con la Karim.
1970: Viene presentato al circolo della
stampa, l'album "La buona novella" tratto dai
Vangeli apocrifi. In questi anni entra in crisi il
suo matrimonio fino a giungere al divorzio.
1971: Dalla lettura dell'antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, De
André ricava l'album "Non al denaro non all'amore né al cielo" che vedrà la
collaborazione di Giuseppe Bentivoglio, giovane giornalista marxista, e di un
giovanissimo Nicola Piovani. Per l'occasione vi sarà l'incontro con Fernanda
Pivano, prima traduttrice delle poesie di Masters.
1972: Arrivano le prime traduzioni di Leonard Cohen: "Suzanne" e "Giovanna
d'arco" escono su due 45 giri identici nel contenuto ma diversi nel colore della
copertina: uno nero e uno bianco. Gli arrangiamenti di entrambi i brani ivi
contenuti, a cura di Nicola Piovani, e il testo di "Giovanna d'arco" differiscono
dalla versione contenuta prima negli LP e poi nei CD.
1973: Esce il primo concept album interamente frutto dell'ispirazione di De
André: "Storia di un impiegato" scritto a sei mani con Piovani e Bentivoglio.
1974: Fabrizio incontra un giovane Francesco De Gregori e traduce con lui "Via
della povertà" (Desolation Road) di Bob Dylan che uscirà nell'album semi
antologico "Canzoni". In questi anni matura l'idea di trasferirsi in Sardegna. 5
1975: Dall'esperienza con De Gregori nasce "Volume VIII" che contiene l'unica
canzone esplicitamente autobiografica: "Amico fragile". Conosce Dori Ghezzi.
1977: Dall'unione con Dori Ghezzi nasce Luisa Vittoria, detta Luvi, oggi a sua
volta cantante.
1978: per la Ricordi, pubblica l'album "Rimini", prima collaborazione con il
giovane Massimo Bubola. Nello stesso anno parte il tour con la Premiata
Forneria Marconi che rivede il repertorio di De André sulla base delle nuove
sonorità di quegli anni.
1979: Esce l'album dei concerti con la PFM. In agosto Fabrizio e Dori vengono
rapiti presso la loro residenza a L'Agnata. Verranno rilasciati solo quattro mesi
più tardi. 1980: Dori e Fabrizio fondano una nuova etichetta: la
Fado. Per questa etichetta verrà inciso l'album di
esordio di Massimo Bubola e il nuovo disco di Dori. Lo
stesso anno esce il secondo volume dei concerti con
la PFM.
1981: Fabrizio lavora con Mark Harris, Oscar Prudente
e Massimo Bubola (coautore) all'album senza nome
che ritrae nella copertina un nativo americano. Per
questo verrà ribattezzato dai media come l'album de
"L'indiano". Il disco venderà più di 200.000 copie.
1983: Fabrizio e Mauro Pagani gettano le basi per
l'elaborazione del successivo disco, tutto improntato
sulla musica etnica.
1984: Nonostante le remore dei discografici, esce "Creuza de ma" che a fine
decennio, un referendum indetto dalla rivista "Musica & Dischi" eleggerà come
miglior disco degli anni ottanta. Il disco fonde le sonorità mediterranee alla
lingua genovese.
1985: Muore il professor Giuseppe De André. Sul letto di morte fa promettere a
Fabrizio di smettere di bere, vizio che De André si trascina ormai da decenni.
1987: Con De Gregori e Fossati canta "Questi posti davanti al mare" inciso ne
"La pianta de tè" di Ivano Fossati l'anno successivo.
1989: A seguito di una complicazione cardiaca muore, in Sudamerica, il fratello
Mauro. Lo stesso anno lui e Dori si sposano.
1990: Esce l'album "Le nuvole" dove Fabrizio collabora con Fossati, Bubola e
Pagani. Per concepire l'album viene presa a pretesto l'opera omonima di
Aristofane, commediografo dell'antica Grecia. Balzerà subito in testa alle
classifiche.
1991: Comincia un nuovo tour in giro per l'Italia con Mauro Pagani e i suoi 6
musicisti più fedeli: Ellade Bandini, Michele Ascolese, Pier Michelatti... In
occasione della manifestazione per il 1 maggio canta con Roberto Murolo "Don
Raffaé". Il brano verrà anche inciso nell'album di Murolo
"Ottantavogliadicantare". Al Club Tenco viene premiato come miglior album
dell'anno "Le nuvole" e come miglior canzone "La domenica dell
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