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Fabrizio Cristiano De André

Fabrizio Cristiano De André, conosciuto anche con il soprannome "Faber", datogli dal suo grande amico Paolo Villaggio, per la sua predilezione per i pastelli e le matite della Faber-Castell.

Cantautore, scrittore, poeta e attivista politico è ricordato anche come il “cantautore degli emarginati” o “il poeta degli sconfitti”, di simpatie anarchiche, libertarie e pacifiste; è tuttora ammirato per il suo coraggio morale e la sua coerenza artistica.

Era consapevole di essere un uomo fortunato, in quanto libero di poter esprimere il proprio pensiero, grazie anche alla sua florida condizione economica.

Egli era fiero di essere genovese, amava molto la sua città, con i suoi paesaggi caratteristici, il mare con la sua gente, con tutte le loro miserie e le loro ricchezze e lo testimoniano molte sue canzoni.

È uno degli artisti che hanno maggiormente valorizzato la lingua ligure e insieme a Bruno Lauzi, Tenco, Gino Paoli e Bindi, è uno degli esponenti di spicco della cosiddetta Scuola Genovese.

Durante la sua carriera ha collaborato con personalità della cultura e importanti artisti, come Fernanda Pivano e Francesco De Gregori.

La popolarità e l'alto livello artistico del suo canzoniere hanno spinto alcune istituzioni a dedicargli vie, piazze, parchi, biblioteche e scuole, dopo l'improvvisa scomparsa.

La vita

Fabrizio De André nacque il 18 febbraio 1940 a Genova Pegli, in via De Nicolay 12.

I genitori, entrambi piemontesi, si trasferirono in Liguria, dove il padre Giuseppe riuscì a fare fortuna, acquistando un Istituto tecnico a Sampierdarena.

La madre, Luigia "Luisa" Amerio era di origini benestante, figlia di produttori vitivinicoli.

A causa della guerra Fabrizio visse inizialmente da sfollato a Revignano d'Asti, con la madre e il fratello mentre il padre restò a Genova per dirigere l'Istituto tecnico, ma nel 1944 raggiunse la famiglia perché era ricercato dai fascisti, per aver coperto i suoi alunni ebrei.

Nel dopoguerra la famiglia ritornò a Genova, dove Fabrizio frequentò le scuole elementari in un istituto privato; le scuole medie le iniziò in un istituto statale, ma a causa dei suoi comportamenti “fuori dagli schemi”, venne trasferito in una scuola privata dei Gesuiti dell'Istituto Arecco.

Qui Fabrizio subì un tentativo di molestia sessuale da parte di un gesuita dell'istituto; e in un primo tempo, per evitare lo scandalo, l'istituto espulse Fabrizio. Però in un secondo tempo, con l'intervento del padre, che denunciò l'accaduto al Provveditorato agli Studi; venne allontanato il gesuita.

Poi frequentò il liceo classico “Cristoforo Colombo” e a 18 anni lasciò la casa dei genitori a causa del suo difficile rapporto con il padre.

Dopodiché frequentò alcuni corsi di lettere e di medicina all'Università di Genova, per decidere per la facoltà di Giurisprudenza, come il padre e il fratello maggiore Mauro, noto avvocato.

Però, a pochi esami dalla laurea, lasciò gli studi, per intraprendere una strada diversa, quella della musica.

I componimenti di Georges Brassens furono importanti per De André, sia perché lo avvicinarono alle idee anarchiche, sia perché fecero nascere in lui la passione per la musica; che divenne sempre più profonda, grazie alla scoperta del jazz e alla frequentazione

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Sintesi

Introduzione Fabrizio De André percorso

  • Musica, La guerra di Piero
  • Storia, La Prima Guerra Mondiale
  • Italiano, La parafrasi della canzone La guerra di Piero
  • Letteratura, D'Annunzio, la vita
  • Scienze, le malattie provocate dal fumo, dell'alcool, nonché della morte di De André
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