La riscoperta del proprio corpo: imparare ad ascoltarlo per averne cura
Studente: Cazzin
Chiara
Classe 5^BL
Introduzione
“Nella persona ammalata si è spezzato un falso equilibrio, c’è una richiesta di aiuto, un antico bisogno non può essere soffocato, un’antica voce non può tacere. Ha il diritto di essere ascoltata. Non può essere, con l’alibi della tecnica, di nuovo chetata e ricondotta al silenzio.
Per terapisti e medici questo silenzio è prezioso, copre il segreto del loro dolore; la voce, il suono della verità è minaccioso e fa molta paura. Ma questa paura non giustifica l’opera di distruzione che medici e terapisti fanno sui malati. Molto spesso è vergognoso come vengono trattate persone che hanno bisogno di aiuto. Occorre rivedere la propria storia e le sofferenze vissute per evitare, come succede in molte palestre di fisioterapia, di toccare con distacco e indifferenza il corpo già sofferente di un malato, parlando del più e del meno con i colleghi.”
(Maddalena Monari, “Io e il tuo corpo. Il metodo Monari. Come ripristinare una continuità interrotta dai blocchi muscolari”, Tecniche Nuove, 1996, p.3)
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Approccio olistico
Nella medicina tradizionale, spesso, viene data la priorità al male fisico del paziente, tralasciando l’unione di corpo, mente, emozioni e spirito. Il metodo olistico e il metodo Monari si propongono di considerare l’ammalato nella sua interezza e prendersi cura, soprattutto, di ciò che sta dietro il suo malessere. Il disturbo, infatti, è considerato come il sintomo della malattia, che si manifesta e si fa sentire attraverso il corpo, ma ciò che produce questo sintomo, ovvero la causa della malattia, va ritrovata nel mondo interno della persona, nelle sue emozioni e nella sua affettività.
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Metodo Monari
Il Metodo Monari nasce dai principi del Metodo Mézières, il quale era rivoluzionario rispetto alla fisioterapia classica. Il Metodo Monari è un metodo incentrato sull’allungamento muscolare e si propone di ricreare quell’armonia che si è spezzata nel momento in cui il corpo si è bloccato difendendosi. Questo metodo di cura viene svolto in un gruppo-contenitore, nel quale viene stabilito un equilibrio che permette ad ogni singola persona di sentirsi al sicuro e potersi liberare dai propri dolori.
“La struttura modifica la funzione”: il corpo è responsabile dei movimenti, è inutile aggredirlo con interventi per allungare i muscoli, busti o plantari, perché se non avviene un allungamento diretto e attivo da parte di se stessi, queste correzioni non avranno effetto, anzi, peggioreranno la situazione.
In caso di un possibile dolore, il corpo, tramite il blocco dell’articolazione interessata e la compensazione tramite la modifica di un’altra, evita di rendere conscio tale dolore: questo processo viene definito “riflesso antalgico a priori”.
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