Bibliografia
- “A mia madre”: di E. Montale da La bufera; sezione Le Finisterre - Milano, 1956.
- “L’anguilla”: di E. Montale da La bufera; parte quinta – Silvae.
- “Il corpo è la via d’accesso alla cosa in sé” di Schopenhauer da Il mondo come volontà e rappresentazione, vol. I, pp. 152-54, libro II par. 18.
- “Il corpo come incarnazione della volontà” di Schopenhauer da Il mondo come volontà e rappresentazione, vol. I, pp. 162-64, libro II par. 20.
- “Il corpo e lo spirito” di Seneca da Epistulae morales ad Lucilium - Liber IX.
- “Il volto della luna” di Plutarco 28-30.
Schopenhauer
In ambito filosofico, riguardo al rapporto tra corpo e anima, possiamo prendere in considerazione il pensiero di Schopenhauer, il quale sosteneva, differentemente da Kant, che ci fosse una via per attingere al noumeno, ovvero alla cosa in sé, e che questa strada passasse attraverso il corpo, che tuttavia non doveva essere considerato nel suo aspetto fenomenico, ma mediante le sue affezioni, ovvero i suoi desideri e bisogni impulsivi.
Inoltre Schopenhauer affermava che, se l’uomo fosse costituito unicamente dal suo intelletto, non avrebbe potuto conoscere altro che il mondo come rappresentazione; tuttavia, dato che in realtà l’uomo è anche corpo, il quale non è razionalità, ma passioni, istinti e soprattutto volontà, finisce per trovarsi in una posizione intermedia tra volontà e rappresentazione.
Infatti il corpo, secondo Schopenhauer, permette all’uomo di conoscere le sue radici nella profondità dell’essere, ovvero di conoscersi dal di dentro, e ciò è possibile attraverso il piacere e il dolore, tramite i quali l’uomo può vivere la propria corporeità in modo tale da poter partire dal corpo per arrivare all’essere.
Infine Schopenhauer, oltre a definire il corpo come oggettivazione della volontà, definisce in tal modo anche le stesse parti del corpo che appunto lo costituiscono… ovvero gli organi, come ad esempio gli organi dell’apparato digerente, che definisce “fame oggettivata”, o i genitali, che invece definisce “istinto sessuale oggettivato”, e così via.
Quindi il corpo, oltre a essere lo strumento per soddisfare i bisogni e i desideri dell’uomo, è anche l’oggettivazione e quindi la concretizzazione di tali bisogni.
The Picture of Dorian Gray
Oscar Wilde writes the story in third person and proceeds according to a chronological sequence.