Tesina 2009
Argomento: Barbie, icona di plastica
N_Pag: 19
Castellana Simona
Indice
Economia: da pag. 1 a pag. 6
- Il business della chirurgia estetica
- I finanziamenti per salute e bellezza
- Il prodotto interno lordo
- Strategia marketing focalizzata su spot televisivi
- Indice di penetrazione sul mercato
Spagnolo: pag. 7/8
- La Barbie spagnola
- Tradizioni dell’Andalucia
- Il flamenco
Storia: pag. 9/11
- Caratteristiche fisiche ariane di Barbie
- Ideologia hitleriana di razza perfetta
- Barbie come rappresentante del movimento femminista
- Barbie come simbolo del “decadente” occidente
- Fulla, la Barbie islamica
Inglese: da pag. 13 a pag. 15
- Oscar Wilde, “Il ritratto di Dorian Gray”
Francese: da pag. 16 a pag. 18
- La Second life di Barbie
- Concetto di ricreazione del mondo virtuale
- Joris-Karl Huysmans, “A’ Rebous”
Introduzione
Immersi nella società dell’immagine, da sempre continuiamo ad esser schiavi della bellezza e sottoposti a servirla, a volte, anche al caro prezzo di vere e proprie privazioni e sofferenze fisiche.
É stata abbandonata definitivamente l’era dell’essere e abbracciata invece, con entusiasmo, quella dell’apparire che fa della fisicità un simbolo, una condizione.
Viene quindi spontaneo domandarsi quanto effettivamente pesino i modelli di bellezza presentati dalla cultura (del mondo industrializzato) e dai mass-media che ci influenzano spingendoci a perseguire ideali di perfezione spesso irraggiungibili.
Se nell’antica Grecia il modello di perfezione estetica femminile era scolpito nelle forme rotonde e nei fianchi pronunciati della “Venere di Milo”, oggi è rappresentato dal fisico esile e slanciato, dal seno piccolo e dal sorriso smagliante della bambola più famosa al mondo: la Barbie.
La Barbie oltre ad essere la compagna di gioco della maggior parte delle bambine costituisce una vera e propria icona di bellezza di plastica che moltissime donne sognano di raggiungere. Per rimodellare parti del corpo poco estetiche, una soluzione è ricorrere alla chirurgia plastica, attualmente abusata a tal fine, distorcendo lo scopo medico iniziale di correzione per motivi di salute.
Alla base della richiesta degli interventi in chirurgia plastica si trova un possibile disagio con sé stessi ma anche l’esigenza di sentirsi “all’altezza” dei canoni di bellezza a noi proposti.
Oggi infatti le motivazioni che spingono a sfruttare questo rimedio sono spesso futili e superficiali.
Economia
Stiamo assistendo ad una crescita spasmodica della domanda di prodotti cosmetici per non parlare delle palestre e centri di benessere che hanno avuto un boom economico impressionante legato a numerosissimi nuovi iscritti.
La richiesta di questi beni e servizi si è incrementata a tal punto che si è ipotizzato che fra dieci anni buona parte del PIL ne potrebbe essere seriamente influenzata.
Il PIL rappresenta il valore di tutti i beni e servizi prodotti dal sistema economico in un dato periodo di tempo (trimestre o anno) ed è la misura fondamentale dell’attività economica.
Peraltro il settore della chirurgia estetica è uno dei pochi a non aver risentito della crisi economica e soprattutto in questo periodo pre-estate sono sempre di più le persone che ricorrono a qualche ritocco.
Proprio per via della grande richiesta di finanziamenti per la chirurgia estetica sono nati addirittura dei prestiti per salute e bellezza, per aiutare chi è disposto ad indebitarsi pur di migliorare il proprio corpo, perché i costi per queste operazioni e trattamenti sono spesso molto elevati.
Il finanziamento salute/bellezza è rivolto a tutti i lavoratori dipendenti e copre sia le spese mediche sia quelle per interventi estetici, è a tasso fisso e con rientri previsti sino a 120 mesi.
Nel corso del 2008, negli Stati Uniti, sono stati realizzati all’incirca 11 milioni e 700 mila interventi di chirurgia estetica, come riporta il resoconto della Società Americana di Chirurgia Plastica.
Nel corso del 2008, negli Stati Uniti, sono stati realizzati all’incirca 11 milioni e 700 mila interventi di chirurgia estetica.
Il dato comprende sia gli interventi chirurgici in senso stretto, sia tutte le procedure che comunemente verrebbero definite di medicina estetica.
Queste ultime rappresentano addirittura l’82% del totale degli interventi mentre il restante 18% è rappresentato dalla chirurgia. 1
Economia
Una buona contribuente per gli Stati Uniti è sicuramente Cindy Jackson, la donna che detiene il guinness dei primati per il numero di interventi estetici subiti ricorrendo alla chirurgia al fine di perseguire il suo sogno: somigliare il più possibile alla sua bambola preferita di quando era bambina.
Cindy Jackson, la donna-Barbie
Dopo 27 operazioni chirurgiche e un investimento di circa 150.000 dollari Cindy è riuscita a diventare identica alla bionda ed eternamente giovane Barbie. Seguendo il suo esempio, decine di donne in tutto il mondo si stanno trasformando in cloni della bambola. 2
Economia
Come noto, infatti, Barbie è oggi un vero e proprio fenomeno di culto e di costume, avendo seguito negli anni la moda dell’abbigliamento femminile, delle acconciature e perfino riprodotto, prima con lo sguardo basso e laterale poi frontale e spigliato, il modo in cui la società pensava l’ideale femminile.
Barbie è oggi un vero e proprio fenomeno di culto e di costume.
Barbie è stato anche il primo giocattolo ad avere una strategia di marketing focalizzata sugli spot televisivi (tipo di pubblicità veicolato da un particolare mass media, la televisione), strategia successivamente ripresa da tutti i giocattoli a venire.
È stato stimato che oltre un miliardo di Barbie sono state vendute in oltre 150 nazioni e che vengono acquistate in media tre Barbie al secondo.
Dal primo giorno in cui venne messa in commercio, 9 marzo 1959, i due fondatori della bambola iniziarono a venderla come ossessi riuscendo ad arrivare, nel primo anno di vita, a 350.000 Barbie vendute.
La casa produttrice della diva di plastica, la Mattel, è diventata in poco tempo il tempio del gioco per milioni di bambini, fornendo ai più appassionati anche le limited edition.
Ad ora esistono circa 100.000 collezionisti di Barbie ed il 40% di loro spendono oltre 1000 dollari all’anno per aggiornare la propria collezione. 3
Economia
La nuova Barbie da collezione costa circa 95mila dollari ed è la più costosa al mondo.
La famosa bambola indossa 318 diamanti, tutti veri, orecchini, coroncina, bracciale e anello in oro bianco e diamanti.
A distanza di 50 anni la notorietà di Barbie è giunta ai massimi livelli.
Per calcolarli c’è un sistema: si chiama “Indice di penetrazione sul mercato”.
L’Indice di Penetrazione esprime il rapporto fra il livello competitivo raggiunto da un prodotto, in una certa zona nel mercato di riferimento e il livello competitivo raggiunto dallo stesso prodotto, nel mercato di riferimento nazionale. L’Italia detiene il record di questo indice in Europa, pari al 99 per cento. Significa che 99 individui su 100 (in questo caso bambine dai 3 ai 10 anni di età) possiedono almeno un pezzo del prodotto di riferimento.
Sulla base di questi dati gli esperti definiscono unanimemente Barbie “Il più importante fenomeno di marketing del secolo”.
L’altro modo per calcolare al volo il successo della bambola è quello di contare il numero di imitazioni; accanto a lei occupano gli scaffali dei negozi di giocattoli svariate altre ragazze di plastica
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