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La storia dell’aviazione

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La storia dell’aviazione

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2 IIS "M. Carnilivari" I.P.S.I.A Noto (SR)

Anno scolastico 2012/2013

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Alessio Consales

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La storia dell’aviazione Alessio Consales classe V A

Introduzione

Il presente lavoro nasce da una grande passione, sviluppata fin dalla più giovane età, ovvero quella dell’aviazione. Nonostante il percorso di studio non sia propriamente pertinente a questa tematica, ho deciso di approfondire l’argomento, cercando di metterne in luce gli aspetti più importanti e collegando questi ultimi agli argomenti studiati nel percorso scolastico.

Pertanto, svilupperò in questo mio lavoro un percorso interdisciplinare che parte dalla storia dell’aviazione e dagli aspetti salienti di essa e passa attraverso personaggi illustri quale Gabriele D’Annunzio, dando spazio alla cornice storica che è stata la massima espressione dell’aviazione, ovvero il secondo conflitto mondiale.

E così anche dal punto di vista più tecnico, tratterò argomenti di elettronica e di sistemica attinenti, nonché il ruolo fondamentale che scienze come la matematica hanno avuto nelle imprese belliche. Si parlerà di uno dei massimi esponenti dell’aviazione del 900, colui che è passato alla storia come il “barone rosso”, e si racconteranno episodi storici nei quali l’aviazione ha avuto una parte preponderante e determinante.

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La storia dell’aviazione Alessio Consales classe V A

La storia dell’aviazione

Da sempre l’umanità ha avuto il desiderio di volare. Il 1° sogno di volare fu di Leonardo da Vinci che trovò espressione in diversi disegni, ma non ci sono testimonianze evidenti di sue prove di volo.

I primi veri tentativi di volo furono in Europa durante il tardo 20° secolo. Furono fatti molti esperimenti con i veleggiatori che poi furono le basi importanti per costruire i primi aerei, fu molto importante il progresso tecnologico dei motori all’inizio del secolo, che rese possibile per la prima volta il volo controllato a motore.

Da allora i progettisti hanno lottato per migliorare la velocità e la distanza di volo degli aerei, oltreché renderli facili da manovrare.

I fattori importanti coinvolti nella costruzione degli aerei sono:

  • Controllo: inizialmente i veleggiatori erano controllati muovendo il corpo e/o curvando le ali, invece gli aerei moderni utilizzano sistemi di controllo come gli alettoni e gli equilibratori.
  • Potenza: i motori aeronautici sono divenuti più leggeri ed efficaci, dal motore a vapore si è passato gradualmente nel corso degli anni al motore a razzo dei nostri giorni.
  • Materiali: inizialmente erano di tela e legno, che poi si sono evoluti verso il telaio di lega aeronautica e tubi in acciaio, fino ad arrivare ad oggi con i materiali compositi.

Il primo volo umano fu a bordo di un pallone ad aria calda inventato dai fratelli Montgolfier che ebbe luogo a Parigi nel 1783. Il pallone era alimentato da un fuoco a legna e non era pilotabile, andava ovunque lo portasse il vento.

I primi aeromobili ad effettuare abitualmente voli controllati furono i dirigibili non rigidi.

La costruzione del primo dirigibile iniziò nel 1899. Il primo dirigibile si ebbe il 2 luglio 1900, durò solo 18 minuti in quanto fu costretto ad ammarare per un guasto meccanico. Il primo aeroplano fu costruito nel 1909 negli U.S.A., questo primo volo durò 12 secondi.

Inizialmente l’aereo fu considerato una semplice curiosità per appassionati, ma a poco a poco nacquero i primi modelli capaci di prestazioni ritenute impossibili come: sorvolare le Alpi, volare sopra il canale della Manica o semplicemente raggiungere altezze e velocità

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sempre più elevate. L’avvio di uno sviluppo più scientifico avvenne in concomitanza con la Prima guerra mondiale.

Tra il 1914 e il 1918 nacquero moltissimi modelli biposto destinati a compiti di ricognizione, in seguito i piloti iniziarono a lanciare bombe a mano sul nemico. In seguito dotarono gli aerei con delle mitragliatrici con cui sparare ai velivoli nemici. Insomma gli aerei hanno avuto un ruolo molto importante nelle guerre mondiali. Dagli anni venti si iniziò a pensare agli aerei come un mezzo di guerra, nonché di trasporto, così nacquero le prime compagnie di volo fino ad arrivare a oggi, che l’aereo è un’importante mezzo di trasporto per raggiungere posti lontani in poco tempo.

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Il Barone Rosso

Uno dei più noti aviatori della storia, che merita un approfondimento sentito, è certamente il barone Manfred von Richthofen, conosciuto da tutti come il “Barone Rosso”.

Il barone Manfred nacque a Bresla, città della Silena, il 2 maggio 1892. La sua famiglia era molto facoltosa ed il padre, militare di professione, decise che il giovane figlio avrebbe dovuto seguire le orme paterne. Così, dopo aver ricevuto l’istruzione privata fino all’età di 9 anni, egli divenne cadetto presso l’Accademia Militare di Wahlstatt. Tuttavia, il barone non era felice della scelta che gli era stata imposta e faticava a rispettare la disciplina militare. Nel 1911, terminata l’accademia, Richthofen entrò nell’esercito, scegliendo uno dei corpi militari più gloriosi ed esclusivi, ovvero quello della cavalleria, e nell’autunno 1912 divenne ufficiale.

Allo scoppio del primo conflitto mondiale, il barone fu inviato al fronte con la Russia, dove tuttavia non partecipò mai ad un vero e proprio scontro in campo aperto con i Cosacchi.

Poco tempo dopo, fece parte delle truppe d’invasione tedesche, ma anche in questo caso non partecipò ad importanti azioni di guerra, in quanto la prima guerra mondiale presentava caratteristiche nuove rispetto alle guerre che l’avevano preceduta e, al posto degli scontri in campo, preferiva una guerra logorante in trincea che, naturalmente, non poteva che limitare l’utilità e l’impiego della cavalleria. Nel maggio 1915 Richthofen fu trasferito al servizio dell’aviazione tedesca, dove portò avanti un programma di addestramento come osservatore al fine di avvistare gli eventuali nemici provenienti dal cielo e di controllare gli spostamenti delle truppe a terra.

Ma fu l’incontro con il tenente Oswald Boelcke, il cui nome figurava nei bollettini di guerra, che portò il barone alla decisione di diventare pilota da combattimento e affrontare il nemico da solo, cosa che lo avrebbe ripagato con una grande notorietà a livello mondiale e tante onorificenze. Egli fu assegnato ad un secondo squadrone, nei pressi di Verdun, e fece svariati voli affiancato da un osservatore, cominciando a dare prova della propria abilità come aviatore. Poco dopo il giovane tedesco riuscì finalmente a coronare il suo sogno, quello di volare da solo a bordo di un monoposto ed essere impiegato in azioni di bombardamento. Il 17 settembre 1916 Richthofen abbatté il suo primo aereo nemico, e solo un anno dopo, abbattuto il suo sedicesimo aereo nemico, divenne il miglior pilota da combattimento tedesco e ottenne la promozione a capitano.

Richthofen orgoglioso dei risultati raggiunti, voleva che tutti in cielo lo riconoscessero, proprio per questo decise di dipingere il suo monoposto di colore rosso (era il colore che distingueva il suo vecchio reggimento di cavalleria). Il 2 aprile 1917 egli abbatté il suo

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trentesimo aereo nemico. I nemici allora decisero di istituire una squadriglia che aveva il compito di abbattere l’aereo del Barone Rosso. Gli aerei della squadriglia anti-Richthofen avevano la particolarità di essere dipinti di rosso, proprio per sottolineare la loro peculiare missione. Poco tempo dopo fu affidata a Richthofen una nuova squadriglia di caccia, dal nome “JG1”, composta da abili piloti. Richthofen adesso guidava un agile triplano sempre dipinto di rosso, mentre gli altri piloti della squadriglia avevano colorato i propri velivoli nei modi più disparati. La caratteristica di questa squadriglia era costituita dal fatto che si trattava di una unità totalmente indipendente. L’abilità degli aviatori di Richthofen rendeva i combattimenti dei veri e propri spettacoli, e proprio per queste sue eccezionali caratteristiche la squadriglia veniva chiamata dagli alleati “Il circo volante di Richthofen”.

La notorietà del Barone Rosso era al suo apice, infatti tra le immagini raffiguranti i migliori soldati tedeschi, quella che rappresentava Richthofen era la più diffusa.

Il Barone Rosso rimase vittima di un incidente, ancora molto giovane, durante uno dei combattimenti: morì a bordo del velivolo, nonostante il governo tedesco gli avesse imposto di combattere soltanto in situazioni strettamente necessarie. Dopo la fine della guerra le sue spoglie vennero sepolte a Berlino e il Barone Rosso fu ricordato e onorato come uno dei fautori dell’aviazione in guerra e come uno degli aviatori migliori di tutto il mondo.

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Italiano

Gabriele D’Annunzio

Un importante poeta degli anni del primo dopoguerra è Gabriele D’Annunzio.

D’Annunzio nacque a Pescara il 21 marzo 1863; vivace, d’intelligenza precoce, il piccolo Gabriele crebbe come un principino viziato e coccolato; compì i suoi studi a Pescara e nel 1964 entrò al collegio “Cicognini” di Prato, dove si distinse come uno studente brillante e diligente, ossessionato dal desiderio di non essere “uno qualunque”. Nel novembre 1878, dopo la licenza ginnasiale, ebbe modo di leggere le “Odi Barbare” di Carducci, lettura che si rivelò una specie di folgorazione in quanto rappresentò l’ispirazione per la composizione dei suoi primi versi, raccolti nell’opera “Primo vere”(1879) che gli procurò il consenso di alcuni critici.

Il 4 novembre 1880 alcuni giornali annunciarono con toni patetici che il giovanissimo poeta D’Annunzio era morto cadendo da cavallo. La notizia esplose come un fulmine e la casa dei genitori venne subissata di messaggi di condoglianze, ma in realtà Gabriele però stava benissimo e aveva mandato lui stesso il falso annuncio della propria morte per farsi pubblicità; solo dopo qualche giorno fu pubblicata la smentita della notizia, accompagnata dalla seconda edizione di “Primo vere”. Con sorprendente spregiudicatezza, il giovane diciassettenne aveva già capito che per attirare l’attenzione su di sé bisognava puntare su eventi eclatanti, ritenuti più utili di una qualsiasi recensione, ciò che D’Annunzio farà poi per tutta la vita.

Alla fine del 1880 egli entrò in contatto con gli ambienti giornalistici di Roma, dove si trasferì per collaborare con vari periodici. Grazie all’abilità promozionale dell’editore Angelo Sommaruga, D’Annunzio conquistò immediatamente il successo letterario, pubblicando quasi contemporaneamente i versi di “Canto novo” e le novelle di “Terra vergine”, ai quali seguì la raccolta poetica “Intermezzo”, che provocò un autentico scandalo per l’audace rappresentazione della sessualità.

D’Annunzio tentò di far leva sul prestigio artistico per essere ammesso nel giro esclusivo delle case aristocratiche. Nel 1883 riuscì perfino a “compromettere” e sposare una giovane duchessa, Maria Hardouin di Gallese, da cui avrà tre figli, continuando sempre ad accumulare amanti e debiti, spendendo somme incredibili in divani, stoffe preziose, tappeti e, come egli stesso scrisse, “tutte quelle cose inutili e belle che io amo con una passione profonda e rovinosa”; ma tutto questo non fu solo un vizio privato, bensì un aspetto importante della scrittura

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dannunziana, una caratteristica dell’estetismo. Nel 1887 il poeta incontrò Elvira Natalia Fraternali Leoni, detta Barbara, che per molti biografi fu la sua più grande passione insieme ad Eleonora Duse. Nel 1882 D’Annunzio si avvicinò alla narrativa Russa. Il suo primo romanzo fu “Il piacere”, pubblicato presso l’editore Emilio Treves.

Agli inizi degli anni ’90 lo scrittore scoprì la filosofia di Nietzsche e le sue tesi sul “superuomo” (“è la teoria che dice che ci siano uomini superiori, che possono comandare sugli altri”. Questa teoria viene poi usata come scusante da Hitler durante la seconda guerra mondiale), ma riteneva necessario anche comunicare con le masse.

D’Annunzio si avvicinò anche al teatro. La scrittura drammaturgia dannunziana può essere divisa in tre filoni: il primo comprende la rielaborazione delle tematiche superomistiche, il secondo si caratterizza per la prevalenza di una più raccolta sensualità ed il terzo filone è costituito dalle tragedie di ambientazione abruzzese.

Nella scelta teatrale non bisogna dimenticare il ruolo svolto dalla relazione con Eleonora Duse, attrice allora famosissima, relazione che il poeta sfruttò come fonte di pubblicità e di guadagno. D’Annunzio nel 1915 compì una lunga tournée oratoria, durante la quale pronunciò violenti discorsi a favore dell’intervento dell’Italia nella prima guerra mondiale, assumendo il ruolo di profeta della patria e riuscendo a trascinare le folle.

Dopo l’entrata in guerra, il governo e l’esercito vollero limitare alla sola propaganda il raggio di azione del poeta, che invece prese concretamente parte alle operazioni belliche per mettere in pratica in questo modo le sue teorie sul poeta-eroe e sulla necessità di convertire la parola in azione.

Il 9 agosto 1918 avvenne il volo su Vienna, una trasvolata compiuta da dieci monoposto pilotati da: Antonio Locatelli, Girolamo Allegri, Censi, Aldo Finzi, Massone, Granzarolo, Sarti, Arturo Ferrarin, Masprone e Contratti; l’ultimo aereo era un biposto pilotato dal capitano Natale Palli.

Il Maggiore Gabriele D’Annunzio, nominato comandante della Squadra Aerea S. Marco, era nell’abitacolo anteriore, tentò di scoraggiare i nemici dimostrando il coraggio e la forza dell’aviazione italiana con un lancio di 350.000 volantini propagandistici.

Il volo era stato progettato dallo stesso D’Annunzio un anno prima ma, per motivi di autonomia degli apparecchi per un volo di mille chilometri, il comandante supremo dapprima negò il consenso e poi ordinò delle prove di collaudo.

Il 4 novembre 1918, con la vittoria fu firmato l’armistizio e sancita la pace, ma D’Annunzio non nascose la sua delusione: a parer suo il governo italiano aveva svenduto la vittoria ottenuta con tanto sacrificio rinunciando a Fiume e alla Dalmazia.

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Sintesi

Tesina sull'aviazione

La presente tesina di maturità nasce da una grande passione, sviluppata fin dalla più giovane età, ovvero quella dell’aviazione. Nonostante il percorso di studi non sia propriamente pertinente a questa tematica, ho deciso di approfondire l’argomento, cercando di metterne in luce gli aspetti più importanti e collegando questi ultimi agli argomenti studiati nel percorso scolastico. Pertanto, svilupperò in questa mia tesina un percorso interdisciplinare che parte dalla storia dell’aviazione e dagli aspetti salienti di essa e passa attraverso personaggi illustri, come Gabriele D’Annunzio, dando spazio alla cornice storica che è stata la massima espressione dell’aviazione, ovvero il secondo conflitto mondiale. E così anche dal punto di vista più tecnico, tratterò argomenti di elettronica e di sistemica attinenti, nonché il ruolo fondamentale che scienze come la matematica hanno avuto nelle imprese belliche. Si parlerà, nella tesina, di uno dei massimi esponenti dell’aviazione del Novecento, colui che è passato alla storia come il “barone rosso”, e si racconteranno episodi storici nei quali l’aviazione ha avuto una parte preponderante e determinante.

Collegamenti

Tesina sull'aviazione

  • Italiano - Gabriele D'Annunzio Vita, primo volo su Vienna, La pioggia nel pineto (commento, panismo).
  • Storia - Seconda guerra mondiale (Attacco Pearl Harbor).
  • Elettronica - La tecnologia nelle guerre: radio e le onde elettromagnetiche.
  • Matematica - Il ruolo della matematica in guerra.
  • Sistemi - Sistemi di navigazione in guerra e le equazioni differenziali.
  • Inglese - I sistemi di rilevazione in guerra: il radar.
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