L'Arte della Guerra
di Dario Bariselli – V M
Sommario
1. Introduzione.............................................................................................................3
2. Il Ping-fa.....................................................................................................................5
Cenni storici:.................................................................................................................................. 5
Lingua e stile:................................................................................................................................. 6
Concetti e simboli:....................................................................................................................... 6
L'Arte della Guerra:.................................................................................................................. 10
L'eredità di Sun Tzu:................................................................................................................ 15
3. La selezione naturale, la “guerra della natura............................................18
La lotta per l'esistenza:............................................................................................................... 18
La selezione naturale:................................................................................................................. 18
Esempi di selezione e adattamento:....................................................................................... 19
4. La Seconda Guerra Mondiale.....................................................................22
La forgia del conflitto:................................................................................................................ 22
L'inizio della Guerra:................................................................................................................... 22
L'Italia in Guerra:......................................................................................................................... 24
La fine della guerra:..................................................................................................................... 27
5. I Ricordi di Francesco Guicciardini..............................................................29
L'opera e l'autore:........................................................................................................................ 29
I Ricordi e l'Arte della Guerra:................................................................................................ 29
Introduzione
1.
“Le operazioni militari sono di vitale importanza per lo stato.
Sono questione di vita o di morte.
Il Tao della sopravvivenza o della distruzione.
Dunque è necessario ponderarle con cura.”
Sun Tzu, L'Arte della Guerra (Ping-fa), capitolo primo – Valutazioni Strategiche
Si può affermare con sicurezza che conflitto, inteso come insieme di atteggiamenti e forme mentali e non solamente nella dimensione più puramente bellica, sia uno degli aspetti centrali e più interessanti della storia e del pensiero umano.
La storia, la scienza, la filosofia, la letteratura e praticamente ogni branca della conoscenza umana sono permeati dall'idea di conflitto. La storia spesso viene, talvolta in modo non del tutto proprio, spiegata quasi esclusivamente attraverso le guerre tra stati. L'evoluzione di Darwin è, sostanzialmente, un grande conflitto esistenziale tra i viventi e il loro ambiente. Le filosofie di Hegel e Marx sono filosofie del conflitto, la prima in modo trascendente, con tesi e antitesi che danno luogo a un conflitto risolto nella sintesi, la seconda con in modo immanente, con uno scontro di forze produttive e rapporti di produzione che dà forma alla storia e alla società umane. La poesia di Baudelaire è la poesia del conflitto irrisolto tra lo spleen e l'ideale. E questi sono solo alcuni esempi tra i molti forniti dalla storia della cultura umana.
È dunque naturale per l'uomo parlare del conflitto, analizzarlo e studiarlo, persino agli albori del XXI secolo, nonostante la minaccia delle nuove armi e lo spettro di Hiroshima e Nagasaki ci ricordino il grande pericolo insito nel conflitto. Le considerazioni sul conflitto diventano inoltre tanto più importanti nel contesto attuale, in cui la società umana sembra sempre più perdere di vista l'importanza esistenziale di questo concetto.
Il primo testo conosciuto che tratti dei metodi del conflitto e in particolare di quello bellico fu scritto in Cina col titolo di
(o e conosciuto in
Ping-fa Bingfa)
Occidente col nome o talvolta con quello del suo autore,
L'Arte della Guerra
Questo testo, pur nascendo solamente come manuale bellico,
Sun Tzu.
fornisce in realtà una serie di strumenti adatti ad analizzare un conflitto in qualunque forma esso si presenti, ma che si rivelano particolarmente adatti ad analizzare i conflitti interni all'uomo. Paradossalmente, infatti, il testo consiglia il conflitto bellico vero e proprio solo come invitando
extrema ratio,
invece il lettore a superare il conflitto e a vincere senza combattere. La prima battaglia da vincere, invece, è quella con se stessi. Pag.
L'Arte della Guerra 3
L'Arte della Guerra e i testi che, pur nelle loro differenze, condividono con esso luogo di nascita e genere, come La Strategia Militare di Sun Pin e I Trentasei Stratagemmi, furono per lungo tempo ignorati dall'Occidente, che li ha riscoperti solo di recente.
Per lungo tempo, infatti, l'Occidente non ha considerato i testi militari come una branca della letteratura degna di nota. Non è un caso che il più autorevole testo di strategia militare occidentale, il
Della Guerra di Carl von
risalga al 1800. Tuttavia, nel XX secolo, i grandi successi delle
Clausewitz,
truppe asiatiche contro avversari tecnologicamente superiori e le loro tattiche innovative, come i kamikaze giapponesi della II Guerra Mondiale o le tattiche dei Vietcong durante la guerra del Vietnam, hanno favorito la riscoperta dei classici della letteratura bellica cinese e giapponese. Recentemente sono stati fatti molti adattamenti del Ping-fa ad uso dei manager e i concetti del testo vengono richiamati nel film che fornisce uno spaccato della vita
Wall Street,
e delle idee dei broker statunitensi.
Tutti questi approcci, però, riguardano solo aspetti parziali dell'Arte della Guerra: il Ping-fa descrive infatti il conflitto nella sua interezza, come parte integrante della vita umana. È quindi ovvio che gli insegnamenti del testo, che nascono per scopi bellici e si adattano perfettamente ad essi, possano trovare applicazione, previa debita esegesi, anche in ambito di pace.
L'Arte della Guerra, infatti, non è solo un insieme di nozioni, ma una visione del mondo, un metodo di rapportarsi al conflitto in ogni sua forma, una precisa via di approccio alla vita. Pag.
L'Arte della Guerra 4
Il Ping-fa
2.
2.1. Cenni storici
L'Arte della Guerra viene scritto in Cina in un momento imprecisato il VI e il IV secolo a.C., tra il Periodo delle Primavere e degli Autunni (770 a.C. - 454 a.C) e il Periodo degli Stati Combattenti (453 a.C. - 221 a.C), durante i quali si originarono anche molte delle dottrine filosofiche orientali più significative, dette le Cento Scuole di Pensiero, tra cui il Taoismo, il Confucianesimo e il Legismo.
Dopo la conquista del Nord della Cina da parte della dinastia Zhou nel 1045 a.C., il regno venne diviso in feudi e guarnigioni semi-indipendenti affidati a diverse famiglie legate al trono da vincoli matrimoniali o di sangue. Questa organizzazione statale e gli ideali aristocratici che la caratterizzarono richiamano quelli dell'Europa feudale: i nobili combattevano tra loro seguendo precisi codici d'onore e la sconfitta sul campo di battaglia non comportava necessariamente il totale annientamento dello Stato perdente.
Tuttavia, il progressivo indebolirsi dell'autorità centrale portò a un aumento dei contrasti interni e delle guerre intestine. Nel VI secolo, all'epoca di Confucio, l'autorità dei sovrani Zhou era puramente simbolica e il potere era conteso dai vasti stati di Qi, Qin, Jin e Chu. Lo stato a prevalere inizialmente fu quello di Jin, fino al 453, quando finì sotto il controllo di sei ministri provenienti da famiglie potenti che iniziarono una lotta per la supremazia, dando inizio al Periodo degli Stati Combattenti, che ebbe termine con la vittoria dello stato di Qin, che istituì un impero fondato sulle dottrine della scuola filosofica del Legismo.
In questo contesto di continua guerra e incertezza, in particolare durante il Periodo degli Stati Combattenti, la difesa dello stato tramite l'esercito divenne la principale preoccupazione di ogni sovrano. In quest'ultimo periodo furono introdotte alcune innovazioni belliche, come l'uso del ferro per forgiare le armi. Vennero schierate in campo grandi armate e sorse la necessità di sviluppare e tramandare gli strumenti adatti a gestire e guidare un gran numero di uomini in battaglia.
È proprio in questo contesto che viene scritto il Ping-fa, che si distingue da altri testi dell'epoca trattanti lo stesso argomento per essere meno didascalico e avulso da ogni criterio di moralità, diventando un testo fondamentale della strategia cinese e, in seguito, mondiale. Pag.
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2.2. Lingua e stile
I primi ostacoli che deve fronteggiare un qualunque lettore contemporaneo del Ping-fa sono la lingua e lo stile con cui è scritta l'opera.
Per quanto riguarda il primo, bisogna ricordare che si tratta del cinese classico parlato al momento della composizione dell'opera, una lingua ostica se non impossibile da leggere anche per un cinese moderno. La traduzione dell'opera quindi, per quanto accurata, deve reinterpretare in chiave moderna e occidentale le parole e le espressioni di una lingua lontana sia nel tempo che nello spazio dall'Occidente del terzo millennio e potrà essere fedele solo entro un certo livello.
Il secondo ostacolo riguarda il lettore in maniera ancora più diretta, in particolare quello occidentale: L'Arte della Guerra infatti si discosta, come molti altri classici della strategia cinese, dalla trattazione argomentativa classica dei testi occidentali, esponendo i suoi insegnamenti in forma aforistica. È quindi compito del lettore interpretare correttamente il significato delle parole del testo, che spesso è volutamente vago o ambiguo, come gli scritti di Eraclito e di Nice. Il testo occidentale che più facilmente si può comparare al Ping-fa è probabilmente i Ricordi di Francesco Guicciardini che si avvicina all'opera di Sun Tzu sia per lo stile che per alcune idee fondamentali, come il concetto di discrezione.
2.3. Concetti e simboli
Come è stato già detto, L'Arte della Guerra fornisce al lettore, oltre a un metodo di approccio alle operazioni belliche, una precisa interpretazione del mondo e lo fa attraverso alcuni concetti fondamentali. Conoscere tali concetti è il primo passo per comprendere il testo.
a) Il Tao
“Il Tao è cio' c he i n d u ce il popolo a co n d i vi dere lo s tes so obiettivo del g o ver n a n te,
Al pu n to d i n o n d ar si pe n a di vit a o m o r te, pur di n o n d el u derlo.”
Sun Tzu, L'Arte della Guerra (Ping-fa), capitolo primo – Valutazioni Strategiche
Il Tao è il primo concetto introdotto nel Ping-fa ed è il primo dei cinque “elementi concreti” o fattori che un generale saggio deve saper valutare.
Questo termine può essere tradotto in italiano come “strada” o “sentiero”, ma
Pag.
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anche come “condurre”, se usato come verbo, quindi “guida”. Il termine Tao rimanda al modo in cui qualcosa funziona, ma anche all'approccio corretto a una situazione, il metodo con cui qualcosa dovrebbe essere fatto.
È necessario ricordare anche che Sun Tzu fu influenzato dalla dottrina filosofica del Taoismo da cui prese alcuni suoi termini ed idee, adattandoli alle operazioni belliche. Il termine Tao rimanda dunque anche all'uso fattone nella dottrina taoista in cui indica l'unità di fondo di tutte le cose.
Il Tao consiste nel modo in cui il mondo funziona e nel suo principio unitario.
L'unità di un gruppo di uomini nel perseguire uno scopo è data dall'accordo di tutti i singoli elementi col Tao, lo spirito dell'esercito. È compito dello stratega mettere in accordo se stesso e le sue truppe in un Tao comune, creando un'unità di fondo di tutti gli elementi dell'armata che in questo modo si identificano negli obiettivi del comandante.
Il Tao è una forza tale da spingere gli uomini a superare la paura della morte, unifica gli uomini in uno scopo comune che supera la loro esistenza normale: i principi dei kamikaze giapponesi nella seconda guerra mondiale discendono anche da reinterpretazioni successive di questo concetto.
b) Il Cielo
“Il cielo co m pre n de e fre d do e c al do, il s u s se g uir si delle s t a g io n i.
yin yang,
Se g uirlo o opporvisi deter m i n a l a vittori a m i l it are.”
Sun Tzu, L'Arte della Guerra (Ping-fa), capitolo primo – Valutazioni Strategiche
Il cielo è il secondo fattore da considerare in guerra. Il cielo non deve essere inteso solo come fattore atmosferico, ma rappresenta la struttura in cui l'universo è organizzato, i rapporti tra i vari enti e le leggi che li regolano.
Nel Taoismo lo yin e lo yang sono le apparenti polarità complementari e opposte, in realtà comprese nel Tao, che sono alla base di tutte le cose esistenti. Il freddo e il caldo, il maschile e il femminile, sono tutte espressioni di questi opposti.
Un generale deve dunque prendere in considerazione le strutture universali nella sua strategia e adattarla ad esse per sfruttarle a suo vantaggio.
c) La Terra
“La terr a ri g u ar d a le alt ure e i b a s s opi a n i, cio' c he è a m pio e cio' c he è a n g u s to, cio'che è lo n t a n o e
cio' c he è vici n o, il terre n o a cci de n t ato e q u ello pia n o, la m o r te e l a vit a.”
Sun Tzu, L'Arte della Guerra (Ping-fa), capitolo primo – Valutazioni Strategiche Pag.
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La terra è il terzo “elemento concreto” nel quadro della guerra. La terra rappresenta le condizioni ambientali della battaglia, ma anche di ogni situazione, ciò che è immutabile e predeterminato in un certo contesto. Ogni situazione, così come ogni terreno, presenta forme differenti, che comportano differenti elementi di vantaggio e svantaggio per ogni parte.
Lo stratega dovrà sfruttare al meglio questi elementi fissi, avvantaggiandosene o almeno facendo sì che non siano d'ostacolo. Come nel caso del cielo, la strategia dovrà prendere in considerazione la terra in essa, per poterla sfruttare e per non essere invece soggetta ad essa.
d) Il Generale
“Il g e n er ale r apprese n t a l a co n o s ce n z a, l a fe deltà, il cor a g g i o e l a severità.”
Sun Tzu, L'Arte della Guerra (Ping-fa), capitolo primo – Valutazioni Strategiche
Il generale stesso è il quarto fattore determinante di una guerra. Il generale deve possedere alcune qualità fondamentali per poter svolgere la sua funzione: la conoscenza dei principi regolanti la guerra per poter guidare le truppe, la fedeltà verso il suo stato, per poter anteporre ad esso i suoi interessi personali, il coraggio, per poter applicare la strategia e la severità per mantenere la guida degli uomini.
Alcuni testi includono tra queste anche lo
jen,
ossia la solidarietà, un valore cardine del confucianesimo, ma i testi più antichi non lo presentano. La sua effettiva appartenenza al Ping-fa è quindi dubbia, considerando anche il modo in cui il testo presenta la figura del generale in altri punti, e si potrebbe trattare del tentativo di un redattore posteriore di presentare il generale, figura centrale nel testo e destinatario dell'opera, come un membro della società confuciana.
e) Il Metodo
“Il m e to do ri g u ar d a il s aper d a re or di n i, il Tao dell'or g a n i z z a zio n e dell'esercito e delle riserve
lo g i stic he.”
Sun Tzu, L'Arte della Guerra (Ping-fa), capitolo primo – Valutazioni Strategiche
L'ultimo fattore determinante è il metodo. Il metodo rimanda a qualcosa che può essere riprodotto, alle procedure prestabilite e al modo in cui vengono condotte.
Il metodo è quindi il mezzo con cui grandi masse vengono organizzate in
Pag.
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moduli ripetibili e gestite attraverso gli ordini e le procedure, rendendole coordinate.
f) Le comparazioni
“Chiedi:
Quale g o ver n a n te se g ue i Tao?
Quale g e n er ale è più a bile?
Chi h a a s uo f a vore cielo e terr a?
Chi os serv a più ri g oro s a m e n te il m e to do e g l i or di n i?
Quale esercito è più forte?
Quali s o n o g l i uffici ali e i s ol d ati m e g l io a d de str ati?
Da c he parte i pre m i e le pu n i zio n i so n o più e q ui?
Tr a m i te q u e ste co m p ar a zio n i si pos so n o preve dere l a vittori a e l a s co n fitt a.”
Sun Tzu, L'Arte della Guerra (Ping-fa), capitolo primo – Valutazioni Strategiche
I primi cinque “elementi concreti” del Ping-fa costituiscono un gruppo comune e sono gli elementi fondativi di ogni battaglia. Tuttavia, essi non sono sufficienti per determinare l'esito di una battaglia, ma vanno strutturati in domande che rispondano alle esigenze del generale.
Queste domande sono le comparazioni, i rapporti logici che determinano in battaglia la vittoria o la sconfitta e che sono a loro volta determinati dai cinque fattori.
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