Apparenza
e
Realtà
Marta Oldani
Liceo della comunicazione
“Manzoni”
Anno scolastico 2006/ 2007
PRESENTAZIONE
“COSI E’ (SE VI PARE)”
Ho sviluppato questo elaborato interdisciplinare attorno alla tesi “realtà e apparenza”.
Il termine realtà deriva dal latino res, ovvero un oggetto materiale.
Questo tema ha suscitato il mio interesse, infatti, se pensiamo alla nostra quotidianeità, le cose
che ci circondano nel primo istante ci appaiono e li osserviamo secondo il bagaglio di idee,
cultura, educazione e pensiero che costituiscono il nostro io e solo in secondo luogo, con una
attenta analisi, possiamo capire l’oggettività della realtà.
Tale contrasto è caratteristica del novecento, secolo caratterizzato dall’avvento delle ideologie
che apparivano come il bene per il popolo e celavano la loro reale identità sotto false
apparenze.
Sullo sfondo delle due grandi guerre ritroviamo un frammisto fra realtà e apparenza. In modo
esplicito lo si rivela analizzando le cause che hanno portato allo scontro; io tratterò in modo
dettagliato le cause della prima guerra mondiale.
Nella letteratura del novecento, molteplici sono gli autori che nelle diverse correnti hanno
sviluppato questo tema.
Ho scelto Luigi Pirandello, per la letteratura italiana, dal momento che il punto fondamentale
della sua poetica è proprio il contrasto tra apparenza e realtà esposto nelle sue diverse opere
ed in particolare nel suo celebre romanzo Uno, nessuno e centomila.
Contemporaneo di Pirandello, nella letteraura inglese, troviamo T.S. Eliot il quale nelle sue
opere fa emergere tale contrasto.
Anche nell’arte novecentesca troviamo espressioni di tale contrapposizione; gli autori
dell’espressionismo lo esprimono utilizzando colori violenti e forme trattate in modo
sommario.
Dal punto di vista scientifico ho trovato interessante il concetto di materia oscura introdotto
per spiegare come l’universo che ci appare osservando il cielo con determinate dimensioni,
nella realtà sia infinito. - 2 -
INDICE
STORIA
* LE CASUSE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE…………………………1
* POLITICHE………………………………………………………………1
* ECONOMICHE…………………………………………………………..2
* MILITARI………………………………………………………………...2
* CULTURALI……………………………………………………………..2
* CAUSA OCCASIONALE………………………………………………..3
LETTERATURA ITALIANA
* LUIGI PIRANDELLO……………………………………………...……………4
* VITA………………………………………………………..……………4
* POETICA…………………………………………………......………….5
* UNO NESSUNO CENTOMILA (commento al romanzo)…………...………….9
LETTERATURA INGLESE
* T.S. ELIOT………………………………………………………………………12
* VITA……………………………………………………………………..12
* POETICA………………………………………………………………...13
* THE WAST LAND……………………………………………………………....14
* INTRODUZIONE………………………………………………………..14
* STRUTTURA…………………………………………………………….14
* STILE……………………………………………………………………..16
* UNREAL CITY…………………………………………………………………..17
* COMMENTO……………………………………………………...……..18
i
STORIA DELL’ARTE
* ESPRESSIONISMO……………………………………………………………..20
* DEFINIZIONE…………………………………………………………...20
* TEMI……………………………………………………………………..20
* STILE…………………………………………………………………….20
* HENRI MATISSE..……………………………………………….……………..21
* LA DANZA (commento all’opera)……………………………………………...22
TEATRO
* DIFFERENZA TRA ROMANZO E TEATRO………………………………....24
SCIENZE LA MATERIA OSCURA……………………………………………………..27
∗ GLOSSARIO………………………………………………………………….31
∗ APPROFONDIMENTO (articolo dal Corriere della Sera)…………………...33
∗
BIBLIOGRAFIA………………………………………………………………………....34
ii
PRIMA GUERRA MONDIALE
CAUSE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Le cause fondamentali della prima guerra mondiale (1914-1918) furono di carattere politico,
economico, militare e socioculturale.
L :
E CAUSE POLITICHE
Le cause politiche del conflitto erano il contrasto tre Austria e Russia per il controllo dei
Balcani e il contrasto tra Germania e Francia per le regioni dell’Alsazia e la Lorena.
A queste ragioni politiche se ne aggiungevano altre di natura economica: ogni potenza infatti
desiderava accaparrarsi nuovi mercati per la vendita dei prodotti e nuove regioni da cui trarre
materie prime. riguardavano i contrasti fra gli Stati europei ed alcuni problemi presenti al loro
interno, e precisamente:
Il desiderio di rivincita dei Francesi rispetto alla grave sconfitta subita dai Tedeschi nel 1870-
1871.
La competizione fra Austria e Russia per il predominio nell’area dei Balcani
Il malcontento delle varie nazionalità presenti all’interno dell’Impero austro-ungarico
- 1 -
La crisi dell’Impero ottomano, acuita dalle guerre balcaniche del 1912-1913
La presenza di due schieramenti di Stati contrapposti: la Triplice Alleanza (Germania,
Austria, Italia) e la Triplice Intesa (Gran Bretagna, Francia, Russia).
L :
E CAUSE ECONOMICHE
La competizione economica, riguardante anche le colonie, fra la Gran Bretagna e la
Germania, provocata soprattutto dalla rapida crescita industriale di quest’ultima
le prime riguardavano l’espansionismo e la politica di potenza della Germania, decisa a
mettere in discussione la supremazia inglese soprattutto in campo coloniale e nel commercio
marittimo.
Le seconde rispecchiavano la pericolosa tensione nei Balcani dove Russia ed Austria avevano
mire contrastanti di espansione e movimenti rivoluzionari patriottici puntavano alla
riunificazione di tutti i popoli slavi.
La necessità per tutte le potenze industriali di espandere il proprio mercato e di garantirsi il
rifornimento delle materie prime. A questo scopo avevano creato dei grandi imperi
coloniali,che occorreva difendere e possibilmente espandere.
L :
E CAUSE MILITARI
Le cause militari sono da ricercarsi nella politica militarista delle grandi potenze e nella
“corsa agli armamenti” dei paesi europei più industrializzati.
L :
E CAUSE CULTURALI
Sin dai primi anni del Novecento, in larghi strati della popolazione si diffusero atteggiamenti
favorevoli alla guerra. La scelta dei governi di dichiarare la guerra o di entrare nel conflitto
già in atto fu facilitata: - 2 -
Dal diffondersi del nazionalismo;
Dalle tesi razziste sulla necessità di salvaguardare l’identità nazionale;
Dall’applicazione del darwinismo alle relazioni internazionali, cioè dalla convinzione che la
guerra tra gli Stati fosse l’equivalente della lotta per la sopravvivenza nella natura;
Dal fatto che molti giovani vedessero nella guerra l’unica possibilità di cambiamento della
situazione sociale e politica, l’occasione che avrebbe consentito loro di realizzarsi.
L :
A CAUSA OCCASIONALE
La scintilla scoccò il 28 giugno 1914, quando un nazionalista serbo, Gavrilo Princip, uccise a
Sarajevo l’erede al trono d’Austria, l’arciduca Francesco Ferdinando, e sua moglie, che erano
in visita alla città. In realtà l’Austria approfittò del grave fatto di sangue per motivare
un’aggressione militare alla Serbia e risolvere finalmente la questione balcanica.
Il 23 luglio che inviò alla Serbia un ultimatum che richiedeva entro 48 ore:
La soppressione delle organizzazioni irredentistiche slave;
Il divieto di ogni forma di propaganda antiaustriaca;
L’apertura di un’inchiesta sull’attentato, condotta da una commissione mista serbo-austriaca.
Il governo serbo non poteva che respingere queste richieste, perché accettandole avrebbe di
fatto rinunciato alla piena sovranità sul proprio territorio. Di conseguenza il 28 luglio
l’Austria dichiarò la guerra alla Serbia. - 3 -
LUIGI PIRANDELLO
VITA
Luigi Pirandello nasce ad Agrigento nel 1867 da una famiglia
borghese.
Si laurea in filosofia romanza presso l’università di Boon .
Nel 1891 torna in italia e si trasferisce a Roma dove vivrà
quasi sempre e dove terrà per oltre vent’anni la cattedra di
lettere italiane presso l’istituto di Magistero.
Figura 1: Luigi Pirandello
Nel 1901 escono i suoi primi volumi di novelle e romanzi: in particolare i più importanti
sono “L’esclusa”, “Uno nessuno centomila”, “ Il fu Mttia Pascal”.
Nel 1925 diventa accademico d’Italia e nel 1934, grazie all’enorme interesse suscitato in
tutto il mondo dalla sua opera teatrale, “ sei personaggi in cerca d’autore”, gli viene
conferito il premio nobel.
Muore a Roma nel 1936 a seguito a un attacco di polmonite.
- 4 -
POETICA
Pirandello è uno scrittore, drammatico e narratore rappresentò sulle scene l’incapacità
dell’uomo di identificarsi con la propria personalità, il dramma della ricerca di una verità
al di là delle convenzioni delle apparenze.
Al centro della concezione pirandelliana c’è il contrasto tra apparenza e sostanza.
L’esperienza pirandelliana è quella di tutta la generazione dei decadenti , cioè di uomoni
che avevono visto vanificare gli ideali ottocenteschi di progresso, avviata verso la
catastrofe della prima guerra mondiale.
La critica delle illusioni va a pari passo con una drastica nella possibilità di conoscere la
realtà, qualsiasi rappresentazione del mondo si rivella inadeguata all’inattingibile verità
della vita, percepita come un flusso continuo, caotico e innarestabile.
La posizione fondamentale della quale è neccessario partire per capire la concezione della
vita di Pirandello e quindi la sua poetica , è quella del contrasto tra illusione e realtà.
A seguito di ciò, nacque la convizione del fallimento; la vita si presentava assurda nella
sua casualità e tale che ogni illusione era destinata a mostrare il suo risvolto negativo.
Pirandello sostiene che il contrasto tra apparenza e realtà, non esiste solo fuori di noi, ma
anche e soprattutto nell’intimo della coscienza: contrasto tra ciò che siamo e ciò che
vorremmo essere, tra ciò che siamo e ciò che risultiamo agli acchi degli altri, perché :<
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