Indice
Geografia: l'Africa pag.
1
Tecnologia: la centrale idroelettrica pag.
4
Storia: la decolonizzazione pag.
5
Musica: il blues pag.
7
Italiano: i diritti delle donne pag.
8
Scienze: l'AIDS pag.
10
Arte e immagine
Il cubismo e Pablo Picasso pag.
12
Scienze motorie: il mezzofondo
Pag. 15
English: presentation
South Africa pag.
16
Francais: presentation
Medecin sans frontieres pag.
19
Geografia: l'Africa
L’Africa è un continente che si estende su una superficie di circa 30 milioni di Kmq, ha forma massiccia, coste poco articolate, superfici uniformi.
Confini
A nord si affaccia sul Mediterraneo, ad est confina con l’Oceano Indiano mentre a sud confina con l’Antartide ed a ovest con l’Oceano Indiano.
Territorio
La superficie è di forma prevalentemente pianeggiante, corrugata solo dalle catene dell'Atlante, a nord-ovest (Tunisia, Algeria, Marocco) e dalle catene del Capo, all'estremo sud.
Catene montuose
Il Kilimangiaro, la vetta più alta dell'Africa (5.895 m), il Kenia (5.198 m), il Ruwenzori (m.5.119), il Camerun (m.4.070).
I laghi
Il lago Vittoria, il più esteso con una superficie di 68.100 Kmq, ed il lago Ciad.
I fiumi
L'Africa, essendo rialzata ad oriente, ha la maggior parte dei fiumi africani che sfociano nell'Oceano Atlantico: Niger, Orange, Congo.
In Egitto è presente il fiume più lungo del mondo: il Nilo, che sfocia nel mar Mediterraneo.
Nell’ Oceano indiano: Zambesi, Limpopo.
Le coste
Si sviluppano per 30.500 Km e sono bagnate dal Mare Mediterraneo, dal Mar Rosso, dall’Oceano Indiano ed dall’Oceano Atlantico.
Le isole
Sono poche e poco estese, eccetto il Madagascar, che è la quarta isola del mondo.
Il clima
E’ determinato dalle fasce climatiche.
- La zona equatoriale che ha piogge abbondanti durante tutto l'anno.
- Le zone subequatoriali che hanno piogge stagionali.
- Le zone tropicali che hanno scarsità di precipitazioni.
- Il clima è temperato nella zona mediterranea.
La flora
La foresta equatoriale presenta la palma oleifera, ebano, mogano, tek, palissandro e mangrovie.
Nelle zone subequatoriali troviamo le foreste (a galleria), la savana arborea (Baobab, Acacia..); nelle zone tropicali abbiamo una savana prevalentemente arbustiva ed erbosa.
Nelle zone desertiche la vita è limitata alle oasi, con predominanza della palma da dattero.
Nelle fasce temperate crescono ulivi, agrumi, cereali, datteri … .
La fauna
Tra gli animali, scimmie, uccelli, insetti, rettili.
Le savane sono il regno dei mammiferi (zebre, gazzelle, antilopi, giraffe, elefanti) e dei grandi felini (leoni, leopardi).
Nelle acque dolci sono frequenti coccodrilli ed ippopotami.
Gli animali predominanti sono: dromedario, asino, cavallo.
La popolazione
La densità è bassa e la popolazione è distribuita irregolarmente. Si distinguono, dal punto di vista del popolamento:
Africa bianca, popolata da genti di pelli chiare (arabi, berberi);
Africa nera, abitata da popoli di pelle scura, molti diversi dal punto di vista di etnia, usi e costumi e aspetto fisico.
Le lingue
Nell’Africa bianca→ Famiglia camito-semitica (arabo, berbero, etiopico, nubiano)
Nell’Africa nera→ Bantu (kongo,luba,swahili,sotho)
Sudanesi - Khoisan.
Famiglia indoeuropea (inglese, francese, spagnolo,portoghese)
In Madagascar lingua del gruppo indonesiano: il malgascio.
Le religioni
Nell’Africa bianca→ islamismo.
Nell’Africa nera→ credenze di tipo animista.
Il Cristianesimo è presente su tutto il territorio africano.
L’economia
Anche se l’Africa presenta un territorio molto ricco persiste una grande arretratezza economica e porta i segni profondi dei regimi coloniali.
L’agricoltura
L’agricoltura è di sussistenza e si avvale di tecniche primitive.
Le piantagioni
Sul territorio africano troviamo piantagioni di agrumi, banane, cacao, caffè, canna da zucchero, cereali, cotone, mais, tabacco, vite.
L’allevamento
E’ prevalentemente di bovini, caprini, equini, ovini.
Minerali e fonti di energia
L’Africa è ricca di petrolio, gas naturale, giacimenti marini, bauxite, cromo, diamanti, ferro, fosfati, lignite, manganese, oro, rame, uranio, ma, purtroppo, il loro sfruttamento viene praticato da compagnie straniere.
Progetti per il futuro
E’ in fase di accrescimento lo sviluppo degli impianti per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica.
Tecnologia: la centrale idroelettrica
La centrale idroelettrica trasforma l'energia idraulica di un corso d'acqua, naturale o artificiale, in energia elettrica.
In linea generale lo schema funzionale comprende l'opera di sbarramento, una diga o una traversa, che intercetta il corso d'acqua creando un invaso che può essere un serbatoio, o un bacino, dove viene tenuto un livello presso che costante dell'acqua.
Attraverso opere di adduzione, canali e gallerie di derivazione l'acqua viene convogliata in vasche di carico e, mediante condotte forzate, nelle turbine attraverso valvole di immissione (di sicurezza) e organi di regolazione della portata (distributori) secondo la domanda d'energia. L'acqua mette in azione le turbine e ne esce finendo poi nel canale di scarico attraverso il quale viene restituita al fiume.
Direttamente collegato alla turbina, secondo una disposizione ad asse verticale o ad asse orizzontale, e' montato l'alternatore, che e' una macchina elettrica rotante in grado di trasformare in energia elettrica l'energia meccanica ricevuta dalla turbina.
L'energia elettrica così ottenuta deve essere trasformata per poter essere trasmessa a grande distanza. Pertanto prima di essere convogliata nelle linee di trasmissione, l'energia elettrica passa attraverso il trasformatore che abbassa l'intensità della corrente prodotta dall'alternatore, elevandone però la tensione a migliaia di Volt.
Giunta sul luogo di impiego, prima di essere utilizzata, l'energia passa di nuovo in un trasformatore che questa volta alza l'intensità di corrente ed abbassa la tensione così da renderla adatta agli usi domestici.
Storia: la decolonizzazione
Nel 1945, dopo la Seconda Guerra Mondiale, la carta geografica del mondo cambia moltissimo.
Le colonie di tutto il mondo si ribellano. Inizia un grande cambiamento che si chiama decolonizzazione.
I popoli dell’Africa non vogliono dipendere economicamente dall’Europa, cioè:
- Non vogliono che l’Europa decida cosa devono coltivare (non potevano più costruire le cose di cui avevano bisogno per la vita di tutti i giorni);
- Non vogliono lavorare nelle piantagioni, perché gli Europei pagano pochissimo i lavoratori.
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