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Alimentazione ed Expo 2015

Ho scelto di trattare il tema del cibo perché è un tema attuale che coinvolge tutte le persone.

È inoltre un argomento molto dibattuto anche per via di Expo 2015 di Milano, che tratta il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

Il cibo nella letteratura

Il cibo è un elemento talmente importante e pervasivo nell'esperienza quotidiana, che molto spesso ha rappresentato uno spunto letterario di grande importanza, anche per i diversi valori culturali, umani e sociali che entrano in gioco nella preparazione del cibo e nella condivisione della tavola.

Per quanto riguarda la letteratura bisogna ricordare, fra gli altri autori, Verga, Manzoni, Gozzano e Neruda.

Verga, fra le pagine di Mastro Don Gesualdo, I Malavoglia, Vita dei campi e Novelle rusticane, descrive le umili tavole, tra i contadini siciliani e i pescatori, dove non trova posto né raffinatezza né lusso, ma la fame.

L'unico sollievo può arrivare così dal “pane, le cipolle, il fiasco di vino”.

Con il tema della fame, per la prima volta il Manzoni denuncia un problema da affrontare e risolvere per la comunità umana che vive tra le pagine del romanzo I promessi sposi.

La fame è la spina dorsale del romanzo manzoniano: assieme alla provvidenza è l'elemento fondamentale del paesaggio realistico che Manzoni disegna attorno ai personaggi.

La carestia, manifestazione più dolorosa della fame, viene avvertita da Manzoni sia sotto l'aspetto economico che sotto quello morale.

Manzoni descrive il cibo e il momento del pranzo e della cena negli ambienti dei poveri, mentre ha tralasciato la rappresentazione dei banchetti dei ricchi.

Nel romanzo abbiamo cibi come il vino e il pane, che è un elemento simbolico sia per l'anima che per il corpo e come simbolo di perdono.

Un altro scrittore che tratta nelle sue opere l'argomento del cibo è Guido Gozzano, che viene considerato il massimo esponente del Crepuscolarismo (movimento letterario italiano dove si elabora una poesia ricca di ripiegamenti intimi e gli aspetti più umili e dimessi del vivere quotidiano).

Nacque a Torino nel 1883; la malattia della tubercolosi lo spinse a fare un viaggio in India, morì di tubercolosi nel 1916.

Guido Gozzano si proclama innamorato di tutte le signore che mangiano le paste nelle confetterie; a uno dei tavoli dello storico “Baratti & Milano” di Torino compose la poesia “Le golose”.

In questa poesia Gozzano osserva e descrive con ironia i falsi perbenismi delle dame di inizio Ottocento che vogliono nascondere la loro debolezza nel cedere al peccato di gola delle dolci paste.

Ancora un altro scrittore che parla di cibo nelle sue opere è Pablo Neruda, nato a Parral nel 1904.

Neruda è passato attraverso alcune fra le più dure sfide con le quali l'uomo si possa confrontare, come: la perdita della madre ancora bambino, la rivoluzione, la guerra e l'esilio dal Cile per le sue idee politiche; ha viaggiato per il mondo e ha mantenuto sempre viva la sua creatività.

Nella sua poesia, i temi centrali sono rivolti ai problemi dei lavoratori, delle vittime delle guerre e delle dittature e, in maniera appassionata, all'amore.

Tra le sue più grandi opere abbiamo: Spagna nel cuore, Odi elementari, Venti poesie d'amore e una canzone disperata.

Vinse il premio Nobel nel 1971.

Morì a Santiago nel 1973.

Nelle “Odi elementari” Neruda canta il suo rapporto con la natura e gli umili oggetti della quotidianità dei poveri, le piccole e grandi cose della vita come: il pane, il carciofo, la cipolla, il pomodoro, il limone, la mela, il vino.

Che si uniscono ai grandi temi dell'amore e della missione politica di Neruda.

La roba

Un contadino siciliano di umili origini di nome Mazzarò, dopo aver lavorato sodo per un lungo periodo della sua vita alle dipendenze di un padrone, riuscì grazie alla sua forza di volontà e avidità ad accumulare una ricchezza considerevole.

Mazzarò possedeva fattorie, grandi come piccoli villaggi, con magazzini che sembravano chiese; possedeva un numero incredibile d'uliveti, di vigne, aveva talmente tanta roba (per roba s'intendevano in siciliano le terre) che persino il sole che tramontava e gli uccelli che volavano sembravano suoi.

Mazzarò è descritto come un omiciattolo con la pancia grassa che all'apparenza non valeva niente, ma che con ingegno e astuzia era riuscito a diventare padrone di molte terre, rispettato da tutto il paese, di carattere umile e gran lavoratore.

Era famoso, oltre che per la sua ricchezza, per la sua avidità; per lui i soldi non erano un mezzo per migliorare la propria condizione di vita, ma solamente un continuo accumulare di terre e ricchezze senza godersele.

Infatti, nonostante fosse ricchissimo, mangiava poco, probabilmente meno dei contadini alle proprie dipendenze, e solo pane e cipolle.

Inoltre, per non spendere troppi soldi, non fumava, non beveva vino, non usava tabacco; insomma, non aveva nessun vizio.

Addirittura il contadino, per risparmiare, invece di tenere il cappello siciliano di seta come i baroni, teneva un cappello di feltro, come i più umili contadini.

Mazzarò era così attaccato alla sua roba perché si ricordava quando negli anni passati doveva lavorare duramente, a volte fino a 14 ore al giorno senza smettere, con la schiena curva, in qualsiasi condizione climatica.

Quindi per lui ora era un'esigenza normale accumulare ricchezze su ricchezze, senza mai riposare.

L'unico problema di Mazzarò era quello di non avere nulla oltre alla sua roba, nessun affetto, né figli, né cugini, né parenti a cui donare le terre dopo la sua morte.

Visto che per lui si stava avvicinando il periodo della vecchiaia, il solo pensiero di dover abbandonare le sue terre lo faceva diventare matto, talmente matto che arrivava ad ammazzare le sue bestie a colpi di bastone, strillando: “Roba mia, vientene con me”.

Il cibo nella storia

Il cibo ha rivestito un ruolo centrale nella storia dell'umanità.

Nella preistoria il cibo era rappresentato da piccoli animali che l'uomo trovava nel proprio habitat; molto probabilmente si trattava di termiti, cavallette, formiche o piccoli topini di campagna, oppure qualche uovo di uccello, tuberi o radici.

L'evoluzione dell'uomo ha poi portato a scoprire l'agricoltura e l'allevamento, cominciando a mangiare i cereali e le carni degli animali allevati sul posto, per poi giungere alla frutta e ai prodotti dell'orto.

Ma la vera arte nella preparazione dei cibi inizia dal 1492: con la scoperta dei nuovi continenti arrivano le patate, il riso, il mais, gli asparagi e gli spinaci.

È il 12 ottobre 1492 quando la spedizione del navigatore genovese scopre il Nuovo Mondo (per sbaglio, conosciamo tutti la storia).

Non sono le Indie ricercate da Colombo ma – per nostra fortuna – l'America si rivela comunque una terra ricchissima, dalla quale anche le spedizioni successive riporteranno nel nostro vecchio Continente diverse nuove varietà di frutta e verdura.

Quali in particolare?

Tra le verdure, l'Europa importa: fagioli, mais, patate, peperoni e peperoncini, pomodori e zucche.

In aggiunta si scoprono anche ananas, arachidi, cacao, fichi d'India e mais.

In Europa passarono tuttavia alcuni anni prima di comprendere l'uso corretto di queste straordinarie scoperte.

Il pomodoro, ad esempio, di cui gli Spagnoli importarono i semi, fu in principio ritenuto velenoso e quindi utilizzato solo per abbellire parchi e giardini nobiliari!

Una sorte simile toccò alla patata che, nei suoi primi decenni nel nostro Continente, fu utilizzata in principio solo per alimentare il bestiame, per giungere solo successivamente alle case e alle cucine degli Europei.

Grande successo ebbe invece il mais che, sin dalla sua scoperta a Cuba da parte dello stesso Colombo, divenne subito popolare nelle cucine spagnole e portoghesi per la preparazione della farina.

Anche i fagioli si diffusero rapidamente tanto da soppiantare, per la loro maggiore resa nell'orto e le migliori doti nutrizionali, la varietà che pur era conosciuta nel Mediterraneo da antichi Romani e Greci (e che oggi per noi è introvabile).

E cosa esportarono gli Europei verso le Americhe?

Frutta e verdura viaggiarono tuttavia anche in direzione contraria.

Nei secoli successivi alla scoperta di Colombo, i navigatori europei portarono infatti nel nuovo Continente diversi prodotti già comuni sulle nostre tavole.

Fu così che l'America scoprì: asparagi, cetrioli, carciofi, cardi, cavoli, lattuga e sedano, oltre a frutti come melograni, more e pere.

I coloni spagnoli e francesi, ad esempio, introdussero nel Settecento il carciofo in Nord America, rispettivamente in California e in Louisiana.

In California arrivarono anche i cardi, che divennero quasi una infestante, ovvero una pianta invadente in un habitat in cui non era coltivata precedentemente.

Un discorso particolare è dedicato agli zucchini che, derivati dalle zucche scoperte e importate in America, furono poi portati in dote dagli emigrati italiani che nel '900 attraversarono l'Oceano Atlantico verso il Nuovo Mondo!

Ecco perché in America si dice “one zucchini”!

Ci sono infine gli asparagi che, nati e sviluppati sulle calde coste del Mediterraneo, si sono diffusi in Sud America fino a rendere il Perù uno dei maggiori produttori ed esportatori al mondo (non proprio a chilometro zero)!

Le tecniche di preparazione e conservazione del cibo hanno avuto un'evoluzione anche in rapporto alle problematiche vissute durante le guerre.

Il cibo nella Grande Guerra

Napoleone Bonaparte evidenziò quanto fosse chiaro il fatto che per vincere una battaglia l'alimentazione delle truppe non è meno importante del loro armamento e addestramento.

Il conflitto scoppia nel 1914: in esso sono impegnati milioni di soldati, appartenenti a un gran numero di paesi.

Uno dei grandi problemi durante la Grande Guerra fu quello dell'alimentazione sia per la popolazione civile che per i militari.

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Sintesi

Introduzione Expo alimentazione, tesina

La tesina tratta il tema del cibo perché è un tema attuale che coinvolge tutte le persone, è inoltre un argomento molto dibattuto anche per via di Expo 2015 di Milano che tratta il tema "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita".

Collegamenti

  • Italiano - Il cibo nella letteratura
  • Storia - Il cibo nella storia
  • Cittadinanza e costituzione - La FAO
  • Geografia - L'Africa
  • Scienze - Apparato digerente
  • Educazione fisica - Alimentazione di uno sportivo
  • Francese - La piramide alimentare
  • Inglese - Il McDonald's
  • Tecnologia - Sito espositivo di Expo 2015
  • Arte - La natura morta di Paul Cézanne
  • Musica - Il cibo e il vino nelle opere di Verdi
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