Veronica Baiocco
Classe 5°AR
Indice
1. Introduzione
2. Il tatuaggio nella Germania nazista
2.1 Il tatuaggio nei campi di concentramento
3. Il simbolismo francese
3.1 Charles Baudelaire
3.2 I fiori del male – Charles Baudelaire
4. International Tattoo Convention Napoli
4.1 La convention
4.2 Organizzazione di una convention
5. New Zealand
5.1 Maori culture
6. La guerra civil española
6.1 El tatuaje en la legión española
7. Sitografia
1. Introduzione
L’obiettivo di questo lavoro è quello di dimostrare come il tatuaggio sia parte integrante della società, fin dalla nascita dell’uomo, nonché una delle motivazioni di viaggio di molte persone.
Ho scelto l’argomento del tatuaggio perché è un tema che mi ha sempre appassionato fin da piccolina e, conoscendo persone che si dedicano a questo “stile di vita”, ho avuto la possibilità di capire che i pregiudizi della società nei confronti di queste persone rimangono tali.
È un tema che mi sta molto a cuore in quanto ho sempre amato la body-art e ritengo non sia giusto giudicare una persona solo per i tatuaggi che porta ma, piuttosto, sarebbe più appropriato indagare sul significato profondo che portano quei “segni”.
Il tatuaggio nasce dalla necessità dell’uomo di comunicare utilizzando, come mezzo, il proprio corpo.
Per conoscere l’origine dei tatuaggi e la storia di questa metodica di decorazione è necessario tornare indietro nel tempo di circa cinquemila anni. Nel neolitico, infatti, si hanno i primi indizi di una persona con tatuaggi, che sono stati trovati su una mummia in un ghiacciaio delle Alpi austro-italiane. Questa mummia aveva sia la schiena che le ginocchia tatuate.
Oltre queste origini così lontane, nei secoli sono state davvero molte le civiltà che hanno utilizzato il tatuare la pelle come simbolo di distinzione, status o rango sociale.
“Il tatuaggio vero e proprio… racconta una storia. Mi piacciono le storie e i tatuaggi, non importa quanto ben fatti, se non raccontano una storia che ti coinvolge emotivamente, e sono lì solo per decorazione, allora non sono un vero tatuaggio.”
-cit. Margo DeMello
2. Il tatuaggio nella Germania nazista
Nella Germania nazista, le SS (organizzazione paramilitare d’élite del Partito Nazista tedesco), avevano l’obbligo di farsi tatuare nella parte interna del braccio sinistro il gruppo sanguigno e il numero di matricola della SS. Il tatuaggio aveva scopi essenzialmente pratici: permetteva di agevolare e rendere più rapido il compito dei medici quando era necessario soccorrere una SS e al tempo stesso era utile per il riconoscimento dei cadaveri. È proprio sulla base del tatuaggio che gli Alleati selezionarono, una volta caduto il Terzo Reich, chi continuare a tener prigioniero e chi rilasciare.
Un caso esemplare in tal senso fu quello di Josef Mengele, medico delle SS, che stranamente privo di tatuaggio non fu arrestato ma rilasciato.
Le SS vennero formate nel 1925 dal reclutamento delle matricole SA, il ruolo di questa organizzazione paramilitare era quello di essere la guardia personale di Adolf Hitler e di sorvegliare i raduni del partito.
Adolf Hitler fu il dittatore che, sulla base del “Mein Kampf”, ovvero il libro che scrisse nei suoi anni di prigionia contenente le basi dell’ideologia nazista, fece uccidere milioni di persone innocenti solo per motivi religiosi e culturali.
Hitler vedeva responsabili della crisi della Germania del primo dopoguerra i componenti del Partito Socialdemocratico in quanto furono proprio loro a firmare il “trattato di Versailles”, il quale prevedeva la restituzione delle colonie e il pagamento dei danni di guerra da parte della Germania.
Hitler voleva dar vita ad un programma nazionalista, chiamato “pangermanesimo”, al fine di riunire in un unico impero tutte le persone di nazionalità tedesca. Questo programma consisteva nel riprendersi i territori dei Sudeti che si trovavano in Cecoslovacchia ed altri territori i quali erano affidati ad altri Stati.
2.1 Il tatuaggio nei campi di concentramento
Nel 1933 nei territori del Reich vengono costruiti i campi di concentramento, luoghi di detenzione vicino ai grandi centri urbani dove venivano detenuti i prigionieri. Successivamente vennero ampliati e iniziarono a sfruttare il lavoro forzato dei detenuti, usandoli come “macchine industriali” viventi e gratis, e nel 1943 cessarono di usare i campi di concentramento come campi di lavoro e divennero “fabbriche” di morte.
Nei territori dell’est europeo vennero invece costruiti con la sola finalità dell’eliminazione fisica di zingari ed ebrei, considerati “sottouomini”. Nei campi di sterminio, o Lager, vennero sterminati 6 milioni e mezzo di ebrei, e solo in quello di Auschwitz ci furono 261.000 morti.
Introduzione tatuaggi, tesina
La seguente tesina tratta del tema del tatuaggio nel contesto alberghiero, parla della Germania nazista e come questa sia collegata al tatuaggio, del simbolismo, delle convention sui tatuaggi, della cultura maori.
Collegamenti
Tesina sui tatuaggi
- Storia - La Germania nazista.
- Italiano - Il simbolismo e Charles Baudelaire.
- Economia - La convention.
- Inglese - La Nuova Zelanda e la cultura maori.
- Spagnolo - Il tatuaggio nella Guerra civile spagnola.