Istituto tecnico economico
“G. Ginanni” – Ravenna
Esame di Stato 2016
Studente: Princiotta Lucia
Classe: 5AAFM
Anno scolastico: 2015-2016
Fonti di finanziamento per la crescita, lo sviluppo e il progresso delle PMI
Materie coinvolte:
- Scienze delle Finanze
- Diritto Pubblico
- Economia Aziendale
- Storia
- Inglese
Indice
Premessa ………………………………………… 2
Scienze delle Finanze ……………………. 3
Finanziamenti offerti dall’Unione Europea
Diritto Pubblico ……………………………....... 6
The European Commission
Economia Aziendale …………………....... 8
Finanziamenti statali e bancari alle imprese
Storia ……………………………….. 12
Lo Stato nel Boom Economico Italiano
Inglese …………………………………….. 14
Microcredit and the ethical bank
Bibliografia ………………………………………….. 15
Sitografia ……………………………………………….. 16
Premessa 1
In questo mio elaborato ho deciso di affrontare il tema del sostegno economico alle PMI (piccole e medie imprese) le quali hanno difficoltà nell’accedere al credito.
Le PMI rappresentano il 60% del PIL dell’Unione Europea contribuendo in questo modo alla crescita e all’integrazione economica e politica.
Il denaro che affluisce nelle casse delle imprese deve essere investito a fini economici quindi deve generare profitto per chi investe, e sociali, cioè deve produrre esternalità positive per l’intero Paese ma anche per l’Europa.
L’ente che concede l’aiuto alle PMI dovrà selezionare quali imprese riescano a mettere in moto questo processo di dare-avere nel modo più efficiente, cioè senza creare rimanenze, scorte o avanzi e nel modo più efficace cioè raggiungendo l’obiettivo prefissato; per fare questo, le PMI devono redigere un Business Plan indicando in che modo utilizzeranno il denaro ricevuto.
Io penso che questo argomento sia interessante sia sul piano economico che sul piano riflessivo; sul piano economico in quanto è importante conoscere in che modo il denaro che affluisce nell’erario statale, negli istituti di credito, oppure nel bilancio dell’Unione Europea, rappresenti una contropartita in termini di benessere e ricchezza, mentre sul piano riflessivo in quando per il cittadino è importante e stimolante sapere che vi è un aiuto reciproco tra Paesi (solidarietà ma anche competitività) e quindi che si sta andando incontro ad una integrazione sul piano economico resa possibile anche grazie ai vari Trattati (Maastricht, Amsterdam, Atto Unico Europeo).
In Scienze delle Finanze affronterò i principali tipi di finanziamento offerti dall’Unione Europea alle imprese (appalti pubblici, sovvenzioni) e i fondi europei che hanno lo scopo di finanziare gli investimenti che generano occupazione e crescita per le PMI; in Diritto, siccome abbiamo attuato la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), mi occuperò dell’organo Commissione Europea, in quanto è proprio quest’ultima che gestisce i fondi europei e quindi si occupa della concessione dei finanziamenti a livello europeo. In Economia Aziendale metterò a punto i finanziamenti concessi alle PMI da parte sia degli istituti di credito che dello Stato; in Storia prenderò in esame il periodo che parte dal 1958-1963 il così detto “Boom Economico Italiano”, in cui lo Stato si impegnò a sostenere attraverso finanziamenti l’impresa e l’industria; infine, in Inglese tratterò il concetto di Microcredito e di Banca Etica nel Regno Unito.
Scienze delle Finanze
Finanziamenti offerti dall’Unione Europea 2
I principali tipi di finanziamento offerti dall’UE alle imprese sono dati dalle sovvenzioni e appalti pubblici.
Le sovvenzioni vengono assegnate alle imprese che attuano progetti specifici, con finalità specifiche descritte nell’ “invito a presentare proposte”.
Gli appalti pubblici. Il Codice degli Appalti (D.Lgs 50/2016) definisce contratto di appalto pubblico “il contratto a titolo oneroso, stipulato per iscritto tra una stazione appaltante o un ente aggiudicatore e uno o più operatori economici, avente per oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti, la prestazione di servizi”.
La stazione appaltante controlla la gestione dei contratti pubblici assicurando in un primo luogo trasparenza nei confronti degli operatori economici (famiglie, consumatori, imprese) e il rispetto delle regole. Tutto questo è sinonimo di efficienza (capacità del manager aziendale di combinare i fattori produttivi impiegati e i prodotti ottenuti nel modo più ottimale evitando sprechi e rimanenze) ed efficacia (capacità del manager aziendale di raggiungere obiettivi prefissati).
Gli appalti pubblici stimolano l’investimento privato, incentivano la crescita, lo sviluppo e l’occupazione.
L’amministrazione appaltante ha il diritto di escludere un'impresa da una gara d'appalto se:
- È in stato di fallimento
- O è resa colpevole di gravi errori
- O non è in regola con il pagamento delle imposte o dei contributi
- O ha rilasciato false dichiarazioni ad un'amministrazione pubblica.
La procedura di appalto è strutturata in 6 fasi:
- Preparazione e pianificazione
- Pubblicazione
- Presentazione delle offerte e selezione degli offerenti
- Valutazione delle offerte
- Aggiudicazione dell'appalto
- Esecuzione del contratto di appalto.
La prima fase si occupa di predisporre una procedura, un prospetto, un planning che contenga le informazioni necessarie e sufficienti dell’appalto pubblico.
Queste informazioni devono riguardare l’individuazione delle parti interessate che possono essere soggetti interni come soggetti esterni che andranno a godere dell’appalto, e quindi bisogna individuare le loro esigenze (oggetto dell’appalto).
Un’altra informazione è data dalla tempistica, che parte dalla prima fase fino all’ultima.
L’amministrazione aggiudicatrice, detta AA, deve redigere un Business Case (capitolato d’oneri), cioè informazioni riguardati i costi (monetari e sociali) i rischi e i benefici (monetari e sociali) che derivano dall’appalto in considerazione, ipotizzando o stimando su valori concreti e attuali di mercato. Esso deve essere chiaro, facilmente comprensibile, veritiero e deve essere approvato dalla commissione di valutazione.
Un principio della normativa UE prevede che tutti gli appalti al di sopra di un determinato valore debbano essere pubblicati nella GUUE.
A questo punto l’AA deve decidere se intende effettuare un unico appalto o frazionarlo, suddividerlo in lotti.
Lo svantaggio dell’appalto unico è dato dalla non partecipazione di operatori specializzati sul mercato a causa degli elevati parametri da seguire per aggiudicarsi l’appalto; il vantaggio di frazionare l’appalto consiste in un maggior numero di operatori economici interessati ma la gestione per le AA risulta più complicata.
Deve inoltre decidere se utilizzare una procedura aperta (vengono prese in considerazione tutte le offerte) o ristretta (sono alcuni operatori possono presentare offerte).
Altre informazioni da specificare riguardano il prezzo, consegna, scadenza per la presentazione dell'offerta e la lingua in cui deve essere presentata l’offerta.
La AA sceglie a chi aggiudicare l’apparto o a chi ha offerto il prezzo più basso, oppure a chi ha presentato l’offerta più vantaggiosa; deve inoltre rispettare principi come parità di trattamento, non attuare discriminazioni, libera concorrenza e legalità.
Conclusa la valutazione delle offerte, è aggiudicato l’appalto e tutti hanno il diritto di esserne a conoscenza e, se non ci sono reclami esso viene sottoscritto e l’avviso dovrà essere trasmesso alla GUUE che provvederà a pubblicarlo.
La fase finale prevede l’esecuzione del contratto di appalto; nel corso del primo incontro le due parti concorderanno le date dei futuri incontri e la redazione dei verbali e, terminato il contratto di appalto, dovrà essere organizzato un incontro finale dove è confrontato il Business Case con i reali risultati ottenuti e il Business Plan redatto dal vincitore dell’appalto pubblico in modo da mettere in luce il successo o l’insuccesso di tale progetto.
I fondi del bilancio europeo possono essere gestiti direttamente dalla Commissione Europea oppure indirettamente cioè dagli Stati membri.
Introduzione: sostegno economico alle PMI, tesina
In questa mia tesina di maturità ho deciso di affrontare il tema del sostegno economico alle PMI (piccole e medie imprese) le quali hanno difficoltà nell’accedere al credito.
Le PMI rappresentano il 60% del PIL dell’Unione Europea, contribuendo in questo modo alla crescita e all’integrazione economica e politica. Il denaro che affluisce nelle casse delle imprese deve essere investito a fini economici, quindi deve generare profitto per chi investe, e sociali, cioè deve produrre esternalità positive per l’intero Paese ma anche per l’Europa. L’ente che concede l’aiuto alle PMI dovrà selezionare quali imprese riescano a mettere in moto questo processo di dare-avere nel modo più efficiente, cioè senza creare rimanenze, scorte o avanzi, e nel modo più efficace, cioè raggiungendo l’obiettivo prefissato; per fare questo, le PMI devono redigere un Business Plan indicando in che modo utilizzeranno il denaro ricevuto.
Io penso che questo argomento sia interessante sia sul piano economico che sul piano riflessivo, per questo l'ho sviluppato nella mia tesina; sul piano economico in quanto è importante conoscere in che modo il denaro che affluisce nell’erario statale, negli istituti di credito, oppure nel bilancio dell’Unione Europea, rappresenti una contropartita in termini di benessere e ricchezza, mentre sul piano riflessivo in quanto per il cittadino è importante e stimolante sapere che vi è un aiuto reciproco tra Paesi (solidarietà ma anche competitività) e quindi che si sta andando incontro a una integrazione sul piano economico resa possibile anche grazie ai vari Trattati (Maastricht, Amsterdam, Atto Unico Europeo). In Scienze delle Finanze, nella mia tesina, affronterò i principali tipi di finanziamento offerti dall’Unione Europea alle imprese (appalti pubblici, sovvenzioni) e i fondi europei che hanno lo scopo di finanziare gli investimenti che generano occupazione e crescita per le PMI; in Diritto, siccome abbiamo attuato la metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), mi occuperò dell’organo Commissione Europea, in quanto è proprio quest’ultima che gestisce i fondi europei e quindi si occupa della concessione dei finanziamenti a livello europeo. In Economia Aziendale metterò a punto i finanziamenti concessi alle PMI da parte sia degli istituti di credito che dello Stato; in Storia prenderò in esame il periodo che parte dal 1958-1963, il cosiddetto “Boom Economico Italiano”, in cui lo Stato si impegnò a sostenere attraverso finanziamenti l’impresa e l’industria; infine, in Inglese tratterò il concetto di Microcredito e di Banca Etica nel Regno Unito.
Collegamenti
Sostegno economico alle PMI, tesina
- Scienze delle finanze - Finanziamenti offerti dall'UE.
- Diritto pubblico - The European Commission.
- Economia aziendale - Finanziamenti statali e bancari alle imprese.
- Storia - Lo Stato nel Boom Economico Italiano.
- Inglese - Microcredit and Ethical bank.