Introduzione generale 1
A una prima impressione unire solitudine e massa sembra un ossimoro, un’incongruenza: com’è possibile provare un senso di solitudine mentre siamo circondati da altre persone e inseriti in un contesto sociale? Eppure la solitudine di massa agisce proprio in questo senso, come “paradosso moderno e postmoderno”.
Il fenomeno della solitudine di massa è stato affrontato e analizzato nella letteratura europea, attraverso l’analisi della crisi, nel mondo moderno, del ruolo dell’intellettuale in conflitto con la classe borghese, i cui valori si basano sul guadagno e sulla produttività.
Già C. Baudelaire nella lirica “L’albatro” (I fiori del male, 1857) aveva delineato la condizione esistenziale di solitudine e di incomprensione che circonda l’intellettuale: il poeta come l’uccello è capace di volare con la fantasia, ma è indifeso quando si trova nel suo ambiente.
Il poeta è prigioniero della società, all’interno della quale si sente estraneo ed esiliato, costretto a vivere in solitudine, in una condizione di alienazione costante.
Nel corso del ’900 F. Kafka ha rappresentato la crisi del modus vivendi di un mondo ipocrita e falsamente moralista; descrivendo in quasi tutte le sue pubblicazioni lo stesso ambiente in cui vive, l’autore compie un’implacabile critica al perbenismo della società praghese, i cui valori dominanti sono quelli del successo e del guadagno.
Il tema della metamorfosi, dell’alienazione e i motivi della privazione dell’io, dell’impotenza e della colpa rappresentano l’incapacità di affrontare una realtà di questo tipo, che s’impadronisce dell’individuo fino a chiuderlo in una condizione esistenziale di assoluta solitudine e, quindi, fino a distruggerlo.
L’autore boemo si serve spesso della tecnica narrativa dell’inversione, capovolgendo i piani narrativi del reale e dell’irreale.
Kafka rappresenta come realmente accaduti degli avvenimenti impossibili, mentre la realtà, con cui si perde ogni forma di contatto, rimane priva di consistenza e significato.
La prima caratteristica che immediatamente risulta evidente a chi legge il “Processo” di Kafka è la minuziosa attenzione che questo scrittore mette nella descrizione della realtà: persone, oggetti, ambienti sono rappresentati con estremo realismo, eppure la vicenda descritta da Kafka va ben al di là dei confini del realismo tradizionale.
L’altra caratteristica che colpisce in questo romanzo è il meccanismo complesso e inesorabile della legge, che all’uomo non è dato conoscere, e che rende assurda e tragica la sua vita.
Di fronte a questa inesorabilità tutti i mezzi di cui il protagonista può disporre falliscono, sono piccole ruote che non ingranano con le inconoscibili ruote che costituiscono quel meccanismo procedurale.
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Da questa incomprensibilità e inaccessibilità della legge derivano i molteplici temi presenti nel romanzo:
- La solitudine dell’uomo;
- L’impossibilità di stabilire un rapporto di adesione col mondo che lo circonda e di trovare nella sua giornaliera trama di gesti e di vicende un senso plausibile;
- L’impossibilità di realizzarsi in una dimensione di autenticità;
- La consapevolezza della sua condizione di escluso, di «straniero»;
- Il senso di essere oggetto di una determinazione di cui ignora i fini;
- In ultimo, la sua alienazione.
Tanti altri intellettuali (letterati, filosofi, …) nel corso del ’900 hanno affrontato la stessa difficile tematica, offrendo contributi di pensiero ineludibili per chi oggi voglia condurre un’analisi sensata della società del nostro tempo.
«Nel nostro tempo» di Eugenio Montale
Il saggio, scritto da Montale nel 1973, nasce a margine di una lunga e approfondita riflessione dello scrittore sulla società del suo tempo, condizionata dal trionfo della tecnica.
Il “nostro tempo” di cui parla Montale è, ovviamente, il tempo della società a lui contemporanea, quella degli anni ’60-’70 in piena espansione industriale.
Ma se con l’espressione “nostro tempo” si intende l’era della tecnica, allora le parole di Montale possono essere valide anche per la nostra società, che, sebbene più tecnologicamente avanzata e maggiormente connotata dalla velocità, conserva inalterati alcuni dei tratti così ben evidenziati da Montale nel suo scritto.
“Si direbbe che l’uomo sia scontento di sé, incapace di dare un senso, un contenuto al fatto di essere al mondo”.
Introduzione: solitudine di massa, percorso
Il seguente percorso per tesina di maturità liceo linguistico analizza il fenomeno della solitudine di massa. I collegamenti presenti in questo percorso sono:
- Italiano - Montale (Nel nostro tempo)
- Filosofia - Hannah Arendt
- Storia - La nascita delle società di massa
- Storia dell'arte - René Magritte (Golconde)
- Inglese - T.S. Eliot (The Waste Land)
- Francese - C. Baudelaire (Les Fleurs du Mal)