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Il sogno

Tesina di Adriana Cupelli

Classe VA

Liceo Classico “Giacomo Leopardi”

Montalto delle Marche

Esame di Stato 2014-2015

All’università degli studi di Urbino “Carlo Bo” al corso di Laurea

Iscrivenda degli di

Scienze tecniche e psicologia. 2

Sommario

Mappa concettuale 4

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Introduzione

Filosofia: Sigmund Freud - interpretazione dei sogni 6

Italiano: Italo Svevo - La coscienza di Zeno 11

Giacomo Leopardi - Il sogno 14

Latino: Cicerone - Somnium Scipionis 17

Greco: Apollonio Rodio - il sogno di Medea 20

Storia: Il sogno americano 25

Inglese: Francis Scott Fitzgerald “The Great Gatsby” 28

Bibliografia 30

Sitografia 31

3

Mappa concettuale

Filosofia: Freud - l’interpretazione dei sogni

Italiano:

  • Italo Svevo - la coscienza di Zeno
  • Leopardi - il sogno

Inglese: Francis – Scott Fitzgerald “The Gatsby”

Great sogno

Il

Latino:

Cicerone- Somnium Scipionis

Storia: il sogno americano

Greco: Apollonio Rodio- il sogno di Medea 4

Introduzione

Questa notte ho fatto un sogno. Ma cosa vuol dire?

I sogni sono esperienze psicologiche dell’uomo, sicuramente da annoverare tra le più misteriose.

Il sogno ha da sempre affascinato l’uomo, non solo nella sua dimensione psicologica, aspetto importante e fondamentale, ma anche nei suoi significati nascosti o addirittura nella sua capacità di prefigurare eventi.

La scienza d’altra parte ha studiato il sogno come fatto scientifico ovvero come “fenomeno mentale”.

Spiegare cos’è un “sogno” esattamente e scientificamente rappresenta un’impresa complessa: il sogno è un’attività cerebrale che si manifesta durante il riposo, appunto il sonno.

È caratterizzato da una serie di immagini associate tra di loro, spesso sconnesse, ma in realtà sempre connesse alla psiche del sognatore.

E così dunque ricordi, pensieri, scene, azioni nel sogno sono collegati tra di loro diversamente, almeno in apparenza, rispetto a come sono legati nella vita “veglia”, ovvero quando siamo svegli; infatti la psicologia sta ormai da anni tentando di interpretare le connessioni tra causa ed effetto, ossia le relazioni esistenti tra il vissuto in fase di veglia e i sogni. All’inizio del Novecento Sigmund Freud ridisegnò lo studio dei sogni individuandone l’importanza fondamentale: la nostra vita è un’unità di conscio e inconscio, e se è vero che il conscio è la punta di un iceberg di cui la parte più grande e sommersa è l’inconscio, si capisce bene come lo studio dei sogni possa svelare legami e spiegare comportamenti anche della vita reale. 5

Filosofia: Sigmund Freud

Nacque in Moravia, Freud nel 1860 da una famiglia ebrea. Si stabilì con la famiglia a Vienna, dove visse fino all’annessione dell’Austria da parte della Germania.

Essendosi iscritto al corso di medicina all’Università di Vienna, nel 1876 iniziò le ricerche sulla fisiologia e la patologia del sistema nervoso presso il laboratorio di fisiologia diretto da Ernst Wilhelm von Brücke, dove conobbe Joseph Breuer.

Nel 1881, terminato il servizio militare, ottenne l’abilitazione all’esercizio della professione medica; per questo restò al laboratorio di fisiologia dell’università per continuare gli studi intrapresi.

L’anno seguente abbandonò la ricerca teorica per dedicarsi alla pratica clinica. Nel 1885 ottenne un incarico accademico in neuropatologia all’Università di Vienna e nello stesso anno una borsa di studio per frequentare a Parigi le lezioni del neurologo Jean-Martin Charcot. A quell’epoca Charcot, direttore della prestigiosa clinica neurologica Salpêtrière, trattava i disturbi nervosi con l’ipnosi: Freud iniziò così a occuparsi di isteria e a incanalare i propri interessi verso la psicopatologia, cioè lo studio dei disturbi mentali. A partire dal 1886 esercitò privatamente la professione medica a Vienna, in seguito incontrò una violenta opposizione da parte della comunità medica viennese. Nell’ottobre dello stesso anno sposò Martha Bernays, con la quale era stato fidanzato per molti anni.

Primo scritto di Freud, Sull’afasia, pubblicato nel 1891, è dedicato allo studio di un disturbo neurologico, dovuto a una frattura del cervello in cui viene colpita la capacità di pronunciare le parole e i nomi di uso comune. L’ultimo lavoro di argomento neurologico fu un articolo sulle paralisi cerebrali infantili pubblicato nel 1897. Fu scritto, però, solo per l’insistenza dell’editore, poiché a quell’epoca Freud era già attivamente impegnato a ricercare spiegazioni psicologiche, e non più fisiologiche, dei disturbi. I risultati dei primi studi di Freud furono pubblicati nel 1895 con il titolo Studi sull’isteria. In questo trattato i sintomi isterici venivano presentati come manifestazioni di energia psichica non

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scaricata, in relazione a un trauma psichico completamente dimenticato (rimosso). Attraverso l’induzione di uno stato ipnotico, diventava possibile recuperare il ricordo del trauma e manifestare le emozioni causate dei sintomi. Questa pubblicazione segnò l’inizio per porre le basi cliniche della teoria psicoanalitica. Nello stesso anno, però, Freud ruppe l’amicizia con Breuer a causa della differente posizione che avevano riguardo all’eziologia sessuale delle nevrosi.

Nel 1896, a causa della morte del padre, Freud fece un’autoanalisi, grazie alla quale ritrovò in se stesso ciò che vedeva nei suoi pazienti: in particolare, la forza dei ricordi rimossi. Tra il 1895 e il 1900 Freud approfondì la maggior parte dei concetti che costituiscono le fondamenta della dottrina psicoanalitica. Dopo la pubblicazione degli studi sull’isteria, egli abbandonò l’ipnosi e la sostituì con il metodo delle libere associazioni, infatti chiedeva ai suoi pazienti di dire, senza alcuna censura, qualsiasi pensiero avessero, in questo modo i processi inconsci possono rivelarsi.

Attraverso questo metodo, Freud scoprì l’esistenza di alcuni meccanismi psichici: in particolare, la rimozione e la resistenza, definita come l’opposizione inconscia alla presa di coscienza di esperienze rimosse al fine di evitare l’angoscia che ne risulterebbe. Così Freud elaborò una teoria del funzionamento dei processi inconsci e, a partire dall’analisi dei sogni, Freud sviluppò la teoria della sessualità infantile e nel 1897 elaborò la nozione di complesso di Edipo.

Tra il 1897 e il 1900, anno in cui viene pubblicata l’Interpretazione dei sogni, Freud pose le basi della maggior parte delle sue opere, in particolare la Psicopatologia della vita quotidiana (1901) e Il motto di spirito e il suo rapporto con l’inconscio (1905). Nel 1902 Freud divenne professore di ruolo all’Università di Vienna per l’interessamento di una sua paziente molto influente: la comunità medica continuava infatti a riservargli una forte ostilità, cresciuta in seguito alla pubblicazione dei Tre saggi sulla teoria sessuale (1905).

Freud continuò a lavorare da solo, in quello che chiamò uno “splendido isolamento”. Dal 1903 egli cominciò ad avere un piccolo gruppo di seguaci, tra i quali gli austriaci William Stekel, Alfred Adler e Otto Rank, il tedesco Karl Abraham e lo statunitense Abraham Brill; a questi si aggiunsero nel 1908 lo psichiatra ungherese Sándor Ferenczi e l’inglese Ernest Jones.

L’associazione psicoanalitica internazionale

La grande fama del movimento psicoanalitico rese possibile la costituzione nel 1910 di un’organizzazione mondiale, chiamata Associazione psicoanalitica internazionale. Mentre il movimento si ingrandiva Freud dovette affrontare il dissenso interno al gruppo originario, in particolare le critiche di Adler e Jung, che fondarono altre scuole in aperto contrasto con la teoria freudiana sull’origine sessuale della nevrosi.

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Nello stesso periodo intensificò i tentativi di spiegare e di divulgare la psicoanalisi, in particolare con Introduzione alla psicoanalisi (1915-1917). La pubblicazione di Al di là del principio di piacere (1920) segnò una svolta nel pensiero freudiano. Freud introdusse la nozione di “pulsione di vita”, che chiamò Eros, e la pulsione di morte, che definì Distruzione (Thanatos), relazionando l’origine dei conflitti psichici alla tensione originaria tra queste due forze.

Anche l’analisi della struttura del soggetto subisce radicali mutazioni: se nei suoi primi studi Freud aveva delineato un modello descrittivo incentrato sull’opposizione tra i livelli della coscienza e dell’inconscio, posti in comunicazione grazie all’attività del preconscio, a partire da questo momento l’Es, l’Io e il Super-Io vengono a costituire le tre istanze fondamentali che, occupando territori collocati tanto a livello conscio quanto a livello inconscio, si spartiscono lo spazio psichico del soggetto.

Questa nuova visione sta alla base delle successive opere L’Io e l’Es (1923) e Inibizione, sintomo e angoscia (1926). Nel 1923 fu colpito da un cancro alla bocca, che lo costrinse a cure quotidiane molto dolorose e a numerosi interventi chirurgici. Freud continuò il lavoro riguardante la sua scienza, e lo affiancò a una serie di studi sulla civiltà, la religione, la storia, nel tentativo di fornire una visione globale dell’uomo.

Già prima dell’inizio della guerra, aveva cercato di delineare un quadro dell’umanità primitiva in Totem e tabù (1912-13); questo approccio venne approfondito nel dopoguerra nei saggi L’avvenire di un’illusione (1927), Disagio della civiltà (1930) e Mosè e la religione monoteistica (1939). Dopo l’invasione nazista dell’Austria nel 1938, si rifugiò con la famiglia a Londra, dove morì nel 1939.

Interpretazione dei sogni

L’interpretazione dei sogni, pubblicato in tedesco nel 1899 con il titolo Die Traumdeutung, è una delle opere di Sigmund Freud che sta alla base degli numerosi sviluppi del pensiero del fondatore della psicoanalisi. Essa segna il passaggio del metodo psicoanalitico, per accedere ai contenuti inconsci della psiche, dalla semplice tecnica della libera associazione di idee al nuovo metodo che privilegia direttamente l’attività onirica, che limita considerevolmente l’attività censoria della ragione.

All’uscita di quest’opera il sogno era relegato ai margini degli interessi psicologici e gli veniva negata addirittura una qualsiasi validità psichica; ciò aiuta a comprendere

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quanto il lavoro freudiano fosse rivoluzionario, accolto con interesse e con sprezzanti critiche dal panorama culturale e scientifico dell’epoca. A questo punto Freud sviluppa la prima topica; con una celebre metafora, Freud paragona la mente ad un iceberg: l’attività cosciente (tutte le riflessioni che facciamo, delle quali siamo pienamente consapevoli), sarebbe la punta di questo iceberg. Ma la maggior parte della nostra attività psichica si svolgerebbe in un mondo sommerso, invisibile e perciò inconsapevole.

Semplificando, Freud afferma che buona parte dei nostri pensieri e delle azioni che ne conseguono sono determinate da forze psichiche che non sono sotto il nostro controllo, ma inconsapevoli. Nella prima topica Freud sostiene che la mente dell’uomo è formata da tre parti:

  • 1 - Inconscio: è formato da una serie di contenuti mentali che sono stati rimossi e dunque dei quali non abbiamo consapevolezza. La rimozione è appunto un meccanismo che porta a cancellare dalla nostra vita cosciente desideri, ricordi e pensieri che sono per noi intollerabili (ad esempio, se una persona prova un forte desiderio di fare qualcosa che reputa però molto brutto e inaccettabile, come fare del male a qualcuno, questo desiderio può venire rimosso). L’inconscio è il luogo nel quale si depositano tutti gli elementi mentali che hanno subito una rimozione. Inoltre, è importante sottolineare che molti sintomi delle isteriche erano secondo Freud causate proprio da questi elementi rimossi che, non potendo accedere alla coscienza, in qualche modo si esprimono appunto attraverso i sintomi psicopatologici (paralisi, tremori, convulsioni…)
  • 2 - Preconscio: è formato da tutta una serie di contenuti che non si trovano attualmente nel campo della coscienza ma che potrebbero diventarlo con un piccolo sforzo mentale. Banalizzando: probabilmente non vi ricordate bene cosa avete mangiato ieri a cena, ma basta un piccolo sforzo e il ricordo può emergere! Lo stesso si può dire per ricordi relativi alla vostra vita affettiva, al vostro rapporto con i genitori, ecc..
  • 3 - Conscio: è la parte dell’apparato psichico che, attraverso gli organi di senso, si trova a diretto contatto con il mondo esterno e consapevolmente utilizza pensieri, ricordi e desideri per compiere azioni volontarie nella propria vita, esaminando con attenzione la realtà.

Dopo il 1920 ci sarà una seconda topica divisa in tre topoi che egli chiama istanze: Es, Io e Super-io.

L’Es è quella parte inconscia della nostra mente, ovvero, come scrive Freud “la parte oscura inaccessibile della nostra personalità”; l’Es coincide con i nostri desideri più nascosti. Il Super-io è ciò che normalmente viene definito come coscienza morale, ovvero l’insieme delle proibizioni che sono state installate nell’uomo nei primi anni di vita e che poi lo accompagnano sempre, anche in forma

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inconsapevole.

Infine l’io è la parte organizzata della nostra personalità in quanto si scontra con l’Es e il Super-io. L’Io e il Super-io non coincidono totalmente con il sistema conscio-preconscio in quanto partecipano anch’essi al sistema, in parte, al sistema inconscio.

Questa seconda topica vuole mettere in evidenza l’aspetto conflittuale della psiche umana poiché le istanze sono in conflitto nell’animo umano.

In questa opera fondamentale, Freud vede nei fenomeni onirici “la via regia che porta alla conoscenza dell’inconscio nella vita psichica”; infatti egli afferma che i sogni sono “l’appagamento camuffato di un desiderio rimosso”. Per spiegare questa tesi distingue, all’interno dei sogni, un contenuto manifesto e un contenuto latente.

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Sintesi

Introduzione sogno, tesina

La seguente tesina di maturità per liceo classico vuol essere un viaggio nel mondo del sogno. I collegamenti presenti in questa tesina classica sono:

  • Filosofia - L'interpretazione dei sogni di Sigmund Freud
  • Italiano - "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo e "Il sogno" di Giacomo Leopardi
  • Latino - Somnium Scipionis di Cicerone
  • Greco - Il sogno di Medea di Apollonio Rodio
  • Storia - Il sogno americano
  • Inglese - The Great Gatsby di Francis Scott Fitzgerald
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