Estratto del documento

Percorso multidisciplinare

La sindrome dell’epoca d’oro

L’eterno vagheggiamento del ritorno al passato 1

Sommario

Introduzione...........................................................................................3

Midnight in Paris.....................................................................................

5

Paul Gauguin........................................................................................... 6

L’esperienza in Bretagna............................................................... 7

Le lavandaie di Pont-Aven.......................................................... 8

Scelte stilistiche............................................................................ 8

Il Cristo giallo............................................................................ 8

La visione dopo il sermone....................................................... 9

La Bêle Angèle............................................................................. 10

L’esotismo........................................................................................ 11

Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?........................ 11

Walter Scott........................................................................................... 12

Ivanhoe............................................................................................. 13

Walter Scott e il medievalismo inglese..................................... 13

L’assalto al castello di Torquilstone...................................... 14

Decimo Giunio Giovenale.......................................................................

15

Satire.................................................................................................

15

Satira VIII....................................................................................... 16

Satira XIV.......................................................................................

17

Campagna vs città....................................................................... 18

Conclusione............................................................................................ 19

Bibliografia............................................................................................. 20 2

Introduzione

Il tema trattato dal mio percorso multidisciplinare è la sindrome dell’epoca d’oro, vale a dire l’atteggiamento fortemente caratterizzato dal desiderio di ritornare ad un’epoca passata, nella convinzione che sia migliore di quella contemporanea a chi lo vive.

Lo spunto per avviare ed approfondire la riflessione in merito mi è stato fornito dalla visione di uno degli ultimi film di Midnight in Paris Woody Allen, , in cui il regista, con originali soluzioni narrative, ci propone la fuga del personaggio principale, uno sceneggiatore americano deluso dal mondo di Hollywood, che ritrova la sua epoca ideale nella Parigi degli anni ’20, popolata da scrittori e pittori.

Ritengo che la tendenza sia piuttosto diffusa, alimentata principalmente dal fatto che raramente il presente che viviamo si conforma alle nostre aspettative. Le esperienze di studio di questi anni, inoltre, mi hanno confermato che il vagheggiamento di un ritorno al passato è una costante che si ripete in vari ambiti e in diverse epoche.

Paul Gauguin, pittore francese vissuto alla fine dell’800, vorrebbe, ad esempio, evadere dalla società corrotta del suo tempo ritornando a un’epoca preindustriale. Sceglie perciò di trasferirsi in Bretagna, regione ancora legata alla tradizione e piuttosto ostile al progresso.

In questi luoghi, si dedica a ritrarre aspetti rappresentativi dello stile di vita delle comunità locali: i suoi soggetti indossano ancora i costumi tradizionali e si dedicano alle mansioni quotidiane del mondo rurale, in netto contrasto con la realtà parigina da cui proviene il pittore. Infine egli abbandona il mondo occidentale per Tahiti, identificata nella sua ricerca personale come luogo simbolico e reale di un ritorno alle origini.

L’ambizione di ritornare a un’epoca lontana nel tempo si offre come uno dei tratti distintivi anche del Romanticismo, movimento artistico letterario che attraversa tutto l’Ottocento, con differenti valenze.

Sir Walter Scott (1771-1832), individua nel Medioevo l’epoca in cui diverse popolazioni europee trovano la prima radice del principio di nazionalità e fondano le loro tradizioni: attraverso la sua opera più celebre, Ivanhoe, romanzo storico fondamentale per la storia della letteratura europea, esalta i valori cavallereschi che non hanno più corso nel momento storico in cui vive e li mette a fondamento di una ricerca d’identità collettiva.

Ma è probabilmente nel mondo romano che il ritorno al passato si propone quasi come un topos letterario quasi obbligato, in particolare nell’età 3 imperiale.

Giovenale, scrittore di satire vissuto tra il I e il II secondo secolo d.C., esalta l’età repubblicana confrontandola con l’epoca in cui vive per mettere in luce la degenerazione morale e la corruzione, principalmente incarnata dalla nobiltà, ormai dedita ai peggiori vizi.

Questa classe sociale è posta sotto vaglio critico soprattutto nell’VIII satira, in cui l’autore porta ad esempio illustre personalità del presente e del passato.

Nella XIV satira Giovenale espone le cause del tracollo della società, individuate nell’avidità e nell’ambizione, a cui i genitori istruiscono i figli fin da piccoli.

Dell’età repubblicana l’autore rimpiange, soprattutto, i sani valori del mos maiorum, abbandonati dai suoi concittadini.

In una società in cui la ricchezza è utilizzata come metro di valutazione delle persone, Giovenale, nella XIV satira, contrappone come valore qualificante la parsimonia, la virtù più apprezzata nell’antica Roma.

Il rispetto per questo e altri valori della tradizione gli appare sopravvivere ormai soltanto nella provincia, dove Giovenale, come il suo amico Umbricio protagonista della III satira, vorrebbe fuggire, alla ricerca di una rigenerazione di tipo etico.

Diversi punti di partenza, diverse modalità di ricerca, diverse mete accomunano, dunque, le figure citate in un ritorno all’indietro, in cui il passato rischia di essere spesso mitizzato ma può offrire anche spunti di rilettura critica del presente. 4

Midnight in Paris

“

La nostalgia è negazione, negazione di un presente infelice. E il nome di questo falso pensiero è sindrome dell’epoca d’oro, cioè l’idea errata che un diverso periodo storico sia migliore di quello in cui viviamo. Vedete, è un difetto dell’immaginario romantico di certe persone che trovano difficile cavarsela nel presente”. 1 Woody Allen, regista del film, facendo pronunciare questa frase con tono saccente a Paul, uno dei personaggi, definisce efficacemente il concetto alla base dello sviluppo dell’intera vicenda.

Il protagonista del film è Gil, uno sceneggiatore di successo, che si trova in vacanza a Parigi con la sua fidanzata Inez e i genitori di lei.

Visitando la città, si imbattono in due amici, uno dei quali è un intellettuale, Paul, con cui proseguono il resto del soggiorno.

Gil, volendo prendere una pausa dalla vita e dal mondo di Hollywood, si è recato a Parigi per trovare l’ispirazione necessaria a completare il suo primo romanzo.

La scelta della meta non è casuale, infatti la capitale francese suscita un grande fascino sullo sceneggiatore che desidererebbe trasferirsi in un piccolo attico e trascorrere il resto della sua vita alla scoperta delle vie della Ville Lumière.

Una sera, vagando tra i vicoli della città, s’imbatte in una vettura d’epoca da cui accetta un passaggio.

Incredibilmente, si trova proiettato nella Parigi degli anni Venti, su cui ha sempre fantasticato.

Questo viaggio temporale, che si verifica per diverse notti sempre alla stessa ora, a mezzanotte, gli permette di incontrare i suoi scrittori e artisti preferiti che a quell’epoca soggiornavano a Parigi: Francis Scott Fitzgerald con la moglie Zelda, Cole Porter, Ernest Hemingway, Salvador Dalí, Luis Buñuel, Pablo Picasso, Man Ray e molti altri.

Egli trascorre le giornate aspettando solo lo scoccare della mezzanotte per ritornare in quella che rappresenta la sua “epoca d’oro”.

In quel mondo, si innamora di Adriana, una delle muse ispiratrici di Picasso, che sperimenta la stessa esperienza e i due si ritrovano proiettati nella Belle Époque, l’epoca vagheggiata da Adriana come la vera età dell’oro, dove incontrano Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Gauguin, Edgar Degas.

Questa vicenda fornisce a Gil lo spunto per una riflessione sulle esperienze vissute. L’aspirante scrittore comprende che la velleità di un ritorno a un glorioso passato ormai perduto è un’ambizione ricorrente nell’animo umano, in tutte le epoche storiche.

1 Woody, A. (Regista). (2011). Midnight in Paris [Film]. Stati Uniti: Warner Brothers 5

Lasciata Adriana, decisa a rimanere nella Belle Époque, Gil ritorna alla sua epoca e mette fine anche alla relazione con la fidanzata Inez.

Decide, quindi, di trasferirsi a Parigi, accettando di vivere il suo presente, avendo compreso che è solo un’illusione che il passato possa essere migliore.

Reputo, come Gil, che il desiderio di fuga da un presente insoddisfacente sia, da sempre, una tendenza ricorrente nell’uomo che, infatti, viene espressa da numerosi artisti e letterati.

Un pittore che appartiene al recente passato e che ha espresso in maniera incontrovertibile il suo desiderio di evasione dalla società in cui viveva, di cui rifiutava i principi e i valori, è sicuramente l’artista Paul Gauguin.

Paul Gauguin

Paul Gauguin nasce a Parigi nel 1848. L’anno successivo la famiglia lascia la città per trasferirsi in Perù. Durante il viaggio verso lo stato sudamericano perde il padre Clovis. Gauguin torna nella capitale francese stabilmente solo ventidue anni dopo, nel 1871. 6

Paul Gauguin,

Autoritratto con capello,

Inverno 1893-1894, olio su tela,

46 x 38 cm

Quando ritorna in Francia si imbarca come marinaio con il desiderio di esplorare il mondo.

Si può notare come fin da giovane siano presenti nel pittore la tendenza a spostarsi ininterrottamente e il desiderio di viaggiare, elementi che anticipano l’esotismo che caratterizzerà il resto della sua vita.

Nel 1872 inizia a lavorare come agente di cambio e grazie ai suoi guadagni può permettersi l’acquisto di opere impressioniste, che influenzeranno le sue prime produzioni pittoriche.

Nel 1873 sposa Mette Sophie Gad, una giovane danese da cui avrà cinque figli.

Nel 1882, in seguito al crollo della Borsa, perde il suo posto di lavoro, perciò decide di dedicarsi alla pittura a tempo pieno.

In seguito a questa scelta, che comporta la mancanza di una stabilità economica, la moglie lo abbandona per ritornare in Danimarca e il pittore stesso si condanna a una vita in povertà.

L’esperienza in Bretagna

Deluso dal mondo parigino, decide di evadere dalle implicazioni di una società corrotta e fortemente attaccata al denaro per trovare una vita più genuina.

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 23
Sindrome dell'epoca d'oro tesina Pag. 1 Sindrome dell'epoca d'oro tesina Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sindrome dell'epoca d'oro tesina Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sindrome dell'epoca d'oro tesina Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sindrome dell'epoca d'oro tesina Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 23.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sindrome dell'epoca d'oro tesina Pag. 21
1 su 23
Sintesi
  • Arte - Midnight in Paris, Paul Gauguin
  • Inglese - Walter Scott: Ivanhoe e il medievalismo inglese
  • Latino - Decimo Giunio Giovenale: le satire, campagna VS città
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi