Estratto del documento

I sindacati in Italia

Dalle origini fino ad oggi Di Sartori Ilaria

A.S. 2012/2013

Indice

Premessa pag. 2

Storia del sindacato in Italia pag. 2

The trade unions pag. 4

Oggi con la Costituzione pag. 5

Soggetti stipulanti, forma, durata e rinnovo

pag. 6

Fiat e contratti collettivi

pag. 7

La struttura organizzativa dei sindacati

pag. 8

I contratti di lavoro oggi

pag. 11

1

Il sindacato

Il sindacato è un’organizzazione collettiva (necessaria per i lavoratori ai fini della contrattazione collettiva) la cui funzione è l’autotutela dei lavoratori.

Gli strumenti a sua disposizione sono previsti dagli artt. 39 e 40 Cost.

L’art. 39 che prevede la libertà sindacale e la rappresentanza unitaria per la stipulazione dei contratti collettivi.

L’art. 40 che prevede il diritto di sciopero come strumento di lotta sindacale.

Storia del sindacato in Italia

La spontanea esigenza di raggrupparsi, organizzarsi ed associarsi per intervenire e partecipare ha caratterizzato ed influenzato la vita dell’uomo nel corso delle diverse epoche storiche.

Nella Roma antica sorsero associazioni artigiane che rappresentarono una prima forma d’organizzazione proletaria per affrontare i disagi dovuti a malattie, invalidità, guerre, povertà e vecchiaia, e costituirono nel frattempo una protezione per le diverse categorie professionali.

Il cambiamento dell’apparato costitutivo della società romana e lo sviluppo dell’economia cambiò la struttura delle organizzazioni e si affiancarono ad esse le corporazioni, le università e le scuole.

Nel corso del Medioevo le corporazioni d’arti e mestieri, create da artigiani e commercianti per la difesa delle loro categorie, tornarono nuovamente a svolgere un ruolo di principale importanza. Lo scopo principale delle corporazioni rimaneva quello di garantire gli interessi economici dei propri affiliati.

Nel corso del tempo i professionisti, i mercanti e gli artigiani sentirono il bisogno di distinguersi e di identificarsi in Arti e di raccogliersi in Corporazioni.

Le Corporazioni devono essere intese come delle associazioni all’interno delle quali si discuteva, si decideva su come doveva essere il modo di vita.

Ma con il passare del tempo le Arti e le Corporazioni furono criticate dall’Illuminismo e successivamente abolite dalla Rivoluzione francese, imponendo che ogni uomo potesse svolgere liberamente la sua professione, ottenendola semplicemente con l’autorizzazione da parte delle autorità.

L’abolizione delle Corporazioni lasciò un vuoto organizzativo, soprattutto tra gli aderenti alle arti meno potenti, che venne in seguito colmato con la costituzione delle prime società di mutuo soccorso, alla fine del ‘700, come associazioni volontarie con lo scopo di migliorare le condizioni materiali e morali dei lavoratori e quindi con l’affermazione di una “cultura della solidarietà”.

Un sostenitore del movimento solidaristico – mutualistico del nostro Paese è stato Giuseppe Mazzini perché le sue idee rappresentarono una grande importanza nella diffusione in Italia dei valori e degli ideali cooperativi.

Con l’arrivo della rivoluzione industriale e dopo l’unità d’Italia (4 marzo 1861), lo stato italiano acquistò rapidamente “impopolarità” a causa della notevole impronta burocratica e fiscale. Il malcontento per i nuovi governanti si

2

manifestò sin dai primi anni di vita dello Stato unitario e si espresse nell’Italia meridionale con il brigantaggio e nel nord invece con violente rivolte contadine.

Il governo italiano all’inizio del 1869 pretese la riscossione dell’imposta sul macinato e scoppiò una vera e propria rivolta, nacquero quindi movimenti cooperativi che seppero dare ai braccianti, ai contadini e agli operai il senso di collettività, l’unione degli interessi e del lavoro inserendoli nel processo produttivo, attenuando quel contrasto che si era creato fra stato e popolo.

Nel 1889 in Italia, con il codice Zanardelli, fu abrogato il divieto di coalizione introdotto dal codice penale Sardo nel 1859, che prevedeva come reato qualsiasi forma di coalizione. Nel 1891 il Secondo Congresso dell’Internazionale, riunito a Bruxelles, decise di rendere permanente la festa del Primo maggio, che divenne “Festa dei lavoratori”, nell’anno successivo nacque in Italia il Partito dei lavoratori italiani, che nel 1895 divenne Partito Socialista.

Le società di mutuo soccorso lasciarono ai Sindacati, alle Camere del Lavoro e ai Partiti politici la continuazione della loro opera di promozione.

In Italia, durante il governo di Giolitti si avrà il cd. “decollo amministrativo”, esso consisteva nell’apportare modifiche nelle funzioni pubbliche e nella nascita di un pluralismo amministrativo oltre alla crescita delle dimensioni amministrative, portando così nell’ambito del pubblico impiego la nascita di un primo sindacalismo. Vennero fissati poi altri obbiettivi come i miglioramenti retributivi e la tutela dei dipendenti.

La legittimità dell’azione sindacale riconosciuta dal governo consentirà una graduale crescita delle iniziative dei lavoratori (come ad esempio la fondazione di Camere del lavoro) che iniziarono ad operare e a sottoscrivere molti accordi nazionali e locali. Le innovazioni introdotte avevano riguardato soprattutto il centro-nord mentre avevano lasciato nel mezzogiorno uno Stato repressivo, che nel 1904 provocò una repressione violenta e sanguinosa. Dopo numerosi scioperi accaduti nel sud, le Camere del lavoro avevano discusso la possibile divulgazione dello sciopero generale nazionale, così il 16 settembre 1904 lo sciopero generale cominciò ad attuarsi con livelli di partecipazione altissimi dal nord al sud. Lo sciopero si concluse il 21 settembre.

Emerse, tuttavia, la consapevolezza che nelle manifestazioni del 1904 era mancata un’organizzazione unitaria capace di coordinare e gestire il movimento. Nel 1906 nacque perciò la Confederazione Generale del Lavoro (CGL), come struttura capace di raccogliere tutte le forze operaie. La confederazione è organizzata con una doppia struttura: verticale attraverso le federazioni di categoria e orizzontale attraverso le Camere del Lavoro. Le funzioni delle federazioni è occuparsi degli interessi della categoria, mentre le singole Camere del Lavoro si dedicano alle questioni locali.

Nel 1912 in opposizione alla CGL, nacque l’USI (Unione Sindacale Italiana).

All’USI aderirono gli operai che non si riconoscevano nella CGL perché considerata troppo legalitaria.

Quando scoppiò la “grande guerra” nel 1914 cambiarono molti aspetti dell’economia italiana, iniziando dal divieto di sciopero con successiva diminuzione del potere contrattuale dei sindacati.

Alla fine della guerra i primi a farsi sentire furono i contadini che occuparono le terre demaniali o incolte e il sindacato iniziò a rafforzarsi. Intanto, nel marzo 1919, si costituì il movimento fascista e nel 1920 già iniziarono le prime azioni

3

di violenza degli squadristi contro il Sindacato. Le aggressioni fasciste si intensificarono e nell’aprile del 1921 a Torino venne incendiata la Camera del Lavoro e vennero uccisi i capi della lega. Tra il 1921 e il 1922 i fascisti diedero vita a proprie organizzazioni sindacali e cancellarono la festa del Primo maggio, sostituendola con il 21 aprile.

Nel gennaio 1925 venne annunciata la fine delle libertà costituzionali, delle libere associazioni e del sindacato, con il patto a Palazzo Vidoni (ottobre 1925) che poneva fine alle libertà sindacali, riconoscendo solo le organizzazioni fasciste e venne soppresso il diritto di sciopero e quindi la fine del sindacalismo giolittiano e il 21 Aprile 1927 il Gran Consiglio del Fascismo divulgò la Carta del Lavoro e nacque il primo contratto collettivo nazionale.

Poi nel 1934 secondo l’ideologia fascista, all’interno delle imprese non dovevano più esserci conflitti in quanto l’obbiettivo primario non era né la massimizzazione dell’utile per i borghesi né l’aumento dei salari per i lavoratori, ma tutti dovevano collaborare per la grandezza della nazione. Quindi i sindacati vennero sciolti e sostituiti dalle corporazioni, assemblee a cui partecipavano sia datori di lavoro sia operai ma divisi settorialmente e tutti dovevano ricercare il bene per la nazione, doveva esserci piena collaborazione.

Dopo la caduta del fascismo (25 luglio 1943) uno dei primi atti del Governo Badoglio fu quello di abrogare le corporazioni e le istituzioni tipiche della fase corporativa del regime e il 1° marzo del 1944 i lavoratori delle fabbriche ancora occupate dai tedeschi scioperarono. Si è trattato del primo sciopero generale in Europa sotto il regime d’occupazione nazifascista e segnarono l’inizio della Resistenza europea accanto alle formazioni partigiane.

Nella notte fra il 3 e il 4 giugno 1944, nel corso della guerra di liberazione, G. di Vittori, A. Grandi e E. Canevari firmarono il “Patto di Roma” (dichiarazione sulla realizzazione dell’unità sindacale) che verrà siglato l’8 giugno dopo l’arrivo delle truppe angloamericane e così rinacque un sindacato unitario: la CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) che cercò di consolidare le masse popolari e le forze del lavoro giocando un ruolo fondamentale in quanto riconquistò la libertà e la democrazia.

Il Patto di Roma non durerà a lungo. Nasceranno presto dei sindacati che avranno diverse culture, opinioni sulla politica sociale e sul concetto di sindacato.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 17
Sindacati in Italia - Tesina Pag. 1 Sindacati in Italia - Tesina Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sindacati in Italia - Tesina Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sindacati in Italia - Tesina Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sindacati in Italia - Tesina Pag. 16
1 su 17
Sintesi

Introduzione sindacati in Italia - Tesina

Questa tesina di maturità descrive i sindacati in Italia, delineando la loro storia. La tesina mostra come il sindacato sia un’organizzazione collettiva (necessaria per i lavoratori ai fini della contrattazione collettiva) la cui funzione è l’autotutela dei lavoratori. Gli strumenti a sua disposizione sono previsti dagli artt. 39 e 40 Costituzione. L’art. 39 che prevede la libertà sindacale e la rappresentanza unitaria per la stipulazione dei contratti collettivi. L’art. 40 che prevede il diritto di sciopero come strumento di lotta sindacale.

Collegamenti

Sindacati in Italia - Tesina

  • Storia: La storia dei sindacati.
  • Diritto: L'art. 39 della Costituzione.
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi