Introduzione
Antisemitismo
Antisemitismo
Il termine significa letteralmente pregiudizio o odio nei confronti del popolo ebraico.
La Shoah rappresenta l’esempio più estremo di antisemitismo nella Storia: attuato tra il 1933 e il 1945, sostenuto dallo Stato tedesco.
La Shoah consistette nella persecuzione e l’assassinio di tutti gli Ebrei Europei da parte dei Nazisti e dei loro collaboratori.
(Qui i giudei non sono graditi)
Il Partito Nazista, fondato nel 1919 da Adolf Hitler, diede infine espressione politica alle teorie del razzismo.
Milioni di persone comprarono il libro di Hitler Mein Kampf (La mia battaglia) del 1923, in cui si reclamava l’allontanamento degli Ebrei dalla Germania.
Nel 1935, le Leggi di Norimberga introdussero una definizione razziale degli Ebrei, basata sulla diversità di “sangue”, e ordinarono la totale separazione della popolazione “ariana” da quella “non ariana”.
(Le leggi di Norimberga)
La notte dei cristalli, 9 novembre 1938
La notte del 9 novembre 1938, in tutta la Germania e in Austria, i Nazisti distrussero diverse sinagoghe e le vetrine di negozi posseduti da cittadini ebrei (un evento conosciuto come il pogrom della Notte dei Cristalli).
Tale episodio segnò il momento di passaggio a una nuova fase di distruzione, nella quale il genocidio sarebbe diventato l’obiettivo centrale dell’antisemitismo nazista.
Bonn - Sinagoga in fiamme
Si legge in un giornale tedesco:
“Frankfurter Zeitung”:
In der Nacht vom 9. auf den 10. November 1938 nimmt das Hitler-Regime das Attentat eines 17-jährigen Juden auf einen deutschen Botschaftsangehörigen in Paris zum Anlass, massiv Vergeltung zu üben: Mehr als 7000 jüdische Geschäfte und Warenhäuser werden zerstört, 256 Synagogen in Brand gesetzt oder geplündert, unzählige jüdische Betriebe, Schulen und Wohnungen demoliert und ausgeraubt. 91 Menschen kommen ums Leben.
Traduzione:
Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 Hitler rivendica l’attentato di un 17enne ebreo eseguito contro l’ambasciata tedesca a Parigi, motivando così quello che poi ha fatto: 7000 negozi rasi al suolo sotto le fiamme, 256 sinagoghe sono state incendiate e anche saccheggiate, sono state distrutte le scuole dei giudei oltre aziende appartenenti a giudei derubati e distrutte. 91 giudei uccisi.
Düsseldorf (Sinagoga in fiamme)
Francoforte (Sinagoga in fiamme)
Berlino (Negozio di ebreo distrutto)
Stoccarda (Casa di ebrei in fiamme)
Storia
La Shoah: uno sterminio programmato
“Shoah”
Lo sterminio degli ebrei perpetrato durante la seconda guerra mondiale rappresenta l’apice raggiunto dalla violenza nazista.
La “soluzione finale della questione ebraica” può essere considerata come l’estremo orrore della storia umana.
L’ideologia nazista si basava sull’affermazione della presunta superiorità genetica della razza ariana.
Secondo Hitler, una delle minacce più gravi alla purezza della razza ariana era l’“infezione ebraica”.
In base a questa concezione gli ebrei venivano considerati un popolo inferiore, che quindi avrebbe dovuto essere eliminato.
Il razzismo nei confronti degli ebrei nascondeva in realtà motivazioni di natura economica.
Hitler indicò i cittadini di cultura e religione ebraica come i responsabili delle ripetute crisi economiche che continuavano ad affliggere la Germania.
L’eliminazione degli ebrei avrebbe favorito in particolare due categorie:
- Quella dei grandi industriali, che avevano bisogno dei prestiti delle banche.
- Quella dei molti proprietari terrieri che, a causa della crisi, avevano ipotecato i loro beni e si erano indebitati con gli istituti bancari.
Il razzismo nazista individuò il principale nemico nel popolo ebraico, considerato come l’origine di tutti i mali del mondo, compresi quelli della Germania.
La propaganda contro il “nemico interno” si rivelò un modo per unire ideologicamente la società al regime nazista.
La propaganda antiebraica si concretizzò in forme di persecuzione sempre più violente ai danni dei cittadini ebrei, che furono privati dei loro diritti ed emarginati dalla vita del paese. “Solo per ebrei”.
“Leggi di Norimberga” del settembre 1935
Infatti con le Leggi di Norimberga del settembre 1935 gli ebrei furono:
- Esclusi dal diritto di voto e dagli impieghi pubblici.
- Dall’esercizio di professioni liberali, dal commercio, dalle banche e dall’editoria.
- Furono proibiti i matrimoni “misti” tra ebrei e tedeschi e si dichiararono nulli quelli già celebrati.
In pratica gli ebrei vennero privati di ogni diritto di cittadinanza e obbligati a esibire sugli abiti la stella gialla di David, in modo da essere ben riconoscibili in pubblico.
- Dall’agosto del 1938 essi furono obbligati ad aggiungere al loro nome “Israel” (se maschi) e “Sarah” (se femmine).
- Dall’ottobre dello stesso anno venne timbrata una “J”, l’iniziale di Jude (“Giudeo”), sui loro passaporti.
Privati di qualsiasi diritto civile e costretti a condurre un’esistenza separata, gli Ebrei diventarono vittime di una persecuzione sempre più violenta, gestita da alcuni alti funzionari del regime nazista.
Funzionari del regime nazista
Come:
- Adolf Eichmann (responsabile per la questione ebraica).
- Joseph Goebbels (ministro della Cultura e della propaganda).
- Hermann Göring (capo della Gestapo, la polizia segreta del governo nazista).
Adolf Eichmann
Joseph Goebbels
Hermann Göring
Dal 1938 si diffuse la pratica dell’“arianizzazione” dei beni ebraici, cioè il sequestro dei patrimoni appartenenti a ebrei.
Inoltre, nello stesso tempo fu ulteriormente accentuata la politica di segregazione degli ebrei, infatti:
- Dovevano occupare posti separati nei trasporti pubblici.
- Venne proibito di accedere a tutti i luoghi di divertimento (cinema, teatro ecc.).
- I bambini furono esclusi dalle scuole pubbliche.
La situazione peggiorò ulteriormente dopo l’inizio della guerra (settembre 1939), quando agli Ebrei venne imposto il coprifuoco, che vietava loro di uscire di casa in determinate ore, e fu ordinato di consegnare gli apparecchi radiofonici in loro possesso.
Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, come misura di ritorsione in seguito all’uccisione di un funzionario nazista da parte di un ebreo, si svolse in Germania la più dura e violenta manifestazione di antisemitismo che l’Europa avesse mai visto.
In molte città tedesche vennero devastati negozi appartenenti agli Ebrei, oltre a sinagoghe e abitazioni.
Poiché furono infrante le vetrine dei negozi e le vetrate delle sinagoghe, quest’azione viene definita la “Notte dei cristalli”.
Le violenze antisemite provocarono più di 90 morti e 20.000 ebrei furono arrestati e molti di loro vennero avviati nei campi di concentramento, chiamati Lager.
I campi di concentramento
I campi di concentramento fecero la loro comparsa quasi contemporaneamente alla presa del potere da parte dei nazisti.
I primi Lager furono installati già nel 1933 per rinchiudervi gli avversari politici.
Il primo campo di Dachau fu ampliato e ad esso se ne aggiunsero numerosi altri, come quelli di Buchenwald (in Germania dal 1937) e di Auschwitz (in Polonia dal maggio 1940), Mauthausen e Ravensbrück.
Sul cancello del campo di concentramento di Auschwitz campeggiava la scritta:
Arbeit macht frei
(Il lavoro rende liberi).
Nei campi di concentramento e di lavoro i prigionieri erano suddivisi in categorie, individuate da un contrassegno visibile:
- Gli ebrei (stella o triangolo giallo).
- Poi gli zingari e gli omosessuali (triangolo rosa).
- I cosiddetti “asociali” (triangolo nero).
- Gli avversari politici (triangolo rosso).
- I sacerdoti e i testimoni di Geova (triangolo viola).
- I criminali comuni (triangolo verde), che avevano il compito di mantenere la disciplina fra i prigionieri.
Alle SS spettavano le esecuzioni esemplari.
Secondo calcoli approssimativi, durante l’intero arco del regime nazista furono deportati da 8 a 10 milioni di individui nei Lager, sia di nazionalità tedesca, sia deportati dai paesi occupati dalla Germania.
Era questo lo scenario che connotava i Lager nazisti:
- Denutrizione.
- Malattie dovute alla totale mancanza di igiene e di riscaldamento nelle baracche.
- Lavoro protratto fino ai limiti fisiologici.
- Umiliazione continua e brutale dei prigionieri.
Malgrado le persecuzioni, le discriminazioni giuridiche e l’istituzione dei campi di concentramento, né Hitler né gli altri capi nazisti chiarirono in quale modo essi volevano risolvere la “questione ebraica”.
Il regime nazista intendeva rendere così difficile la vita agli ebrei da indurli a emigrare.
Solo dopo lo scoppio della guerra furono avviate le procedure per una soluzione radicale del problema.
I nazisti decisero che lo sterminio degli Ebrei aveva bisogno di essere ufficializzato e organizzato.
Per questo nel gennaio del 1942 venne convocata una conferenza presso il Lago di Wannsee, alla quale parteciparono i principali leader nazisti per pianificare la cosiddetta “soluzione finale”, attraverso lo sterminio sistematico di tutti gli ebrei.
Hitler diede corpo all’idea dello sterminio fisico, di cui inizialmente si incaricarono i “Gruppi operativi” (Einsatzgruppen) delle SS, che nell’inverno 1941-42 fucilarono 700.000 ebrei.
Sotto la supervisione di Reinhard Heydrich e del colonnello Adolf Eichmann, nei campi di concentramento fu messa in atto la totale eliminazione fisica degli Ebrei.
Veri e propri campi di sterminio (Vernichtungslager) furono allestiti dall’estate del 1942:
Essi servivano solo esclusivamente all’uccisione in serie attraverso le camere a gas e i forni crematori.
In questo senso è possibile distinguere da una parte i campi di concentramento (“Konzentrationslager” / KZ Lager), adibiti allo sfruttamento dei prigionieri come forza di lavoro a bassissimo costo, dall’altra i campi di sterminio.
I campi di sterminio furono tutti allestiti in territorio polacco (che contava più di due milioni di Ebrei).
All’interno dei campi vi erano numerose baracche (in tedesco Block), edifici in legno o in muratura che potevano essere di dimensioni diverse anche a seconda della loro funzione.
Oltre a quelle adibite al dormitorio, a lavanderia, a cucina, a officina e a uffici e alloggi dei sorveglianti, vi era la baracca di quarantena (isolamento), un’infermeria speciale chiamata anche “blocco della morte”, dove venivano rinchiusi i deportati destinati a essere soppressi in breve tempo.
Erano anche presenti le camere a gas, i forni crematori, i locali destinati alle esecuzioni, alle torture e agli esperimenti medici operati su cavie umane.
Ad Auschwitz i treni blindati trasportavano il loro carico umano che, dopo un estenuante viaggio, veniva interamente assassinato nelle camere a gas.
Si calcola che la “soluzione finale” abbia provocato la morte di cinque-sei milioni di ebrei.
Bambini ebrei denutriti
Nonostante la storia del XX secolo conobbe numerose esplosioni di odio etnico e nazionalistico, la Shoah conserva una sua singolarità storica e resta un evento unico per l’enormità delle cifre, per la sistematicità della strage, per il silenzio delle popolazioni civili di fronte a ciò che si stava compiendo.
Lo sterminio degli ebrei è stato messo in atto nel cuore dell’Europa dove, almeno in apparenza, principi come:
- La tolleranza.
- La libertà politica.
- Il valore di ogni singola vita.
Sembravano divenuti patrimonio comune e condiviso.
Nel lager di Fossoli, vicino Bolzano, Primo Levi fu successivamente deportato ad Auschwitz.
La testimonianza di Primo Levi sulla vita nel campo di Auschwitz è raccolta nel volume:
Se questo è un uomo.
Per i pochi superstiti fu impossibile dimenticare la terribile esperienza del lager.
In questi uomini la prostrazione fisica, il senso di umiliazione, lo stupore per la fine di un incubo e, in alcuni casi, il senso di colpa per essere sopravvissuti, prevalsero sulla gioia per la liberazione.
Letteratura italiana
Primo Levi
Sintesi biografia Primo Levi
Primo Levi nasce a Torino nel 1919 da una famiglia ebrea, dove compie gli studi fino alla laurea in chimica.
Nel 1938, in seguito alle leggi razziali, perde l’impiego di chimico e dopo l’8 settembre 1943 si aggrega alle formazioni partigiane in Val d’Aosta.
Arrestato il 13 dicembre di quell’anno, è inviato, per la sua condizione di ebreo, al campo di raccolta di Fossoli (Modena) e da qui, nel febbraio del 1944, viene deportato con altri 650 ebrei nel lager di Auschwitz, in Polonia.
Salvato dalla camera a gas perché i tedeschi avevano bisogno di chimici, viene liberato nel gennaio del 1945 quando le truppe russe costringono al ritiro quelle tedesche.
Tornato in Italia alla fine del 1945, narra la sua drammatica esperienza nei libri autobiografici Se questo è un uomo (1947) e La tregua (1963).
Continua a lavorare nell’industria fino al 1975 e alterna il suo lavoro di chimico con quello di narratore, pubblicando romanzi e raccolte tra cui Le storie naturali (pubblicate con lo pseudonimo di Damiano Malabaila), Il sistema periodico, La chiave a stella, I sommersi e i salvati. Muore suicida l’11 aprile 1987.
Biografia Primo Levi
Primo Levi nasce a Torino, nel 1919, da una famiglia ebrea, di estrazione intellettuale.
Nel 1934 si iscrive al liceo classico “Massimo D’Azeglio” di Torino, dal quale uscirono i principali esponenti dell’antifascismo torinese.
Nel 1937 si iscrive alla facoltà di Chimica dell’Università di Torino.
La fase iniziale dell’esperienza universitaria è serena e stimolante, ma nell’anno successivo, nel 1938, esplode in Italia la campagna antirazziale e per il giovane è un trauma senza precedenti, visto lo stato di isolamento in cui gli studenti ebrei vengono a trovarsi.
Nonostante ciò Levi riesce a conseguire la laurea con il massimo dei voti nel 1941.
Dopo la laurea e fino all’occupazione tedesca del Nord-Italia, del settembre 1943, Primo Levi esercita la professione di chimico, dapprima a Torino e successivamente a Milano, in un’industria di prodotti chimici.
In questi anni viene a contatto con numerosi ebrei e molti intellettuali politicamente impegnati con i quali svolge un’attiva campagna antifascista.
L’8 settembre, il giorno stesso dell’armistizio, dopo aver assistito all’ingresso delle truppe tedesche in Milano, Levi lascia l’impiego, fugge a Torino e si trasferisce in Val d’Aosta insieme alla madre.
Qui conosce alcuni giovani appartenenti al movimento “Giustizia e Libertà” e con essi costituisce una “banda”, prendendo contemporaneamente contatto con i partigiani operanti nella zona.
La notte del 13 dicembre 1943 trecento militi fascisti circondano il rifugio dove Levi si trova con i compagni, lo catturano e lo sottopongono a ripetuti maltrattamenti e interrogatori, durante i quali Levi ammette la propria condizione di “cittadino italiano di razza ebraica”.
Viene trattenuto e inviato all’inizio del 1944 al campo di Fossoli, presso Modena, e successivamente ad Auschwitz, in Polonia.
Qui, dopo una prima selezione, viene destinato al campo di lavoro di Monowitz, dove i prigionieri venivano giornalmente utilizzati come mano d’opera nella fabbrica di gomma.
Salvato dalla camera a gas perché i tedeschi avevano bisogno di chimici, viene liberato nel gennaio del 1945 quando le truppe russe costringono al ritiro quelle tedesche.
Tornato in Italia alla fine del 1945, narra la sua drammatica esperienza nei libri autobiografici Se questo è un uomo (1947) e La tregua (1963).
Continua a lavorare nell’industria fino al 1975 e alterna il suo lavoro di chimico con quello di narratore pubblicando romanzi e raccolte tra cui:
- Le storie naturali (pubblicate con lo pseudonimo di Damiano Malabaila).
- Il sistema periodico.
- La chiave a stella.
- I sommersi e i salvati.
Muore suicida l’11 aprile 1987.
Se questo è un uomo
La trama
Se questo è un uomo è una testimonianza autobiografica e drammatica del degrado dell’uomo nei lager nazisti.
È un’analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell’umiliazione, dell’offesa, della degradazione dell’uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio.
In questo testo vengono messi in evidenza l’orrore e l’incredulità. Levi ci narra di quella vita di inferno che ha vissuto per due anni di inferno nel Lager di Auschwitz. Levi descrive il suo dolore nell’osservare i propri compagni morire, oltre a vederli affamati e pieni di fango e di freddo, tremare nudi in mezzo alla neve, tentare di sopravvivere in un luogo dove vivere sembra essere impossibile.
Vedere le torture inflitte ai più deboli, le minacce, le urla in tedesco, l’odio che esce dagli occhi e dalle azioni dei loro carnefici... Tutto sembra irreale e umanamente impossibile, eppure è successo.
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