Estratto del documento

Per me si va ne la città dolente, per me si va ne

"

l’eterno dolore,

per me si va fra la perduta gente.

[…]

Lasciate ogni speranza voi ch’entrate."

(Canto III, vv. 1-9) Tesina a cura di Chiara Fiorel

Esame di maturità a.s. 2007/0

I sette peccati capitali

  • Avarizia: inglese: “Canto di Natale” di Dickens.
  • Lussuria: letteratura: “Il Piacere” di D’Annunzio.
  • Invidia: psicologia: l’invidia del pene di Freud.
  • Ira: storia: cause della prima guerra mondiale e le conseguenze psicologiche dei soldati reduci dalla guerra di trincea.
  • Gola: igiene: patologie legate all’alimentazione.
  • Superbia: italiano: il superuomo.
  • Accidia: economia domestica: l’anziano con problemi.

Avarizia

Eccessivo desiderio di non spendere

Che cos’è?

L'avarizia è la scarsa disponibilità a spendere e a donare ciò che si possiede.

L'avarizia comincia dove finisce la povertà.

Balzac

Cos'e' l'avarizia? E' un continuo vivere in miseria per paura della miseria.

San Bernardo

Alla povertà mancano molte cose, all'avarizia tutte.

Publilio Siro

Gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo parchè non ne possono cavare nulla.

Voltaire

Dickens: il cantico di Natale

Charles Dickens: a brief biography

Charles Dickens was born on February 7, 1812, the son of John and Elizabeth Dickens.

He had an unhappy childhood, since his father went to prison for debt and he had to work in a factory at the age of twelve.

These days of sufferings were to inspire much of the content of his novel. When he realized that he had a talent for writing, he taught himself short and became a newspaper reporter.

His autobiographical novels are Oliver Twist, David Copperfield, Little Dorrit; their protagonist all became the symbols of an exploited childhood confronted with the grim and bitter realities of slums and factories.

Dickens also wrote a novel on the French Revolution, A tale of two Cities, and another about the Chartist riots, Barnaby Rudge, a travel book, American Notes. Other work include Bleak House, Hard times and Great Expectations, dealing with social issues, such as the conditions of the poor and the working class in general. All these novel gave him wealth and fame.

He also had a busy life as a magazine editor. He spent his last years travelling round giving readings of his own work.

He was buried in Poets’ Corner in Westminster Abbey. He remains one of the most popular English

Written in 1843 by Charles Dickens it is considered the most important of the Books of Christmas.

The Christmas Carol contains the history of the conversion of the miser Ebezener Scrooge, profiteer without scruples of the City that despise the religion, the family and God because they don't make him earn money.

He doesn’t do charity, and he reduces his employee to the hunger. This brings him to neglect the friends and the family living in loneliness with his own egoism.

To save him from the damnation that it attends him after the death, the ghost of Jacob Marley, once his partner in business shows to him the hell to which has brought his egoism: to be saved himself Scrooge will owe to receive the visit of three ghosts, the Spirit of the Christmas of the Past, the Spirit of the Christmas of the Present and that some future.

They will drag him in a trip in the time and in the space in which Scrooge will see what it waits for him again if it won't change his behaviour: a headstone with his name above.

Very worried, the miser rediscovers a new life, mending the blames salesclerks and finding again the peace for his soul.

The history wants to be a reflection on the great poverty and the

Lussuria

Quei desideri mai appagati...

Che cos'è

La radice della parola lussuria coincide con quella della parola lusso, che indica una esagerazione, e quella della parola lussazione, che significa deformazione o divisione.

Appare quindi chiaro il significato di lussuria, che designa qualche cosa di esagerato e di parziale.

Il corpo viene oggettivato e la persona spersonalizzata: le vesti, gli accessori, i gesti, la musica, le luci arrivano ad assumere un'importanza fondamentale poiché devono supplire alla mancanza di un altro tipo di seduzione che scaturisce da un'intesa psicologica e affettiva, oltre che fisica.

La lussuria è quindi una conseguenza di un certo tipo di paura: la paura del confronto con un altro essere umano nel quale è possibile rispecchiarsi.

Rendimi casto, ma non subito.

Sant'Agostino

Il sesso è la cosa più divertente che ho fatto senza ridere.

Woody Allen

Il piacere è come certe droghe medicinali: per ottenere sempre lo stesso risultato bisogna raddoppiare la dose.

L’arte del “vivere inimitabile”

Honorè de Balzac

Tutta la vita è senza mutamento.

Ha un solo volto la malinconia.

Il pensiero ha per cima la follia.

E l'amore è legato al tradimento.

Le donne troppo virtuose hanno in se qualcosa che non è mai casto.

Denis Diderot

Il pudore inventò il vestito per godere maglio della nudità.

Carlo Dossi

“Il Piacere” di Gabriele D’Annunzio

In queste parole si riconosce un uomo particolare, un poeta eccezionale, che rendeva bello e piacevole ogni cosa che scriveva, il poeta della ‘Lussuria’, Gabriele D’Annunzio.

D’Annunzio è sinonimo di piacere, anzi di piaceri: tutti quelli che concesse alla sua insopprimibile necessità di delizie.

E i piaceri che si accordò furono cento e più di cento, dalla più raffinata voluttà alla più semplice cosa.

D'Annunzio ricercò e assaporò tutti gli aspetti del piacere della vita utilizzando ogni mezzo: la “lussuria belluina”, il “piacere perverso” e la “immaginazione impura”.

Il solo modo che conosceva per placare le voglie imperiose della carne, era quello di abbandonarsi alla “sensualità fuor dai sensi”, perché solo “dopo una lunga voluttà occulta, dopo la malvagia ebbrezza, il corpo è come alleviato”.

Ma da buon maestro dei piaceri, sapeva bene che la voluttà è anche nel non essere mai sazio, e la sua perizia era allora nell’assaporare le mirabili fattezze di una donna dopo l’amore: perché il piacere sta “nel possedere il corpo intero, quasi nell'assorbire e sorbire tutte le curve, tutte le rotondità, e le cavità e le lunghezze”.

Ma la cosa fantastica in D’Annunzio è che riusciva a trarre nutrimento intellettuale proprio dall'istinto sessuale, e una volta scrisse:

“Non temo di guardare nel più profondo di me per riscoprire come dall'ingombro carnale, come dalla bestialità indomita, come dalla turbolenza sanguigna si esalino le aure divine dei mio spirito”.

D'Annunzio si è valso della lussuria per una sorta di conoscenza e una sorta di ascesi.

Quel che per altri è piacere, per lui è sacrificio e conoscimento.

In nessuno degli scritti ascetici, che sono stati forse la sua più forte passione letteraria, si troverà contemplata e indagata la morte come nei suoi libri erotici: la carne non è se non uno spirito devoto alla morte.

In questo senso nessuno è stato più carnale di Gabriele D'Annunzio, devoto costante alla morte.

Non solo egli s'è visto più volte e s'è descritto morto... egli ha temuto la morte.

La sua devozione nasce, come nei primitivi, dall'orrore del suo Dio o demone.

Che egli l'abbia vera e propria "Bibbia" del decadentismo italiano

“Il Piacere", considerato la vera e propria "Bibbia" del decadentismo italiano, in cui il protagonista incarna il simbolo della sfrenatezza sensuale che sfocia nella lussuria, generando insoddisfazione e inappagamento dei desideri, è anche il simbolo del piacere di D’Annunzio che vuole esprimere, attraverso il protagonista, tutto il suo ardore per il sesso femminile.

Andrea Sperelli è un personaggio autobiografico, poichè è l'incarnazione di quello che l'autore avrebbe voluto essere.

Andrea Sperelli il protagonista de "Il piacere" è propulsore di questa tendenza estetica della cultura decadente, per cui l'arte diviene oggetto di culto e la vita stessa si risolve in essa.

La ricerca del bello come unico valore, indifferenza per ogni convenzione etica, il disprezzo dei valori borghesi.

Sperelli è una figura che più che il pensiero amava l'espressione, la forma ai contenuti, l'importanza che dà alla vitalità e alla sensualità (o piuttosto lussuria), e lo stesso concetto che guida la vita di D'Annunzio.

"Bisogna fare la propria vita, come si fa “un’opera d'arte" in lui "il senso estetico sostituisce quello morale".

L'esteta vive da uomo fuori dal comune perché eccezionalmente dotato e raffinato.

Nel romanzo il poeta rivela una ricerca della bellezza come prototipo di una donna affascinante e sfuggente, espressione di ciò che può ammaliare un esteta.

Gabriele D'Annunzio volle realizzare un modo di vita eccezionale, libero da ogni convenzione e costrizione, in una perenne tensione erotica ed eroica, in un'atmosfera impregnata di fasto, di raffinatezza di sensualità, di bellezza, e scandita da gesti clamorosi e parole singolari cercando di interpretare al meglio un atteggiamento tipico del decadentismo.

D’Annunzio crea drammi di lussuria e di morte, dove l’eroina o l’eroe sono costantemente in contrasto con le idee della morale borghese, portata a reprimere le caratteristiche istintuali dell’essere umano, ed a mistificare le azioni e le teorie nietzschiane del superuomo.

Ma il piacere quando diventa vizio e quindi lussuria, è mai soddisfatto?

E’ proprio questo il punto, lui è infatti insoddisfatto, e cerca costantemente nella carne e nella passione un qualcosa di irraggiungibile.

D’Annunzio è stato considerato un grande amante, ma non è mai riuscito a stare più di tanto tempo con la stessa donna.

Invidia

Dolore per il bene altrui

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Sintesi

Inglese: Charles Dickens (Canto di Natale)

Letteratura: Gabriele D'Annunzio (Il Piacere)

Psicologia: Sigmund Freud (L'invidia del pene)

Storia: prima guerra mondiale

Igiene: patologie legate all'alimentazione

Italiano: il superuomo

Ec. domestica: l'anziano con problemi

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