«C'è qualcosa dell'alba in una vecchiaia felice»
Victor Hugo
“A Gina e Carmelo”
Gli splendidi artefici della mia prima alba!
Indice
Mappa concettuale pag. A
Introduzione pag. I
Premessa pag. IV
La follia pag. VI
Il fascino discreto dell'ambiguità pag. VIII
La schizoidia pag. X
Letteratura italiana pag. 1
Luigi Pirandello: vita e opere pag. 1
La follia all'interno delle opere pirandelliane pag. 6
Uno, nessuno e centomila pag. 8
Così è (se vi pare) pag. 11
Storia pag. 13
Giovanni Giolitti: il Caronte del Meridione d'Italia pag. 13
Psicologia pag. 16
Senescenza: l'età dei molti tesori pag. 16
Il disagio nell'età senile pag. 18
Anziani e società pag. 19
Il pensionamento pag. 21
Essere nonni pag. 22
La sessualità nella terza età pag. 23
I problemi psicologici pag. 25
La teoria di Erikson pag. 26
Pedagogia pag. 27
La psicoanalisi pag. 27
Freud: il mistero oltre la ragione pag. 27
Educazione fisica pag. 30
Senescenza & fitness: la via per l'eterna giovinezza pag. 30
Allenamento della forza pag. 33
Aspetto psicologico pag. 33
I tre periodi di un ciclo di allenamento pag. 34
Diritto pag. 36
Il trattamento pensionistico pag. 36
Assegno di invalidità e pensioni di inabilità pag. 38
La pensione ai superstiti pag. 39
Lingua e cultura straniera: inglese pag. 40
Oscar Wilde pag. 40
The Picture of Dorian Gray pag. 42
Igiene e puericultura pag. 45
Teorie biologiche dell'invecchiamento pag. 45
Economia domestica e tecnica organizzativa pag. 49
Fabbisogno nutrizionale dell'anziano pag. 49
Conclusioni pag. 52
Riflessioni personali pag. 52
L'età dei molti tesori pag. 52 A
L'età dei molti tesori
Ci sono poche cose inevitabili e paurose come la morte e forse (in modo più sottile) l'invecchiamento con la conseguente perdita di capacità fisiche e intellettuali. Non a caso la "fontana dell'eterna giovinezza", l'Elisir di lunga vita (ricercato per secoli dagli alchimisti) e l'immortalità ottenuta anche a costo di patti con il Demonio (vedi la leggenda di Faust) sono da sempre nell'immaginario collettivo.
Il punto (macabramente) divertente è che non vi è nessuna ragione chimico-biologica 'fondamentale' per cui tutto ciò debba avvenire!
In altri termini, secondo le nostre attuali conoscenze scientifiche, gli organismi viventi potrebbero benissimo essere immortali: non vi è alcuna ragione scientifica perché una singola cellula e ancora di più un organismo pluricellulare debba deteriorarsi e perire (in effetti noi uomini rinnoviamo tutte le nostre cellule nel giro di sette anni: perché quindi non dovremmo continuare a farlo ad libitum?).
La scienza si è occupata intensivamente del problema e nonostante indubbi progressi nella comprensione dei processi dell'invecchiamento è ancora ben lontana da una soluzione soddisfacente del problema… Ebbene, ancora una volta la Natura ci ha preceduto: un organismo vivente, senza improbabili alchimie e senza pericolosi patti con il diavolo sembra aver risolto il problema della senescenza e dell'immortalità.
Tale organismo è la ''Turritopsis Nutricula", una piccola medusa che vive anche nelle acque dei nostri mari. Le meduse hanno un ciclo vitale abbastanza "normale": nascono da un uovo fecondato, attraversano una fase embrionale e poi larvale fino a trasformarsi (fase giovanile) in "polipetti" che vivono nel fondo dei mari e dai quali per un processo simile alla 'gemmazione' originano gli individui adulti, le meduse, che, dopo una fase matura e riproduttiva, come tutti gli altri viventi degenerano e muoiono.
Ebbene, la nostra ''Turritopsis Nutricula" sembra non volerne sapere di tutto ciò: appena la senescenza si fa preoccupante o uno stato di stress ambientale sembra seriamente minacciarla, la nostra eroina mette in atto un prodigioso (e ancora inspiegato) processo di ristrutturazione cellulare ritornando allo stato post-larvale (cioè si trasforma di nuovo in "polipetto": in pratica è come se un individuo anziano potesse ritornare dai pannoloni ai pannolini…).
I
Tale sconvolgente scoperta, che rischia di diventare una delle più importanti e dense di conseguenza per l'umanità, è stata fatta da due scienziati italiani: il professor Ferdinando Boero, docente di zoologia e biologia marina presso l'Università degli Studi di Lecce, in collaborazione con Stefano Piraino dell'Istituto Talassografico CNR ''A. Cerruti'' di Taranto.
Il prof. Boero, con umiltà tipica del vero scienziato, ammette che questa scoperta (come molte altre grandi scoperte nella storia della scienza e della tecnologia) è stata largamente accidentale, casuale: il suo gruppo stava studiando il ciclo riproduttivo di questi celenterati in piccoli acquari sperimentali; un suo collaboratore "dimenticò" alcune meduse in un acquario senza cibo e senza ricambio dell'acqua (e quindi in condizioni ambientali sempre più difficili per la crescente salinità dell'acqua stessa a causa della evaporazione). Con grande sorpresa degli sperimentatori, le meduse, invece di morire miseramente, erano tornate allo stato "giovanile"!
Successivi studi, in collaborazione con Brigitte Aeschbach e Volker Schmid dell'istituto di Zoologia dell'Università di Basilea (Svizzera), dimostrarono che il processo di 'ringiovanimento', questa eccezionale assicurazione sulla vita, scatta sempre e non solo in condizioni eccezionali. I meccanismi di tale processo non sono stati ancora chiariti ma l'importanza di tali studi dovrebbe essere evidente per chiunque (e in effetti, dopo la pubblicazione dei primi articoli sulle riviste specialistiche del settore come il "The biological bulletin", ampli sono stati i riconoscimenti e gli apprezzamenti all'estero).
Turritopsis Nutricula
Gli studi sulla ''Turritopsis Nutricula" sono riportati alla voce ''Ontogenesi'' nell'edizione del 1999 del prestigioso ''McGraw-Hill yearbook of Science & Technology''.
Il comitato scientifico della pubblicazione, che raccoglie annualmente i più significativi traguardi in vari settori della scienza, della tecnologia e dell'ingegneria, ha richiesto infatti al professor Boero (unico italiano presente con un proprio contributo nell'intero volume), un articolo che descrivesse i meccanismi molecolari che regolano il fenomeno della Turritopsis nutricula e che sono l'oggetto di studio dell'equipe del professore.
Questo a riprova della qualità degli studi avanzati condotti per anni dal professore sui celenterati, che si affiancano alla ricerca su altri aspetti delle scienze biologiche e ambientali: tra i traguardi più recenti, la proposta di un modo nuovo per interpretare il ciclo del plancton nelle acque costiere.
II
''La possibilità di invertire il ciclo biologico'', dice il professor Boero, ''apre nuove prospettive per la comprensione dei fenomeni di senescenza e, attualmente, si sta cercando di stabilire come questo processo di fuga dall'invecchiamento sia attuato da Turritopsis nutricula. A questo riguardo è iniziata una collaborazione con la professoressa Maria Pia Bozzetti, responsabile del laboratorio di Genetica del Dipartimento di Biologia dell'Università di Lecce''.
Nel novembre scorso la NHK (l'emittente televisiva di stato giapponese) ha mandato in onda uno speciale sugli oceani dove le ricerche svolte dall'equipe del professor Boero sono state ampiamente citate. La troupe dell'NHK ha girato tutto il mondo per documentare i più recenti sviluppi delle scienze del mare e, anche in questo caso, le uniche ricerche svolte in Italia ad essere menzionate sono state quelle svolte presso l'Università di Lecce e l'Istituto Sperimentale Talassografico del CNR di Taranto.
(Fonti: ADNKRONOS 18.2.99; "Il Messaggero" 17.2.99)
(Fonte: ADNKRONOS - febbraio 18, 1999)
NOTE Dott. Mario Bruschi - Dipartimento di Fisica - Università "La Sapienza" (e-mail: bruschi@roma1.infn.it) III
1. Premessa
All'interno del settore dei servizi sociali il modello psicoanalitico dimostra una sua validità soprattutto come capace di interpretare numerosi fenomeni relativi a se stessi, agli utenti di un servizio, all'organizzazione a cui si partecipa.
Una prima attenzione è rivolta a come, spesso, nelle relazioni umane intervengono dinamiche inconsce; in questo senso colui che opera all'interno dei servizi sociali deve porre molta attenzione alle proprie dinamiche interne e valutare alcuni comportamenti che sono messi in atto in modo inconsapevole. Ci si riferisce in particolare a tutti quei comportamenti che possono essere l'espressione di desideri inconsci di potenza, di seduzione e che orientano il comportamento; alla proiezione sugli altri di problemi o desideri che sono propri e che impediscono di interpretare correttamente il comportamento altrui, al tentativo inconscio di riproporre situazioni in cui vi sono stati conflitti non risolti. In generale, tutti questi temi rinviano al concetto di formazione dell'operatore, il quale ponendosi in un rapporto interpersonale, assume il ruolo di colui che si pone in una dimensione di educazione o di formazione in senso lato.
La psicoanalisi ha identificato uno sviluppo della personalità che si fonda sulla progressiva padronanza e controllo delle pulsioni, sul passaggio da forme di controllo primitive dell'Io sulla realtà dell'Es, alla formazione di un Io che riesce ad integrare pulsioni e contropulsioni di origine sociale.
La conoscenza delle principali dinamiche emotive, l'enfasi sulle prime esperienze emotive affettive vissute nell'infanzia, l'importanza della dinamica del desiderio, l'uso dei meccanismi di difesa, ha imposto una nuova considerazione per alcuni fenomeni della vita infantile e adulta.
L'intera politica assistenziale che lo Stato ha attuato in questi ultimi anni nei riguardi dei cittadini e, in particolare, di quelli in età geriatrica deve necessariamente considerarsi in una fase di revisione critica. Nata dall'utopistico convincimento di poter garantire l'assistenza globale a tutti e lungo tutto l'arco della vita (dalla culla alla tomba), tale politica è costretta oggi a riconoscere il proprio superamento, se non addirittura il completo fallimento, di fronte agli enormi problemi economici ed agli effetti “perversi” ottenuti, tra l'altro, con l'esclusione prematura di numerose leve di cittadini anziani, socialmente validi, dalla logica della produttività.
Il superamento di tale politica sembra finalmente costituire al presente il traguardo cui tendono gli studiosi di varia estrazione, gli operatori sociali e sanitari, i programmatori e gli esperti di pubblica amministrazione. È risaputo d'altra parte che è l'assistenza dell'anziano quella che impegna maggiormente le strutture della collettività ed incide con un peso sempre maggiore sui bilanci degli enti pubblici.
IV
La terza età infatti è in continua estensione demografica e va occupando uno spazio sempre più ampio nelle società avanzate per la prolungata durata dell'esistenza e per il precoce e forzato disimpegno dalle attività lavorative. Non è concepibile quindi, di fronte a problemi di tali dimensioni, un programma che preveda soltanto interventi sanitari e medico-specialistici, ma si impongono piuttosto, e con urgenza, operazioni di tipo educazionale che permettano di aprire strade nuove e di assumere orientamenti inediti di “taglio” psicopedagogico nel quadro di un progetto di formazione permanente dell'uomo. Il trattamento sanitario o quello semplicemente assistenziale sono necessari, naturalmente, ma non possono bastare per affrontare situazioni ormai consolidate, quali spesso si trovano, di grave alienazione secondaria alla solitudine ed all'inattività, di estrema disumanizzazione e di apartheid.
La geragogia, che è la pedagogia della terza età e si colloca nell'ambito dell'educazione dell'adulto, attende oggi ancora una completa sistemazione metodologica che le consenta di inserire proficuamente l'anziano, ma soprattutto chi si accinge a diventarlo, in attività di tipo educazionale e formativo, grazie alle quali l'adulto presenile possa imparare a vivere la sua vita in un modo diverso da quello ereditato, con prospettive inedite ed una nuova creatività. Le difficoltà ad accettare la vecchiaia sono in gran parte la conseguenza di un procedimento educativo carente e mistificato, non solo dell'anziano preso come individuo ma dell'intera società in cui viviamo.
Ogni programma geragogico, infatti, suscita spesso obiezioni che, ad un esame superficiale, possono sembrare anche fondate e, in un certo senso, giustificabili.
A che serve la geragogia e quale convenienza sociale può derivare da un programma di interventi così impegnativi e costosi rivolti ad individui che stanno percorrendo l'ultimo tratto del loro arco biologico? Se la nostra società fosse migliore in senso etico e culturale, simili interrogativi non verrebbero neppure posti perché apparirebbero subito evidenti a tutti i notevoli vantaggi, anche economici, che un programma educazionale rivolto agli adulti è in grado di assicurare. Tuttavia questa scarsa sensibilità da parte della compagine sociale non rappresenta il più grave dei problemi: del resto la geragogia, mette nel novero dei suoi programmi anche quello di educare la società, oltre che l'anziano, combattendo alle radici quegli atteggiamenti ideologici, nei confronti dei suoi membri cosiddetti non produttivi, che stanno alla base dei più comuni e falsi pregiudizi nei riguardi della vecchiaia.
1.1 Follia
Il termine follia deriva dal latino folle, di origine onomatopeica, significava vuoto o mantice. Nel corso dei millenni è profondamente variato sia il concetto di follia sia la sua interpretazione.
La follia viene identificata come una mancanza di adattamento che il malato mostra nei confronti dell'ambiente, tenendo ben presente che la definizione della follia è influenzata dal momento storico, dalla cultura, dalle convenzioni, quindi è possibile considerare folle qualcosa o qualcuno che prima era normale, e viceversa.
La follia può manifestarsi come violazione delle norme sociali, compresa la possibilità di diventare un pericolo per se stessi e gli altri, anche se non tutti gli atti sono considerati follia. Nell'uso moderno follia è più comunemente usato come termine informale che denota instabilità mentale, o nel contesto più ristretto giuridico dell'instabilità mentale.
Nella professione medica il termine è ora evitato, in favore di diagnosi più specifiche di malattie mentali. La branca della medicina che si occupa delle malattie mentali è la psichiatria, mentre lo studio di queste in termini generali è argomento della psicopatologia.
Le cause possono essere molteplici e di diversa natura: una causa biologica legata al codice genetico; una psicologica dovuta alle relazioni riguardanti il primo anno di vita, che incidono nella formazione della personalità dell'individuo; una sociale, in funzione alle relazioni interpersonali con il mondo circostante, possibili cause di un problematico adattamento ambientale.
La "follia" in psicoanalisi potrebbe essere definita come una sovrapposizione della parte istintuale su quella razionale.
Secondo Sigmund Freud il comportamento ordinario non è altro che il risultato di un continuo processo dialettico tra la parte più selvaggia e disorganizzata del cervello, l'Es, e quella più pesata e razionale, il Super-io. Nel momento in cui una delle due parti prevale in maniera eccessiva sull'altra il comportamento può apparire irrazionale e privo di logica.
Quando l'adattamento non avviene, sorgono nell'individuo i sistemi di disadattamento, ovverosia meccanismi che tendono ad escludere il soggetto dalla società.
Tra i più diffusi vi è la scissione, ovvero l'interpretazione alterata della realtà per uscire fuori dal mondo (schizofrenia); la fuga come distacco graduale dal mondo, dagli affetti, dalle relazioni e dagli interessi sociali (depressione); le ossessioni, i ritualismi e la maniacalità del potere.
VI
Nel mondo classico la follia era imprescindibilmente legata alla sfera sacra: il folle rappresentava la voce del divino, quindi da ascoltare per interpretarla.
Nel Medioevo, invece, il folle diventò il rappresentante del demonio, perciò bisognava liberarlo dal male, in qualche modo esorcizzarlo. Si diffuse la dicotomia spirito-corpo che, nel caso di malattia mentale, impose come primo atto l'intervento riparatorio sul corpo guasto, e proprio per questo motivo incapace di far esprimere lo spirito, e nel caso di insuccesso l'eliminazione fisica del folle.
Un'interpretazione diametralmente opposta si ebbe nel Rinascimento, basti pensare all'Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam; in questa epoca il folle venne considerato una persona diversa, sia per i valori sia per la sua filosofia di vita, e quindi andava rispettato, lasciato libero. Questa corrente di pensiero getterà le basi per la moderna fenomenologia che influenzerà la psichiatria trasformandola in una disciplina di incontro con l'altro (il folle), per vivere insieme con il malato e comprenderlo.
Se nel Medioevo i folli rischiavano il rogo, ancora nella metà del Settecento erano detenuti
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Letteratura italiana
: Luigi Pirandello (vita e opere); la follia nelle opere pirandelliane (Uno, nessuno e centomila)
Storia
: Giovanni Giolitti
Psicologia
: la senescenza; il disagio nell'età senile; anziani e società; il pensionamento; essere nonni; la sessualità nella terza età; i problemi psicologici; la teoria di Erikson
Pedagogia
: la psicoanalisi; Sigmund Freud (il mistero oltre la ragione)
Educazione fisica
: la senescenza e il fitness; l'allenamento della forza; l'aspetto psicologico; i tre periodi di un ciclo di allenamento
Diritto
: il trattamento pensionistico: l'assegno di invalidità; le pensioni di inabilità; la pensione ai superstiti
Inglese
: Oscar Wilde (The picture of Dorian Gray)
Igiene e puericultura
: le teorie biologiche dell'invecchiamento
Economia domestica e tecnica organizzativa
: il fabbisogno nutrizionale dell'anziano