Selfie ergo sum
Rossi Virginia
A
5 F Liceo F. Enriques
Livorno
Anno 2014/2015
Il fenomeno del selfie
Il titolo della mia tesina proviene da una citazione del giornalista Raffaele Mastrolonardo, che afferma: <<Mi auto-fotografo, dunque sono. Nell’era della connessione a Internet permanente, per avere la certezza della propria esistenza, non c’è bisogno di ricorrere ai ragionamenti di Cartesio e al suo “cogito ergo sum”. Basta tirare fuori lo smartphone, puntarlo su se stessi, scattare una foto e poi pubblicare il risultato sul web. Saranno “mi piace” e “commenti” a dirci se facciamo o no parte di questo mondo molto più in fretta del dubbio iperbolico del filosofo secentesco.>>
Il fenomeno del “Selfie” è diventato famoso ormai in quasi tutto il mondo. Ho scelto di approfondire questo argomento dopo che mi sono resa conto che ciò incide effettivamente sulla vita e sulla personalità delle persone, che siano bambini o adulti molto maturi, e ho deciso di andare a ricercare le cause profonde sul perché le persone si scattano un selfie, analizzando le possibili caratteristiche psicologiche.
Il selfie, termine derivato dalla lingua inglese, è una forma di autoritratto fotografico realizzata principalmente attraverso una fotocamera digitale compatta, uno smartphone, un tablet o una webcam puntati verso sé stessi o verso uno specchio. La funzione tipica è la condivisione dell'immagine sui social network. Proprio questa dimensione social e l'assenza di particolarità artistiche, distinguono il selfie dal tradizionale autoritratto fotografico. La nascita e la diffusione a partire dai primi anni duemila di piattaforme quali MySpace, Facebook e Instagram, e l'introduzione nel 2010 della telecamera frontale nell'iPhone 4 hanno reso il fenomeno particolarmente popolare. Nell'agosto 2013 il termine è entrato a far parte dell'Oxford English Dictionary, mentre nell'autunno del 2014 nel vocabolario Zingarelli in Italia. La parola selfie ha avuto una diffusione in costante crescita durante l'arco dell'ultimo anno qualificabile nell’ordine del 17.000 %. I selfie sono le immagini più comuni presenti sulle piattaforme di social network di ogni nazione, infatti solo su Instagram se ne sono presenti circa 120 milioni. Negli ultimi anni perciò psicologi, sociologi, antropologi, esperti di comunicazione e delle nuove tecnologie si sono adoperati per studiare il nuovo fenomeno, scoprendo un massiccio cambiamento nella società odierna.
I primi selfie della storia
Il primo selfie della storia risale al 1839 ad opera di Robert Cornelius, americano, considerato il pioniere della fotografia internazionale, qui rappresentato nel suo studio di Filadelfia.
Ma il primo selfie più noto però è datato 1913: vediamo una bambina davanti allo specchio che tiene tra le mani una modernissima (per l’epoca) macchina fotografica. La lettera di accompagnamento di questa foto indirizzata ad un amico dice “fare questa foto è stato molto difficile perché mi tremavano le mani”. La bambina ritratta nella foto è la granduchessa Anastasia Romanov, la figlia minore dell’ultimo zar di Russia Nicola II.
La pratica dell'autoscatto o dell'autoritratto non è proprio una “tecnica” moderna, basta ricordare artisti storici come Van Gogh, o Frida Kahlo che hanno dipinto il proprio volto su tela.
Identità e narcisismo
Con i decenni successivi l’uomo ha sempre trovato diversi modi per raccontare sé stesso, per esprimere la propria identità o la sua storia. Questa nuova modalità lo permette, ma l’abuso di questo mezzo porta i soggetti ad evidenziare spesso crisi d’identità e fragilità. A livello sociologico la nuova generazione, definita “digitale”, mantiene il contatto con l’altro e con le relazioni esterne per la maggior parte in modo virtuale, scatenando in ogni singolo soggetto una vulnerabilità rispetto al mondo. Per molti studiosi i ragazzi ricercano appunto nei loro selfie la propria identità, ma queste rappresentazioni dell’io possono essere interpretate dagli altri in modi differenti e portano il soggetto della foto a cambiare la propria personalità in base al volere dei propri “fans” o “followers”, ed a non essere più sé stessi.
È diverso il selfie invece per chi lo utilizza con il puro scopo di apparire, attraverso foto modificate grazie a tecniche particolari di fotoritocchi come ad esempio Photoshop. Ciò che molti psicologi hanno accomunato a tutti è il fattore narcisismo, l’amore verso sé stessi che li spinge ad un continuo bisogno di mostrarsi.
Introduzione Selfie ergo sum - Tesina
Il titolo della mia tesina proviene da una citazione del giornalista Raffaele Mastrolonardo, che afferma: "Mi auto-fotografo, dunque sono. Nell’era della connessione a Internet permanente, per avere la certezza della propria esistenza, non c’è bisogno di ricorrere ai ragionamenti di Cartesio e al suo “cogito ergo sum”. Basta tirare fuori lo smartphone, puntarlo su se stessi, scattare una foto e poi pubblicare il risultato sul web. Saranno “mi piace” e “commenti” a dirci se facciamo o no parte di questo mondo molto più in fretta del dubbio iperbolico del filosofo secentesco".
Il fenomeno del “Selfie” è diventato famoso ormai in quasi tutto il mondo. Ho scelto di approfondire questo argomento nella mia tesina di maturità dopoché mi sono resa conto che ciò incide effettivamente sulla vita e sulla personalità delle persone, che siano bambini o adulti molto maturi, e ho deciso di andare a ricercare le cause profonde sul perché le persone si scattano un selfie, analizzando le possibili caratteristiche psicologiche.
Il selfie, termine derivato dalla lingua inglese, è una forma di autoritratto fotografico realizzata principalmente attraverso una fotocamera digitale compatta, uno smartphone, un tablet o una webcam puntati verso sé stessi o verso uno specchio. La funzione tipica è la condivisione dell'immagine sui social network. Proprio questa dimensione social e l'assenza di particolarità artistiche, distinguono il selfie dal tradizionale autoritratto fotografico. La nascita e la diffusione a partire dai primi anni duemila di piattaforme quali MySpace, Facebook e Instagram, e l'introduzione nel 2010 della telecamera frontale nell'iPhone 4 hanno reso il fenomeno particolarmente popolare. Nell'agosto 2013 il termine è entrato a far parte dell'Oxford English Dictionary, mentre nell'autunno del 2014 nel vocabolario Zingarelli in Italia. La parola selfie ha avuto una diffusione in costante crescita durante l'arco dell'ultimo anno qualificabile nell’ordine del 17.000 %. I selfie sono le immagini più comuni presenti sulle piattaforme di social network di ogni nazione, infatti solo su Instagram ne sono presenti circa 120 milioni. Negli ultimi anni perciò psicologi, sociologi, antropologi, esperti di comunicazione e delle nuove tecnologie si sono adoperati per studiare il nuovo fenomeno, scoprendo un massiccio cambiamento nella società odierna.
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