Estratto del documento

Introduzione

L’argomento della mia tesina è la segregazione razziale e l’Apartheid. L’ho scelto in quanto a mio parere è un argomento molto interessante, che a scuola quest’anno abbiamo affrontato, di conseguenza ho voluto approfondire le mie conoscenze.

Questa tesina mi ha fatto capire quanto le persone in America e in Sudafrica hanno dovuto combattere per ottenere i loro diritti, le loro libertà. E hanno avuto coraggio nel far questo.

Mi è rimasta nella mente e nel cuore una frase di Martin Luther King che dice “Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio si alzò e andò a vedere e vide che non c’era nessuno.”

Nonostante millenni di storia alle spalle non possiamo ancora dire di vivere e di costruire una società giusta ed egualitaria, in cui i diritti di ogni persona siano garantiti e soprattutto rispettati.

Molti problemi della comunità afroamericana persistono. L'attuale reddito medio di una famiglia nera è pari solo ai tre quinti di quello di una famiglia bianca e l'ancora incompleta integrazione sociale ha finito per rilanciare i sostenitori di un'auspicabile e necessaria "separatezza" della società e della cultura nera rispetto a quelle bianca.

Questa si evidenzia soprattutto nel campo della cultura e delle arti, dalla musica rap alla cinematografia di Gordon Parks, o Spike Lee, alla valorizzazione accademica della storia e delle tradizioni africane e afroamericane.

Nonostante la salita al potere di un presidente di colore negli Stati Uniti, molti bianchi purtroppo ancora non accettano il fatto che i neri siano alla loro pari.

Quindi per questo io posso affermare che il sogno di Martin Luther King si è avverato in parte: i bianchi e i neri possono salire sullo stesso pullman, comprare nello stesso supermercato, sedersi in una poltrona dello stesso cinema. Però ancora la popolazione nera è soggetta a discriminazioni e angherie.

Cos’è la segregazione razziale e cosa si intende con questo termine

La segregazione razziale è una pratica che consiste nella restrizione dei diritti civili su base razzista.

È caratterizzata dalla separazione delle persone nella vita quotidiana e può ripercuotersi su varie attività, come ad esempio mangiare in un ristorante, bere da una fontana, usare i servizi igienici, frequentare la scuola, andare al cinema, o affittare o acquistare una casa.

Spesso inibisce i cosiddetti matrimoni misti e può coinvolgere la divisione geografica della popolazione nonché l'utilizzo separato di istituzioni sociali come scuole e ospedali.

La segregazione razziale può essere stabilita per legge o derivare da abitudini sociali in un clima di odio che può arrivare fino a manifestazioni di estrema violenza come il linciaggio.

Quando le persone tendono ad associarsi o fare affari esclusivamente con persone che riconoscono come appartenenti alla loro "razza", alcuni preferiscono parlare di separatismo o di "separazione razziale" anziché di segregazione.

Si parla inoltre di Apartheid, termine che si riferisce alla politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca del Sudafrica nel dopoguerra e rimasta in vigore fino al 1990.

Sembra che il termine “apartheid” sia stato usato in senso politico per la prima volta nel 1917 dal primo ministro sudafricano Jan Smuts.

L’apartheid aveva due manifestazioni: la separazione dei bianchi dai neri nelle zone abitate da entrambi, per esempio rispetto all’uso di mezzi e strutture pubbliche, e l’istituzione dei bantustan, i territori semi-indipendenti in cui molti neri furono costretti a trasferirsi.

L’apartheid fu applicato dal governo sudafricano anche alla Namibia.

L’apartheid è stato proclamato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite, votata dall’Assemblea Generale nel 1973 e entrata in vigore nel 1976 ed è stato recentemente inserito nella lista dei crimini contro l’umanità che la Corte penale internazionale può perseguire.

Segregazione razziale negli Stati Uniti 2

La segregazione razziale negli Stati Uniti incomincia quando gli Stati Uniti non "esistevano" ancora.

Infatti quando i territori del Nord America erano solo delle colonie c'era la famosa tratta dei neri.

Infatti navi europee dette negriere partivano dall'Europa, facevano "incetta" di neri dall'Africa e portavano gli schiavi africani in America Latina e in Nord America.

Questo andò avanti per un bel po'. Finalmente con la guerra di secessione americana (1861-1865) la schiavitù fu abolita con il Tredicesimo emendamento.

La discriminazione razziale fu costituita con le "leggi" di Jim Crow. Queste leggi dichiaravano una rigida divisione tra le varie razze.

Queste leggi furono in vigore, però, solo dagli anni '80 dell'800 a causa della ricostruzione repubblicana e questo razzismo legalizzato durò fino agli anni '60 del ‘900.

Nell’immediato dopoguerra il problema della segregazione razziale si fa più scottante.

Bianchi e neri sono divisi in ogni attività quotidiana della società civile: si acquista in supermercati e negozi diversi, si mangia in ristoranti separati, si soggiorna in hotel distinti, le scuole sono diverse: bianchi e neri sono diversi, pertanto non possono stare insieme o, se stanno insieme, i neri devono comunque essere riverenti, portare rispetto ai bianchi e seguire certe regole.

Alcuni fatti

Uno degli attacchi più significativi sferrato a questo status quo parte dal sistema educativo: nella speranza che scuole per bianchi e per neri non vengano unificate, gli stati del sud, dove il problema è più sentito, investono, negli anni ‘50, somme ingenti per migliorare il livello di istruzione dei neri.

Tali iniziative non servono comunque allo scopo prefissato, in quanto il movimento contro la segregazione nelle scuole parte da Washington per allargarsi poi a tutta la nazione.

La decisione emanata dalla Corte Suprema il 17 maggio 1954 nel caso Brown contro il Ministero dell’Istruzione resta una delle sentenze più significative del XX secolo; in quell’occasione viene dichiarato: "…Nulla è più importante per la nostra democrazia della decisione unanime della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America che la segregazione razziale viola lo spirito della nostra costituzione."

Nonostante ciò molti degli stati del Sud perseverano nella pratica della segregazione razziale: pareva che il sistema avesse comunque il sopravvento.

Ma un altro evento, non meno significativo, avviene il 1 dicembre 1955 quando la signora Rosa Parks di Montgomery, Alabama, si rifiuta di cedere il posto da lei occupato, su di un autobus extraurbano, ad un uomo bianco.

Rosa Parks viene arrestata e accusata di aver violato una delle ordinanze sulla segregazione della città.

In risposta a tale evento, un allora sconosciuto Martin Luther King organizza un boicottaggio pacifico delle autolinee di Montgomery, per protestare contro la segregazione razziale.

La comunità di colore di Montgomery non prenderà gli autobus per spostarsi quotidianamente per ben 381 giorni.

M.L. King viene arrestato in quell’occasione insieme ad altre 90 persone di colore con l’accusa di aver intralciato un servizio pubblico, King ricorre in appello e vince.

Il 4 giugno 1956, una corte distrettuale degli Stati Uniti d’America emana la sentenza che la segregazione razziale sugli autobus di linea urbana è anticostituzionale.

La resistenza pacifica del reverendo M.L. King e della comunità di Montgomery non solo aveva causato l’emanazione di quella sentenza, ma aveva anche dimostrato che il boicottaggio era un valido ed efficace strumento di lotta.

La posizione degli Stati Uniti negli anni ‘60

Tuttavia, il non osteggiare una situazione di ingiustizia razziale diventa sempre più difficile in correlazione con la partecipazione degli Stati Uniti d’America, in realtà principali promotori, alla creazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

È particolarmente imbarazzante obiettare alle ingiustizie razziali di paesi di altri continenti, mentre, proprio negli Stati Uniti, si negano palesemente gli stessi diritti ai concittadini di colore.

Ma non è questo l’unico motivo che pare accelerare il processo di desegregazione: a partire dal 1957 alcuni degli stati africani raggiungono l’indipendenza e ciò influenza notevolmente la gente di colore degli Stati Uniti che si identificano con le popolazioni africane e vivono con orgoglio questo mutato scenario politico, a dimostrazione del fatto che la gente di colore è in grado di assumersi responsabilità ad alto livello.

Intorno agli anni 60 l’esigenza di far riconoscere i diritti civili di tutta la popolazione, senza discriminazioni, si fa sempre più sentita.

Proprio in questi anni sia i partiti politici che le istituzioni religiose si battono in favore di tali principi, lentamente si modifica anche l’atteggiamento che i bianchi hanno contro la partecipazione dei cittadini di colore ad alcune attività in settori rilevanti della società.

Così, in questi anni, aumenta la percentuale di professori universitari di colore, di stimati avvocati e giudici, di atleti famosi, di artisti e scrittori.

La resistenza passiva

La linea di pensiero del reverendo Martin Luther King Junior arriva ormai ovunque ed è molto sentita e condivisa in tutta la nazione, il suo credo nel valore e nell’efficacia della resistenza passiva come forma di protesta sociale, spinge alla ribellione la maggior parte della popolazione di colore.

Nel 1960 a Greensboro, nella Carolina del Nord, quattro studenti entrano in un supermercatino dove, dopo aver acquistato alcuni articoli, chiedono un caffè al banco, naturalmente la risposta è un netto rifiuto, come di consuetudine, ma loro se ne stanno lì, seduti, fino alla chiusura del negozio.

Nasce così il sit-in che diviene una forma efficace di protesta contro la segregazione e la discriminazione, basti pensare che immediatamente dopo questo avvenimento la tattica del sit-in viene adottata in ben 15 città di 5 stati del sud.

Il Civil Rights Act del 1964

Il movimento verso l’emancipazione della popolazione di colore viene sostenuto dal Presidente allora in carica, John Fitzgerald Kennedy, il quale, nell’aprile del ‘63, chiede al Congresso di emanare leggi che garantiscano ai cittadini uguale accesso ai servizi e alle strutture pubbliche e private, che non sia permessa la discriminazione nelle assunzioni da parte di imprese e istituzioni federali, e che il governo federale non fornisca alcun sostegno finanziario in programmi o attività che riguardino la discriminazione razziale.

Il messaggio del 19 giugno 1963 del presidente Kennedy alla nazione non ha solo un valore storico ma è una pietra miliare nel cammino degli Stati Uniti verso l’uguaglianza.

Nel 1964, ad un anno dalla sua morte, il Civil Rights Act diviene legge.

Nell’aprile ‘63, M.L. King organizza una marcia di protesta di 40 giorni nella quale vengono arrestate più di 2500 persone di colore; le manifestazioni si moltiplicano su tutto il territorio degli Stati Uniti, a sud come a nord, ed hanno anche il risultato di attirare l’attenzione sui musulmani di colore (Black Muslims, Nation of Islam) i quali si dichiarano convinti che gli Stati Uniti non concederanno mai l’uguaglianza alla popolazione di colore, pertanto rifiutano ogni tipo di collaborazione dedicandosi allo sviluppo della loro cultura ed istituzioni.

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Sintesi

Materie

  • Storia: Apartheid e segregazione razziale in America;
  • Arte: Pablo Picasso (l'influenza dell'arte africana);
  • Inglese: I have a dream;
  • Geografia: Virginia.
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