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Prefazione
In questa mia ricerca, ho analizzato il tema della seconda guerra mondiale, un avvenimento che causò profondi cambiamenti in tutto il mondo. Ho visto i rapporti intercorsi tra le diverse potenze coinvolte rappresentate dalle personalità più rilevanti del periodo come Churchill, in Inghilterra, e Charles de Gaulle, in Francia, ponendo la mia attenzione sui motivi storici che hanno portato al conflitto mondiale e dando importanza al risvolto umano degli avvenimenti, raccontati da Primo Levi nei suoi romanzi, in cui ha illustrato lo sterminio degli ebrei facendo emergere la sofferenza cui è stato sottoposto il suo popolo per le ideologie naziste di Adolf Hitler.
Dal punto di vista scientifico e tecnologico, mi sono concentrata sull’atomo, sulla fissione nucleare e sulla bomba atomica che, nella fase finale della guerra, ha seminato panico e distruzione in Giappone ad opera degli Stati Uniti e ho illustrato il risvolto moderno dell’energia atomica presentando le nuovi fonti energetiche e il loro utilizzo.
Anche il mondo artistico è stato influenzato dal secondo conflitto mondiale: analizzerò un dipinto di Salvador Dalì, pittore del Novecento, profondamente colpito dallo scoppio della bomba atomica. In campo musicale, anche autori contemporanei come Francesco Guccini, sono stati influenzati dalle atrocità cui sono stati sottoposti gli ebrei nei campi di sterminio e la canzone “Auschwitz” ne è un esempio.
Credo che il tempo trascorso a redigere questo lavoro sia stato ben speso per la mia personale crescita umana e scolastica.
L’Alunno
Monia Pelliccia
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Indice
- La seconda guerra mondiale Pag. 04
- Primo Levi Pag. 10
- Winston Churchill Pag. 20
- Charles De Gaulle Pag. 21
- La struttura dell’atomo Pag. 22
- La nascita della bomba atomica Pag. 23
- Le centrali nucleari Pag. 24
- Salvador Dalì Pag. 28
- I giochi olimpici del 1936 a Berlino Pag. 31
- Germania Pag. 35
- Francesco Guccini e Auschwitz Pag. 46
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La seconda guerra mondiale
Alla Seconda Guerra Mondiale presero parte le Nazioni di tutto il mondo e fu il maggior conflitto armato della storia. Ebbe luogo dal settembre del 1939 al maggio del 1945.
Alla fine della Prima Guerra Mondiale, secondo quanto stabiliva il Trattato di Versailles, la Germania perse le sue colonie e si ritrovò ad accettare condizioni economicamente devastanti. Il malumore che perversava nel territorio tedesco, favorì la fine della Repubblica di Weimar e l’ascesa al potere di Adolf Hitler e del nazionalsocialismo.
Il 1° settembre del 1939 la Germania invase la Polonia occidentale fingendo un attacco, denominato l’“Incidente di Gleiwitz”, ad una stazione radio tedesca. Prima di questa azione militare, il 23 agosto del 1939 i Ministri degli Esteri, Molotov e Von Ribbentrop, firmarono un trattato che, oltre alla non aggressione, conteneva una clausola con la quale si prevedeva che dopo l’invasione tedesca della Polonia occidentale, i Russi avrebbero potuto occupare la Polonia orientale.
Di fronte all’invasione del territorio polacco da parte delle truppe tedesche, il 3 settembre del 1939, Francia e Inghilterra, sulla base di un trattato di alleanza stipulato con la Polonia il 25 agosto dello stesso anno, dichiararono guerra alla Germania. Scoppiò la Seconda Guerra Mondiale.
Lo stato maggiore tedesco applicò con successo la guerra lampo (Blizkrieg), cioè un conflitto che avrebbe dovuto svilupparsi con campagne di breve durata avendo come obiettivo il rapido annientamento del nemico. Le armate sovietiche, il 17 settembre del 1939, come prevedevano gli accordi tedesco-sovietici, varcarono il confine polacco orientale, obbligando l’esercito polacco ad arrendersi: la capitale Varsavia, accanitamente difesa, venne rasa al suolo.
Lo Stato polacco fu diviso fra la Germania e l’Unione Sovietica secondo gli accordi. Mentre sul fronte occidentale gli anglo-francesi e i tedeschi si fronteggiavano attestati sulle linee difensive Maginot e Siegfried, le
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uniche operazioni belliche si svolsero nel Mar Baltico: i sovietici invasero la Finlandia che, dopo una valorosa lotta, fu costretta a cedere un’ampia parte del proprio territorio (Pace di Mosca 12 marzo 1940).
I sovietici proseguirono nella loro espansione verso occidente ponendo le piccole repubbliche di Lituania, Estonia e Lettonia, assorbite nell’URSS nei primi mesi del 1940, sotto il proprio controllo. Solo in primavera prese slancio l’offensiva tedesca verso il fronte occidentale, allontanando l’impressione di una guerra definita “Finta guerra” a causa delle difficoltà, da parte di inglesi e francesi, ad organizzare una qualsiasi azione bellica.
La guerra si spostò nella penisola scandinava quando, ai primi di aprile del 1940, le truppe tedesche sbarcarono e si impadronirono di Norvegia e Danimarca per ottenere il controllo del tratto di mare dove transitavano le materie prime.
Successivamente, sul fronte occidentale gli eserciti tedesco e francese si fronteggiarono dietro le opposte linee di fortificazione Siegfried e Maginot. Quest’ultima linea difensiva, estesa per 400 chilometri dal confine svizzero a quello del Lussemburgo, era stata costruita dai Francesi alla fine del primo conflitto mondiale ed era considerata inespugnabile.
Il 10 maggio Hitler, ignorando la neutralità di Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi, sferrò l’attacco alla Francia, aggirandola e ripetendo la tattica della Guerra Lampo: grossi contingenti di truppe inglesi vennero decimati e costretti ad imbarcarsi precipitosamente a Dunkerque (29 maggio-4 giugno 1940).
In base al Patto d’Acciaio, l’Italia avrebbe dovuto entrare in guerra, a fianco della Germania, nel 1939 ma fu accettata la linea della non belligeranza per l’impreparazione dell’esercito italiano e la scarsità di carbone e benzina necessari alla motorizzazione delle truppe.
Dopo la conquista della Francia da parte dei tedeschi, il conflitto sembrava avviarsi alla conclusione. Mussolini convinse i gruppi pacifisti della necessità di entrare nel conflitto per potersi sedere al tavolo delle trattative e spartirsi, con Hitler, il bottino di guerra.
Fu così che il 10 giugno 1940 Mussolini annunciò alla nazione, con un esaltato discorso, che anche l’Italia entrava in guerra contro gli Alleati, attaccando la Francia.
Il 14 giugno 1940 i tedeschi entrarono a Parigi e il maresciallo Pétain, l’eroe di Verdun nella prima guerra mondiale, il 22 giugno dello stesso anno fu costretto a firmare l’armistizio.
Mentre il nord della Francia era sotto il diretto controllo della Germania, nel restante territorio francese si costituì una repubblica sotto la guida di Pétain e Laval, con sede a Vichy: formalmente era libera ma collaborò apertamente con i nazisti, adottando una politica antisemita.
Il 24 giugno anche l’Italia firmava l’armistizio con la Francia. Dopo la sconfitta di quest’ultima, l’Inghilterra si trovò sola a fronteggiare la Germania: Hitler aveva progettato l’invasione dell’isola attraverso l’“Operazione Leone Marino”.
L’8 agosto 1940 Hitler dette inizio alla battaglia d’Inghilterra: l’aviazione tedesca (Luftwaffe) rovesciò sul territorio inglese un’incessante pioggia di fuoco ma l’Inghilterra contrappose una difesa sorprendente. La Raf inflisse all’aviazione tedesca gravi perdite tanto che il 31 ottobre 1940 la Germania fu costretta a fermare l’assalto. Fu la prima sconfitta nazista della guerra.
Contemporaneamente ai bombardamenti sulle città inglesi, Mussolini attaccò i possedimenti inglesi nel Mediterraneo e in Africa. Negli ultimi mesi del 1940 la guerra dimostrò di essere lontana da una rapida conclusione e di aver assunto una dimensione mondiale: il 27 settembre 1940, il Giappone si unì alla Germania e all’Italia, firmando, a Berlino, il Patto tripartito, detto anche asse Roma Berlino Tokio: i tedeschi si riservarono il compito di controllare l’Europa continentale, gli italiani il bacino del Mediterraneo e i giapponesi il continente asiatico.
Mussolini, il 28 ottobre 1940, spinto da motivi di prestigio, attaccò la Grecia nella convinzione di conseguire un’immediata vittoria, ma dovette ripiegare subendo gravi perdite perché l’offensiva, insufficientemente equipaggiata, venne bloccata dall’esercito greco che, rifornito dagli Inglesi, contrattaccò.
Questo insuccesso dimostrò l’impossibilità, da parte dell’Italia, di condurre azioni belliche in autonomia e compromise il prestigio del Duce.
Hitler decise di inviare, in appoggio alle truppe italiane, un potente corpo corazzato (Afrika Korps) al comando del generale Erwin Rommel (1891-1944), la Volpe del deserto, che fece indietreggiare gli inglesi e invase, assieme alle truppe italiane, la Grecia, che capitolò nell’aprile del 1941.
Il 22 giugno del 1941 i tedeschi attaccarono l’Unione Sovietica. Aveva inizio l’operazione denominata “piano Barbarossa”: un colossale spiegamento di forze e di mezzi si riversarono fino alle porte di Mosca e di Leningrado quando, il sopraggiungere di un inverno precoce, bloccò l’avanzata tedesca, impedendone l’occupazione.
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Stalin che si fidava del patto di non aggressione, applicò una lenta ritirata dell’esercito russo che diede vita, con l’appoggio degli inglesi, a un’accanita resistenza mandando in fumo la possibilità, per la Germania, di concludere la campagna con una rapida vittoria.
A controbilanciare la supremazia tedesca, si aggiunse l’aiuto degli Stati Uniti all’Inghilterra mediante l’invio di armi. Gli Stati Uniti avevano considerato, fino a quel momento, la Germania come l’unica nazione nemica in grado di vincere la guerra, ma ben presto entrarono in collisione con un’altra grande potenza, il Giappone.
Il 7 dicembre 1941, il fulmineo attacco aereo giapponese alla base navale statunitense di Pearl Harbor, nelle isole Hawaii, senza una dichiarazione ufficiale di guerra agli Stati Uniti da parte del governo di Tokyo, fu determinata per prevenire che gli americani si opponessero ai loro piani di espansionismo nel Pacifico.
L’azione giapponese determinò l’immediato intervento degli USA (8 dicembre 1941): la guerra diventava così veramente mondiale, investendo tutti i continenti.
Mentre l’alleato giapponese si faceva sempre più minaccioso, la Germania nell’inverno del 1941-1942 sottoponeva l’Europa a una gravosa pressione economica risparmiando Spagna, Svizzera e Svezia rimaste neutrali al conflitto.
I tedeschi esigevano grossi aiuti economici sia attraverso la corresponsione di denaro che mediante il sequestro di prodotti agricoli come cereali, carne e prodotti caseari e prodotti industriali.
Oltre ai bombardamenti, le popolazioni furono costrette al razionamento dei generi alimentari e di altri prodotti di prima necessità che si potevano ritirare periodicamente e in quantità limitate dietro presentazione di una tessera.
Ma fu soprattutto nei confronti degli ebrei che il “nuovo ordine” hitleriano si manifestò con tutta la sua brutale violenza, avviando quella che fu denominata la “soluzione finale” del problema ebraico.
Centinaia di migliaia di deportati nei campi di concentramento furono obbligati a lavorare in condizioni disumane, sottoposti a ogni genere di vessazioni e annientati nelle camere a gas e bruciati nei forni crematori.
Nei campi di sterminio trovarono la morte milioni di ebrei insieme a civili e a prigionieri russi e polacchi.
Se alla fine del 1941 quasi tutta l’Europa occidentale era sotto il dominio opprimente tedesco e nulla lasciava prevedere che l’Inghilterra sarebbe stata in grado di contrattaccare, alla fine del 1942 si profilò un cambiamento delle operazioni belliche in quanto l’iniziativa passò alle forze alleate contro il nazifascismo.
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Nella primavera del 1942 gli americani contrastarono, nel Pacifico, i giapponesi riconquistando le isole di cui si erano impossessati i nipponici mentre sul fronte orientale i sovietici organizzarono una controffensiva a Stalingrado.
L’esercito tedesco decimato e indebolito dalla fame e dal freddo di un inverno particolarmente rigido, ricevette, da Hitler, l’ordine di resistere a oltranza fra le rovine della città, finché il 2 febbraio 1943 il maresciallo Von Paulus trattò la resa.
La disfatta di Stalingrado segnò la svolta decisiva della seconda guerra mondiale per le conseguenze militari e per la positiva ripercussione psicologica esercitata in campo alleato.
Nell’Africa settentrionale le forze inglesi guidate da Montgomery fermarono ad El Alameyn le forze dell’Asse (Germania, Italia, Giappone) costringendole a ripiegare mentre gli americani sbarcavano, l’8 novembre del 1942, in Marocco e in Algeria dove le truppe francesi, fedeli al governo di Vichy, offrirono una debolissima resistenza.
Nel gennaio del 1943, Roosevelt e Churchill si incontrarono in Marocco e, nel corso della conferenza di Casablanca, decisero di sfruttare l’Africa come base per l’invasione scegliendo, come obiettivo dell’attacco, l’Italia dato che il Paese era giunto ai limiti delle proprie possibilità di resistenza.
Gli statunitensi approdarono il 10 luglio del 1943 in Sicilia messa a dura prova, come il resto della penisola italiana, dalla mancanza di viveri e dai massicci bombardamenti.
Per l’Asse, nel maggio del 1943, ci fu la definitiva capitolazione. Da allora tutta l’Africa del Nord si trovò saldamente nelle mani degli Alleati mentre in Italia, alcuni esponenti politici tentarono di sottrarre l’Italia dalla subordinazione totale alla Germania e di porre fine alla guerra.
Fu così che nella seduta del Gran Consiglio del Fascismo del 25 luglio 1943, un ordine del giorno dichiarò la sfiducia a Mussolini, destituito e fatto arrestare da Vittorio Emanuele III.
A questo avvenimento l’Italia reagì con una clamorosa esplosione di entusiasmo mentre i Tedeschi, resi sospettosi dagli avvenimenti, facevano affluire attraverso il passo del Brennero dieci nuove divisioni nella penisola.
Si inneggiava alla fine del fascismo, che si dissolse senza alcun tentativo di resistenza, mentre gli antifascisti e i condannati politici, liberati dalle prigioni, riprendevano pubblicamente la loro attività.
Gli italiani vennero richiamati alla realtà dal discorso del nuovo capo del governo, il maresciallo Badoglio, che annunciava alla nazione la continuazione della guerra, anche se, in completa segretezza, avviò le trattative con gli anglo americani per stipulare un armistizio che fu firmato a Cassibile nei pressi di Siracusa, il quale venne reso noto solo la sera dell’8 settembre senza che i comandi dell’esercito italiano ricevessero ordini su quale atteggiamento tenere nei confronti dei Tedeschi.
Il risultato immediato di tale iniziativa fu quello di far precipitare l’Italia in un drammatico caos e all’alba del 9 settembre il re e il maresciallo Badoglio abbandonarono Roma rifugiandosi presso gli Alleati a Brindisi.
Tale azione permise ai tedeschi di occupare tutta la parte dell’Italia non ancora occupata dagli Alleati facendo scattare il piano Artico preparato in previsione di uno sbarco alleato sulle coste italiane.
Lo stesso 8 settembre Roma fu conquistata dai tedeschi, nonostante un tentativo da parte di alcuni ufficiali di organizzare la difesa della città.
Nel frattempo, il 12 settembre, un gruppo di paracadutisti nazisti aveva liberato Mussolini, prigioniero a Campo Imperatore sul Gran Sasso e lo aveva condotto in Germania.
Il duce dichiarò di voler riprendere la guerra a fianco dell’alleato e proclamò l’istituzione della Repubblica Sociale Italiana (23 settembre 1943) con sede a Salò, sul lago di Garda, sede del nuovo governo.
Iniziava così una drammatica fase del conflitto per il nostro Paese, invaso da due opposti eserciti. Si manifestò allora l’attività di resistenza contro i tedeschi.
Nel marzo del 1943 erano stati indetti scioperi operai che avevano indicato la strada da percorrere per opporsi al regime nazista e una più grande prova delle capacità di lotta del popolo italiano si ebbe nelle quattro giornate di Napoli, in cui i civili insorsero vittoriosamente contro i tedeschi.
Il movimento di resistenza antitedesca non fu circoscritto all’Italia: i partigiani si organizzarono per contrastare il nemico con sabotaggi, azioni punitive, agguati e operazioni militari.
I nazisti risposero ai partigiani con azioni spietate di rappresaglia contro la popolazione civile, tra cui ricordiamo, per le dimensioni dell’eccidio, la strage operata a Marzabotto dalle SS, la milizia armata del partito nazista e il massacro delle Fosse ardeatine a Roma.
Quello del 1944-45 fu l’inverno più lungo e tragico perché, oltre alla fame, al freddo e ai continui bombardamenti, la popolazione civile dovette patire prepotenze e violenze di ogni genere.
Mentre nell’Italia del Nord agivano le formazioni partigiane, a Bari, il 28 gennaio 1944, venne richiesta l’abdicazione del vecchio sovrano, ritenuto
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responsabile delle sciagure del Paese, in favore del figlio Umberto.
Il 12 aprile 1944 il re si impegnava a nominare, al momento della liberazione di Roma, il figlio Umberto luogotenente del regno e a rimandare la scelta fra monarchia e repubblica a un referendum popolare da tenersi al termine della guerra.
Le forze anglo americane entrarono a Roma il 4 giugno. Nello stesso giorno Umberto di Savoia venne nominato luogotenente generale del regno.
Il 6 giugno 1944, due giorni dopo la liberazione di Roma, gli Alleati diedero inizio all’operazione Overlord con lo sbarco in Normandia sotto la guida di Eisenhower: infransero la resistenza dei Tedeschi che furono costretti a evacuare.
Nel settore orientale riprendeva slancio l’azione dell’Armata Rossa che, dopo la battaglia di Stalingrado, era riuscita, con incessanti offensive, a liberare tutto il Paese, giungendo al confine con la Polonia e iniziando la liberazione degli Stati balcanici.
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Introduzione Seconda Guerra mondiale tesina
In questa mia tesina di terza media, ho analizzato il tema della Seconda Guerra mondiale, un avvenimento che causò profondi cambiamenti in tutto il mondo. Ho analizzato i rapporti intercorsi tra le diverse potenze coinvolte rappresentate dalle personalità più rilevanti del periodo come Churchill, in Inghilterra, e Charles de Gaulle, in Francia, ponendo la mia attenzione sui motivi storici che hanno portato al conflitto mondiale e dando importanza al risvolto umano degli avvenimenti, raccontati da Primo Levi nei suoi romanzi, in cui ha illustrato lo sterminio degli ebrei facendo emergere la sofferenza cui è stato sottoposto il suo popolo per le ideologie naziste di Adolf Hitler. Dal punto di vista scientifico e tecnologico, mi sono concentrata sull’atomo, sulla fissione nucleare e sulla bomba atomica che, nella fase finale della guerra, ha seminato panico e distruzione in Giappone ad opera degli Stati Uniti e ho illustrato, nella mia tesina, il risvolto moderno dell’energia atomica presentando le nuove fonti energetiche e il loro utilizzo. Anche il mondo artistico è stato influenzato dal secondo conflitto mondiale: analizzerò un dipinto di Salvador Dalì, pittore del Novecento, profondamente colpito dallo scoppio della bomba atomica. In campo musicale, anche autori contemporanei come Francesco Guccini, sono stati influenzati dalle atrocità cui sono stati sottoposti gli ebrei nei campi di sterminio e la canzone “Auschwitz” ne è un esempio. Credo che il tempo trascorso a redigere questa tesina terza media sia stato ben speso per la mia personale crescita umana e scolastica.
Collegamenti
Seconda Guerra mondiale tesina
- Storia: La Seconda Guerra mondiale.
- Italiano: Primo Levi.
- Inglese: Winston Churchill.
- Francese: Charles De Gaulle.
- Scienze: La struttura dell’atomo, la nascita della bomba atomica.
- Tecnologia: Le centrali nucleari.
- Arte: Salvador Dalì.
- Educazione motoria: I giochi olimpici del 1936 a Berlino.
- Geografia: Germania.
- Musica: Francesco Guccini e Auschwitz.