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La funzione formativa del teatro scolastico

Ho scelto di proporre questo argomento, perché ho voluto cogliere l’occasione

per valorizzare l’esperienza dell’attività del laboratorio teatrale che è presente

da sempre nella mia vita e spero lo sarà anche in futuro.

L’esperienza più continuativa, inoltre, l’ho svolta al laboratorio di Teatro

Moderno del Tito Livio, per un ciclo di cinque anni che si è concluso il 30

maggio scorso.

Nel nostro liceo l’esperienza teatrale è presente dal 1983, col laboratorio di

Teatro Antico, al quale si è affiancato, nel 1997, quello di Teatro Moderno.

Ma indagando sul laboratorio teatrale nella scuola italiana in generale, ho

scoperto che sono moltissime le scuole che offrono ai loro studenti questa

esperienza, con i propri insegnanti o avvalendosi di esterni, e a tutti i livelli di

scuola, a partire dall’asilo nido. D’altra parte la risposta degli studenti è sempre

ampia. Ho svolto un’indagine in rete, tra 74 persone, tutte di mia conoscenza,

tra i 15 e i 30 anni, chiedendo “Perché fare teatro (a scuola)?”: la risposta più

frequente che ho ricevuto è stata: “Perché piace, è una passione.”

Questo può essere vero, ma, seppur i partecipanti, e a volte anche i docenti,

non si chiedono il perché esista questo tipo di corso, dato l’investimento

cospicuo (economico, ma anche per la quantità di persone che vi lavorano,

direttamente o indirettamente) con il quale l’istituzione scolastica sostiene

questa attività, è evidente che essa annette al laboratorio teatrale una valenza

formativa,

ulteriore, conforme a quella che è la sua missione educativa e di

istruzione. 1

Una lunga tradizione

Tito Livio

Nel 1983, il Liceo Tito Livio istituisce, su idea della professoressa di latino e greco F.

Salvagno, il laboratorio di teatro antico, appoggiandosi ad un professionista esterno,

Filippo Crispo, che ancora oggi segue il corso anche per gli aspetti tecnici, quali la

dizione e la gestualità, ed è regista nella rappresentazione di fine corso. I testi

appartengono sempre ad autori, tragici o comici, della Grecia antica e gli spettacoli,

ogni anno, vengono rappresentati al Festival Internazionale del Teatro Classico dei

Giovani Rassegna Internazionale Teatro Classico Antico Città di

di Siracusa e alla

Padova.

Spettacoli allestiti

Le troiane

1984: di Euripide

Le ecclesiazuse

1985-’86: di Aristofane

Adelphoe

1987: di Terenzio

Il ciclope

1988: di Euripide

Prometeo incatenato

1989: di Eschilo

Amore … ieri oggi domani

1990: con testi di Teocrito ed Eroda

Le eumenidi

1991: di Eschilo

L’intrattabile

1992: di Menandro

Chi non è né bello né buono né saggio

1993: dal ‘Simposio’ di Platone

La tartaruga le vacche la musica

1994: dall’ ‘Inno a Ermes’ e ‘I cercatori di tracce’ di

Sofocle

Supplici

1995: di Eschilo

Pluto

1996: di Aristofane

Elena

1997: di Euripide

Acarnesi

1998: di Aristofane

Querolus

1999: di Anonimo del V sec. d.C.

Ifigenia in Aulide

2000: di Euripide

La commedia degli asini

2001: di Plauto

Le tre monete

2002: di Plauto

Ottavia

2003: del teatro senecano

I cavalieri

2004: di Aristofane

Le donne a parlamento

2005: di Aristofane

2006 Coefore di Eschilo

Le Baccanti

2007 di Euripide

Le donne alla festa di Demetra

2008 di Aristofane

Andromaca

2009 di Euripide

Gli Eraclidi

2010 di Euripide

Le vespe

2011: di Aristofane 2 moderno,

Nel 1997 si affianca al corso esistente anche il laboratorio di teatro che

mette in scena testi di autori moderni o contemporanei, o testi scritti dallo stesso

regista, il docente di storia e filosofia Mario Simonato, che ha diretto il corso fino al

2007, per poi passare il testimone. Gli spettacoli partecipano a diverse rassegne e

concorsi regionali e nazionali, in cui sono risultati spesso vincitori(*).

Spettacoli allestiti

Terrore e miseria del Terzo Reich

1998: di Bertolt Brecht

Edipo, la tragedia dell’Occidente*,

1999: adattamento di Mario Simonato su testi di AA.

VV. La linea sottile*,

2000: adattamento di M. Simonato su testi di AA. VV.

Costola d’uomo*,

2001: adattamento di M. Simonato su testi di M. Yourcenar.

Beati i puri! (Tre storie di ordinaria follia)*,

2002: adattamento di M. Simonato su testi

di AA. VV.

Gath- Shemanim (Il bacio)*,

2003: adattamento su testi di AA. VV.

Il contastorie*,

2004: di M. Simonato

Il povero Piero, di Achille Campanile

Un giorno*,

2005: di N. Borile, G. Rolma, M. Ruol

Rumori fuori scena, di Michael Frayn

Alla locanda dei destini incrociati (Un atto d’amore al teatro)*

2006: , adattamento di

M. Simonato su testi

di AA.VV.

L’ultima Recita di Sara* Alcesti… o la recita dell’esilio

2007-2008: adattamento da di

Giovanni Raboni

Party Time The new

2009: di Harold Pinter, riadattamento, con apporti dall’opera

world order dello stesso

1984

autore, e da di George Orwell

Un medico… sarto*, Sarto per signora

2010: adattamento di di Georges Feydeau

Storia d’amore e di libertà*, da Il passo di un popolo

2011: adattamento di Romano

1

Pascutto

P.O.F. Liceo Tito Livio

1

Teatro

  • Corso di dizione e recitazione: rivolto agli studenti che intendono impegnarsi
  • in un’attività
  • di durata annuale e desiderano affinare i propri mezzi espressivi in vista
  • anche
  • delle rappresentazioni che concludono i corsi.
  • Rappresentazioni: sono organizzati due gruppi per l’allestimento e la
  • rappresentazione
  • di opere dal teatro antico e dal teatro moderno.
  • Lezioni propedeutiche e partecipazione a spettacoli teatrali organizzati da Enti
  • esterni. 3

4

“Formativo” dalle origini

Educativo, il teatro, lo è dalle origini: attraverso la partecipazione allo

spettacolo tragico il cittadino della polis doveva essere portato a liberare il

proprio animo dalle passioni (catarsi aristotelica), che vedeva rappresentate

sulla scena: il teatro, quindi, guida la polis e il suo obiettivo è quello di formare

i cittadini. Tra polis e teatro vi fu sempre un legame stretto: la rappresentazione

è un momento solenne, inserito nel contesto delle feste religiose, l’autore

mette in scena conflitti fondamentali nell’esistenza dell’uomo. La grandezza

della tragedia è ancora oggi universalmente riconosciuta nel conflitto irrisolto,

nonostante l’interpretazione di Hegel: poiché, alla luce della sua filosofia, l’arte

descrive la realtà come conciliazione degli opposti, egli pone sullo stesso piano

le tesi di Antigone (che rappresenta l’unità famiglia) e di Creonte (che

rappresenta lo stato, in cui l’istituzione famiglia dovrà risolversi).

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Sintesi

Italiano

Luigi Pirandello (Sei personaggi in cerca d'autore); Giovanni Verga (straniamento)

Greco

Origini del teatro classico; Antigone

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