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Liceo scientifico A.M.E. Agnoletti

Lo scorrere del tempo e il desiderio di eterna giovinezza dalla letteratura alla fisica

Candidato: Sabrina Magnolf

Classe 5°Bc

Anno scolastico 2015/2016 0

Introduzione

Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia!

Chi vuole esser lieto, sia, di doman non c’è certezza.

Scrisse Lorenzo de’ Medici nel 1490 ca. Nella Canzone di Bacco si riflette un clima culturale che ricompare con forza quasi in tutte le epoche: l’aspirazione ai piaceri terreni, l’ideale della bellezza e della giovinezza, ma anche la coscienza che il tempo trascorre in modo inesorabile e che la felicità dura poco.

Il tempo è sempre stato un tema in grado di affascinare l’uomo, sin dall’antichità.

Talvolta è stato in grado anche di ossessionarlo, soprattutto a causa della sua fugacità: il tempo scorre, inesorabile, senza mai tornare indietro, fugge, ed insieme ad esso anche la giovinezza e la vita umana, che risulta breve ed effimera. Questo concetto è espresso dal poeta italiano Ungaretti, nella sua raccolta di poesie “Sentimento del tempo”.

Vari atteggiamenti si sono proposti nei suoi confronti, per riuscire a vivere e non temere l’arrivo della morte, che viene concepita come un male, inevitabile, che deve essere sconfitto: il maggior esempio è fornito dal tema del “Carpe diem” di Orazio, che esorta a non chiedersi cosa accadrà nel domani, e soprattutto a vivere il presente e i piaceri della vita.

Questo è lo stile di vita, perfettamente adottato dal protagonista dell’opera di Oscar Wilde “Il ritratto di Dorian Gray”, il cui desiderio di eterna giovinezza è stato esaudito, ad un caro prezzo.

In definitiva, questo tema così caro alla letteratura, è un riflesso di una delle paure umane più grandi: quella del tempo.

Col progresso scientifico la ricerca si è intensificata, verso un’illusione di immortalità o eterna giovinezza, concreta.

Non esistono farmaci capaci di compiere il “miracolo” che ha legato l’anima di Dorian al suo dipinto, ma analizzando teoricamente la teoria della relatività di Einstein, un modo, forse, esiste. 1

O notte, Ungaretti e la brevità della vita umana

Dell’ampia ansia dell’alba

Svelata alberatura.

Dolorosi risvegli.

Foglie, sorelle foglie,

Vi ascolto nel lamento.

Autunni,

Moribonde dolcezze.

O gioventù,

Passata è appena l’ora del distacco.

Cieli alti della gioventù,

Libero slancio.

E già sono deserto.

Perso in questa curva malinconia.

Ma la notte sperde le lontananze.

Oceanici silenzi,

Astrali nidi d’illusione,

O notte.

La raccolta e la metrica

Questa poesia, intitolata “O Notte”, del 1919, è posta all’inizio della raccolta di “Sentimento del tempo”.

L’allegria,

Presenta ancora influenze della prima raccolta, e si inizia a notare il ritorno all’ordine, tipico del secondo Ungaretti, quello degli anni ’20: il verso è libero, con una metrica che preferisce i settenari nella prima parte, le frasi sono nominali anche se è presente il recupero della punteggiatura a differenza delle opere precedenti.

Ancora è presente il “culto della parola”: considerata l’unico veicolo per l’espressione dell’autenticità, consente di dare valore all’esperienza e di riscattarne il significato, viene considerata una “parola-bussola”.

Da qui la sua tendenza a valorizzarla, caricandola al massimo di tensione espressiva, 2 isolandola nel verso e circondandola dal bianco della pagina.

La parola diventa così essenziale, liberata da ogni contaminazione con la banalità del linguaggio di tutti i giorni.

In questa poesia, però, viene meno l’urgenza biografica, per una tendenza a stilizzarla e astrarla.

Questo è dovuto al periodo storico che viveva il poeta: gli anni ’20 sono quelli della riscoperta della cultura ottocentesca e classica che porta un ritorno all’ordine, dopo il grande sperimentalismo delle avanguardie novecentesche, con cui Ungaretti venne a contatto da giovane a Parigi.

Struttura O Notte

La poesia in questione, può essere divisa in tre parti: una prima fino al verso 3, riferita all’alba, la seconda, dal verso 4 al 13, all’Io che narra se stesso e le sue sensazioni, l’ultima, dal verso 14 alla fine, dedicata alla notte.

Le figure di suono non sono molte, si può notare un’allitterazione ai primi versi, fra le parole "Alba", "svelata", e "alberatura”.

Quest’ultime due parole, "alba" e "svelata", sono richiamate anche dalla parola "risvegli" al terzo verso.

Questi tre versi hanno in comune anche l’uso di termini che denotano un certo turbamento o movimento (ansia, svelata alberatura, risvegli) e si contrappongono ai successivi quattro dove sono usati termini più intimistici (lamento, moribonde dolcezze).

Questo si può attribuire al dolore che, durante il percorso della poesia, interiorizza il poeta.

Interpretazione

L’opera si può intendere come una metafora della condizione umana, della brevità della vita, che viene paragonata alle fasi del giorno (l’alba, i cieli alti di mezzogiorno, e la notte, appunto).

E’ un percorso, carico e pieno d’angoscia, che parte dall’alba della vita, metafora della nascita o rinascita, e poi arriva ai cieli alti della gioventù, ora così breve e fugace che è appena passata, ed è il (oceanici silenzi),

momento del distacco, fino alla notte, che è sia simbolo di pace (nidi d’illusione).

che di angoscia Quindi dominante è il tema del tempus fugit, è la vita umana vista come attimo, sottolineato dall’autunno, simbolo del tempo che scorre, ma vista anche come circolarità: lo si vede dal titolo che è anche l’ultimo verso della poesia. 3

L’inverno della vita, Orazio e il carpe diem

Com’è che l’uomo reagisce alla brevità della vita, al tempo che scorre inesorabile?

Una risposta si può trovare nell’ideale del Carpe Diem di Orazio, autore latino del secolo a.C., un vero e proprio invito a vivere i piaceri del

I

presente senza preoccuparsi del futuro, poiché è impossibile conoscerlo.

Per questo analizzerò una poesia tratta dalle Odi (1,9),

Ad Thaliarcum

Vides ut alta stet nive candidum lucro

Soracte nec iam sustineant onus adpone, nec dulcis amores

silvae laborantes geluque sperne puer neque tu choreas,

flumina constiterint acuto. donec virenti canities abest

Dissolve frigus ligna super foco morosa. Nunc et campus et areae

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Sintesi

Introduzione: scorrere del tempo ed eterna giovinezza, tesina

Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuole esser lieto, sia, di doman non c’è certezza.

Scrisse Lorenzo de’Medici nel 1490 ca. Nella Canzone di Bacco si riflette un clima culturale che ricompare con forza quasi in tutte le epoche: l'aspirazione ai piaceri terreni, l'ideale della bellezza e della giovinezza, ma anche la coscienza che il tempo trascorre in modo inesorabile e che la felicità dura poco.

Il tempo è sempre stato un tema in grado di affascinare l’uomo, sin dall’antichità. Talvolta è stato in grado anche di ossessionarlo, soprattutto a causa della sua fugacità: il tempo scorre, inesorabile, senza mai tornare indietro, fugge, ed insieme ad esso anche la giovinezza e la vita umana, che risulta breve ed effimera. Questo concetto è espresso dal poeta italiano Ungaretti, nella sua raccolta di poesie “Sentimento del tempo”. Vari atteggiamenti si sono proposti nei suoi confronti, per riuscire a vivere e non temere l’arrivo della morte, che viene concepita come un male, inevitabile, che deve essere sconfitto: il maggior esempio è fornito dal tema del “Carpe diem” di Orazio, che esorta a non chiedersi cosa accadrà nel domani, e soprattutto a vivere il presente e i piaceri della vita. Questo è lo stile di vita, perfettamente adottato dal protagonista dell’opera di Oscar Wilde, “Il ritratto di Dorian Gray”, il cui desiderio di eterna giovinezza è stato esaudito, ad un caro prezzo. In definitiva, questo tema così caro alla letteratura, è un riflesso di una delle paure umane più grandi: quella del tempo. Col progresso scientifico la ricerca si è intensificata, verso un’illusione di immortalità o eterna giovinezza, concreta. Non esistono farmaci capaci di compiere il “miracolo” che ha legato l’anima di Dorian al suo dipinto, ma analizzando la teoria della relatività di Einstein, teoricamente, un modo, forse, esiste. La tesina permette vari collegamenti con le materie scolastiche.

Collegamenti

Scorrere del tempo ed eterna giovinezza, tesina

  • Italiano - Ungaretti "O notte".
  • Latino - Orazio "Ad Thaliarcum".
  • Inglese - The picture of Dorian Gray.
  • Fisica - La teoria della relatività di Einstein.
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