3ª L – Galileo 2
A.s. 2012 / 2013
Tesina
Di Facini Benedetta Francese
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La guerra fredda
L’era spaziale
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Come guarire la Terra
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Il riscaldamento del pianeta
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Storia della musica popolare
La guerra fredda
I protagonisti della guerra fredda
URSS
L’URSS uscì dalla II guerra mondiale notevolmente provata: 18 milioni di morti, molte città distrutte e tutte le sue regioni europee invase dalla Germania. Riuscì comunque ad affermarsi a livello mondiale grazie alla forza del suo grande esercito (“l’armata rossa”), grazie alla ferrea disciplina imposta da Stalin e grazie allo sfruttamento dei territori occupati.
In Europa orientale, la massiccia presenza dell’armata rossa anche dopo la fine del conflitto, determinò l’imposizione russa di governi comunisti filo-sovietici.
USA
Gli USA uscirono dalla II guerra mondiale addirittura rafforzati; essi non avevano, infatti, conosciuto né occupazione straniera né bombardamenti e la loro capacità produttiva era notevolmente aumentata dato lo sforzo fatto per rifornire di armi e di ogni altra merce i propri soldati in guerra.
Alla fine della guerra gli USA si ritrovarono con la più potente marina e aviazione militare del mondo e la sua supremazia militare era garantita dal possesso della bomba atomica.
Vennero create due nuove istituzioni economiche internazionali: la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale con lo scopo di agevolare con prestiti lo sviluppo dei paesi più arretrati. Queste istituzioni dipendono però principalmente dai finanziamenti USA e sono quindi largamente influenzati dalla politica di Washington.
Agli occhi degli americani il fallimento delle democrazie europee, la nascita dei regimi fascisti, dei vari nazionalismi e della stessa catastrofe bellica erano il frutto della mancata risoluzione dei problemi finanziari creati dalla I guerra mondiale. Solo l’affermazione della libertà di commercio su scala mondiale e lo sviluppo della cooperazione internazionale avrebbero potuto assicurare la pace e la democrazia. Gli USA si proclamarono allora promotori di quest’ideale e lo dimostrarono attuando il cosiddetto “Piano Marshall”.
Il Piano Marshall consisteva nella concessione agli stati europei di prestiti a basso interesse; creò un forte legame tra USA e Europa occidentale, si pose come forte baluardo contro le mire espansionistiche sovietiche in Europa. Fu per questo dunque che quando gli americani offrirono i loro aiuti anche a Cecoslovacchia e Polonia, fu lo stesso Stalin ad intervenire e ad imporre ai governi di Varsavia e di Praga di rifiutare l’offerta americana.
La solidarietà politica tra USA ed Europa si riaffermò poi nel 1949 con l’alleanza politico-militare del Patto Atlantico che ebbe il suo strumento bellico nella NATO.
NATO
La NATO era una alleanza con carattere difensivo, ma il suo sorgere confermò comunque una netta divisione dell’Europa occidentale da quella orientale.
Questa divisione fu confermata nel 1955 quando i paesi del blocco comunista opposero alla NATO una loro alleanza militare, il Patto di Varsavia, che istituiva a Mosca il comando supremo delle forze armate di tutti i paesi a lei alleati.
I non allineati
Non tutte le nazioni però avevano accettato di allinearsi con uno dei due blocchi e avevano preferito restare neutrali e conservare i propri orientamenti tradizionali nella politica estera e le proprie strutture e istituzioni di governo.
Tra i “non allineati” europei il più importante fu la Yugoslavia che nel 1948, vista la scarsa presenza dell’armata rossa sul suo territorio, arrivò ad una rottura definitiva con l’URSS per quanto riguardava le relazioni economiche e militari, aderendo invece al piano Marshall e intensificando gli scambi con l’occidente. Si proclamò quindi repubblica federale e concesse ampie autonomie alle sue sei regioni. In questo modo, dunque, la Yugoslavia si pose come cuscinetto neutrale tra Est ed Ovest.
La corsa agli armamenti
Nel 1945 il primato atomico americano finì. Fu proprio questo infatti, l’anno in cui l’URSS riuscì a costruire la sua prima bomba atomica.
Nel 1952 intanto, gli USA riconquistarono la supremazia nucleare con la costruzione della prima “bomba H”, la bomba all’idrogeno, che aveva una potenza distruttiva mille volte superiore a quella della bomba di Hiroshima.
Pochi mesi dopo i sovietici ottennero gli stessi risultati.
La corsa agli armamenti era ormai cominciata.
Sia USA che URSS cominciarono a investire gran parte dei loro capitali nella ricerca e nella costruzione di armi sempre più nuove e più potenti.
Gli USA, comunque, mantennero sempre una certa superiorità tecnologica, superiorità che venne seriamente minacciata nel 1957 con la messa in orbita da parte dei sovietici dello “Sputnik”.
Lo Sputnik era il primo satellite artificiale in orbita attorno alla Terra, ma la sua importanza, agli occhi degli occidentali, consisteva soprattutto nel fatto che ora i sovietici avrebbero potuto disporre di propulsori in grado di lanciare missili dal suolo russo direttamente sul territorio americano.
In risposta allo Sputnik gli USA lanciarono nel 1958 il loro primo satellite orbitale: l’Explorer.
Intanto furono sempre i sovietici il 12 aprile 1961 a lanciare nello spazio il primo uomo: Yuri Gagarin, che completò un’orbita attorno alla Terra.
Nel 1968, dopo varie spedizioni, l’Apollo 11 compì un’orbita attorno alla Luna e nel 1969 gli Stati Uniti raggiunsero un obiettivo che coinvolse la popolazione mondiale e diventò la più spettacolare delle imprese spaziali: gli astronauti Armstrong e Aldrin poggiarono per la prima volta piede sul suolo lunare compiendo alcuni esperimenti. L’episodio venne trasmesso in diretta su tutte le televisioni del mondo e da quel momento furono e sono tuttora gli Stati Uniti ad avere i migliori successi nello spazio.
“Un piccolo passo per l’uomo… un grande passo per l’umanità” (Neil Armstrong)
L’idrogeno e la vita di una stella
I viaggi d’esplorazione del nostro sistema solare e dell’universo sono stati resi possibili grazie all’utilizzo di speciali mezzi molto potenti capaci di attraversare il campo d’attrazione gravitazionale terrestre: gli Space Shuttle. Queste navette spaziali sono dotate di potentissimi motori che hanno portato e portano tutt’ora le sonde spaziali e l’uomo fuori dal nostro campo gravitazionale. Fuori dallo spazio i razzi propulsori degli Space Shuttle si sganciano per essere recuperati.
Ma proprio questo è stato il problema per molti anni: come riuscire a forzare l’attrazione gravitazionale terrestre? Cosa utilizzare per conferire così tanta energia a questi speciali missili? Si decise di utilizzare l’idrogeno.
L’idrogeno è l’elemento chimico più diffuso dell’universo. Più del 75% della massa della materia visibile nell’universo sotto forma di stelle e galassie è costituita da idrogeno.
L’idrogeno va a formare molte molecole (basti pensare all’acqua). In natura non si trova allo stato atomico ma unito ad un altro atomo di H a formare la molecola H2. Ha carica elettrica nulla, siccome il protone ha carica positiva e l’elettrone negativa.
Questo processo avviene quotidianamente nelle stelle e nel Sole, la stella per eccellenza. Il Sole, che noi crediamo sia di colore giallo, è in realtà rosso a causa dei processi di fusione che avvengono continuamente. Le stelle sono corpi celesti capaci di emettere luce. Arrivano a dimensioni enormi e la loro temperatura è così alta da innescare reazioni nucleari; da tali reazioni si sviluppa la straordinaria quantità di energia che rende questi corpi sorgenti di luce. Inizialmente l’idrogeno si converte in elio, ma con il passare del tempo il combustibile nucleare tende ad esaurirsi e si verificano reazioni nucleari più complesse che originano elementi più pesanti: la stella si raffredda e si espande, trasformandosi in una gigante o in una supergigante rossa.
Da questo momento ogni stella va incontro a un’evoluzione che dipende dalla sua massa:
- Stelle “leggere” (come il Sole) si contraggono originando le nane bianche, stelle molto dense, piccole e capaci di emettere una luce chiara. Ma anche la loro luce tende ad attenuarsi fino a scomparire, formando un corpo nero.
- Stelle “massicce” si trasformano in supernove, che esplodono nello spazio scagliando tutt’attorno atomi pesanti (carbonio, azoto, ossigeno...); questi entrano a far parte delle nebulose fornendo ”materiale da costruzione” per nuovi corpi celesti.
Ciò che resta della stella originale, invece, si concentra e si riduce ad un volume piccolissimo e costituito da materia ad altissima densità, la stella di neutroni (o pulsar), in cui gli atomi non esistono più, mentre elettroni e protoni si fondono per originare neutroni.
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Collegamenti interdisciplinari
- Italiano: Eugenio Montale
- Storia: la guerra fredda
- Scienze: la vita delle stelle
- Tecnologia: le energie rinnovabili
- Musica: il '900 e l'impressionismo
- Inglese: i Beatles e il rock n'roll
- Francese: il riscaldamento del pianeta
- Arte: il cubismo
- Geografia: il Canada