Istituto professionale commerciale
“Giuseppe Marchesini” di Sacile
Esame di Stato
Anno 2012/2013
Arlinda Uzairi
Lo 5^AZI
Scandalo della banca romana
Indice
Introduzione 2
Lo scandalo della banca romana 3
Giovanni Giolitti 6
Luigi Pirandello 7
Les functions des banques 8
I contratti bancari 9
Introduzione
Ho scelto di approfondire la storia dello Scandalo della Banca Romana perché ho visto un film
girato nel 2010 con attori protagonisti Beppe Fiorello, Vincent Perez, Lando Buzzanca e Andrea Osvart. La
regia è di Stefano Reali. La trovo una storia molto interessante anche perché prima non ero a conoscenza di
questo scandalo questa è una storia che è successa nel 1893
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Lo scandalo della Banca Romana
Dopo l’Unità, in Italia, erano ben sei le banche centrali che avevano la facoltà di emettere biglietti di
banca: la Banca Romana, la Banca Nazionale di Torino, il Banco di Napoli, il Banco di Sicilia, la
Banca Nazionale Toscana e la Banca Toscana di Credito.
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All’epoca, le maggiori banche italiane si erano impegnate in prestiti a lungo termine soprattutto nel
settore edilizio. Dopo alcuni anni inizia la crisi del settore edilizio, e tra le banche che crollarono ci
fu la Banca Romana. Lo scandalo della Banca Romana, fu causato dalla grave depressione iniziata
nel 1887-88 e dagli eccessivi investimenti nel settore edilizio, dopo il trasferimento della capitale a
Roma. Per coprire le perdite, l’istituto di credito della capitale iniziò a emettere nuova moneta senza
autorizzazione, ed arrivò addirittura a stampare due serie di banconote con lo stesso numero di serie,
in modo da raddoppiare, senza ritirare le monete già in circolazione.
Così nel 1889 si inizia a parlare delle irregolarità delle banche e soprattutto della
Banca Romana. Per questo motivo, il Ministro dell’Agricoltura, Industria e
Commercio del Governo Crispi I, Luigi Miceli, dispose un’indagine ispettiva su
tutti gli istituti di emissione. L’inchiesta fu affidata al senatore Giuseppe
Giacomo Alvisi e al funzionario del Tesoro Gustavo Biagini. L’indagine dette
risultato contraddittorio: fu riscontrata una mancanza di nove milioni di lire,
reintegrate tuttavia il giorno successivo e spiegata con l’incapacità degli
inquirenti. Il 30 giugno 1891, il Governo di Rudinì I si oppose, affinché il
senatore Alvisi non riferisse al Senato i risultati dell’indagine da lui condotta “in
nome dei supremi interessi del Paese e della Patria”. Prima della sua morte,
Alvisi confidò ad alcuni amici i risultati dell’inchiesta, che vennero resi noti il 20
dicembre 1892 dal deputato radicale Napoleone Colajanni: la Banca Romana, a
fronte dei 60 milioni di riserva, aveva emesso biglietti di banca per 113 milioni
di lire, incluse banconote false per 40 milioni emesse in serie doppia. Per
accertare le modalità di quelle emissioni fu proposta un’inchiesta parlamentare
a cui si oppose il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti che promosse un
ulteriore richiesta presieduta dal primo presidente della Corte dei Conti Enrico
Martuscelli. Il 20 gennaio 1893 Martuscelli riferì l’esistenza delle irregolarità: il
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governatore della Banca Romana Bernardo Tanlongo e il direttore Michele
Lazzaroni vennero arrestati. L’ex governatore della Banca Romana Bernardo
Tanlongo, dal carcere affermò di aver dato
cospicue somme anche a diversi presidenti del
consiglio, tra cui Francesco Crispi e Giovanni
Giolitti. Giolitti, in risposta ad interrogazioni ed