A mio padre, che nonostante tutto
ha sempre creduto in me.
Grazie per avermi accompagnato
in questo viaggio.
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Indice
Introduzione……………………………………………………………………………………… pag.3
Via Panisperna: Enrico Fermi e i suoi ragazzi……………………………………………………...pag. 4-6
Il Cimitero Acattolico: Percy Shelley e John Keats………………………………………………...pag 7-9
Porta San Paolo e Via Tasso: Roma occupata……………………………………………….pag 10-14
La vita a Roma nel dopoguerra: Alberto Moravia, “Racconti Romani”……………………..pag 15-16
Campo De’ Fiori: Giordano Bruno……………………………………………………………...pag 17-19
Il caos a Roma: Giovenale, Satira III……………………………………………………...pag 20-22
Introduzione
Era fine aprile quando, passeggiando per il centro di Roma, ho pensato: ma perché non fare una
tesina sulla mia città? In fondo, dobbiamo presentare un argomento che permetta ai commissari 2
esteri di capire qualcosa in più su di noi e sulla nostra personalità e io sono così: amo ascoltare la
storia e i racconti delle persone perché, attraverso questi, si riescono a comprendere i motivi degli
avvenimenti. In fondo Roma, il luogo dove sono nata e cresciuta, è la “Città Eterna”, e di storie ne
conosce parecchie: ogni luogo ha un ricordo, una particolarità che la collega a qualcuno che,
almeno una volta nella vita, l’ha attraversata.
Tutti conoscono Roma per il suo grande passato, ma in pochi conoscono quello che sta sotto, in
modo particolare i giovani.
Questa mia tesina sarà, quindi, un tentativo di “rivalsa” nei confronti di chi afferma che noi non ci
interessiamo a ciò che ci circonda, tralasciando spesso dettagli importanti per la nostra
conoscenza, soprattutto nei confronti della propria città: mi sono imbattuta in persone che
affermavano che i giovani non conoscessero le curiosità e le storie particolari su Roma, ma non
tutti sono così.
Quello che ho voluto quindi rappresentare, in questo mio lavoro, sono le persone o gli avvenimenti
che, durante questi ultimi anni di liceo, mi hanno colpito, collegandoli ai luoghi di Roma nei quali
hanno vissuto, lavorato o sono accadute.
La mia tesina è basata su mie ricerche personali, che mi hanno portato a studiare la mia città e a
recarmi nei luoghi che mi permettessero di rivivere quelle storie passate oggi, in modo tale da
vivere il disincanto romano.
Perché “Roma è un’iperbole, con i suoi fasti imperiali e la sua storia troppo grande, ma quando
capisci che anche lei non ci crede più, ti innamora con il suo imperiale disincanto”
(A. D’Avenia, Cose che nessuno sa)
Ogni storia avrà, quindi, il suo luogo, ogni luogo la sua storia e, uniti, riusciranno ad esaltare quel
fattore comune che è la bellissima città nella quale si svolgono: Roma. 3
Via Panisperna: Enrico Fermi e i suoi ragazzi
In una traversa di Via Cavour, poco distante dalla chiesa di San Lorenzo in Panisperna, si trova
una palazzina che oggi fa parte del complesso del Viminale ed è la sede del Ministero dell’Interno.
Tra il 1929 e il 1938 fu, invece, il centro della ricerca della facoltà di Fisica dell’Università di Roma,
nel quale lavorarono Enrico Fermi e i suoi collaboratori: i Ragazzi di Via Panisperna.
Il gruppo nacque grazie all'interessamento di Orso Mario Corbino, fisico, già ministro, senatore e
direttore dell'Istituto di fisica di via Panisperna, il quale riconobbe le qualità di Enrico Fermi e si
adoperò perché fosse istituita per lui nel 1926 la prima cattedra italiana di Fisica teorica. A partire
dal 1929, Fermi e Corbino si dedicarono alla trasformazione dell'Istituto in un moderno centro di
ricerca. Per il settore sperimentale, Fermi poté contare su un gruppo di giovani fisici: Edoardo
Amaldi, Franco Rasetti ed Emilio Segrè, ai quali nel 1934 si aggiunsero Bruno Pontecorvo e il
chimico Oscar D'Agostino e, in campo teorico, Ettore Majorana.
Agli inizi, il gruppo lavorava sulla spettroscopia, lo studio delle onde elettromagnetiche, dal quale
successivamente si allontanarono passando allo studio, molto più promettente, del nucleo
atomico: basandosi sulla scoperta dell’esistenza di particelle atomiche senza carica- per questo
definite neutroni- aventi, inoltre, una massa elevata rispetto a quella di protoni ed elettroni,
Majorana sviluppò una teoria con cui spiegava le forze che legano neutroni e protoni all’interno del
nucleo, risultati pubblicati solo successivamente su esortazione di Eisenberg.
Gli studi successivi si basarono, invece, sul decadimento radioattivo e sull’emissione di raggi
beta (raggi di elettroni), centro della ricerca fisica nucleare. Nel 1933 Fermi elaborò una teoria del
decadimento beta, la quale venne riconosciuta come un lavoro straordinario che avrebbe aperto
quel fondamentale capitolo della fisica definito “Fisica delle interazioni deboli”.
Nel 1934, i coniugi Irene Curie e Frederick Juliot annunciarono la scoperta della radioattività
artificiale: nelle loro ricerche, riuscirono a creare nuovi nuclei radioattivi bombardando nuclei stabili
con particelle alfa (nuclei di Elio). Appresa la notizia, Fermi ebbe subito l’idea di ottenere risultati
analoghi bombardando i nuclei con neutroni anziché raggi alfa. Per fare ciò il fisico necessitava di
sorgenti di neutroni molto intense, che trovò grazie all’aiuto di Bacchi, direttore del laboratorio di
fisica della Sanità pubblica, e di un chimico, D’Agostino, il quale si era recato in Francia per
studiare le tecniche radiochimiche dei coniugi Juliot.
Gli studi si basavano sul bombardamento di tutti gli elementi chimici, da quelli a minore densità a
quelli a maggiore. Nel 1934 Fermi decise di attuare un programma sperimentale per misurare
sistematicamente i risultati ottenuti in modo da poterli confrontare meglio: questo lavoro venne
affidato ad Amaldi e Pontecorvo, un giovane fisico pisano. Tuttavia, i risultati che ottennero erano
inspiegabili in quanto, nonostante si avvenissero nelle migliori condizioni di irraggiamento,
variavano senza un apparente senso logico.
Fu Fermi che, il 20 ottobre del 1934, riuscì, grazie all’inserimento della paraffina tra sorgente e
l’elemento da bombardare, ad ottenere risultati eccezionali: i neutroni venivano, infatti, rallentati
dagli urti con gli idrogeni presenti nella paraffina. In questo modo si aumentava la radioattività
emessa, in quanto i neutroni restavano più tempo all’interno del nucleo dell’atomo bombardato
che attraversavano e, quindi, avevano più tempo di interagire con esso. La scoperta venne subito 4
brevettata ed aumentò notevolmente la fama del gruppo. Tuttavia, a partire dall’estate del 1935, il
gruppo inizia a disperdersi soprattutto a causa del clima politico di intolleranza instaurato dal
Fascismo: Fermi si trasferì negli USA, dove partecipò al progetto Manahattan e, nel 1938,
ricevette il Nobel per la fisica “per aver scoperto nuove sostanze radioattive appartenenti all’intero
campo degli elementi e per la scoperta del potere selettivo degli elettroni lenti”;
- Rasetti si trasferì in Canada;
- Segré si recò negli USA, dove partecipò al progetto Manahattan e scoprì il tecnezio;
- D’Agostino restò in Italia così come Amaldi, il quale elaborò le teorie dei monopoli magnetici e
delle onde gravitazionali;
Majorana scomparve misteriosamente nel 1938 tra Palermo e Napoli, mentre Pontecorvo si
trasferì, in piena guerra fredda, nell’Unione Sovietica dove studiò la fisica delle particelle ad alta
velocità.
In basso: la sede degli studi sita in via Panisperna in una rappresentazione d’epoca 5
In alto sx: una parte del gruppo, partendo da sinistra D’Agostino, Segrè, Amaldi, Rasetti e Fermi 6
In alto dx: gli altri due componenti aggiunti del gruppo: Majorana (sx) e Pontecorvo (dx)
In basso: Fermi alla consegna del Nobel 1938
Il cimitero acattolico: Percy Shelley e John Keats
Secondo le leggi ecclesiastiche della chiesa cattolica, i protestanti non
possono essere seppelliti in suolo cattolico o consacrato. Per questo
motivo, molti cimiteri acattolici vennero costruiti nelle più visitate città
portuali, come Livorno (1598) e Venezia (1684). Tuttavia questi luoghi
sorsero anche in altre città italiane, tra cui spicca Roma. Il cimitero
acattolico romano nacque nel 1716, data in cui alcuni membri della
famiglia Stuart Court, esiliati dall’Inghilterra, ottennero il permesso di
essere seppelliti di fronte alla Piramide di Caio Cestio da Papa Clemente
XI. Da quel momento molti altri personaggi sono stati seppelliti in questo
luogo confinante con la Piramide e circondato dalle mura aureliane, tra di essi spiccano: Bruno
Pontecorvo, collaboratore di Fermi nell’Istituto di Via Panisperna; Antonio Gramsci, fondatore del
PCI nel 1921; Emilio Lussu ed Carlo Emilio Gadda, scrittori italiani e Gregory Corso, poeta della
Beat Generation.
Two of the most important English romantic poets rest here: Percy
Bysshe Shelley and John Keats.
Shelley (1792-1822) was born in Sussex. He studied in Oxford, from
where he was expelled. After he married a woman 16 years older than
him, he run away with Mary Wollstonecraft, the one who wrote
“Frankestein”. They travelled all around Europe, in particular in Italy,
living in various place. In 1819 their son William died and they decided
to bury him in the non-catholic cemetery of Rome: Shelley really like
this place, in fact he wrote to Thomas Peacock “this place is the most
beautiful and solemn cemetery I have ever seen”. Maybe that is the
reason why he was buried here after he drowned during a storm in the
Bay of La Spezia. On his headstone were engraved some verses of
Shakespeare’s work Tempest: ‘Nothing of him that doth fade, but doth
suffer a sea change, into something rich and strange’
Keats (1795-1821) was born in London. He became a student to be a
doctor but he left the Hospital to be a poet. In 1818 Keats nursed his
brother Tom who was ill with tuberculosis. After Tom’s death he moved
to Hampstead where he met and fell in love with Fanny Brawne who
could not marry because of his economical status. In 1820 He moved
to Rome, hoping that the warmer climate could help him with his
illness, tuberculosis, but it won’t: he died one year later. He is buried in
the ancient part of the cemetery near Joseph Severn, his friend who
host him in the city.
On his headstone Keats doesn’t want to be engraved his name, but
‘He lies one whose name was writ on the water’. Near it there is a
stone where were engraved: ‘Keats! If your dear name was written on the water every drop fall
over the face of the people who love you!’
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Introduzione Roma, mille storie mille luoghi tesina
Era fine aprile quando, passeggiando per il centro di Roma, ho pensato: ma perché non fare una tesina di maturità sulla mia città? In fondo, dobbiamo presentare un argomento che permetta ai commissari esterni di capire qualcosa in più su di noi e sulla nostra personalità e io sono così: amo ascoltare la storia e i racconti delle persone perché, attraverso questi, si riescono a comprendere i motivi degli avvenimenti. In fondo Roma, il luogo dove sono nata e cresciuta, è la “Città Eterna”, e di storie ne conosce parecchie: ogni luogo ha un ricordo, una particolarità che la collega a qualcuno che, almeno una volta nella vita, l’ha attraversata.
Tutti conoscono Roma per il suo grande passato, ma in pochi conoscono quello che sta sotto, in modo particolare i giovani.
Questa mia tesina sarà, quindi, un tentativo di “rivalsa” nei confronti di chi afferma che noi non ci interessiamo a ciò che ci circonda, tralasciando spesso dettagli importanti per la nostra conoscenza, soprattutto nei confronti della propria città: mi sono imbattuta in persone che affermavano che i giovani non conoscessero le curiosità e le storie particolari su Roma, ma non tutti sono così.
Quello che ho voluto quindi rappresentare, in questa mia tesina, sono le persone o gli avvenimenti che, durante questi ultimi anni di liceo, mi hanno colpito, collegandoli ai luoghi di Roma nei quali hanno vissuto, lavorato o sono accadute. La mia tesina di maturità è basata su mie ricerche personali, che mi hanno portato a studiare la mia città e a recarmi nei luoghi che mi permettessero di rivivere quelle storie passate oggi, in modo tale da vivere il disincanto romano.
Perché “Roma è un’iperbole, con i suoi fasti imperiali e la sua storia troppo grande, ma quando capisci che anche lei non ci crede più, ti innamora con il suo imperiale disincanto”
(A. D’Avenia, Cose che nessuno sa)
Ogni storia avrà, quindi, il suo luogo, ogni luogo la sua storia e, uniti, riusciranno ad esaltare quel fattore comune che è la bellissima città nella quale si svolgono: Roma.
Collegamenti
Roma, mille storie mille luoghi tesina
- Italiano - Moravia, racconti romani.
- Storia - Tra San Paolo e via Tasso: Roma occupata.
- Latino - La Suburra, Giovenale, Satira III.
- Fisica - Via Panisperna, Enrico Fermi e le scoperte.
- Filosofia - Campo de' Fiori, Giordano Bruno.
- Inglese - Il cimitero acattolico, John Keats e Percy Shelley.