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Liceo Visitandine Malpighi

A.S. 2015/2016

L’invenzione e l’uso della bomba atomica

Paure e responsabilità degli scienziati

Giorgia Zappi

Classe V LSA 1

Introduzione

Ho deciso di parlare della bomba atomica, sia dal punto di vista storico che umano, perché mi hanno particolarmente interessato le vicende che hanno portato allo sgancio delle due bombe sul Giappone.

Inizio con una citazione quasi “profetica” di Italo Svevo. L’autore, nella

La coscienza di Zeno

conclusione del romanzo (1923), coglie pienamente ciò che stava succedendo a quel tempo e cosa sarebbe successo in un futuro, che risulterà essere non troppo lontano.

“Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. [..] Un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di un stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie”

Einstein e 2

E=mc2

[fig.1]

Albert Einstein è un fisico tedesco che lavora all’ufficio brevetti di Berna.

Egli incarna una figura molto importante per la storia della fisica del Novecento, infatti fu uno dei tre studiosi ad avere un annus mirabilis: quello del 1905. In quell’anno egli scrisse in marzo, maggio e giugno tre lavori riguardanti rispettivamente l’effetto fotoelettrico, il moto browniano e la relatività ristretta.

Sull’elettrodinamica dei corpi in

In particolare, il terzo grande lavoro è

movimento, contenente la teoria della relatività ristretta da cui segue la

2

celebre formula.

E=mc2

E è l’energia che possiede un corpo a riposo in virtù della sua massa (infatti non compare alcun termine riguardante la velocità del corpo).

Questa formula esprime l’equivalenza massa-energia per cui viene suggerita la possibilità di trasformare direttamente la materia in energia e viceversa; si può dire quindi che la massa e l’energia sono due facce della stessa medaglia.

La quantità di energia derivante da una reazione interpretata da questa formula è molto grande, infatti si ha il prodotto fra la massa e la velocità della

2

luce al quadrato: la velocità c è circa 3x108 m/s per cui anche un corpo poco

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massivo genera un’energia enorme.

Einstein, nel suo articolo, non si cura di una possibile applicazione pratica di tale teoria, tuttavia intuisce che essa poteva essere la chiave per spiegare il fenomeno dell’emissione spontanea di energia da parte di alcuni atomi.

L’ipotesi che alcune reazioni, che implicano questo principio, potessero avvenire all’interno dei nuclei atomici (e che quindi il decadimento liberasse

[fig.2].

energia) verrà poi avanzata da un gruppo di fisici, tra cui Enrico Fermi

[fig.1] Albert Einstein

[fig.2] Enrico Fermi

I ragazzi di via Panisperna

Enrico Fermi è, a parer di tutti, un “ragazzo fuori dal comune” destinato a portare enormi cambiamenti in ambito scientifico; egli sostiene che la fisica nucleare possa essere il futuro, perciò a Roma, nell’Istituto di fisica in via Panisperna, comincia a creare un gruppo di giovani desiderosi di aprire nuove

[fig.3]

frontiere a questa disciplina. Di questo gruppo fanno parte Franco Rasetti, Emilio Segrè, Edoardo Amaldi, Ettore Majorana, Oscar D’Agostino e Bruno Pontecorvo.

Partendo dalle scoperte nel campo della radioattività artificiale, Fermi pensa di usare i neutroni come “proiettili” per indurre alcune sostanze a sprigionare radioattività.

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Sintesi

Introduzione bomba atomica - tesina

Nella mia tesina di maturità ho deciso di parlare della bomba atomica, sia dal punto di vista storico che umano, perché mi hanno particolarmente interessato le vicende che hanno portato allo sgancio delle due bombe sul Giappone. Inizio con una citazione quasi “profetica” di Italo Svevo. L’autore, nella conclusione del romanzo La Coscienza di Zeno (1923), coglie pienamente ciò che stava succedendo a quel tempo e cosa sarebbe successo in un futuro, che risulterà essere non troppo lontano.

“Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. [..] Un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie”. La tesina permette vari collegamenti interdisciplinari con le materie scolastiche.

Collegamenti

  • Italiano - Italo Svevo, La Coscienza di Zeno.
  • Storia - Seconda Guerra Mondiale.
  • Fisica - Einstein e la teoria della relatività ristretta.
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