Estratto del documento

Storia: scienza della

Diritto:

Italiano:

Crisi del 1929 finanze:

Legge sul

Giovanni Verga CONSOB e

Risparmio art privatizzazioni

47, libertà in Italia

Economica e

Governo

Inglese: matematica: informatica: economia

Aziendale:

Enron il problema del database

Stock exchange consumatore revisione

Contabile e

Caso Parmalat

Inglese

Enron Corporation

Enron Corporation was one of the world's major electricity, natural gas, communications.

At the end of 2001, it was revealed that its reported financial condition was sustained

substantially by an institutionalized, systematic, and creatively planned accounting fraud,

known since as the Enron scandal. Enron has since become a well-known example of

willful corporate fraud and corruption. The scandal also brought into question the

accounting practices and activities of many corporations in the United States and was a

factor in the creation of the Sarbanes–Oxley Act of 2002. The scandal also affected the

greater business world by causing the dissolution of the Arthur Andersen accounting

company. Enron International constructed power plants and pipelines across the globe.

Some are presently still operating, including the massive Teesside plant in England. The

company's Teesside plant was one of the largest gas-fired power stations in the world, built

and operated by Enron from 1989, and produced 3 per cent of the United Kingdom's

energy needs.

The Stock Exchange

The Stock Exchange is the centre where shares and bonds are bought and sold. The

capital of a company is divided up into parts which are called “shares”. Shares are the

result of dividing the capital invested in a company. In the USA, shares are known as

“stocks” and their owner are called “stockholders”. People buy shares because they hope

to make a profit by selling them after their value has risen. There are risks

involved: shareholders risk a loss if the value of the shares goes down or if there are no

company profit to be divided. A bond is a document issued by a government or company

when burrowing money from the public. The holder of the document is called a

“bondholder”. Trading on the Stock Exchange now takes places 24 hours a day in the main

trading centres of the world. When an investor wants to buy and sell shares he needs the

assistance and advice of an intermediary, a broker dealer who buys and sells shares on be

half of member of the public. There are 2 main types of dealers who take risks:

  • Bears if he buys stocks cautiously because he exprts the prices of shares to fall
  • Bulls are investor believes the market will go up and the value of the shares will rise.

The New York Stock Exchange’s history dates back to 1792, when twenty-four brockers

subscribed an agreement, forming the firts organised stock market in New York, it’s now

based in Wall Street. One of the worst moments fot the NYSE was the Great Crash which

took place in October 1929. Many economists think that the Crash precipated the Great

Depression of 1929

Storia

Crisi ’29-’30

Verso la fine degli anni Venti il mercato interno non fu più capace di assorbire

un’offerta che non trovava nuovi sbocchi sul mercato mondiale, sia perché la

ricostruzione postbellica era terminata sia perché il protezionismo degli USA

spingeva altri paesi ad adottare misure analoghe, chiudendo le frontiere alle

esportazioni americane. Fu la stessa ricchezza degli Stati Uniti a provocare la

grave crisi economica del 1929. Il denaro abbondava e le banche concedevano

facilmente ai loro clienti prestiti che venivano impiegati in attività speculative e

soprattutto all’acquisto di azioni, il cui prezzo, a causa della crescente

domanda cominciò a salire sempre di più. Quando nelle borse si forma la “bolla

speculativa” prima o poi deve scoppiare. Il crollo si verificò quando i possessori

di azioni cominciarono a venderle per realizzare i guadagni. Molte aziende che

emetteva azioni erano in fallimento e quindi ingannavano gli azionisti che non

guadagnavano nulla come nel caso Parmalat. Il 24 ottobre la tendenza della

borsa si invertì: le vendite provocarono una discesa dei prezzi. Il timore di

dover sopportare perdite elevate si trasformò in timore quando le vendite

fecero scendere di molto il valore delle azioni. Questo avvenimento fu chiamato

crollo di Wall Street, dal nome della strada dove si trova la Borsa di New York,

ebbe inizio la grande crisi. Moltissime banche fallirono, fu distrutto il risparmio

e la produzione si dimezzò. La disoccupazione colpì tutti gli strati sociali. A

questa crisi seguì un periodo di stagnazione economica la Grande Depressione

(crisi è un avvenimento di breve durata, la depressione riguarda un intero

periodo). La grande depressione provocò un ripensamento delle teorie

economiche dominanti: la politica del laissez faire aveva mostrato dei limiti.

Occorreva adottare una diversa linea di politica economica che fu sostenuta

dall’economista inglese John Maynard Keynes. Keynes aveva criticato

l’eccessiva gravosità delle riparazioni imposte dalla Germania. Affermò che lo

Stato doveva intervenire per alleviare la disoccupazione con lavori pubblici,

concedendo crediti a basso interesse e salari rigidi al basso per far sì che ci

siano i consumatori, occorreva ridistribuire il reddito. Alla scoppio della crisi era

presidente Hoover, il quale convinto che essa dovesse essere superata con gli

strumenti tradizionali, non apportò alcuna modifica alla politica liberistica. Alle

elezioni del 1932 fu sconfitto da Roosevelt, sostenitore del Partito democratico.

Si era mostrato ostile all’isolazionismo (tariffe doganali per non importare ed

esportare). Roosevelt elaborò un programma che prevedeva una serie di

interventi statali in molti settori e il governo cercò di alleviare la disoccupazione

attraverso lavori pubblici “New Deal”. Furono costruite dighe e centrali

idroelettriche nel bacino del Tennessee con lo scopo di dare lavoro ai

disoccupati e per far abbassare i prezzi alle aziende private produttrici di

energia. Nel settore agricolo, per far rialzare i redditi agli agricoltori Roosevelt li

convinse a ridurre le colture in cambio di indennizzi. Tra le difficoltà affrontate ci

fu anche quella che prese il nome di Dust Bowl. Durante gli anni precedenti la

terra era stata sfruttata in maniera eccessiva e negli anni ’30 si verificarono

fenomeni di desertificazione e tempeste di sabbia. Molti piccoli coltivatori furono

costretti a lasciare la terra. Nel settore industriale si cercò un rimedio alla

disoccupazione attraverso la riduzione dell’orario di lavoro, che per gli operai fu

fissato in 36 ore settimanali. Per evitare l’anarchia finanziaria il mercato fu

sottoposto a controlli. Per favorire gli scambi con l’estero il governo

statunitense abbassò le tariffe doganali, e per favorire le esportazioni svalutò il

dollaro. Tra le più importanti riforme di carattere sociale attuate da Roosevelt va

ricordato il Social Security Act nel 1935, un sistema di pensioni per la vecchiaia

e l’invalidità, si gettavano le basi del welfare state che non comprendeva

l’assistenza in caso di malattia. Nemmeno il New Deal pose fine alla Grande

depressione ma ne alleviò le conseguenze sugli strati più poveri, gli Stati Uniti

uscirono dalla crisi con lo scoppio della 2 guerra mondiale per la produzione

bellica a sostegno della Gran Bretagna. La crisi del 1929 scoppiata negli USA,

dilagò velocemente in tutta Europa, specialmente in quegli Stati, come la

Germania che in seguito alla 1° guerra avevano ottenuto proprio dagli Stati

Uniti maggiori finanziamenti che ora doveva restituire. Uno degli stati europei

che meno subì la crisi fu l’Inghilterra grazie alla materie prime che prelevava

dalle colonie che costituivano il “Commonwealth” (associazione volontaria di

53 stati indipendenti e sovrani che collaborano nell’interesse comune e

promuove la pace, quello inglese ha conservato un rapporto con le colonie). In

generale si diffuse la tendenza all’autarchia (autonomia economica) cioè la

tendenza di ogni Stato a maturare un’autonomia economica senza puntare

troppo sugli scambi esteri. Anche l’Italia fascista cercò di perseguire questo

obiettivo: Mussolini cercò di dare forza all’industria italiana attraverso

investimenti statali gestiti da 2 nuovi enti: l’IMI (istituto mobiliare italiano) e

l’IRI (istituto di ricostruzione industriale), In realtà si trattava di industrie in

difficoltà per cui lo Stato non ottenne grandi risultati. Inoltre, per offrire posti di

lavoro, Mussolini avviò opere di lavori pubblici, si ricordi la bonifica delle paludi

dell’Agro Pontino, in questo modo si guadagnarono terre da sfruttare a livello

agricolo per sostenere il fabbisogno della popolazione. Purtroppo però la

presenza di dazi doganali che proteggevano le industrie del nord,

danneggiavano le esportazioni agricole del sud e portarono difficoltà

economiche. La crisi non colpì la Russia dove il regime rafforzò l’industria e la

produzione e contribuì a diffondere l’ideale del lavoro pesante (concetto di

stacanovismo legato alla figura dell’operaio Stachanov che lavorava molte ore

al giorno).

Cenni sulla crisi attuale

La crisi che stiamo attraversando ha tratto origini alla crisi generatasi sui mutui

estesa poi in tutti i settori dell’attività economica. Iniziarono i primi problemi

anche nel settore dei fondi speculativi (hedge funds) che sono stati penalizzati

sia dalla crisi di liquidità che ha indotto le banche a non concedere credito, sia

dalla discesa dei corsi di banca che ha ridotto il valore dei titoli. Le dimensioni

della crisi oggi sono tali da richiedere una risposta coordinata a livello globale,

a tal fine a Washington si è riunito un vertice straordinario del G20 nel 2008.

In tale occasione sono stati fissati principi in materia di regolamentazione,

sorveglianza e trasparenza dei mercati. La situazione di difficoltà delle banche

e la mancanza di fiducia hanno determinato, di conseguenza, restrizioni

nell’offerta del credito e aspettative di ulteriore riduzione della crescita degli

utili societari. Le preoccupazioni per l’economia reale restano ancora sostanziali

in un Paese come l’Italia che si è affacciato negativamente dal punto di vista

della finanza pubblica a causa dell’elevato rapporto tra il livello di debito

pubblico e PIL. Italia

Giovanni Verga

Per capire l’evoluzione letterarie di Verga è essenziale considerare le

condizioni sociali, i modelli con cui mutuò la sua formazione culturale.

Giovanni Verga nacque a Catania nel 1840 da una famiglia di agiati proprietari.

Compì i primi studi presso maestri privati in particolare il letterato patriota

Antonino Abate da cui assorbì il patriottismo e il gusto letterario romantico. I

suoi studi superiori non furono regolari: iscrittosi a 18 anni alla facoltà di Legge

a Catania non terminò gli studi, preferendo dedicarsi al lavoro letterario e al

giornalismo politico. Questa formazione irregolare segna la sua fisionomia di

scrittore che si discosta dalla tradizione di autori letteratissimi e di cultura

umanistica. Nel 1865 Verga lascia la provincia e si reca a Firenze, allora capitale.

Vi torna nel 1869 deciso a soggiornarvi perché consapevole che per divenire

scrittore autentico doveva avere contatto con la società italiana e liberarsi dai

limiti della cultura provinciale. Nel 1872 si trasferisce a Milano ed entra in

contatto con gli ambienti della Scapigliatura. Verga nasce come romantico

scrive romanzi come “Eros”, “Storia di una capinera” (ragazza costretta a

diventare suora e muore di dolore d’amore e in convento scrive una lettera

all’amica che è uscita dal convento perché i genitori hanno capito). Nel 1878

avviene la svolta verso il Verismo con la pubblicazione del racconto Rosso

Malpelo, novelle Vita dei campi e romanzo ciclo dei Vinti. Si discosta dalla

materia e dal linguaggio della sua narrazione anteriore e inizia un racconto si

tratta di Rosso Malpelo, la storia di un garzone di miniera che vive in un

ambiente duro e disumano, narrato con un linguaggio scabro ed è la prima

opera verista. Con questo racconto Verga si proponeva di scrivere il vero. Le

“basse sfere” non sono che il punto di partenza del suo studio dei meccanismi

di società. Secondo la sua visione la rappresentazione artistica deve

confermare al racconto l’impronta di cosa realmente accaduta, per questo lo

scrittore deve “eclissarsi” cioè non deve comparire nel narrato con le sue

reazioni soggettive, le sue riflessioni e spiegazioni; l’autore deve

immedesimarsi nei personaggi vedere le cose con i loro occhi ed esprimerle

con le loro parole. Il lettore avrà l’impressione non di sentire un racconto di fatti

ma di assistere ai fatti, deve essere introdotto nel mezzo degli avvenimenti

senza che nessuno gli spieghi gli antefatti. Di conseguenza anche il linguaggio

non è quello che potrebbe essere dello scrittore ma un linguaggio spoglio e

povero, punteggiato di proverbi, imprecazioni popolari, sintassi elementare e

scorretta. Si diffuse in quegli anni il naturalismo che deriva dal positivismo,

pensiero filosofico nato a metà ’800 che esaltava la fiducia nella scienza. Il

naturalismo è la rappresentazione della natura in modo oggettivo. Il maggior

esponente Emil Zola che aveva fiducia nella letteratura che doveva affascinare.

Verga si affascina della realtà oggettiva. Verga formula il principio

dell’impersonalità perché chi osserva non ha il diritto di giudicare. Alla base ci

sono posizioni pessimistiche: la società umana dominata dal meccanismo per

la vita, un meccanismo crudele per cui il più forte schiaccia il più debole. È una

legge universale e immodificabile. Se è impossibile modificare l’esistente, ogni

intervento giudicante appare inutile e allo scrittore resta solo di riprodurre la

realtà così com’è, la letteratura non può più contribuire a modificare la

realtà. Diversamente da ciò che sostiene Zola che crede che si deve intervenire

e commentare ha fiducia nella funzione progressiva della letteratura.

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Sintesi

Materie

  • Italiano - Giovanni Verga
  • Storia - Crisi del '29 e cenni crisi attuale
  • Diritto - Diritto al risparmio, libertà economica e crisi di governo
  • Sc. finanze - CONSOB e privatizzazioni
  • Ec. aziendale - Controllo di revisione, controllo di gestione e caso Parmalat
  • Inglese - Enron, Stock Exchange
  • Informatica - Database
  • Matematica - Problema del consumatore
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