Liceo Scientifico “Galileo Galilei”
Piedimonte Matese (Ce)
Razionalità vs irrazionalità
Roberta Santillo – Classe V ES
Anno Scolastico 2013-2014
“Il sonno della ragione genera mostri.”
Razionalità vs irrazionalità
Quante volte l’uomo si è trovato preda di un interrogativo devastante al quale non riesce a fornire risposta e soprattutto che tende a dilaniarne il pensiero?
Uno dei più famosi, che da secoli ha attirato l’attenzione dei più svariati intellettuali e artisti di ogni epoca e periodo storico, è il seguente: Vivere secondo ragione o far sì che essa si assopisca e cadere vittima dell’irrazionalità?
Cosa bisogna fare nella vita, cosa bisogna scegliere? La strada della razionalità o seguire l’istinto, le passioni, senza sapere quella strada dove condurrà?
Gli uomini si dividono da sempre per quanto riguarda questa visione della vita.
Ci sono coloro che più facilmente cadono vittima delle passioni, del sentimento ed altri invece che rimangono fissi su quella che è la coscienza, la ragione, la propria morale. Ciò accade per il proprio personale punto di vista formatosi nel corso dell’esistenza o per pure ragioni caratteriali, insite già dalla nascita in ogni individuo.
A questo punto, allora, sorge spontaneo chiedersi se c’è davvero una strada giusta o meno, se una di esse è risolutiva e prevarica sull’altra oppure no.
E io, da che parte sto? E noi, noi giovani, dov’è che dovremmo collocarci?
Da un po’ di tempo a questa parte mi sono imbattuta, come molti prima di me, in questo interrogativo e a spingermi a compiere mie personali riflessioni sull’argomento è stato il titolo di un quadro, molto incisivo, di una delle primissime lezioni di Storia dell’Arte di quest’ anno scolastico.
L’emblematica sentenza del pittore Francisco Goya, posta a descrivere una delle sue acqueforti più famose, risulta chiara: “Il sonno della ragione genera mostri”; l’artista, in bilico tra scetticismo e tensione verso il soprannaturale, tra razionalità e follia, ha decretato infine una sorta di sentenza.
Nel momento in cui l’uomo smette di utilizzare l’intelletto, di essere attento a quella che è la ragione, la morale, i retti costumi della società, ciò che appare “giusto fare”, smarrisce la giusta via e allontanandosi da essa perde qualsivoglia punto di riferimento e impazzisce cadendo preda dell’irrazionalità, di incubi, di paure insite nel nostro inconscio, di ciò che si cela all’interno di ognuno di noi.