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Sommario

  • Niente di nuovo sul fronte occidentale: Eric Maria Remarque
  • Il 1° conflitto mondiale: la guerra di posizione, le trincee
  • Le malattie dei soldati nella prima guerra mondiale
  • Le canzoni della grande guerra al fronte
  • La Première Guerre Mondiale
  • Ireland
  • Il Regno Unito
  • Matisse: La danza
  • Fonti energetiche non rinnovabili
  • Il Beach volley

Schedatura del libro

Autore: Erick (Paul) Maria Remarque

Titolo: Niente di nuovo sul fronte occidentale

Anno di pubblicazione: 1929

Editore: Oscar Mondadori

Personaggi principali: Paolo Baumer, il protagonista del libro, è un ragazzo di

vent’anni che, durante la prima guerra mondiale, insieme ai suoi compagni di trincea: Kat,

Kemmerich, Alberto, Kropp, Müller e Tjaden affronterà delle avventure tremende e tristi che

cambieranno per sempre la loro esistenza.

Riassunto: Paolo Baumer era un ragazzo di vent’anni, spinto a smettere di studiare per andare a

combattere in guerra per la sua patria convinto dalle parole dei suoi professori. La storia inizia

quando la sua compagnia composta di circa 150 uomini è decimata e ridotta a un’ottantina di

persone. I ragazzi che erano rimasti stavano aspettando il loro rancio,

ma siccome il cibo era stato cucinato per 150 persone, la razione di cibo

è doppia. Erano andati al fronte tutti perché spinti dal professor

Kantorek. I ragazzi in seguito vanno a trovare un loro compagno di

trincea Kemmerich finito in ospedale perché una granata ferendolo ha

determinato la necessità di amputargli una gamba, ma i compagni non

glielo dicono subito per pietà, lo scopre da solo, ha anche dei begli

stivali che a Müller piacciono tanto, ma Paolo non glieli fa prendere.

Paolo e i compagni tornano nella baracca, già pensando che cosa

scrivere alla mamma di Kemmerich perché intuiscono che la sua morte

è molto vicina e così Kemmerich è il primo a morire. In dieci settimane erano stati preparati alla

vita militare, la loro compagnia divisa in gruppetti, Paolo e i suoi compagni erano finiti nella nona

squadra comandata da Himmelstoss. Questi aveva preso di mira la squadra con atteggiamento

arrogante e crudele, per esempio facendo compiere sempre lo stesso turno a Paolo ogni domenica al

fronte. Per fargliela pagare una notte Tjaden e gli altri aspettano Himmelstoss in una stradina buia, lo

picchiano, gli tolgono le bretelle e poi riesce a fuggire, ma loro sono contenti perché finalmente

gliel’hanno fatto pagare. Sono mandati a stendere reticolati, ma non sono tanto ansiosi perché sanno

che non può succedere nulla di grave, salvo la ferita di un braccio o di una gamba. Vicino a loro

lungo la strada c’è una casa e si sente un rumore come un «qua qua», così rubano delle anatre e

possono fare un buon pasto. Dopo arrivano nella zona delle artiglierie e sentono esplodere le

granate, allora prevale l’istinto di conservazione e, guidati da questo, riescono a scampare al

pericolo. Uno di loro dice che stanotte ci sarà una gran festa. Nell’artiglieria il suono dei grossi

proiettili è molto forte, Paolo si fa una dormita e quando si sveglia non sa dove si trova, ma subito

dopo si ricorda. Insieme ai suoi compagni sente delle urla, uno di loro dice che sono dei cavalli feriti

e si chiudono le orecchie per non sentire, ma poi interessati vanno a vedere. Durante la notte tornano

indietro e arrivano al cimitero del battaglione cacciatori, dove si trovano delle croci nere sopra le

tombe. Qui avviene un bombardamento poi, un minuto dopo essere arrivati, una seconda esplosione

solleva una porzione del bosco e il cimitero ora è un cumulo di rottami e di cadaveri, come se i

defunti fossero morti per una seconda volta. Questa esplosione ha causato parecchi feriti che poi

sono trasportati in ambulanza in ospedale. Paolo e i suoi compagni tornano nuovamente indietro

nelle baracche, si siedono in cerchio e parlano di che cosa farebbero se scoppiasse la pace;

all’improvviso compare Himmelstoss. Tjaden, appena lo vede, gli dà del tu e Himmelstoss si

arrabbia e gli dice che per questo avrà tre giorni di carcere. Così Tjaden non si fa trovare nei giorni

successivi e per questo Kropp è incaricato da Himmelstoss di cercarlo. Kropp non esegue gli ordini

e quindi è rinchiuso in carcere per tre giorni con Tjaden. Loro due sono contenti di essere stati

rinchiusi in carcere perché almeno sono sicuri che si riposeranno e che non potranno morire. Passata

un’ora Paolo e gli altri vanno a trovare i compagni in carcere e restano lì fino a notte. Dopo

essersene andati, uccidono un’oca e se la gustano con bontà. Tornano in linea e durante una piccola

pausa trovano un modo per far sparire i topi che stanno mangiando tutti i viveri. Arriva la notte e

poi l’allarme del gas, quindi, coricati, si mettono la maschera antigas; non si può dormire, quindi si

guardano in faccia e sonnecchiano. La mattina una recluta ha una crisi e vuole scappare, ma

nonostante lo tengano stretto, perfino picchiandolo, purtroppo riesce a scappare andando incontro

alla morte. A mezzogiorno il sole scotta, raggiungono le loro vecchie trincee, ma purtroppo sono

costretti a fare dietrofront. A causa di questo perdono la vita parecchi soldati, se ne vedono anche

dell’altra trincea volare in aria a causa delle esplosioni, poi tutto si ferma. Dopo un paio di mesi

arrivano dei ragazzi nuovi, Paolo e gli altri insegnano loro a sopravvivere in trincea. I nuovi

sostituiscono quelli morti e danno un po’ di ristoro ai più anziani. Dopo un po’ sentono il

comandante che fa l’appello, sono chiamati e scoprono che di 150 sono rimasti 32 uomini. I

compagni di Paolo sono morti quindi quasi tutti. I pochi che sono rimasti con Paolo sono riportati

più indietro vicino a un deposito di reclute per riorganizzare la compagnia, molti di loro muoiono.

Poco distante c’è un canale, spesso vanno a fare il bagno e accanto vi incontrano tre donne; si

parlano da lontano e concordano un appuntamento nella loro casa. Le donne dicono ai ragazzi di

portarsi dietro anche del pane e delle salsicce. Durante la notte, senza farsi beccare, vanno a casa di

quelle ragazze e ci rimangono tutta la notte. Tornati sul fronte Paolo è chiamato in fureria, gli sono

concessi quattordici giorni di licenza. Gli amici gli augurano buon viaggio. Paolo arriva a casa, è

accolto dalla sorella che non si aspettava di vederlo. La madre di Paolo è malata di cancro, ma è

tanto felice per il figlio. Paolo si sente imbarazzato e non a suo agio a casa perché non è abituato ad

andare al ristorante o a vestirsi da borghese, non si ritrova più tra le sue cose e inoltre non riesce a

raccontare alla madre com’è la vita in trincea. Paolo saluta i genitori, ma prima di ripartire passa a

casa della madre di Kemmerich, il suo amico morto, e gli racconta l’avvenuto. Tornato al fronte, non

si sa nulla di Alberto e Kat. Poi finalmente un mattino Paolo ritrova la sua truppa e con loro

condivide le ciambelle preparate dalla mamma. Un giorno occorre mandare fuori una pattuglia per

accertare la posizione nemica. Paolo sente il dovere di farlo poiché è andato in licenza. Si

organizzano, ma durante un attacco improvviso del nemico Paolo è in pericolo, trova rifugio in

diverse buche, poi continua ad andare avanti e sente sempre più forte il rumore delle granate; alla

fine finisce in una grande buca con le gambe nell’acqua. Paolo ha il pugnale pronto con sé perché

ha paura che qualche soldato nemico possa saltare nella buca e ucciderlo, quindi è pronto a

precederlo e a pugnalarlo. All’improvviso un corpo è cascato nella buca, Paolo lo pugnala subito e

lo ferisce mortalmente. Poi si pente e si dispera, anche se sa che l’altro avrebbe fatto lo stesso. Quel

povero soldato muore. Paolo, al colmo della disperazione, gli promette che scriverà alla moglie e gli

promette tante altre cose. Dopo pensa che i compagni lo abbiano considerato già morto, quindi trova

una soluzione per farsi sentire. Finalmente i pochi compagni rimasti lo sentono. Sono tornati in

trincea e poi la mattina s’imboscano in otto per controllare un villaggio. Si accampano per la notte in

una cantina; lì vicino c’è una stalla e trovano dei porcellini, che sono macellati da Kat e quindi

possono mangiare abbondantemente. La cantina dove stanno è bombardata dalle granate e quindi

ripartono per un’altra località. Durante il viaggio sono colpiti da una granata e feriti, poi cadono in

uno stagno e con difficoltà riescono a mettersi in salvo. Sono trasferiti in un ospedale da campo,

dove sono medicati, ma purtroppo ad Alberto sale la febbre e viene trasferito in un ospedale

cattolico con Paolo, che simula la febbre per non staccarsi da lui. In quell’ospedale incontrano altri

soldati feriti, tutti con una storia. Ad Alberto viene amputata la gamba mentre Paolo guarisce. Dopo

un paio di settimane Paolo è dimesso e rinviato al fronte. Ormai sono rimasti solo Paolo e Kat, sono

costretti a muoversi perché la trincea nemica compie un attacco improvviso. Kat e Paolo vanno a

prendere il rancio, ma Kat cade ferito a una gamba e Paolo è costretto a portarlo in un ricovero

perché la ferita sanguina. Se lo carica sopra la schiena, ma non si accorge che prima di arrivare Kat è

stato colpito alla testa da una scheggia e pertanto è morto. Paolo rimane da solo in trincea, tutti i suoi

compagni sono morti. Ormai è arrivata la pace, la guerra è alla fine e si sente felice perché almeno

ha ancora una lunga vita davanti. Paolo muore nel 1918 in una giornata calma e silenziosa mentre la

radio trasmette la notizia «Niente di nuovo sul fronte occidentale».

Commento: Io penso che questo libro racconti i fatti realmente successi nella prima guerra

mondiale. Infatti, Remarque racconta la sua esperienza di guerra e ci fa capire che tutti gli ideali che

hanno spinto quei ragazzi a parteciparvi sono stati in realtà un inganno. La guerra ha tolto loro, che

si affacciavano alla vita, la spensieratezza, il diritto ad avere dei progetti per il loro futuro. Alla fine

rimane solo la necessità di sopravvivere alle granate, di mangiare e godere anche delle più piccole

cose, per non perdere la propria umanità a causa delle atrocità che continuamente devono

sopportare.

La prima guerra mondiale

La guerra in trincea

Quando i vari governi europei scesero in campo

nel primo conflitto mondiale, c’era il

convincimento che quella guerra sarebbe stata

veloce. Invece una caratteristica di questo conflitto fu la guerra di trincea, una tattica che vide gli

eserciti nemici combattere per lunghi periodi su una linea chiamata fronte. Questa strategia tipica

delle guerre di posizione ha come obiettivo il logoramento con l’imposizione al nemico di un

consumo di risorse tale da impedirgli di proseguire il conflitto. Il fronte era costituito da fosse e

ricoveri sotterranei scavati per centinaia di chilometri in lunghi corridoi a formare le trincee.

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Italiano, storia, francese, scienze e musica: la prima guerra mondiale.
  • Arte: Matisse con riferimento all'opera La danza.
  • Inglese: Ireland.
  • Geografia: Il Regno Unito.
  • Tecnologia: fonti energetiche non rinnovabili.
  • Educazione motoria: il beach volley.
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